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| User Data registr.: 09-06-2008 Residenza: Verona
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il prodotto, come gran parte delle materie plastiche, ben si presta alla lavorazione all'utensile. Bisogna però di individuare i corretti parametri, ovvero tener conto delle caratteristiche tipiche di una resina poliuretanica o vinilica: si tratta di resine definite "hard elastic", ovvero non vetrose ma plastiche (70 Shore D dopo il completo indurimento) e con un punto di stabilità termica limitato (sopra i 60° comincia a soffire, ad 80° siamo totalmente nei guai). Di conseguenza dovremo lavorare a velocità di rotazione relativamente basse, con avanzamenti relativamente elevati, utensili con pochi taglienti e molto ampi, molto affilati e con spoglie molto positive, in grado di scaricare molto truciolo, non necessariamente in metallo duro (l'usura per abrasione è quasi inesistente) e, se possibile, con un elemento di raffreddamento (anche semplice aria compressa insufflata sulla zona di taglio dell'utensile o al limite anche un "gocciolamento" di alcool isopropilico o, al limite, denaturato, che evaporerà quasi immediatamente). La finitura superficiale conseguente alla lavorazione sarà molto buona, compatibilmente con la qualità della machina e dell'utensile. @ Tonicle, Per la costruzione di uno stampo da originale esistente, personalmente vedo molto meglio la classica costruzione con fibre rinforzate in vetro (diciamo epossidica, per cose piccole e poco importanti anche poliestere, che però ritirano di più nel tempo). Una delle caratteristiche negative delle PUR è che il tempo di cura (catalisi) è molto dipendente dallo spessore, ed il "ritiro" dimensionale è molto tangibile, e deve essere previsto un eccesso di materiale nei punti di colata, che andranno a compensare il calo durante l'indurimento. Solo per particolari piccoli o con superfici al limite del "sottosquadra", userei gomme siliconiche o gomme poliuretaniche, che non sono il prodotto di cui stiamo parlando; per il resto vedo meglio vetro-epossidica o vetro-ceramica, se si vuol fare spessore in fretta, magari una combinazione delle due. La PUR è conveniente per parti non gigantesche e non particolarmente sollecitate, costa poco e può riprodurre molto bene anche piccoli particolari, ammettendo facili lavorazioni all'utensile, ma non è un prodotto ad alta tecnologia. Le aratteristiche dielettriche e di permittività sono eccellenti per utilizzi normali, non entusiasmanti in radiofrequenza con tendenza a diventare scarse al salire della frequenza stessa, ma qui si esula dal modellismo. Infine un'ultima caratteristica: la "pezzatura" forse più conveniente in R&G è il kit da 2Kg (a patto che possano servire), tenendo comunque conto del fatto che il tempo di stoccaggio non è lunghissimo (viene dichiarato prudenzialmente di tre mesi, io ho impiegato con successo materiale vecchio di otto mesi senza problemi), quindi comprate quello che ragionevolmente utilizzerete nel medio periodo. Ciao Renzo
__________________ Un bel tacer non fù mai scritto.... Ultima modifica di re60cnc : 23 aprile 09 alle ore 11:22 | |
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| User Data registr.: 17-12-2004 Residenza: G.A.B. Gruppo Aeromodellistico Brezza (CE) http://www.gruppoaeromodellisticobrezza.it/Default.asp
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Hai qualche foto di un tuo lavoretto con questo tipo di resina? Grazie | |
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