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Vecchio 07 dicembre 21, 13:25   #1 (permalink)  Top
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L'avatar di imbamar
 
Data registr.: 27-03-2012
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Termoformatura cappottine.

Buongiorno a tutti, torno sull'argomento dopo aver letto le discussioni sul Barone ed aver visto diversi filmati youtube su questo tema.
Ho la necessità di costruire un paio di cappottine di alianti con il sistema del titolo.
Ho iniziato con la costruzione delle scatole di aspirazione di due diverse dimensioni per cappottine grandi e più piccole.
Le scatole funzionano molto bene e per completare le scatole ho costruito due telai in legno sopra ed in ferro sotto che stringono il materiale da termoformare(prima foto).
I master sono fatti di gesso ricavati da stampo, tralascio la descrizione della costruzione perchè non attinente al tema. Il sistema di aspirazione è basato sull'uso di un bidone aspiratutto che funziona egregiamente.
Per riscaldare il materiale uso una stufetta che ho circondato con del cartone per non disperdere il calore. (seconda foto)
Per il materiale ho scelto quello scelto già da altri che è il PET da 0,7 mm.
Ho fatto diversi tentativi ma i risultati sono pessimi (terza foto).
I problemi che ho riscontrato sono diversi ma tutti portano allo stesso risultato. Il Pet non riesce a modellarsi intorno alla forma e se lo scaldo maggiormente diventa bianco.
Ho tentato anche di scaldare il master ma senza apprezzabili risultati anche perchè non è facile scaldare il master oltre i 70-80 gradi.
Dai risultati e qualche riflessione deduco che il PET non può essere riscaldato oltre i 140 gradi altrimenti diventa bianco e, il suo ammorbidimento non credo dipenda dal tempo di riscaldamento.
Le mie domande a chi ha fatto già questa esperienza sono le seguenti:
C'e differenza tra il PET e il PET-G o sono lo stesso materiale?
E' possibile scaldare il materiale in modo che diventi morbido con sistemi diversi?
Ci sono altri materiali abbastanza lucidi e consistenti ma che si ammorbidiscono di più?
C'è qualche sistema per mantenere il PET caldo in modo che aderisca alla forma?
Ovviamente qualsiasi altro consiglio è molto gradito.
Ringrazio in anticipo per le risposte.
M.I.
Icone allegate
Termoformatura cappottine.-20211206_172928.jpg   Termoformatura cappottine.-20211206_172934.jpg   Termoformatura cappottine.-20211206_173105.jpg  
imbamar non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 07 dicembre 21, 20:19   #2 (permalink)  Top
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Data registr.: 31-10-2002
Residenza: Rimini (Pugliese di nascita)
Messaggi: 2.178
Premetto che cappottine non ne ho mai fatte, ma termoformavo piscine idromassaggio.
Una volta che hai scaldato il pet non oltre i 140 gradi (puoi usare un termometro ad infrarossi per vedere che sia uniformemente distribuita su tutta la lastra).
Il passaggio dalla stufa alla cassetta aspirante deve essere repentino.
Conviene accendere l'aspirazione prima che tu faccia il passaggio.
con una spatola di teflon, una volta che sei sul master devi aiutare il pet a scendere lungo tutto il perimetro della cappottina spatolando energicamente su tutto il perimetro.
In questo modo eviti perdite di trafilatura del vuoto.
Assicurati che il vuoto che fai con l'aspirapolvere sia almeno 0,3 bar.
Il PET-G è meglio del PET.

On line trovi molti esempi di termoformatrici, io la mia me la farei con una pompa del vuoto ed u serbatoio in modo da ottenere una riserva di vuoto molto più elevata da gestire con una valvola a maniglia nel momento in cui devo termoformare.
E' fondamentale fare un grosso risucchio nel più breve tempo possibile.
fabiovitti non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 08 dicembre 21, 09:10   #3 (permalink)  Top
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L'avatar di imbamar
 
Data registr.: 27-03-2012
Residenza: roma
Messaggi: 783
Grazie per la risposta.
Di filmati ne ho visti tanti e ciò che sembra è che nel passaggio dalla resistenza alla scatola di aspirazione la lastra di PET nei filmati mantenga la morbidezza che permette poi di aderire alla forma. Nel mio caso credo che la lastra si raffreddi, sia nel passaggio dalla resistenza alla scatola, ma anche nel contatto con la forma di gesso. Dovrò sicuramente controllare meglio la temperatura mentre si scalda per raggiungere i 140 gradi ma credo che avrò necessità di scaldare anche la forma di gesso.
D'altra parte misurando le varie temperature escluso il "forno" tutto il resto, quindi ambiente e forma è intorno ai 20 gradi il chè, credo, determini un raffreddamento repentino del PET che si indurisce e non prende la forma voluta.
imbamar non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 08 dicembre 21, 10:18   #4 (permalink)  Top
Gran Decapo
 
L'avatar di Ehstìkatzi
 
Data registr.: 18-03-2007
Messaggi: 13.773
Ho visto formare sottovuoto le fusoliere in ABS dell'Aviomodelli, il procedimento era semi industriale, nel senso che era fatto in casa nelle dimensioni strettamente necessarie. Le forme in alluminio erano fissate al piano forato, il foglio di ABS era sostenuto da un telaio mobile che si trovava direttamente sopra le forme e che scendeva verticalmente fino al piano delle sagome una volta che l'ABS aveva la corretta temperatura. Al di sopra del tutto il telaio fisso portalampade per il riscaldamento. Naturalmente viste le dimensioni necessarie, era installata una pompa a vuoto con un generoso polmone di accumulo.
In definitiva, perchè non ripetere nel piccolo un simile sistema ?
Ehstìkatzi non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 08 dicembre 21, 10:23   #5 (permalink)  Top
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L'avatar di brigher
 
Data registr.: 13-06-2006
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Ti riporto la mia piccola esperienza.

Circa 15/20 anni addietro, quando ancora avevo tanta voglia di costruire e sperimentare, realizzai diverse cappottine trasparenti per modelli a motore tipo F3A o semiriproduzioni ecc.
Utilizzai stampi di cappottine costruiti in gesso ma non usai il sottovuoto per la realizzazione poi della cappottina trasparente. Incollai il modello in gesso su un robusto asse di legno lungo poco più della cappottina da realizzare e più stretto in larghezza.
Alle estremità, una anteriormente e una posteriormente dell'asse in legno su cui era incollato lo stampo in gesso, avvitai una barra filettata sulle quali stringevo con i dadi un telaio in legno (in pratica un rettangolo di larghezza non dissimile della cappottina da riprodurre) al di sotto del quale bloccavo con numerosi chiodi la plastica da termoformare, di misure sovrabbondanti rispetto alla cappottina.
La plastica trasparente utilizzata, ma non ho idea che materiale fosse, era acquistata allora al Brico a metraggio (ne esistevano, e penso che esistano anche adesso, due spessori uno da ca. 0,3 e l’altro da ca. 0,6/0,7 che era quello che utilizzavo).

Per la realizzazione della cappottina, dopo aver bloccato la plastica trasparente (rammento che misure dovevano essere maggiori rispetto alla cappottina) al telaio in legno come descritto poco sopra, riscaldavo con la pistola termica la plastica e inserivo il tutto sulla cappottina in gesso, spingendo il telaio e guidandolo tramite le due barre filettate. Quindi stringevo il tutto sulle barre filettate con i dadi e contemporaneamente riscaldavo la plastica adagiata sullo stampo con la pistola termica, soprattutto in quei punti in cui inevitabilmente si formavano delle pieghe.
Era importante che la cappottina in gesso da riprodurre fosse situata più in alto rispetto alla base in legno, in modo che il telaio con la plastica trasparente potesse scendere fino in fondo, così da coprire totalmente la cappottina in gesso. Ovviamente lo sforzo nello stringere i dadi, con una chiave a tubo, spesso era notevole e capitava a volte di spaccare la plastica per la notevole tensione applicata e per il calore della pistola termica, quindi rendere inutilizzabile la cappottina appena realizzata.
.
Devo dire però che con questo semplice metodo ho realizzato abbastanza rapidamente delle cappottine gradevoli e di buon effetto.

Forse quanto scritto non ti aiuterà nello risolvere i tuoi problemi ma ho voluto ugualmente riportare la mia esperienza.

Ultima modifica di brigher : 08 dicembre 21 alle ore 10:31
brigher non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 08 dicembre 21, 11:57   #6 (permalink)  Top
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L'avatar di runnerfly67
 
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Originalmente inviato da Ehstìkatzi Visualizza messaggio
Ho visto formare sottovuoto le fusoliere in ABS dell'Aviomodelli, il procedimento era semi industriale, nel senso che era fatto in casa nelle dimensioni strettamente necessarie. Le forme in alluminio erano fissate al piano forato, il foglio di ABS era sostenuto da un telaio mobile che si trovava direttamente sopra le forme e che scendeva verticalmente fino al piano delle sagome una volta che l'ABS aveva la corretta temperatura. Al di sopra del tutto il telaio fisso portalampade per il riscaldamento. Naturalmente viste le dimensioni necessarie, era installata una pompa a vuoto con un generoso polmone di accumulo.
In definitiva, perchè non ripetere nel piccolo un simile sistema ?
Quindi conosci già il sistema per stampare la cappottina trasparente per il North American AJ Savage !!
__________________
PER FARSI DEI NEMICI NON E' NECESSARIO DICHIARARE GUERRA. BASTA DIRE QUELLO CHE SI PENSA
(Martin Luther King)
runnerfly67 non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 08 dicembre 21, 12:06   #7 (permalink)  Top
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L'avatar di imbamar
 
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Originalmente inviato da Ehstìkatzi Visualizza messaggio
Ho visto formare sottovuoto le fusoliere in ABS dell'Aviomodelli, il procedimento era semi industriale, nel senso che era fatto in casa nelle dimensioni strettamente necessarie. Le forme in alluminio erano fissate al piano forato, il foglio di ABS era sostenuto da un telaio mobile che si trovava direttamente sopra le forme e che scendeva verticalmente fino al piano delle sagome una volta che l'ABS aveva la corretta temperatura. Al di sopra del tutto il telaio fisso portalampade per il riscaldamento. Naturalmente viste le dimensioni necessarie, era installata una pompa a vuoto con un generoso polmone di accumulo.
In definitiva, perchè non ripetere nel piccolo un simile sistema ?
Non ho molta conoscenza dei materiali ma credo che l'ABS abbia più possibilità di essere scaldato fino a farlo diventare effettivamente termoformabile in poche parole dovrebbe fare una bella "pancia" e quindi è facile farlo aderire in tutti gli angoli e, peraltro, è bianco.
Il problema del PET è che ha una scarsa capacità di ammollamento ed è ovviamente trasparente. Diventa morbido a circa 140 gradi ma dalla mia esperienza se supera anche di poco questa temperatura diventa bianco e quindi inservibile per farne cappottine. Continuo a pensare che mantenere una temperatura alta anche sul master aiuta a non far raffreddare il PET cosa che avviene quasi istantaneamente. Ho provato a costruire un piccolo sostegno per una seconda stufetta adibita a riscaldare il master ma, come ovvio, si è fusa in quanto il calore tende a salire e quindi si è surriscaldata.
Insomma non mi riesce proprio.
Forse cercherò un materiale diverso tipo la comune plastica che non mi sembra diventi bianca e forse è più termoformabile ma mi scoccia in quanto vedo che molti ci sono riusciti.
Grazie comunque per avermi risposto.
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Termoformatura cappottine.-20211208_094114.jpg  
imbamar non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 08 dicembre 21, 12:08   #8 (permalink)  Top
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Non ho mai termoformato..(..e per ora non ci penso neanche...forse prossimamente..chissa'..) ma dal poco che mi sembra di aver recepito, ritengo di aggiungere qualche indicazione...
Il pet non e' il materiale per la formatura a caldo, perche' e' storico che dia il problema del cambio di colore...anche chi 'invento' le bottiglie trasparenti di pet percorse la stessa strada e risolse con la formatura a freddo ad alta pressione.Come materiale per la termoformatura, tipicamente si usa l'ABS o l'acetato di polivinile.
Al riguardo c'era un thread sulle carrozzerie dei modelli di auto rc che potrebbe esserti di aiuto.
Per la parte meccanica, mi sembra di aver capito che il telaio superiore che porta il foglio di plastica debba 'circumnavigare' lo stampo inferiore di poco, direi un cm...In tal modo la forza sul foglio rammollito e' meccanica nella fase iniziale (..da parte del telaio spinto dalle mani..) e la 'camera d'aria' da aspirare nella sagomatura finale e' molto piu' ridotta, con beneficio del mezzo aspirante e della dispersione termica, data la minore quantita' di aria in gioco..In questo modo potrebbe essere sufficiente il solo aspirapolvere, sebbene, di frequente mi sembra di averci visto una vecchia bombola del gas svuotata e 'lavata' del gas combustibile a fare da serbatoio di vuoto (..o in alternativa, ho visto usare estintori non piu' aggiornabili, la cui bombola era ancora in buone condizioni..penso che se vai da chi li ricarica te ne regala un furgone...)

Ultima modifica di giocavik : 08 dicembre 21 alle ore 12:18
giocavik non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 08 dicembre 21, 12:12   #9 (permalink)  Top
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Ti riporto la mia piccola esperienza.

Circa 15/20 anni addietro, quando ancora avevo tanta voglia di costruire e sperimentare, realizzai diverse cappottine trasparenti per modelli a motore tipo F3A o semiriproduzioni ecc.
Utilizzai stampi di cappottine costruiti in gesso ma non usai il sottovuoto per la realizzazione poi della cappottina trasparente. Incollai il modello in gesso su un robusto asse di legno lungo poco più della cappottina da realizzare e più stretto in larghezza.
Alle estremità, una anteriormente e una posteriormente dell'asse in legno su cui era incollato lo stampo in gesso, avvitai una barra filettata sulle quali stringevo con i dadi un telaio in legno (in pratica un rettangolo di larghezza non dissimile della cappottina da riprodurre) al di sotto del quale bloccavo con numerosi chiodi la plastica da termoformare, di misure sovrabbondanti rispetto alla cappottina.
La plastica trasparente utilizzata, ma non ho idea che materiale fosse, era acquistata allora al Brico a metraggio (ne esistevano, e penso che esistano anche adesso, due spessori uno da ca. 0,3 e l’altro da ca. 0,6/0,7 che era quello che utilizzavo).

Per la realizzazione della cappottina, dopo aver bloccato la plastica trasparente (rammento che misure dovevano essere maggiori rispetto alla cappottina) al telaio in legno come descritto poco sopra, riscaldavo con la pistola termica la plastica e inserivo il tutto sulla cappottina in gesso, spingendo il telaio e guidandolo tramite le due barre filettate. Quindi stringevo il tutto sulle barre filettate con i dadi e contemporaneamente riscaldavo la plastica adagiata sullo stampo con la pistola termica, soprattutto in quei punti in cui inevitabilmente si formavano delle pieghe.
Era importante che la cappottina in gesso da riprodurre fosse situata più in alto rispetto alla base in legno, in modo che il telaio con la plastica trasparente potesse scendere fino in fondo, così da coprire totalmente la cappottina in gesso. Ovviamente lo sforzo nello stringere i dadi, con una chiave a tubo, spesso era notevole e capitava a volte di spaccare la plastica per la notevole tensione applicata e per il calore della pistola termica, quindi rendere inutilizzabile la cappottina appena realizzata.
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Devo dire però che con questo semplice metodo ho realizzato abbastanza rapidamente delle cappottine gradevoli e di buon effetto.

Forse quanto scritto non ti aiuterà nello risolvere i tuoi problemi ma ho voluto ugualmente riportare la mia esperienza.
Tutte le esperienze sono utili ti ringrazio della risposta. Il modo che descrivi è sicuramente una alternativa non usi il vuoto ma una pressione regolata scaldando il materiale. Forse il materiale da te utilizzato non era PET ma plastica che, mi sembra, anche se scaldata mantiene la trasparenza. Il PET, come ho già scritto non consente alte temperature. Credo che i 140 gradi siano il limite prima di diventare bianco. Inoltre il PET rispetto alla plastica mantiene una ottima trasparenza.
imbamar non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 08 dicembre 21, 13:44   #10 (permalink)  Top
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Cmq io termoformavo piscine idromassaggio a 160 gradi ed era una lastra da 4mm di metacrilato di dimensioni 2x2 metri.
Non credo che il problema sia la temperatura di 140 gradi che raggiungi, tantomeno il voler scaldare lo stampo.
Se riesci a fare un video delle mosse che fai per termoformare potrebbe essere utile per ulteriori consigli.
fabiovitti non è collegato   Rispondi citando
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