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| User Data registr.: 10-07-2009 Residenza: pesaro
Messaggi: 415
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Ciao Camillo, io per le vele uso sailcut, c'è un 3d su questa sezione dove spiega come ho realizzato un una rig (+ o - buona per un razor) con le varie procedure. L'importante è lavorare in metri, in modo che esportando hai una maggiore precisione nelle curvature dei ferzi, con illustrator importo il dwg/dxf degli sviluppi e lo ridimensiono in cm per la stampante. Con l'esportazione in dxf riesci ad importare in rhino l'intera vela (curve semplici da trasformare in superfici) dalla quale ricavi il centro velico della vela giá nella forma ideale. Una cosina abbastanza utile no? Saluti dsl paesano Alex Inviato dal mio GT-I9070P con Tapatalk 2 |
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| User Data registr.: 08-11-2010 Residenza: PESCARA
Messaggi: 430
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proverò a rifare le vele a ferzi almeno le più grandi. ciao cumpà Camillo | |
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| User Data registr.: 08-11-2010 Residenza: PESCARA
Messaggi: 430
| Citazione:
Ci sono due cose che non mi convincono, la prima e' che il rig e' molto rigido e in una classe dove si regata solitamente in laghetti con vento che passa in un attimo da 0 a 15 nodi non so se e' l'ideale; La seconda e' quel cavolo di paterazzo che offre un perfetto aggancio negli scontri ravvicinati. Io al sestiere ho fatto due dns per aver agganciato il maledetto paterazzo di qualcuno uno era proprio il sig Phil con la sua footy in depron. Per adesso mi attengo al progetto poi vediamo cosa modificare. Per Sail CUT ho fatto qualche prova e non mi pare che lavorare in metri sia un problema basta considerare i metri decimetri e poi scalare con il CAD in fase di stampa. L'attrezzino che proponi mi sembra comunque utile per facilitare l'assemblaggio. Ma per adesso pensiamo easy e facciamo le vele 2D. | |
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| Moderatore Data registr.: 18-05-2006 Residenza: Torino
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per il pivot del rig, metterei solo filo di acciaio inox da 2 o 2,5, non carbonio da 4 perche` non flette. Dettaglierei meglio la giunzione tra albero e parte anteriore del boma che lavora a torsione. L'albero da 3 o 4 si attacca nel boma con un perno da 2, 2,5 circa (dipende dal dia interno dell'albero) che entra nel boma. in quel punto il boma dopo la foratura e l'incollaggio del pernino che esce dall'abero, va legato con filo di dacron, dynema o kevlar in modo che sia ben robusto, altrimenti alla prima torsione il tubetto da 5, specie se in carbonio, si apre come una cozza. Problema similare si ha dove il pivot in acciaio entra nella parte anteriore del boma: anche li' meglio fare una legatura. Quello che condivido poco e` il giro che fa la scotta della vela. Perche` complicarsi la vita con un braccetto del servo dentro cui scorre la scotta che parte dall'albero e poi va a prua per attaccarsi al boma. A mio parere e` molto piu` semplice avvicinare il punto di attacco sul boma al pivot e far lavorare la leva in diretta... tanto la potenza di tiro non cambia affatto. Idem per quanto riguarda l'inclinazione indietro della scassa dell'albero e del pivot: non lo considererei un optional ma un must. Serve abbastanza averlo inclinato indietro perche` lascando la vela in poppa quella inclinazione permette di avvicinare il centro velico all'asse della barca riducendo la tendenza ad orzare. Tutto questo si traduce in un migliore equilibrio e in un buon ritardo alla "sottomarinizzazione": se la barca si inclina sottovento, il timone alla poggia per tenerla in rotta genera anche portanza che solleva la poppa che e` l'ultima cosa che vorremmo in quel momento.Una soluzione per ridurre questo problema e` aprire le vele in poppa oltre i 90 gradi in modo che la barca sbandi sopravento e porti il cetro velico in asse barca diventando piu` neutra. Gestendo con la scotta lo sbandamento si puo` arrivarea dirigere la barca in maniera abbastanza semplice ed istintiva: se tiro la scotta orzo, se la lasco poggio. Quando la barca e` immersa di prua e il timone incomincia a perdere efficacia le il controllo delle vele permette di mantenere la direzione. Chiaramente non e` facilissimo e occorre un po' di pratica, ma imparando il divertimento non manca: al Sestriere tutti i migliorti skipper lo facevano correntemente nei lati a favore di vento. Infatti, quando si regata con le footy, dato che il regolamento lascia libero il numero di giochi di vele, si tende sempre a tenere la massima superficie velica possibile, quindi si e` sempre al limite dell'ingavonamento anche con poca aria. ![]() ![]() ![]() ![]() ![]() Questo rende particolarmente divertente il giochino perche` anche con poco vento si e` spesso al limite, pero` necessita di avere sempre la footy ben equilibrata e i pollici allenati. Altrimenti, mentre si gioca a fare l'anatra in immersione con la prua sott'acqua,la barca che ci sta di fianco... se ne va ![]() Quindi, anche senza pivot dell'albero inclinato c'e` modo di sopperire con il pilotaggio, ma e` chiaro che, se si e` all'inizio, piu` la barca va dritta da sola e abbisogna di meno correzzioni e piu` sara` facile condurla Questo barchino dovrebbe essere indirizzato proprio ai principianti che vogliono avere un mezzo competitivo e facile per regatare e divertirsi, quindi tutto quel che si puo` fare per semplificarne al conduzione ... e` benvenuto.
__________________ Claudio Vigada www.progetto-urca.com Footy-Italia gruppo facebook www.autonomy-f5j.it Facebook Autonomy F5J Ultima modifica di claudio v : 04 settembre 12 alle ore 12:10 | |
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| | #6 (permalink) Top |
| User Data registr.: 28-10-2008 Residenza: vigevano
Messaggi: 458
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Ciao a tutti, come annunciato, mi chi metto anche io a sperimentare questo barchino nella mia personale interpretazione tonda :eek: Dico subito che il lavoro da me fatto è piuttosto spannometrico: ho imbottito un po' fuori e un po' meno dentro cercando di recuperare il volume perso sugli spigoli sulla chiglia (circa). Il risultato è il maschio che vedete in foto su cui poi lamineró una monoscocca in vetro eliminando poi il depron (vigada docet) Che ne dite? Inviato dal mio GT-I9100P con Tapatalk 2 |
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| | #7 (permalink) Top | |
| Moderatore Data registr.: 18-05-2006 Residenza: Torino
Messaggi: 4.599
| Citazione:
Oppure, se proprio vuoi giocare con la fibra, di mettere 2 strati da 27 esterni e non togliere il depron da dentro. In questo modo pesera` come a rivestirla di plastica adesiva, ma sara` un po' piu` dura in superficie e durera` piu` a lungo "integra".
__________________ Claudio Vigada www.progetto-urca.com Footy-Italia gruppo facebook www.autonomy-f5j.it Facebook Autonomy F5J | |
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| | #8 (permalink) Top |
| User Data registr.: 08-11-2010 Residenza: PESCARA
Messaggi: 430
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Lo stondo snellisce e l'estetica ci guadagna di sicuro guadagni qualcosa come riduzione della sup bagnata Più difficile sara' farla leggerissima. E' molto urca footy oriented anche se ovviamente e' più bella Perché le linee di partenza le ho tracciate io ;-) |
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| | #9 (permalink) Top |
| User Data registr.: 08-11-2010 Residenza: PESCARA
Messaggi: 430
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allego revisione 1 al rig e foto legature. dato che ho inserito un range di tubi volevo inserire due parole sulla loro scelta. I ho gia realizzato un rig del genere con queste misure: tubo di torsione ossia la parte di boma dal pivot all'albero da 6mm sp 0.5mm e albero da 4mm sp 0.5mm provato su un razor risulta parecchio rigido, non scarica sotto raffica e alla fine ho preferito usare il classico armo unarig con raggio di bicicletta piegato a Z che invece è troppo elastico proverò a realizzare per l'easy un accoppiata albero da 3mm sp 0.5mm + tubo torsione da 5mm sp 0.5mm e pivot con tubo da 4mm sp 0.5mm armo rigido - armo flessibile, sono due filosofie da esplorare e due delle barche più forti in giro hanno filosofie opposte in realtà secondo me sui laghetti in genere dove il vento è molto rafficato conviene un rig elastico, mentre quando esci in mare alla fine non hai grossi salti e se indovini la giusta misura di vela un armo rigido dovrebbe andare meglio. mi farebbe piacere sentire il vs pensiero in proposito. ciao Camillo |
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| | #10 (permalink) Top | |
| User Data registr.: 28-10-2008 Residenza: vigevano
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Il tuo scafo completo, senza bulbo, quanto pesa? Inviato dal mio GT-I9100P con Tapatalk 2 | |
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