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Vecchio 17 febbraio 11, 14:21   #1 (permalink)  Top
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L'avatar di claudio v
 
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Studi per sviluppi ed ottimizzazioni per la classe AC120

Alcuni anni fa abbiamo sviluppato una AC120 tradizionale che era direttamente derivata dalle forme della AC/10 detentrice del titolo.
L’obbiettivo era utilizzare forme classiche e distribuzioni di volumi collaudate per creare una prima AC120.
A seguito di alcuni studi sui multiscafi e sullo studio di forme ad elevato coefficiente prismatico, abbiamo provato ad applicare alcuni di questi principi alle forme di una AC120 con l’obbiettivo di sviluppare uno scafo che potesse sfruttare al meglio uno slancio di prua accentuato per allungarsi in galleggiamento dinamico.

L’obbiettivo dello studio era realizzare una forma che avesse una piccola variazione di volume per piccoli angoli di appruamento in modo che lo scafo raggiunga, velocemente e senza aiuto “dell’onda”, un galleggiamento di 110 cm dinamico con uno statico di 99.
Poi, con la formazione di un minimo di onda, anche con sbandamenti minimi, la LWL dinamica dovrebbe subito superare i 115 cm.
Questo dovrebbe dare un piccolo vantaggio di velocita` di punta con circa 10-15% di LWL in piu` e una maggiore resistenza all’ingavonamento per i limiti di vento massimi previsti per il gioco di vele principale.

Il ginocchio di prua e` cosi` quasi inesistente, la prua leggermente rovescia: ricorda un po’ Alinghi SUI 100 e un po’ le linee laterali della generazione di AC fino al 2000, infatti America 3 e NZL32 avevano linee similari.

Qualcuno potrebbe dire che nelle barche reali l’evoluzione ha portato a fare forme diverse, ma con 25 tonnellate di dislocamento e scafi non plananti i problemi sono molto diversi che con 4,5 Kg di barchetta e uno scafo che puo` planare.
Idem il rapporto tra la superficie delle vele e il dislocamento fa assomigliare molto piu` i nostri scafi a un cat della futura Coppa America piuttosto che ai vecchi e pesanti IACC5

Quindi , se l’evoluzione delle “grandi e` andata in un senso, nelle piccole e` quasi certo che la via della miglior performance non sia la stessa: qui in anteprima posto la mia reintepretazione in chiave moderna di NZL 32 che chiamero`, in ricordo dei fasti della mitica barca neozelandese, Magic Urca 120.
Naturalmente lo scafo potra` essere riscalato con opportuni fattori di scala per fare una AC100 performante e il progetto avra` valenza e messe in tavola doppie (con opportuni fattori di scala correttivi).

In particolare potra` avvalersi della leggerissima costruzione monoscocca che, se sulla AC120 da` piccoli vantaggi, sulla AC100 invece permette di risparmiare almeno un paio di etti sullo scafo (finito) e metterli nel bulbo dando circa un 10% in piu` di potenza alla barca in bolina.
Da qui il vantaggio globale sulla AC100 rispetto agli attuali progetti in rete di poter contare su:
+ 10% di galleggiamento dinamico
+ 10% di momento raddrizzante a parita` degli altri fattori
+ 10% circa per il momento raddrizzante ottimizzato per i 60 dm2 di vele con un range di vento sostenibile uguale alle IOM con il gioco 1
Questo, naturalmente, non significa 30% in piu` globale, pero` un vantaggio tangibile dovrebbe darlo.

Per ora e` solo la bozza iniziale con i voulmi e la loro distribuzione sitemata come volevamo, ma puo` dare un po’ di idee a cui ispirarsi.
Speriamo di riuscire a completare tutto per l’Hobby Model Expo di Verona dove lo presenteremo ufficialmente.

Ciao ciao
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Magic Urca AC120: studi di forme e sistemi costruttivi ispirati IACC e AC100-ac120ext-assieme_sotto1_resize.jpg   Magic Urca AC120: studi di forme e sistemi costruttivi ispirati IACC e AC100-ac120ext-assieme_sotto2_resize.jpg  

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Vecchio 17 febbraio 11, 15:49   #2 (permalink)  Top
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non so claudio, per il momento mi sembra un tentativo di adattare le forme di una iom, al regolamento delle 120 e delle 100...specialmente dalla vista frontale che ho visto su un altro sito, sembrerebbe proprio una iom con le murate più basse (per la ac100) e la lunghezza di 20cm in più (per lla ac120)...sicuramente le linee d'acqua possono essere ricondotte ad un iacc, ma la coperta andrebbe rivista secondo me, lo spirito di somiglianza con gli iacc dovrebbe sempre rimanere secondo me...
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ciao, Eugenio
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Vecchio 17 febbraio 11, 16:52   #3 (permalink)  Top
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Devo ancora studiarmi le linee dello scafo e i volumi che si intravedono dalle immagini. Le linee sembrano molto filanti e somiglianti alle IACC degli anni 90. Il regolamento 120 è chiaro sulla somiglianza dei modelli con le barche vere, ma bastano pochi accorgimenti costruttivi per adattare perfettamente questo progetto, realizzabili direttamente in fase di costruzione. Penso che, come dice Claudio, questo scafo potrebbe dare, se realizzato con le tecniche molto avanzate che Claudio cita, piccoli ma tangibili vantaggi anche nelle 120. Quello che mi appare subito evidente è come invece, se riportato con le dovute modifiche che la riduzione di scala impone, al metro di lunghezza, sfruttando il regolamento ac100 che non limita nessun progettista a vincoli estetici di barche realmente esistite, ne vincola sul peso massimo del bulbo, possa dare dei vantaggi enormi dal punto di vista prestazionale se realizzato monoscocca e con quei volumi. Due etti nel bulbo significano molti metri di vantaggio al termine di una regata, e se i valori di skipper si equivagono, danno una la quasi certezza di stracciare le rivali. Non ho la tecnologia per ora per realizzare scafi come Claudio fa da tempo, e tutto sommato per ora, visto che ho barche mediamente veloci, non ne ho un'urgente necessità, anche perchè nella 120 il vantaggio sarebbe piccolo, chissà però se in futuro non ti chieda uno scafo fatto da te...
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Vecchio 17 febbraio 11, 17:45   #4 (permalink)  Top
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Originalmente inviato da eupon Visualizza messaggio
non so claudio, per il momento mi sembra un tentativo di adattare le forme di una iom, al
...
le linee d'acqua possono essere ricondotte ad un iacc, ma la coperta andrebbe rivista secondo me, lo spirito di somiglianza con gli iacc dovrebbe sempre rimanere secondo me...
Ciao Eupon,
la coperta e` preliminare perche` ieri sera era troppo tardi per metterci a rifinirla come volevo e poi e` fatta cosi` per motivi strutturali: a me, delle semiriproduzioni, francamente, nun me ne puo`... de meno.
Deve funzionare come voglio, poi il resto segue

Scherzi a parte, la tuga verra` un po' piu` bassa e piatta e il raccordo con pozzetto e fiancate verra` messo a posto in modo che una volta verniciata somigli un po’ piu` ad una AC e poi, come ho scritto, e` una rivistazione in chiave futuribile, non una ricerca di forme antiche.

Se Renato Chiesa fa e concorre con una Azzurra (che era un 12 SI) con le linee delle barche della 33esima coppa penso di poter fare una simil NZL che somiglia un po’ ad alinghi ma con la coperta piu` tondeggiante

Penso che siate troppo legati a stereotipi: le IOM, le AC, le M etc... sono tutte barche similari.
Le AC vere hanno il pozzetto, e questa ha il pozzetto... ma anche le IOM e allora?

Ad esempio, su una barca RC da regata, lo spingialbero e` basilare che ci sia, funzioni bene e si regoli rapidamente: messo li` funziona bene, e` facile da fare, si regola in fretta... ergo lo metto li` e il pozzetto arriva appena davanti all’albero proprio per quel motivo.

Lo scafo monoscocca regge tutti i carichi e all’interno ha solo la scassa della deriva, dell’albero e dei controventi... ma per farlo deve avere certe forme, altrimenti non funziona perche` le sartie si devono attaccare a qualcosa di rigido: quindi lo scafo monoscocca avra` il fondo del pozzetto raccordato con la tuga e i fianchi fatti in un certo modo in funzione di dove vanno a finire gli attacchi delle sartie

Questo per spiegare che le forme sono dettate da quel che devono fare: la parte sotto deve galleggiare e navigare, quella sopra tenere gli attacchi e quel che serve nel posto e modo giusto.

Insomma, il disegno non segue l’estro e il gusto, ma la necessita`, in modo da ottenere il manufatto piu` rigido e leggero possibile: il peso minimo si ottiene non facendo una barca di “cartavelina” ma una barca senza roba inutile, legnetti, piattine e rinforzi ovunque per sopperire a forme non ottimizzate per fare quel che devono fare.
Diciamo che e` la differenza tra fare un disegno e un progetto o meglio, quello che in gergo viene chiamato “design to manufacturing”, progettare per costruire, che in un manufatto in composito e` basilare...

Quelle che Matthias che nel sito delle AC120 FORUM IACC 120 CUP • Login cita come le misure da fare per vedere le performance della barca, (in particolare la 4. Boat rigidità), sono ottimi parametri per vedere quanto bene funziona un progetto e successiva realizzazione.
Un esempio: fare una deriva indeformabile o quasi e poi avere flessione tra scafo e albero elimina ogni beneficio e fa pure perdere la regolazione delle vele... cosa che immediatamente peggiora la prestazione della barca in maniera ben piu` evidente di una deriva “molle”.

Il vantaggio nel progetto AC120 sara` anche legato a questa maggior rigidezza dell’insieme intrinseca alle forme che permettera` anche di avere una regolazione delle vele piu` stabile.
Nel caso del progetto AC/100, che seguira` al 120, come dice Matthias, il vantaggio sara` molteplice e ancora piu` evidente.
Voi (AC100isti) state facendo con tecniche tradizionali uno scafo ultralight e leggermente squadrato e lo realizzate “a scodella” con coperta piatta: questo significa non ottimizzare molto gli aspetti strutturali: la “flessibilità” dell’insieme e` abbastanza garantita a meno di salire parecchio con il peso.

Poi, naturalmente, e` solo un gioco, e ognuno lo fa come preferisce: non e` detto che per giocare con 2 barchini serva farsi tanti problemi.
Dal mio punto di vista, invece, giocare con i barchini interessa solo fino a un certo punto perche` trovo piu` “gustoso” mettere a posto il mosaico del progetto/costruzione in modo che tutto funzioni come mi sono immaginato... e qui la strada per finire e` ancora un po’ lunga: non si fa un progetto ex novo in una sera e nemmeno in 2 settimane.
Il seguito alle prox.
Ciao
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Vecchio 17 febbraio 11, 22:40   #5 (permalink)  Top
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errore matth, sul nostro regolamento c'è il riferimento all'estetica somigliante agli iacc, "L’AC-100 è una Classe Velica RC di tipo monoscafo (monohull) , dove tutto è permesso,
eccetto quello che é specificatamente proibito da questo Regolamento.
La AC-100 richiama le forme delle barche di Coppa America sviluppate dal 2000 al 2007 aventi slanci di prua e di poppa. L'armatore-costruttore è libero di realizzare la sua barca con i disegni, loghi e colori dei vari consorzi di Coppa America,
oppure, lasciando libero sfogo alla fantasia e ai gusti personali, verniciare scafo e coperta con i colori, disegni e loghi che
riterrà più opportuni, rispettando comunque le leggi del buon costume."

vedremo quindi la coperta definitiva del progetto urca...capisco il discorso di claudio, ma fino ad un certo punto...nel nostro caso, e anche quello delle 120, il disegno è funzionale alla forma estetica ricercata (scafi iacc reali) ed anche alla sua funzionalità, se si cercasse prima la funzionalità, ci saremmo buttati su di un progetto totalmente originale, chissene mi verrebbe da dire quindi, se la coperta bombata è funzionale alla costruzione migliore, e alla struttura migliore, non è più una simil iacc, e non rientra quindi nello spirito della classe...m come ho detto vedremo...la costruzione che facciamo noi, tradizionale e piena di elementi in legno, fatta a scodella, è quella più semplice da realizzare in casa, ma già ci si potrebbe evolvere facendo tutti i comonenti interni in vtr (tonicle aiuto!)...bisognerebbe quindi ottimizzare la costruzione mantenendo la forma dettata dal regolamento (somiglianza iacc) e non modificarla per necessità strutturali, in quel caso si fa un'altra cosa...comunque la ac100 squadrata la fanno in pochi, quella "vera", cioè studiata meglio, non in poche serate, è la b, tondeggiante e leggermente più dislocante e potente secondo me...per il futuro comunque, sono propenso ad uno sviluppo di un ac100 con dislocamento totale di 3000g, con bulbo sui 2000g...il disegno della 120urca ci sarà di stimolo per le linee d'acqua
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ciao, Eugenio
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Vecchio 18 febbraio 11, 00:10   #6 (permalink)  Top
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Mi fa molto piacere l'iniziativa di ClaudioV di studiare nuove distribuzioni sui volumi per incrementare le prestazioni. L'idea di allungare la lwl a scafo sbandato, con valori prossimi ai 115cm, è sicuramente ottima e sono curioso di vedere in acqua lo scafo in questione. I miei progetti, a scafo sbandato, non oltrepasano i 107cm di lwl (ma sono valori dati da rhino con specchio d'acqua pefettamente piatto). Nella realtà, con l'effetto dell'onda poppiera, si dovrebbero oltrepassae i 110cm.

Poi un conto è la teoria, un altro è la pratica, quindi aspetteremo tutti con particolare curiosità i primi confronti in acqua tra la Magic Urca e le migliori IACC120. Purtroppo fino ad ora non mi è mai capitato di confrontarmi in acqua con una 120-Urca, spero capiti presto.

Mi piace molto l'idea del confronto in acqua, non tanto per poter sbandierare ai quattro venti: "la mia barca va meglo della tua..." ma principalmente perchè il confronto è l'unico vero strumento che dà a noi progettisti il giusto feed-back per capire se le scelte prese in fase di progettazione sono giuste o sbagliate.
Non credo possa esitere evoluzione senza confronto, quindi... diamoci da fare :-)))
A quando un bel confronto tra AC100 e IACC120? Certo: i confronti tra classi diverse lasciano il tempo che trovano, ma sono sempre esperienze dalle quali si possono trarre spunti interessanti. Ricordo, ad esempio, che le Luna Dea facevano una fatica enorme a star dietro alla mia ITA-45 (che non è di certo la IACC120 più performante). E se un'AC100 reggesse il passo di Azzurra? Sai che scoop?

Tornando alla Magic Urca: come è stato già sottolineato, la somiglianza con le vere ACC resta un punto fermo e adesso come adesso anche a me sembra di vedere una IOM allungata. Sicuramente le forme definitive ricorderanno più le attuali ACC.
Dalle prime immagini del prototipo, noto un timone estremamente arretrato, ma di quanti cm è lo slancio di poppa?

Prima si è parlato di spingialbero... personalmente non ritengo che sia poi così basilare, non l'ho mai usato ne su ITA-45, ne su Azzurra, eppure le prestazioni non sembrano risentire più di tanto...
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Vecchio 18 febbraio 11, 13:00   #7 (permalink)  Top
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Semiriproduzioni ispirate a barche vere?

Giusto per evitare guerre di religione e per par condicio, anche se la mia per ora nasce come AC120, andiamo a vedere i vari regolamenti di cui ho tenuto conto

AC 100

Citazione:
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.., "L’AC-100 è una Classe Velica RC di tipo monoscafo (monohull) , dove tutto è permesso, eccetto quello che é specificatamente proibito da questo Regolamento.
La AC-100 richiama le forme delle barche di Coppa America sviluppate dal 2000 al 2007 aventi slanci di prua e di poppa. L'armatore-costruttore è libero di realizzare la sua barca con i disegni, loghi e colori dei vari consorzi di Coppa America,
oppure, lasciando libero sfogo alla fantasia e ai gusti personali, verniciare scafo e coperta con i colori, disegni e loghi che
riterrà più opportuni, rispettando comunque le leggi del buon costume."

.....
AC120
Citazione:
..,
Questa classe si prefigge lo scopo di far navigare e regattare modelli di barche identificabili come
vere barche esistite/esistenti di Coppa America delle ultime versioni riprodotte nella scala 1:20
(identificabili esteticamente nelle versioni da 1 a 5), la parte estetica/grafica e non solo nelle forme,
avrà una sua importanza a i fini della stazzatura. In sostanza chi le vede dall'esterno deve poter
dire: "Ecco Luna Rossa" oppure "Quello è il Moro". Non si richiedono elaborazioni grafiche
particolarmente complesse, ma quanto basta per la riconoscibilità verso un Coppa America reale
(non si transige sulla colorazione base dello scafo). La stazzatura della barca può essere
riconosciuta solo se la barca è ispirata ad una barca reale di classe IACC.
Lo scafo dovrà di conseguenza presentare degli slanci di prua e di poppa simili a quelli usati nella
Coppa America
Da entrambi i regolamenti si evince che:
la barca deve avere slanci di prua e poppa, ma non dicono come devono essere, infatti se andiamo a vedere barche come America 3 e NZL32 avevano un lungo slancio a prua e uno piu` piccolo a poppa e la coda era tagliata in diagonale
la AC100 richiama le forme, la AC120 deve essere ispirata ad una reale barca di clase IACC.

Da qui si evince che dovrebbe avere perlomeno avere il pozzetto perche `non ho mai visto nessuna barca reale IACC senza.
Quindi diciamo che per somigliare, a 5 metri, deve avere gli slanci , il pozzetto e un piano velico somigliante e poi ci siamo

Il regolamento AC100 dice che “tutto è permesso, eccetto quello che é specificatamente proibito da questo Regolamento”.
Quello AC120 non dice nulla del genere se non che le forme e colorazioni devono essere somiglianti a un reale... Se facciamo il caso di Azzurra di Renato o del nuovo Moro che ha disegnato diciamo che non ci siamo tanto dentro, ma mi sembra che si sia comunque nello spirito... quindi mi pare che nessuno, a buon senso, sottilizzi a riguardo.

Per la AC100 fare la coperta piatta e senza pozzetto non e `vietato, quindi e` permesso.
Fare una coperta ad onda come quella di David, non somiglia molto a nessuna AC reale, ma non e` vietato, quindi OK.



Ma se vogliamo vedere, come AC100 di Luca che piaceva molto, questa presa dal Forum AC 100






quindi? Avete mai visto una vera fatta cosi`???


Allo stesso modo fare la coperta con il pozzetto e la parte anteriore della coperta (la tuga) un po’ tondeggiante dovrebbe andare altrettanto bene, tanto poi basta verniciare la parte superiore di colore contrastante con i fianchi e l’effetto visivo a 5 metri cambia poco o niente.

Come sono fatti gli slanci di Magic Urca AC120? Guardiamo America 3 di Luca




Questa somiglia, vero…
Centimetro piu`, cm meno, gli slanci che si vedranno fuori dall’acqua sono pressoche` identici a Magic Urca
La forma della poppa e` praticamente la stessa di SUI100 di Mattias, che mi piaceva molto e quindi ho un po’ copiato, vedi



Se andiamo a vedere il discorso semi riproduzione, ispirato a etc viene fuori che il limite e` quanto di piu` vago ci sia.
Per questo avevo fatto tutte le domande del caso nella topic http://www.baronerosso.it/forum/navi...merica-10.html

Negli aeromodelli, la categoria stand off (semiriproduzioni) ha un giudizio a terra preso a x metri di distanza e i punti guadagnati a terra contano per la classifica finale.
Nelle barche non c’e` alcun punteggio a terra, quindi direi che basta che somigli un po’ a 5 metri di distanza e che le quote di LWL statica e fuori tutto vengano rispettate, altrimenti, a meno di altri requisiti geometrici precisi (per questo avevo “sottilizzato” nell’altra topic), incominciamo con le questioni di lana caprina e non si finisce piu`.
claudio v non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 18 febbraio 11, 15:14   #8 (permalink)  Top
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Mi fa molto piacere l'iniziativa di ClaudioV di studiare nuove distribuzioni sui volumi per incrementare le prestazioni. L'idea di allungare la lwl a scafo sbandato, con valori prossimi ai 115cm, è sicuramente ottima e sono curioso di vedere in acqua lo scafo in questione.
...
Per vederlo in acqua... prima bisognera` che lo finisca e poi che qualcuno lo costruisca: ci vorra` un po’ e, pero` da quel che vedrete qui, chi sa leggere tra le righe potra` trovare spunti per farsi la sua barca e metterla in acqua in anteprima. Mi e` venuta questa idea perche negli ultimi anni ho visto una grossa uniformita` di progetti dove, a parte le linee d’acqua piu` o meno quadrate, non si cercava di trovare soiluzioni un po’ diverse: cosi` ho provato a fare un progetto un po’ di rottura per vedere se si poteva trovare qualche miglioramento.
Si trovera`, non si trovera`? Se questo servira` a dare lo stimolo a qualcuno di cercare alternative sara` gia` utile

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...
ma principalmente perchè il confronto è l'unico vero strumento che dà a noi progettisti il giusto feed-back per capire se le scelte prese in fase di progettazione sono giuste o sbagliate.
Non credo possa esitere evoluzione senza confronto, quindi... diamoci da fare :-)))
A quando un bel confronto tra AC100 e IACC120? ........
Ci sono alcune cose che indiscutibilmente danno dei vantaggi sulla carta e altre che ne danno di “opinabili”. Focalizzare il progetto dim una AC120 per mettere a punto i parametri “non discutibili” quali l’aumento di Lwl, di momento raddrizzante e di rigidezza strutturale significa fare, per ipotesi, qualcosa che puo` andare di piu`.

Pero` il progetto non basta perche` poi occorre che la realizzazione sia all’altezza del progetto e, a questo punto si e` piu` o meno al 50% del risultato totale.
Quando ho iniziato a progettare e fare test sui modelli ero molto illuso dalla possibilita` di trovare forme molto piu` efficaci di altre, poi ho dovuto ricredermi perche` piu` o meno le forme “decenti” vanno tutte uguali.
Per decenti si intende che permettano di mantenere l’assetto longitudinale corretto e una distribuzione dei volumi plausibile per garantire che i parametri di “centratura” siano quelli previsti in tutto il range di vento di utilizzo.

Il restante 50% lo fanno le vele, la loro regolazione e lo skipper in regata.
Quindi il vantaggio di un progetto rispetto ad un altro lo si vede solo a parita` di tutto il resto e spesso si trasforma in una maggiore facilita` e stabilita` di messa a punto, ad esempio non mettendo l’albero in un posto e poi pensando di spostarlo avanti e indietro di piu` di un minimo per ottimizzare il tutto e soprattutto di doverne cambiare la posizione al variare dle vento.

Questo significa che magari la barca in mano a Matthias potrebbe permettergli di stare vicino a Luca... e in mano mia, che negli ultimi 2 anni ho forse navigato 4 volte, magari mi aiuterebbe a stare nella prima meta` della classifica salvo capronate eccessive.

Nel caso della AC100, dove invece il fattore peso e` basilare, il giochino e` piu` interessante e, dato l’appiattimento verso certe scelte, quello che potrebbe proporre sarebbe una netta rottura migliorativa per l’incremento del momento raddrizzante che potra` arrivare fino a + 25% rispetto alla media... e che potrebbe anche compensare le carenze di uno skipper medio rispetto ad uno top (sempre in ambito di attuale AC100).
25% di potenza in piu` e` tanto per non vedere differenze: bisogna gia` fare un po’ di bestialità` per finire dietro.
Ciao

Ultima modifica di claudio v : 18 febbraio 11 alle ore 15:17
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claudio, tutto vero quello che dici, ma ci sono certe "diversità" di forma, che molte volte hanno un aspetto secondario, secondo me, come la coperta a onda di david, che non esiste è vero in nessun iacc reale, ma che da comunque un effetto di barca reale...quella che si vede nei tuoi 3d, a detta di molti per ora, sembra più somigliante ad una iom allungata che ad un iacc...vero poi che le iom hanno la poppa aperta e quant'altro simile ad un iacc (poco), ma credo che la tuga tondeggiante la farà sembrare poco una simil iacc...il nostro regolamento in merito è meno categorico di quello delle 120, ma comunque si rifa a quella forma, è una delle prime cose annunciate, che fare la tuga tondeggiante non sia vietato, non è corretto, in quanto non è una cosa riconducibile agli iacc, sicuramente è difficile porre dei limiti alle interpretazioni sulle eccezioni (coperta senza pozzetto, bordi fuorisquadra,etc.), bisognerà aspettare e vedere il tuo 3d finito, guardare la barca da 5 metri e capire se sembrerà più una iom oppure no...la barca di luca (che mi intriga molto) già supera secondo me i limiti concessi, inquanto le linee d'acqua stesse sono una novità assoluta rispetto gli iacc...ma se guardandola da 5m risultasse comunque somigliante? il regolamento, lo ripeto, è meno categorico di quello 120, ma il senso è sempre quello, finchè l'occhio non vede non potrà giudicare questo aspetto, quindi progettate, costruite, poi deciderò se rientrate nel regolamento o no
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ciao, Eugenio
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Ottimo ClaudioV , vai pure ci stai dentro in pieno .

4 o 5 anni fa avevo proposto di integrare una premio per la barca + bella , ma poi non se ne fece nulla , magari in futuro ne riparleremo .

Mi hai fatto venire voglia di fare la mia AC-X da 120cm xrò penso che a 5 metri DI DISTANZA SAREBBE CMQ + BELLA DELLA TUA URCA se poi gli fai la solita colorazione sei spacciato


ciao
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