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Vecchio 17 luglio 09, 08:44   #1 (permalink)  Top
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La linea di Tenda è davvero splendida, ci sono stato un paio di volte e devo dire che è veramente da copiare! costruire un plastico basandosi su quella linea sarebbe il massimo della mia aspirazione.
Infatti, il mio ideale sarebbe quello di una linea di penetrazione valliva tipo la pontremolese. Sezionando longitudinalmente il fiume di fondovalle in modo che la ferrovia a mezzacosta si veda come se si fosse sulla sponda opposta del fiume, ricca di curve tortuose gallerie e viadotti e di molto traffico merci e locale di piccola composizione con automotrici e poi, qualche treno "importante" in transito saltuario, anche la riviera ligure sarebbe adatta!
In quanto ai materiali, non vorrei essere travisato, vanno benone i materiali alternativi, spesso sono meglio di quelli commerciali proposti (almeno in Italia, dove purtroppo non si trovano che poche cose e soprattutto adatte a navi o aero modellismo!) a volte una confezione in cartoncino ondulato di un dolcetto, come è accaduto, può rivelarsi un meraviglioso tetto di eternit in scala perfetta! Per anni, vista la carenza cronica di materiali, ho cannibalizzato contenitori e chassis di registratori a bobine, stampanti, apprecchi HIFI ecc ecc usando le lastre di plastica ricavate (in genere per fortuna proprio di PVC, quindi adattissimo alle nostre colle) per le mie costruzioni modellistiche. Poi molti anni dopo, quando sono arrivati i profilati evergreen in tutte le misure forme e spessori la cosa si è fatta interessante e più semplice, ma certamente, più costosa.
Quindi la mia gavetta utilizzando materiali vari l'ho fatta!
Ma l'importante e che da questi materiali, scaturiscano oggetti fatti bene e gradevoli, ma soprattutto e ci tengo ad affermarlo, modelli realistici.
Se devo realizzare una locomotiva deve essere lei, non un simulacro semi irriconoscibile se non per il numero di serie scritto sul pancone. Scusate la franchezza ma per fortuna la "biodiversità" parola tanto usata nelle tematiche ambientali riguarda anche i fermodellisti, ed il mondo, disse qualcuno, è bello perchè è vario.
E poi, una cosa che ho sempre affermato è che sono ammirevoli comunque tutti i lavori, purchè si lavori chi critica ma non realizza nulla sinceramente non gode della mia stima.
buona giornata
gianca2 non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 18 luglio 09, 01:27   #2 (permalink)  Top
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La linea di Tenda è davvero splendida, ci sono stato un paio di volte e devo dire che è veramente da copiare! costruire un plastico basandosi su quella linea sarebbe il massimo della mia aspirazione.
Infatti, il mio ideale sarebbe quello di una linea di penetrazione valliva tipo la pontremolese. Sezionando longitudinalmente il fiume di fondovalle in modo che la ferrovia a mezzacosta si veda come se si fosse sulla sponda opposta del fiume, ricca di curve tortuose gallerie e viadotti e di molto traffico merci e locale di piccola composizione con automotrici e poi, qualche treno "importante" in transito saltuario, anche la riviera ligure sarebbe adatta!
In quanto ai materiali, non vorrei essere travisato, vanno benone i materiali alternativi, spesso sono meglio di quelli commerciali proposti (almeno in Italia, dove purtroppo non si trovano che poche cose e soprattutto adatte a navi o aero modellismo!) a volte una confezione in cartoncino ondulato di un dolcetto, come è accaduto, può rivelarsi un meraviglioso tetto di eternit in scala perfetta! Per anni, vista la carenza cronica di materiali, ho cannibalizzato contenitori e chassis di registratori a bobine, stampanti, apprecchi HIFI ecc ecc usando le lastre di plastica ricavate (in genere per fortuna proprio di PVC, quindi adattissimo alle nostre colle) per le mie costruzioni modellistiche. Poi molti anni dopo, quando sono arrivati i profilati evergreen in tutte le misure forme e spessori la cosa si è fatta interessante e più semplice, ma certamente, più costosa.
Quindi la mia gavetta utilizzando materiali vari l'ho fatta!
Ma l'importante e che da questi materiali, scaturiscano oggetti fatti bene e gradevoli, ma soprattutto e ci tengo ad affermarlo, modelli realistici.
Se devo realizzare una locomotiva deve essere lei, non un simulacro semi irriconoscibile se non per il numero di serie scritto sul pancone. Scusate la franchezza ma per fortuna la "biodiversità" parola tanto usata nelle tematiche ambientali riguarda anche i fermodellisti, ed il mondo, disse qualcuno, è bello perchè è vario.
E poi, una cosa che ho sempre affermato è che sono ammirevoli comunque tutti i lavori, purchè si lavori chi critica ma non realizza nulla sinceramente non gode della mia stima.
buona giornata
Infatti, l' imperativo dei modellisti è muovere le mani, tutto il resto è relativo...
Ora c'è in cantiere un altro prototipo, (al vero) anche questo trascurato dai Produttori, tranne Tecnotren che diversi anni fa ne aveva fatto una piccola serie a prezzo...per pochi eletti!! Un indizio molto labile ve l' ho dato, dico ancora che è una locomotiva ed è elettrica, chi vuol tentare di dare la soluzione è il benvenuto, (naturalmente prima della presentazione del modello finito..) avete tempo una settimana buona, sto lavorando ancora sugli interni delle cabine e mi ci metto solo un paio d' orette la sera, per cui vado a rilento...ciao a tutti
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Vecchio 20 luglio 09, 11:44   #3 (permalink)  Top
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Mica sarà l'E400?
Anche questa è una macchina che ho costruito parecchi anni fa, con meccanica rivarossi e udite, udite.. lastrine fotoincise (ma non passanti) di zinco!!
Una faticaccia per assemblarla considerando che all'epoca quelle erano i primi timidi tentativi di realizzare modelli con la tecnica semisconosciuta della fotoincisione. La macchina esteticamente è molto gradevole, mi colpì molto il fatto che avesse un unico pantografo e merita di essere presente e girare su plastico con composizioni minime anni 60, anche questa loco vanta una storia di tecnologia e sperimentazione non indifferente ma non ha circolato su molte linee FS, ultimamente credo fosse relegata solo sulla To-Ao.
ciao
Giancarlo
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Vecchio 20 luglio 09, 18:59   #4 (permalink)  Top
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Mica sarà l'E400?
Anche questa è una macchina che ho costruito parecchi anni fa, con meccanica rivarossi e udite, udite.. lastrine fotoincise (ma non passanti) di zinco!!
Una faticaccia per assemblarla considerando che all'epoca quelle erano i primi timidi tentativi di realizzare modelli con la tecnica semisconosciuta della fotoincisione. La macchina esteticamente è molto gradevole, mi colpì molto il fatto che avesse un unico pantografo e merita di essere presente e girare su plastico con composizioni minime anni 60, anche questa loco vanta una storia di tecnologia e sperimentazione non indifferente ma non ha circolato su molte linee FS, ultimamente credo fosse relegata solo sulla To-Ao.
ciao
Giancarlo
Per dirla come il mitico Mike, purtroppo no, Gentile Concorrente, eh, non è quella, eh!
C'è una E 400 fra le mie loco, costruita circa un anno fa, ma non è lei che ho in mente...ormai do' io la soluzione, per una serie di circostanze fortunate ho trovato la meccanica necessaria prima del previsto ed ho cominciato i lavori, si tratta della E 636 082 protagonista della mia ultima discussione, per ora ho postato il "cantiere," ma prima o poi arriverà anche la foto del modello finito...
L' unica cosa che per ora resterà allo stato d'origine è l' imperiale, ho lasciato in opera gli sfogatoi originali, devo trovare delle belle immagini della loco vera che mostrino bene questa parte per realizzarlo in maniera corretta, più che altro ho delle incertezze sulla curvatura che aveva nelle parti terminali, ma prima o poi ci arriveremo...
Per ora beccati le foto della loco incompleta e dall' aspetto "pezzato," in attesa della verniciatura di finitura e relativo invecchiamento, come ho scritto nella discussione sono sempre stato parecchio affascinato da questa E 636 particolare...ciao ciao
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Vecchio 20 luglio 09, 20:09   #5 (permalink)  Top
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Mica sarà l'E400?
Anche questa è una macchina che ho costruito parecchi anni fa, con meccanica rivarossi e udite, udite.. lastrine fotoincise (ma non passanti) di zinco!!
Una faticaccia per assemblarla considerando che all'epoca quelle erano i primi timidi tentativi di realizzare modelli con la tecnica semisconosciuta della fotoincisione. La macchina esteticamente è molto gradevole, mi colpì molto il fatto che avesse un unico pantografo e merita di essere presente e girare su plastico con composizioni minime anni 60, anche questa loco vanta una storia di tecnologia e sperimentazione non indifferente ma non ha circolato su molte linee FS, ultimamente credo fosse relegata solo sulla To-Ao.
ciao
Giancarlo
Interessante, ma sono lastrine commerciali o te le eri realizzate da te? In effetti anni fa era una tecnica ancora sconosciuta, e non era facile per niente realizzare un modello con quel sistema...
La mia E 400 è realizzata in plastica, (ho usato il materiale prelevato da una carenatura per una cucina, molto robusto e abbastanza lavorabile, un po' duro, ma alla fine è meglio così, il modello risulta robusto di certo...) ed è motorizzata con un Lima G con il rapporto di trasmissione modificato per renderla più...lenta, infatti al vero le E 400 facevano solo i 50 Km/h di velocità massima, mentre i motori G se in buono stato hanno velocità da Eurostar...
Per la storia della macchina vera ti consiglio se non l' hai letto lo speciale di Tutto Treno uscito quasi un annetto fa, ma certamente come arretrato è disponibile, in genere hanno tutto...è una storia interessante, che presenta anche un enigma, la maggior parte delle fonti afferma che le E 400 (nate come E 1 - 3 delle FAP) vennero realizzate in soli tre esemplari, mentre il libro "Locomotive Elettriche FS" di Cornolò & Pedrazzini edito nel 1983 afferma che erano quattro, e che la E 400 004 venne distrutta durante la guerra in un bombardamento...non ho mai trovato altri riscontri sull esistenza o meno di questa 004, per cui il mistero rimane...
La vita delle E 400 si è svolta perlopiù in Val D' Aosta, al traino di convogli ascendenti vuoti e discendenti carichi di minerale di ferro, oppure modesti Locali composti da 2 - 3 carrozze tipo Moncenisio, hanno avuto (la 002 e 003) una breve parentesi Piemontese quando erano usate con treni navetta di tipo vecchio sulla Trofarello Chieri, con impianto citofonico e macchina presenziata, la loro carriera si è conclusa nel 1968, con la dieselizzazzione della linea di Aosta, sono finite accantonate a Torino dove nei primi anni '70 sono state acquistate dalla FCV, hanno cambiato livrea e una di loro anche un po' aspetto e hanno prestato dignitoso servizio fino a pochi anni fa, due di loro mi pare siano ancora usate saltuariamente, anche se la maggior parte del tempo se ne stanno accantonate di scorta, mentre la L 901, ex E 400 001 è a Pietrarsa in livrea FCV, sarebbe auspicabile un suo ritorno al castano/isabella e un suo utilizzo con treni storici, visto che è perfettamente funzionante, le carrozze Moncenisio potrebbe fornirle la LFI, che a suo tempo le rilevò dalle FS...ciao ciao
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Vecchio 21 luglio 09, 07:51   #6 (permalink)  Top
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Erano le primissime lastrine fotoincise commercializzate.. prima di allora esistevano solo metodi iperartigianali così bene descritti dal compianto Italo Briano nel suo manuale "bibbia" del modellismo ferroviario. Le lastrine in oggetto erano marcate FCF e all'epoca questa azienda produceva anche il D208 (che ho costruito) ma purtroppo come ho accennato non erano fotoincisioni passanti per cui per evitare schifezze varie (bordi delle finestrature storti o curvi) il lavoro di seghetto e lima doveva essere decisamente lungo, preciso e meticoloso.
Da qualche parte ho una monografia sull'E400 e se non ricordo male le macchine erano proprio 4 tutte di costruzione Fiat.
buona giornata
Giancarlo
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Vecchio 21 luglio 09, 18:21   #7 (permalink)  Top
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Erano le primissime lastrine fotoincise commercializzate.. prima di allora esistevano solo metodi iperartigianali così bene descritti dal compianto Italo Briano nel suo manuale "bibbia" del modellismo ferroviario. Le lastrine in oggetto erano marcate FCF e all'epoca questa azienda produceva anche il D208 (che ho costruito) ma purtroppo come ho accennato non erano fotoincisioni passanti per cui per evitare schifezze varie (bordi delle finestrature storti o curvi) il lavoro di seghetto e lima doveva essere decisamente lungo, preciso e meticoloso.
Da qualche parte ho una monografia sull'E400 e se non ricordo male le macchine erano proprio 4 tutte di costruzione Fiat.
buona giornata
Giancarlo
Allora ho capito, ma di quelle lastrine ne ho solo sentito parlare dalla stampa specializzata, è roba che era in produzione quando io mi succhiavo il pollice...modellismo di altri tempi, proprio...
Riguardo alle E 400, erano state realizzate dalla Savigliano, mentre la parte elettrica venne realizzata dalla Metropolitan Vickers, la stessa ditta (inglese) che stava fornendo gli equipaggiamenti per le E 626 in prova sulla Benevento - Foggia...
La potenza delle E 400 era modesta, con 540 kW di potenza oraria, 376 di continuativa e 50 Km/h di velocità massima, nonostante tutto hanno sempre assolto molto bene al loro compito, semplici ed affidabili sono giunte alla fine della corrente continua in Val D' Aosta, sono scampate alla demolizione e hanno cominciato una nuova vita sui binari FCV, fortunatamente non sono rimaste in ambito FS, altrimenti sarebbero demolite da tempo, oggi le ex E 400 sono ancora tutte e tre esistenti...resta a me personalmente il dubbio sulla fantomatica quarta locomotiva...ciao ciao
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Vecchio 23 luglio 09, 21:09   #8 (permalink)  Top
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Tanto per dare una idea circa la locomotiva di cui si sta parlando, allego una foto scattata ad Aosta nel 1968

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