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Vecchio 14 agosto 20, 13:15   #1 (permalink)  Top
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Posizione dell'elevatore rispetto alla deriva

Buongiorno,

mi e' nata una curiosita': a parita' di braccio di leva, che conseguenze sul comportamento ha, per un modello acro/veloce, la posizione dell'elevatore avanzata rispetto alla deriva (come negli F5J) rispetto all'elevatore centrato (es. Stingray) piuttosto che oltre il centro (es. Swift S1).

Grazie
andy74rc non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 14 agosto 20, 15:53   #2 (permalink)  Top
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Buongiorno,

mi e' nata una curiosita': a parita' di braccio di leva, che conseguenze sul comportamento ha, per un modello acro/veloce, la posizione dell'elevatore avanzata rispetto alla deriva (come negli F5J) rispetto all'elevatore centrato (es. Stingray) piuttosto che oltre il centro (es. Swift S1).

Grazie
Qualche mia considerazione che potrà essere tranquillamente confutata.
Dicono che la resistenza tra una superficie orizzontale e la fusoliera dipenda dal numero di intersezioni a 90 gradi ( o giù di lì ) delle due superfici. Nel caso dell'elevatore appoggiato sul trave di coda le intersezioni si riducono a 2 contro le 4 degli altri due casi.
Quindi in un modello in cui la ricerca dell'efficienza massima è fondamentale questo può già essere un buon motivo per sistemarlo lì.
Altra considerazione a vantaggio di questo piazzamento su questo tipo di modelli è la leggerezza che il sistema consente a tutto vantaggio del carico alare.
Da ultimo, ma su questo bisognerebbe sentire il parere di chi vola con questi modelli, in questo modo è possibile avere un direzionale di grandi dimensioni che si estende anche al di sotto della linea di fusoliera e quindi dotato di maggiore autorità.
Per quanto riguarda lo StingRay posso dire che la sua posizione " mezzana " è stata scelta per mantenere lo scalamento verticale tra ala e timone ridotta, favorendo in tal modo l'assialità dei roll. L'installazione è più complicata nel confronti di quella tipo Swift, però ogni scelta è il risultato di compromessi di vario tipo. Con questa posizione è possibile avere un braccio di leva del direzionale superiore.
Nel posizionamento tipo Swift le valutazioni si invertono: più facile da sistemare, meno assiale nei roll, braccio di leva del direzionale inferiore.
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Vecchio 14 agosto 20, 18:01   #3 (permalink)  Top
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Buongiorno,

mi e' nata una curiosita': a parita' di braccio di leva, che conseguenze sul comportamento ha, per un modello acro/veloce, la posizione dell'elevatore avanzata rispetto alla deriva (come negli F5J) rispetto all'elevatore centrato (es. Stingray) piuttosto che oltre il centro (es. Swift S1).

Grazie
Per quello che ne so io, un braccio di leva corto aumenta la sensibilitá di risposta del picchia e cabra, mentre uno lungo aumenta la risposta del direzionale. Negli F5J quel posizionamento colloca le parti mobili nel punto di massima sensibilitá. Piú sensibile significa meno comando e meno comando comporta meno resistenza che significa piú efficienza.
Claudio
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Vecchio 16 agosto 20, 07:36   #4 (permalink)  Top
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Sui testi sacri di aerotermofluido
-dinamica...ci sono le figure delle
varie soluzioni...e la più quotata
(cioè considerata più valida) e'
quella coi timoni verticali alle
estremità alari del piano di quota
piatto, senza diedro.
Se la contenderebbe coi piani a T
che però é considerata struttura
più impegnativa e che soffrono
l'ombra aerodinamica dell'ala.
Sembra che siano di un livello
superiore ai piani a V perché
l'angolo della V genererebbe
più interferenza...
Boh...a me quelli a V piacciono
più di tutti...perché nel mondo
reale gli aerei atterrano sulle
piste...i modelli invece, sugli
sterpi...e ti voglio vedere con
le doppie derivette alle estremità
quanti atterraggi ci fai...
giocavik non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 14 settembre 20, 11:21   #5 (permalink)  Top
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Sui testi sacri di aerotermofluido
-dinamica...ci sono le figure delle
varie soluzioni...e la più quotata
(cioè considerata più valida) e'
quella coi timoni verticali alle
estremità alari del piano di quota
piatto, senza diedro.
Se la contenderebbe coi piani a T
che però é considerata struttura
più impegnativa e che soffrono
l'ombra aerodinamica dell'ala.
Sembra che siano di un livello
superiore ai piani a V perché
l'angolo della V genererebbe
più interferenza...
Boh...a me quelli a V piacciono
più di tutti...perché nel mondo
reale gli aerei atterrano sulle
piste...i modelli invece, sugli
sterpi...e ti voglio vedere con
le doppie derivette alle estremità
quanti atterraggi ci fai...
Aneddoto: volo in pendio di due modelli uno con piano a V ed uno con piano a T, dimensioni simili, entrambi tutto fibra, il primo commerciale standard, il secondo artigianale elettrificato e piú caricato.
Il primo fa la vite e ne esce senza problemi, il secondo ci prova e rischia di finirla in terra perché da solo non ne usciva...
Io un'idea me la sono fatta, voi che ne dite?
Claudio
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Vecchio 14 settembre 20, 12:03   #6 (permalink)  Top
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Aneddoto: volo in pendio di due modelli uno con piano a V ed uno con piano a T, dimensioni simili, entrambi tutto fibra, il primo commerciale standard, il secondo artigianale elettrificato e piú caricato.
Il primo fa la vite e ne esce senza problemi, il secondo ci prova e rischia di finirla in terra perché da solo non ne usciva...
Io un'idea me la sono fatta, voi che ne dite?
Claudio

E' piuttosto lungo e tecnico, ne ho letto solo qualche brano qua e là. Molto interessante, quais incredibile, il modo in cui si è salvato un pilota collaudatore del Pirat.

https://avtricolore.com/images/pdf/p...on-aliante.pdf
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Vecchio 14 settembre 20, 20:18   #7 (permalink)  Top
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E' piuttosto lungo e tecnico, ne ho letto solo qualche brano qua e là. Molto interessante, quais incredibile, il modo in cui si è salvato un pilota collaudatore del Pirat.

https://avtricolore.com/images/pdf/p...on-aliante.pdf
Grazie molto interessante!
Claudio
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Vecchio 15 settembre 20, 07:43   #8 (permalink)  Top
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...Giusto per essere sicuro di ricordare bene...ho provato a chiedere a Google...'bara volante'...
Indovinate cosa esce...?..
Vabbe'..non era difficile...ma c'e' un secondo candidato...sovietico..di linea...con
stessa configurazione a T del piano di quota...
Certo, la cosa non va demonizzata, che e' sempre il solito discorso di compromessi.
Personalmente i piani a T non mi dispiacciono, ma sono impegnativi...
La questione della vite e' parte del volo e ci sono fiumi di inchiostro...
(..la letteratura inizia fin dalla I Guerra mondiale..) ma, in breve, la
cosa diventa pericolosa se in qualche modo, l'aeroplano/modello non e' in ordine,
per baricentro/meccanica/progettazione/etc/ che sia.
L'oggetto volante ne deve uscire liberamente/spontaneamente al lasciare dei comandi, per definizione di Stabilita' Longitudinale Statica...altrimenti non e' stabile...
Nel conto ci va messo anche l'atteggiamento di sudditanza psicologica del pilota...
giocavik non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 16 settembre 20, 18:38   #9 (permalink)  Top
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E' piuttosto lungo e tecnico, ne ho letto solo qualche brano qua e là. Molto interessante, quais incredibile, il modo in cui si è salvato un pilota collaudatore del Pirat.

https://avtricolore.com/images/pdf/p...on-aliante.pdf
Io ho capito tre cose:
-che lo Jaskolka con il piano a V mi piace più di quello tradizionale
-che i progettisti di full size hanno abbandonato ormai da tempo sia i piani a V che quelli tradizionali ma "tutto mobile" per "ovvie" problematiche
-che noi aeromodellisti invece, incuranti di tutto ciò, continuiamo a usarli (forse perchè non ci dobbiamo salire sopra)
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Vecchio 16 settembre 20, 20:51   #10 (permalink)  Top
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Originalmente inviato da Personal Jesus Visualizza messaggio
Io ho capito tre cose:
-che lo Jaskolka con il piano a V mi piace più di quello tradizionale
-che i progettisti di full size hanno abbandonato ormai da tempo sia i piani a V che quelli tradizionali ma "tutto mobile" per "ovvie" problematiche
-che noi aeromodellisti invece, incuranti di tutto ciò, continuiamo a usarli (forse perchè non ci dobbiamo salire sopra)
Lo Jaskolka coi piani a V non aveva subito aggiornamenti sulla resistenza a torsione della fusoliera e fece una brutta fine.
Non capisco quello che hai scritto dopo.
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