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Vecchio 28 ottobre 10, 17:56   #1 (permalink)  Top
Scj
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Il tuo commento putroppo non aggiunge nulla di costruttivo..
Infatti. è solo una battuta che però riassume le mie convinzioni sulla fattibilità di una eventuale normativa, sulla applicazione della stessa e sugli organi preposti a farla osservare. La prima parte potrebbe anche essere partorita da qualche ente ma le altre due? Non credo proprio che la Polizia (et simili) abbia tempo-voglia di venire a fare controlli sugli aeromodelli di qualche club. Il discorso cambia in caso di rumori molesti, crash con danni e lesioni ma in caso normale attività di volo del weekend... In fin dei conti vediamo tutti i giorni ciclisti che si allena con biciclette non a norma (ruote liscie, mancanza catadiottri, fari, campanello ecc ecc) e mica vengono demonizzati e viene data loro la caccia. La vita è fatta di priorità, prima di venire a controllare i nostri modelli ci sono tante ma tante altre cose da fare.

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Prlndone seriamente direi che un "qualche limite" ci vuole per vari motivi.

1) i nostri aeromodelli volando rientrano nella giurisdizione, nelle competenze dell' ENAC. Non è un caso che alcuni campi di volo, che rientrano nelle zone aeroportuali, abbiano già dovuto darsi dei limiti.
Certo, per me l' unica normativa è che nel raggio di 5 km da zone aeroportuali non dovrebbe volare nessun modello, se si potesse, manco i gabbiani.

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2) gli aeromodelli ultimamente hanno avuto una crescita di dimensioni, pesi e velocità vertiginosa. Pensare che chiunque possa acquistarli e poi volarci non fa star preoccupato solo me, ma anche chi in volo ci vive e ci lavora.
Si, ma in proporzione sono sempre pochi rispetto ai modellini di dimensioni contenute. Modelli oltre 2.5 metri supereranno il migliaio in tutta italia? Mah!

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3) limiti di sicurezza in termini di visibilità sono ragionevoli, come anche di quota e peso. l'FPV potrebbe esser un esempio di aeromodello che, in caso di problemi, non vola "a vista" e potenzialmente è più pericoloso di uno che vola a vista.

ecc ecc ecc...

Robbè
Concordo sul terzo punto ma se qualcuno scopre che con l' FPV si può andare così lontano allora preparatevi a dover tagliare le antenne delle vostre radio perchè hanno portate oltre il visibile.
Ribadisco, l' Italia ormai è uno zibaldone di leggi, norme, consuetudini, decreti, che di fatto sono inapplicate ed inapplicabili. Basta leggere quello che accade tutti i giorni.
Se si vuole (deve) regolamentare, si regolamenti ma tenendo conto che se le norme saranno semplici, comprensibili e di semplice applicazione potranno essere applicate altrimenti ciccia.
Con affetto
Simone
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Vecchio 28 ottobre 10, 18:12   #2 (permalink)  Top
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Che bello.
Mi sento ringiovanito di almeno 5 anni..........ma forse sono anche di più.
Io ero nella prima commissione istituita DOPO che era uscito il famigerato manuale e che doveva ridiscutere il tutto, ma ne sono uscito dopo 5-6 mesi visto che in quel periodo non si era fatto ASSOLUTAMENTE niente........neanche due chiacchere.
Mi pare di capire che siamo rimasti là, anzi forse si è andati anche un pelo indietro visto che in quella commissione c'era gente che di aeromodellismo qualcosa ne sapeva.........
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Vecchio 28 ottobre 10, 19:25   #3 (permalink)  Top
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Infatti. è solo una battuta che però riassume le mie convinzioni sulla fattibilità di una eventuale normativa, sulla applicazione della stessa e sugli organi preposti a farla osservare. La prima parte potrebbe anche essere partorita da qualche ente ma le altre due? Non credo proprio che la Polizia (et simili) abbia tempo-voglia di venire a fare controlli sugli aeromodelli di qualche club. Il discorso cambia in caso di rumori molesti, crash con danni e lesioni ma in caso normale attività di volo del weekend... In fin dei conti vediamo tutti i giorni ciclisti che si allena con biciclette non a norma (ruote liscie, mancanza catadiottri, fari, campanello ecc ecc) e mica vengono demonizzati e viene data loro la caccia. La vita è fatta di priorità, prima di venire a controllare i nostri modelli ci sono tante ma tante altre cose da fare.



Certo, per me l' unica normativa è che nel raggio di 5 km da zone aeroportuali non dovrebbe volare nessun modello, se si potesse, manco i gabbiani.



Si, ma in proporzione sono sempre pochi rispetto ai modellini di dimensioni contenute. Modelli oltre 2.5 metri supereranno il migliaio in tutta italia? Mah!



Concordo sul terzo punto ma se qualcuno scopre che con l' FPV si può andare così lontano allora preparatevi a dover tagliare le antenne delle vostre radio perchè hanno portate oltre il visibile.
Ribadisco, l' Italia ormai è uno zibaldone di leggi, norme, consuetudini, decreti, che di fatto sono inapplicate ed inapplicabili. Basta leggere quello che accade tutti i giorni.
Se si vuole (deve) regolamentare, si regolamenti ma tenendo conto che se le norme saranno semplici, comprensibili e di semplice applicazione potranno essere applicate altrimenti ciccia.
Con affetto
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andando per punti:

Modelli oltre i 2,5 metri? non lo sò.. forse un migliaio, forse meno o più..
E' però ammissibile che l'utilizzo di tali modello sia quanto meno afffidato a chi ha uno straccio di attestato. Oggi come oggi l'utilizzo è , direi pericolosamente, libero.

FPV: il fatto che ci siano oggi (c'erano anche ieri, già lo hai dimenticato?) radio che vanno oltre la portata ottica è irrilevante. E' l'utilizzo che se ne fa che deve avvenire secondo regole di buon senso. D'altronde vendono anche automobili (omologate e per la quali ci vuole la patente) che fanno 300 km orari. ma questo non significa che puoi andarci a quella velocità, il limite è 130.
Basta fare un giro su youtube per vedere auto che sfrecciano a velocità ben superiori e.. modelli in FPV che volano su strade, case ben istanti dal punto di lancio (e di pilotaggio).

Robbè
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Vecchio 29 ottobre 10, 10:52   #4 (permalink)  Top
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andando per punti:

Modelli oltre i 2,5 metri? non lo sò.. forse un migliaio, forse meno o più..
E' però ammissibile che l'utilizzo di tali modello sia quanto meno afffidato a chi ha uno straccio di attestato. Oggi come oggi l'utilizzo è , direi pericolosamente, libero.

FPV: il fatto che ci siano oggi (c'erano anche ieri, già lo hai dimenticato?) radio che vanno oltre la portata ottica è irrilevante. E' l'utilizzo che se ne fa che deve avvenire secondo regole di buon senso. D'altronde vendono anche automobili (omologate e per la quali ci vuole la patente) che fanno 300 km orari. ma questo non significa che puoi andarci a quella velocità, il limite è 130.
Basta fare un giro su youtube per vedere auto che sfrecciano a velocità ben superiori e.. modelli in FPV che volano su strade, case ben istanti dal punto di lancio (e di pilotaggio).

Robbè
Non posso che quotarti ma almeno nella mia zona stiamo assistendo ad un drastico calo di iscritti/partecipanti ai gruppi modellistici. Se poi iniziamo a mettere norme varie significa ben presto decimare i praticanti. Io che a farmi un paio di voletti al weekend mi rilasso non posso stare col patema d'animo di dover sottostare a regole che sarranno di fatto inapplicate ed inapplicabili. Se tocca regolamentare, a mio avviso, basterebbero solo alcuni punti da rispettare:

Peso (la dimensione non conta, se viene rispettato il valore peso allora la dimensione verrà da se. Che crea danni in un eventuale impatto è l' energia del veivolo che sostanzialmente si può schematizzare come il prodotto della velocità (al quadrato) per la massa. Se ho un affaretto da 150 grammi che viaggia a 300 km/h non posso pensare abbia la stessa energia di un bestione da 20 Kg che viaggia a 80 Km/h)

Motorizzazione: da decidere se limitare cilindrate, voltaggi (per elettrico), spinte (per turbine) o semplicemente definire una potenza massima non superabile (più semplice da tenere a mente, applicare e controllare) magari (e già qui potremmo sforare col mio discorso di semplicità della norma) rapportata al peso.

altro? Non credo. Fissati questi pochi (pochissimi) parametri si eviterà di vedere la riproduzione di modelli che modelli poi non sono più essendo transitati nei ranghi degli aerei veri con dimensioni da ultraleggeri.
Le norme riguardo le quote ci sono già (mi pare)

Nella giungla in cui siamo arrivati mettere alcuni paletti sarebbe indispensabile. Ma non si può pretendere che di punto in bianco venga stilata una norma piena zeppa di articoli, norme e cavilli.

Discorso attestati: chi mi attesta che sono capace? un istruttore che magari poi ne sa meno di me? Se l'attestato serve all' italiana maniera di "risolvere" la pratica allora è meglio che si opti per qualcos'altro. Non me la sentirei proprio di obbligare un Sebastiano Silvestri o un Marco Benincasa (tanto per dire due nomi a caso) a frequentare un corso. La sicurezza si impara sul campo e si attua in primis in laboratorio costruendo (o assemblando) con la testa collegata al resto del corpo e poi matura con l'esperienza e le capacità che man mano si acquisiscono (certo che se poi uno è zuccone c'è ben poco da fare)

Riguardo all' FPV è vero che le radio di ieri andavano oltre la portata ottica (come oggi) ma era proprio quella (la visione dell' oggetto) il limite. Ora con trasmettitori per l' FPV si può volare anche oltre il visibile e ciò non andrebbe assolutamente fatto.

Per concludere siamo veramente una esigua fetta della popolazione che pratica aeromodellismo quindi i rischi sono (statisticamente) molto bassi. Se un domani ogni cittadino italiano avrà un aereo radiocomandato allora qualche norma sarà bene che ci sia. Ma per il momento non le vedo di così immediata necessità. (tanto resto della mia che non si farà nulla )
Con franchezza
Simone
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Vecchio 29 ottobre 10, 11:09   #5 (permalink)  Top
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Non posso che quotarti ma almeno nella mia zona stiamo assistendo ad un drastico calo di iscritti/partecipanti ai gruppi modellistici. Se poi iniziamo a mettere norme varie significa ben presto decimare i praticanti. Io che a farmi un paio di voletti al weekend mi rilasso non posso stare col patema d'animo di dover sottostare a regole che sarranno di fatto inapplicate ed inapplicabili. Se tocca regolamentare, a mio avviso, basterebbero solo alcuni punti da rispettare:

Peso (la dimensione non conta, se viene rispettato il valore peso allora la dimensione verrà da se. Che crea danni in un eventuale impatto è l' energia del veivolo che sostanzialmente si può schematizzare come il prodotto della velocità (al quadrato) per la massa. Se ho un affaretto da 150 grammi che viaggia a 300 km/h non posso pensare abbia la stessa energia di un bestione da 20 Kg che viaggia a 80 Km/h)

Motorizzazione: da decidere se limitare cilindrate, voltaggi (per elettrico), spinte (per turbine) o semplicemente definire una potenza massima non superabile (più semplice da tenere a mente, applicare e controllare) magari (e già qui potremmo sforare col mio discorso di semplicità della norma) rapportata al peso.

altro? Non credo. Fissati questi pochi (pochissimi) parametri si eviterà di vedere la riproduzione di modelli che modelli poi non sono più essendo transitati nei ranghi degli aerei veri con dimensioni da ultraleggeri.
Le norme riguardo le quote ci sono già (mi pare)

Nella giungla in cui siamo arrivati mettere alcuni paletti sarebbe indispensabile. Ma non si può pretendere che di punto in bianco venga stilata una norma piena zeppa di articoli, norme e cavilli.

Discorso attestati: chi mi attesta che sono capace? un istruttore che magari poi ne sa meno di me? Se l'attestato serve all' italiana maniera di "risolvere" la pratica allora è meglio che si opti per qualcos'altro. Non me la sentirei proprio di obbligare un Sebastiano Silvestri o un Marco Benincasa (tanto per dire due nomi a caso) a frequentare un corso. La sicurezza si impara sul campo e si attua in primis in laboratorio costruendo (o assemblando) con la testa collegata al resto del corpo e poi matura con l'esperienza e le capacità che man mano si acquisiscono (certo che se poi uno è zuccone c'è ben poco da fare)

Riguardo all' FPV è vero che le radio di ieri andavano oltre la portata ottica (come oggi) ma era proprio quella (la visione dell' oggetto) il limite. Ora con trasmettitori per l' FPV si può volare anche oltre il visibile e ciò non andrebbe assolutamente fatto.

Per concludere siamo veramente una esigua fetta della popolazione che pratica aeromodellismo quindi i rischi sono (statisticamente) molto bassi. Se un domani ogni cittadino italiano avrà un aereo radiocomandato allora qualche norma sarà bene che ci sia. Ma per il momento non le vedo di così immediata necessità. (tanto resto della mia che non si farà nulla )
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Diciamo che se i praticanti calano non è e non sarà per colpa della sicurezza.Personalmente anche io ho dei dubbi sui volt, cc, dimensioni e soprattutto pesi.

Per me è sbagliato consentire un aeromodello fino ad 8 kg senza attestato.
8 kg sono già troppi. scenderei a 5.
Senza inoltrarsi in complicati calcoli cinetici: a mio avviso è più pericoloso un ultimate 130cm con uno yamada 120 di un bellanca da 40 kg con motore 250cc. L' ultimate se fuori controllo radio/pollici ti arriva addosso in due secondi, un bellanca da 40 kg fuori controllo per via della velatura scende a velocità ridicole.

Riguardo agli attestati: che un istruttore ne sa meno di te lo dici tu.
Per esser tale ha sostenuto un esame con prova in volo, risposto a quiz non facili di aerodinamica e strutture aeronautiche, risposto a domande varie, fatto esaminare un suo modello. Di questo sono certo in quanto nel 2007 i corsi istruttori AECI si sono svolti al campo di volo di cui sono presidente. Quiz e domande li avevamo preparati con cura di toccare ogni aspetto e non erano noti in alcun modo ai candidati.

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Vecchio 29 ottobre 10, 11:26   #6 (permalink)  Top
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Riguardo agli attestati: che un istruttore ne sa meno di te lo dici tu.
Per esser tale ha sostenuto un esame con prova in volo, risposto a quiz non facili di aerodinamica e strutture aeronautiche, risposto a domande varie, fatto esaminare un suo modello. Di questo sono certo in quanto nel 2007 i corsi istruttori AECI si sono svolti al campo di volo di cui sono presidente. Quiz e domande li avevamo preparati con cura di toccare ogni aspetto e non erano noti in alcun modo ai candidati.

Robbè

Mi dispiace!
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Vecchio 29 ottobre 10, 11:43   #7 (permalink)  Top
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a chi giova l' fpv?

1000 metri di quota
3900 distanza max.

riconoscete voi i "protagonisti"



tutto il resto.. è visibile nel video.
nelle immediate vicinanze del punto di decollo:
due campi aviazione leggera VDS
una superstrada
la via salaria
bretella A1- roma nord-GRA
l'autostrada A1 Mi-NA
case, paesi, ecc ecc.

Poi mi sembra il minimo che.. qualcuno ci debba metter mano.. o no?

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Vecchio 29 ottobre 10, 12:04   #8 (permalink)  Top
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Sapevo che mi sarebbe toccato rispondere

Premesso che se usciranno nuovi leggi o decreti che regolamenteranno tutto il discorso modellistico volante: aerei, elicotteri, multirotori ecc. la discplina FPV sara' ovviamente compresa nel calderone.

Un paio di anni fa' ebbi l'occasione di conoscere e parlare con il presidente FIAM Adolfo Peracchi, a proposito del riconoscimenti da parte della associazione di questa nuova discplina.

Da allora non ho piu' avuto notizie in tal senso, nel frattempo il numero di partecipanti e' cresciuto notevolmente e l'interesse, come per tutte le cose nuove e' sempre molto alto.

Pesonalmente credo che se prenderemo spunto dalle altre nazioni europe o oltreoceano ci sono le possibilita' per svolgere FPV rispettanto le normali regole del buon senso che dovrebbero accompagnare qualunque modellista normodotato.

Non voglio fare qui un articolo troppo tecnico, ma solo affermare che il popolo dei modellisti che pilotano a mezzo telecamera in prima persona detiene da tempo una sorta di autoregolamentazione abbastanza restrittiva.

Inoltre nella sezione FPV e riprese aeree c'e' un bel disclaimer in evidenza che parla anche di radiocomandi e frequenze in uso.

In sostanza e per concludere, la disciplina FPV se praticata da incoscienti e' pericolosa come coloro che fanno 3d nelle gallerie autostradali, come coloro che volano con turbine senza comandi ridondanti, con alianti da 200Km/h di 10Kg di peso e ti sfrecciano vicino in pendio, come chi fa 3d con elicotteri senza reti di protezione ecc. (e la lista sarebbe lunghissima)

Se non c'e' sale in zucca non si va da nessuna parte.
biv2533 non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 29 ottobre 10, 11:49   #9 (permalink)  Top
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Vi porto un esempio.
In Australia l'"attestato" è obbligatorio per poter frequentare i campi di volo.

Non ci crederete ma nonostante gli spazi infiniti disponibili gli aeromodellisti Australiani si ritrovano solo sui campi di volo regolamentati.

Per far volare turbine o modelli che superano un certo peso inoltre si richiede che il mezzo (aeromodello) venga ispezionato da una commissione che rilascia il nullaosta.

Benchè io non abbia capito bene in che cosa consisterebbe in Italia l'attestato, potrebbe però non essere un'idea tanto Talebana visto che è già applicata in altri Paesi.

Il mio fastidio in tutta questa vicnda francamente nasce dal sospetto che tutto questo interesse da parte dell'ENAC sia finalizzato non tanto alla sicurezza quanto alla possibilità di applicare balzelli e incrementare gli introiti, oltre a creare qualche posto di lavoro per il raccomandato di turno.

Saluti
Andrea
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