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| Moderatore Data registr.: 18-05-2006 Residenza: Torino
Messaggi: 4.599
| Citazione:
Per la soluzione della randa mi sembra fantastica... da guardare su un tavolo Puoi farla benissimo sul modello, basta che accetti che si incasini tutto ogni virata o quasi, specie se non c'è vento Troppo brusco??? Si può sempre fare tutto, è poi difficile pretendere che funzioni. Sui modelli basta un nulla per incasinare una scotta nel posto sbagliato e anche non aggiungendo elementi di disturbo ci si riesce facilmente. Per la serie... la scottina bas...arda riesce a fare cose incredibili anche senza darle suggerimenti... e mi sembra che tu gliene voglia dare un tot Secondo me devi capire se vuoi che navighi e funzioni un minimo o se vuoi guardarla: poi decidi cosa fare. ciao | |
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| User |
Se non sono arrivato troppo tardi ti sconsiglio di resinare, l'interno è già sufficentemente resinato solo le ordinate (che sono di un materiale non bene identificato, simile al cartone pressato) non lo sono. Otterrest solo di appesantirla ulteriormente, per evitare il problema puoi solo rendere stagno il pozzetto facendo evaporare la condenza. Ps. ho una Equipaage oceanis 60 e purtroppo conosco bene il problema. |
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| User Data registr.: 12-10-2007 Residenza: Roma
Messaggi: 9
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Ti ringrazio Claudio, sei stao ottimamente gentile nel rispondermi , ed effetivamente non ti posso dare torto, quindi seguirò i tuoi consigli. Ti ringrazio ancora per l'aiuto che mi hai dato.Per quanto riguarda i fiocchi sulla challenger ti posso confermare che non hanno il boma, sopratutto perchè sono due e non uno (fiocco e trinchetta), così come lo prevede la scatola di montaggio: .Come le ordinate non sono di legno? Aia! è mò come faccio??? Crono, ciò che mi dici mi ha veramente sconfortato, per non dire scioccato. Sinceramente, visto ciò che mi dici, preferisco appesantirla un pochino dando una passata di impermebilizzante alle ordinate di cartone che rischiare che mi si squaglino con l'acqua. Tanto al massimo cosa può accadere? Scusami ma tra le due credo che sia il compromesso migliore, tanto un paio di mani con un buon primer apposito che crea una patina rigida ed impermeabile, come se lo plastificasse, non porterà più di tanto un aumento di peso, io ho già un prodotto del genere che lo uso sulla mia barca in legno, e con un barattolo da 500g ci faccio 3 mani abbondanti su di una superficie di quasi 3mq, quindi non penso che possa portarmi più di (al massimo) 100g di peso in più. Cosa ne pensi??? Per me, ripeto sembra la soluzione migliore. Vi ringrazio entrambi ancora tanto. |
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| | #14 (permalink) Top |
| Moderatore Data registr.: 18-05-2006 Residenza: Torino
Messaggi: 4.599
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Ciao Per quanto riguarda l'interno, la oceanis che avevano comprato qui a torino, era una spugna anche sul fasciame, ma magari non sono tutte così. Tanto se gli dai della vernice e non l'assorbe il peso in più è ridotto, quindi la darei dappertutto Ho visto la foto. I fiocchi sono praticamente fissi, le sartie vanno così a poppa che il boma non si può aprire e la randa lascare (a meno che non siano lì solo per la mostra statica). Sei sicuro che si tratti di un modello navigante? A mio parere stai comprando un costoso soprammobile che puoi provare a mettere a bagno, una barca navigante è un'altra cosa. L'hai già comprata o ci stai pensando? Se non ce l'hai ancora io ci penserei ancora un pochino |
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| | #15 (permalink) Top |
| User Data registr.: 12-10-2007 Residenza: Roma
Messaggi: 9
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Ciao. Grazie per il parere sulla vernice, infatti crea una patina esterna che "plastifica" ciò che ricopre. Guarda, ancora non l'ho comprata, e se devo dire la verità questa chiacchierata è molto utile, perchè per quanto riguarda la sartie che possano limitare il movimento al boma, non ci avevo proprio pensato. E così tutte le altre questioni che stanno spuntando fuori. Sto pensando di aver fatto proprio bene ad aprire questo post. Grazie Per quanto alla navigabilità del modello, sia il sito italiano (Safalero) che quello francese (Modelisme Vartex) che ho consultato mi indicano che è un modellino navigante, e per di più su quello italiano vi è anche un piccolo video dimostrativo. Guarda il video Guarda i siti e il video e dimmi cosa ne pensi (sopratutto quanto dimostrato nel video). Cmq inizio a pensare su quelle sartie. Per quanto riguarda la regolazione dei fiocchi non ti so dire. Ripeto questabrca dal vivo non l'ho mai vista quindi non conosco nulla di essa. grazie. Ciao |
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| | #16 (permalink) Top |
| Moderatore Data registr.: 18-05-2006 Residenza: Torino
Messaggi: 4.599
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Ho visto il video e i due link. Dal video si vede che i 2 fiocchi non sono regolabili, sicuramente quello di prua non passa da un bordo all'altro e con una regolazione "circa va bene" si gonfia un po' su tutti e due i lati. Il fiocco più verso l'albero sembra lavorare nella medesima condizione Le sartie sono proprio lì e quindi la randa non si può lascare più di tanto. Facendo una meccanica completamente nuova e diversa per il controllo delle vele e portando più a prua gli attacchi delle sartie, potrebbe funzionare come "una barca a vela". Attenzione a non aggiungere troppo peso perchè la linea di galleggiamento è già alta sulla fiancata Una soluzione potrebbe essere:
Così com'è, no comment. I modelli sono molto più critici delle barche grandi e quindi errori tollerabili in full scale portano al "non funzionamento" di un modello. Come sempre nel caso di numerose barche in kit si tratta di un oggetto che galleggia e con le vele gonfie un po' si muove. Anche un gavitello con una vela galleggia, si muove e, se ha un peso attaccato sotto, non scuffia. Con gli stessi soldi puoi comprare da www.jonathan.it una barca dela Kyosho, la seadolfin, che non è il massimo, ma perlomeno ha la meccanica che funziona e una centratura decente. Se poi fossi proprio appassionato di modelli vecchio stile ne ho uno navigante sul serio (con le limitazioni di quel tipo di barche): una Endeavour J class semiriproduzione Coppa america del 34 che avevo costruito tanti anni fa per le regate delle semiriproduzioni del club e che prende polvere su uno scaffale da qualche anno. Ti do un'idea di pesi e dimensioni per una barca di quel tipo che funziona bene: lunghezza 70 cm; 13 cm di larghezza; 16 cm di immersione; albero in scala di circa 1 metro; 24 dm2 di vele. Il doppio fiocco è stato abolito mettendone uno solo bomato per aumentare il rendimento e semplificare la meccanica. Peso totale 950 grammi di cui circa 500 sono il piombo di zavorra. L'albero è da 18 grammi è in finto legno (nel senso che è un sandwich di balsa e carbonio mascherato bene per sembrare vero) per mantenere basso il baricentro dato che il pescaggio, come in tutte quelle barche, è ridotto. Lo scafo è in fibra di vetro diciamo "leggera" Il ponte, in compensato da 0,4 mm, è in finto fasciame disegnato sempre per risparmiare peso, così come tutte le sovrastrutture: quindi lì gli attacchi delle sartie sono in una certa posizione già a progetto e non pensare di muoverle perchè non c'è nulla a cui attaccarsi Tutta la realizzazione della parte statica l'ho ricavata dai disegni dell'Endeavour statica di Amati 1:80 aumentati in scala con una cura certosina al risparmio del grammo (sempre il solito problema del momento raddrizzante che su modelli del genere rispetto a quelli moderni è ancora più esasperato). Diciamo che somiglia molto al modello di Amati, ma naviga. Ti posto qui il link per vedere la scatola statica in 1:80 da cui ho tratto i disegni e modificato in scala i vari particolari http://www.amatimodel.com/index.php?...id=22&Itemid=6 Se mi ricordo gli faccio qualche foto con la digitale e le posto, così ti fai un'idea delle manovre semplificate che servono. Se ti interessasse puoi scrivermi in privato, ma un modello del genere non ti costerebbe 170 euro, piuttosto quella cifra moltiplicato per 4 completa di radio. Come vedi non è molto commerciale e con gli stessi soldi ci puoi comprare roba che naviga molto meglio. ciao Claudio V |
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| | #17 (permalink) Top |
| Moderatore Data registr.: 18-05-2006 Residenza: Torino
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| Endeavour
Ecco le foto dei vari dettagli. I punti dui scotta sui 2 bomi sono leggermente avanzati rispetto alle posizioni iniziali per farla funzionare con la radio di un ragazzo che l'ha provata che aveva fine corsa diversi dai miei. Tutto il resto è così come l'ultima volta che ha regatato nel 2004 e poi è rimasta su un mobile. Con la ariette era fenomenale, non più di 6-7 nodi non tanto, ma da un modello semiriproduzione del genere non si può pretendere tutto in nessun caso. ciao Claudio V |
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| | #18 (permalink) Top |
| Moderatore Data registr.: 18-05-2006 Residenza: Torino
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| Endeavour
E ancora qualche altra immagine. le sartie sono in treccia d'acciaio da 0,2 inestensibile per aiutare l'albero a stare dritto, lo strallo di prua e il paterazzo invece sono in tessile perchè gli sforzi su dimensioni del genere sono minimi. Le due vele sono comandate in sincrono dalla stessa scottina che esce a prua e da cui partono i due cavetti che vanno al fiocco e alla randa. All'interno un servo da 4 kg con un braccetto da 10 cm le comanda entrambe. Il boma del fiocco (un cimino di canna da pesca) è dotato di amantiglio e il boma della randa di vang in modo da poter regolare la svergolatura delle vele sulla balumina, così come è regolabile la base di entrambe. Le 2 drizze regolano invece la tensione a livello di strallo e caduta prodiera del fiocco e inferitura della randa. Le vele sono in tessuto (rigato) e sono realizzate a ferzi. L'albero entra in coperta in un tubo (stagno) e si appoggia sul fondo dello scafo. Nel sandwich di balsa e carbonio dell'albero da 18 grammi è annegata la canalina dove entrano i garrocci della randa. La canalina è un bowden tagliato su un lato con il dremel dopo essere stato incollato nell'albero. Se ci si compra la barca dell'"Equipage" e si copiano questi schemi per le manovre delle vele ci sono buone probabilità che possa funzionare. Ciao |
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| | #19 (permalink) Top |
| User Data registr.: 12-10-2007 Residenza: Roma
Messaggi: 9
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Ciao a tutti. Scusate i due giorni di assenza. Claudio mi complimento con te dicendoti che il modello che hai postato è veramente bellissimo. Farebbe piacere vedere anche come si mostra in acqua Lo sai che mi stai facendo passare per la mente qualche ideuzza, visto che avevo sentito già parlare di modelli della Amati trasformati da statici in dinamici, si con un po' di lavoro, ma con un bel risultato estetico, avendo dei decenti risultati dinamici, ma credo un po' troppo complicati per me. Allora per il momento non vado con l'acquisto del challenger, vedo di informarmi meglio prima, caso mai a qualche negozio vedendo com'è fatta esattamente anche lo scafo dentro, se può essere lavorata, come tu hai detto, con semplicità o se è troppo difficile, allora aspetto e casomai comprerò qualcosa, di più complicato come montaggio, ma che almeno è più funzionale. Ti ringrazio per la cortesia e la disponibilità dimostratomi. Se vuoi rimaniamo in contatto quì sul forum, che se ho sviluppi mi faccio vivo, e sarei lieto di avere ancora qualche tuo consiglio, se me ne vorrai dare. Grazie. Saluti. |
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| | #20 (permalink) Top | |
| Moderatore Data registr.: 18-05-2006 Residenza: Torino
Messaggi: 4.599
| Modelli di Amati dinamici Citazione:
Comunque rimane una barca da mostra/ariette super leggere da 3-6 nodi. Per farla andare con più aria bisognerebbe allungare la deriva e "sformarla" parecchio. Se vuoi imparare a far funzionare una vela Rc è megllio che ti indirizzi verso qualcosa di molto diverso, come ti ho scritto qualche post sopra. Per quanto riguarda la trasformazione in dinamico dei modelli di Amati, vale tutto quanto detto dell'Endeavour, con la differenza che sono proprio in scala e non vanno nemmeno fino a quel limite. Ho visto navigare il Dorade di Bonaventura: con poca aria sopravvive, ma la sua utilizzabilità finisce lì. Gli altri sono messi peggio. Quelli in scala 1:80 sono meno di 60 cm e si immergerebbero meno di 10. Quello in scala più grande, l'Endeavour da più di un metro, pesca circa 20 cm, è in legni stupendi e pesa...da bestia. Belissimo statico ma finisce lì: assolutamente non navigante. Se costruiti bene, sono bellissimi su un tavolo, ma non ce n'è uno che navighi. Dato che sono di Torino e che conosco "il signor Amati", qualche anno fa ne avevamo parlato, ma la ditta non era interessata a "dinamicizzazioni". Hanno il loro mercato, la loro stupenda produzione di "nicchia" e nessun interesse commerciale a muoversi di lì. Daltronde il mercato della vela RC è veramente piccolo e quindi fare dei numeri che giustifichino una produzione e degli investimenti è molto difficile. In Italia ci sono già altri artigiani, uno ad esempio TD Model, che lavorano bene e si danno da fare... ma la vita è dura. Tra le difficoltà del mercato e le Cineserie (tipo le equipage o l'ultima TZN di Thunder Tiger) che sono o sballate come materiali e/o come progetto, ma sono carine da vedere e in media costano "pochino", galleggiare è veramente difficile. Se fai la barca economica, ma con tutte le manovre che servono, ti dicono che non è bella e/o non sembra una vera barca; fai una cosa accurata, una semiriproduzione in compositi e ti dicono che costa troppo; fai una IOM che va benissimo e non la vogliono perchè non è una barca "Famosa" o venduta/usata da X o Y Ormai siamo abituati a non "valutare/considerare" il lavoro altrui per certe cose, a volere tutto per niente salvo poi spendere capitali in str... ate incredibili: questo ormai è il nostro mondo... e ce lo teniamo. C'è da Saluti Ultima modifica di claudio v : 20 ottobre 07 alle ore 09:56 | |
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