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Vecchio 17 ottobre 07, 10:28   #16 (permalink)  Top
claudio v
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Ho visto il video e i due link.
Dal video si vede che i 2 fiocchi non sono regolabili, sicuramente quello di prua non passa da un bordo all'altro e con una regolazione "circa va bene" si gonfia un po' su tutti e due i lati. Il fiocco più verso l'albero sembra lavorare nella medesima condizione
Le sartie sono proprio lì e quindi la randa non si può lascare più di tanto.

Facendo una meccanica completamente nuova e diversa per il controllo delle vele e portando più a prua gli attacchi delle sartie, potrebbe funzionare come "una barca a vela".
Attenzione a non aggiungere troppo peso perchè la linea di galleggiamento è già alta sulla fiancata

Una soluzione potrebbe essere:
  • Tiri avanti i punti di attacco delle sartie che arrivino max 3-4 cm dietro all'albero (bisogna vedere se sulla coperta ti puoi attaccare dove vuoi o se ci sono zone che tengono e zone che non tengono... niente)
  • Metti un bomino con amantiglio posteriore al fiocco inferiore e gli fai arrivare una scotta sdoppiata dalla randa
  • rifili il fiocco superiore che non vada in sovrapposizione a quello inferiore (altrimenti non ti passa dai 2 lati), e gli metti una stecca rigida alla base.
  • porti un punto di scotta (in pratica metti un occhiello) sullo strallo del fiocco inferiore nel posto giusto per comandare il fiocco superiore. Li ci attacchi una scottina fissa (cioè non collegata a servi) che tenga in una posizione "da bolina" il fiocco superiore. Altrimenti puoi studiare tutto un passaggio di scotte per far arrivare il comando fin lì, ma facendo bene attenzione che tutti i bomi attaccati alla stessa scotta abbiano circa la stessa distanza tra asse di rotazione e punto di scotta altrimenti il sincronismo di movimento delle vele non è garantito e non ti rimarranno mai con la giusta regolazione reciproca al variare delle andature
Se hai voglia di fare il lavoro, peraltro non facile se non hai mai messo le mani su una barca navigante e non hai esperienza di vela, potrebbe essere divertente provarci.
Così com'è, no comment. I modelli sono molto più critici delle barche grandi e quindi errori tollerabili in full scale portano al "non funzionamento" di un modello.

Come sempre nel caso di numerose barche in kit si tratta di un oggetto che galleggia e con le vele gonfie un po' si muove. Anche un gavitello con una vela galleggia, si muove e, se ha un peso attaccato sotto, non scuffia.

Con gli stessi soldi puoi comprare da www.jonathan.it una barca dela Kyosho, la seadolfin, che non è il massimo, ma perlomeno ha la meccanica che funziona e una centratura decente.

Se poi fossi proprio appassionato di modelli vecchio stile ne ho uno navigante sul serio (con le limitazioni di quel tipo di barche): una Endeavour J class semiriproduzione Coppa america del 34 che avevo costruito tanti anni fa per le regate delle semiriproduzioni del club e che prende polvere su uno scaffale da qualche anno.

Ti do un'idea di pesi e dimensioni per una barca di quel tipo che funziona bene: lunghezza 70 cm; 13 cm di larghezza; 16 cm di immersione; albero in scala di circa 1 metro; 24 dm2 di vele.
Il doppio fiocco è stato abolito mettendone uno solo bomato per aumentare il rendimento e semplificare la meccanica.
Peso totale 950 grammi di cui circa 500 sono il piombo di zavorra.
L'albero è da 18 grammi è in finto legno (nel senso che è un sandwich di balsa e carbonio mascherato bene per sembrare vero) per mantenere basso il baricentro dato che il pescaggio, come in tutte quelle barche, è ridotto.
Lo scafo è in fibra di vetro diciamo "leggera"
Il ponte, in compensato da 0,4 mm, è in finto fasciame disegnato sempre per risparmiare peso, così come tutte le sovrastrutture: quindi lì gli attacchi delle sartie sono in una certa posizione già a progetto e non pensare di muoverle perchè non c'è nulla a cui attaccarsi
Tutta la realizzazione della parte statica l'ho ricavata dai disegni dell'Endeavour statica di Amati 1:80 aumentati in scala con una cura certosina al risparmio del grammo (sempre il solito problema del momento raddrizzante che su modelli del genere rispetto a quelli moderni è ancora più esasperato).
Diciamo che somiglia molto al modello di Amati, ma naviga. Ti posto qui il link per vedere la scatola statica in 1:80 da cui ho tratto i disegni e modificato in scala i vari particolari
http://www.amatimodel.com/index.php?...id=22&Itemid=6

Se mi ricordo gli faccio qualche foto con la digitale e le posto, così ti fai un'idea delle manovre semplificate che servono. Se ti interessasse puoi scrivermi in privato, ma un modello del genere non ti costerebbe 170 euro, piuttosto quella cifra moltiplicato per 4 completa di radio.
Come vedi non è molto commerciale e con gli stessi soldi ci puoi comprare roba che naviga molto meglio.
ciao
Claudio V
claudio v non è collegato   Rispondi citando