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Vecchio 17 marzo 15, 21:28   #1 (permalink)  Top
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L'avatar di saxo8v
 
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Nel sito lem, il principio mostrato vale sia per la continua che per l'alternata. Il sensore di Hall che sta nel gap del toroide misura che i due flussi (quello generato dal conduttore sotto misura e quello generato dalla bobina secondaria) si annullino. Se non si annullano, lo sbilanciamento viene amplificato e va a modificare la corrente nella bobina secondaria fino a farla diventare la "exact representation of the primary current", in sostanza una corrente proporzionale a quella primaria. Percio' sulla RL si trova una tensione proporzionale alla corrente da misurare. Il pregio di questo metodo immagino che sia l'annullamento degli errori di linearita' del sensore di Hall.

Non ho capito che c'entra la bobina di rogowsky.
l'effetto hall è una differenza di potenziale che nasce tra un campo B e una corrente deviata secondo il prodotto vettore ixB. Non c'è il flusso.
La rugosky (o come si scrive) dovrebbe misurare la fem indotta dalla variazione del flusso, quindi solo in alternata.
Sono peró ricordi vaghi scolastici, quando usicuno strumento guardi il campo di lavoro, non il principio, quindi potrei dire castronerie.

Però come mai esistono pinze solo in alternata, pinze che fanno tutto e pinze solo in continua (per correnti forti)? Se una sonda hall facesse tutto perchè castrarla?
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Vecchio 17 marzo 15, 23:01   #2 (permalink)  Top
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...ma i x(vettor)B non da una forza ? ( i scalare il versore corrispondente, quindi il 'vettore' corrispondente alla corrente )
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Vecchio 18 marzo 15, 00:16   #3 (permalink)  Top
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Però come mai esistono pinze solo in alternata, pinze che fanno tutto e pinze solo in continua (per correnti forti)? Se una sonda hall facesse tutto perchè castrarla?
Perchè quelle per corrente alternata probabilmente non usano il sensore di hall ma una bobina con cui intercettano il campo magnetico oscillante. Evidentemente si tratta di una tecnologia che costa molto di meno.
Il sensore di hall è abbastanza "duro" da essere eccitato. Io ne ho uno e ci ho giocato un pochino, non è proprio banale fare una lettura stabile su un cavo che gli passa a due-tre centimetri di distanza, figuriamoci fare una lettura affidabile su un cavo la cui distanza e la posizione dal sensore non è nota a priori.....

Carlo
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Vecchio 18 marzo 15, 00:24   #4 (permalink)  Top
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l'effetto hall è una differenza di potenziale che nasce tra un campo B e una corrente deviata secondo il prodotto vettore ixB. Non c'è il flusso.
L'effetto di hall è quell'effetto per cui un transistor vede modificare la sua curva caratteristica quando la sua giunzione è investita da un campo magnetico in una certa direzione. In tratica, il suo fattore Beta non è costante ma dipende dal campo magnetico. Non c'è alcuna generazione di corrente, si misura solo come quel transistor risponde alla corrente di controllo.
Amplificando al massimo il segnale prelevato dal transistor si riesce a percepire anche il nord magnetico, ma il rumore introdotto dall'amplificazione è notevole ed i dati letti sul magnetismo rilevato sono affetti da un discreto errore. E' per questo che dico che è "duro": per ottenere un valore stabile ed affidabile occorre abbassare l'amplificazione del segnale e, di conseguenza, la sensibilità finale dello strumento di misura.

Carlo
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Vecchio 18 marzo 15, 09:28   #5 (permalink)  Top
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si da una forza che agisce sugli elettroni in movimento (la corrente) e li spinge tutti da una parte. questo accumulo da una ddp che è proporzionale all'intensità del campo B. Misurando quella si trova la corrente che ha generato B, la corrente da misurare.


Non conoscevo l'effetto Hall in elettronica, ma in fisica è quello che ho descritto.



ciao.
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Vecchio 18 marzo 15, 21:51   #6 (permalink)  Top
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si da una forza che agisce sugli elettroni in movimento (la corrente) e li spinge tutti da una parte. questo accumulo da una ddp che è proporzionale all'intensità del campo B. Misurando quella si trova la corrente che ha generato B, la corrente da misurare.


Non conoscevo l'effetto Hall in elettronica, ma in fisica è quello che ho descritto.



ciao.
Ho capito quello che intendi.
Ora non riesco a trovare della documentazione, ma nei transistor ad effetto di hall (che credo appartengano alla categoria dei mosfet) è lo spostamento del flusso degli elettroni ,dovuto al campo magnetico, a provocare la variazione delle curve caratteristiche di cui parlavo.

Carlo
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Vecchio 18 marzo 15, 23:06   #7 (permalink)  Top
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L'avatar di Paolo Gx
 
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Stasera ho fatto qualche prova sull'ESC.

Con l'oscilloscopio, su un canale misuro la caduta di tensione ai capi di una resistenza in serie al lato batteria dell'ESC, quindi misuro la corrente (traccia blu). La massa del probe e' sul negativo dell'ESC
Sull'altro canale (traccia rossa) misuro la tensione su una delle tre fasi che vanno al motore.
Sullo schermo, la traccia superiore e' la tensione della fase, si vedono gli spike del PWM. La fase e' alimentata per 120 gradi con la tensione PWM, e dalla forma d'onda si vede che i mosfet che commutano a frequenza PWM (8KHz) sono quelli verso il negativo. Sotto, piu' amplificata, la traccia che indica la corrente in ingresso all'ESC: a parte la sporcizia dovuta alla commutazione PWM, l'assorbimento e' costante, questo perche' la corrente modulata a 8KHz viene indirizzata ogni 120 gradi sulla fase successiva, senza discontinuita' e senza sovrapposizioni. Naturalmente i mosfet che stanno sul positivo, durante i 120 gradi in cui una fase e' alimentata dal PWM commutano sfasati di 60 gradi gli avvolgimenti su cui l'alimentazione si va a chiudere.
Nella figura che ho allegato, che ho preso da Brushless DC Motors--Part II: Control Principles | EDN , e' illustrata chiaramente la sequenza che ho cercato di descrivere (male, lo so!).

Con l'accroccatissima prova, vorrei convincere che il punto migliore per misurare l'assorbimento del motore e' l'ingresso dell'ESC, perche' e' il punto dove la corrente e' continua, costante, solo leggermente sporcata dal PWM, e soprattutto (per come e' costruito l'ESC) identica a quella che ruota in uscita sulle fasi.
Icone allegate
Pinza amperometrica-img_20150318_195427r.jpg   Pinza amperometrica-bldc2fig4.jpg  
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Vecchio 19 marzo 15, 08:45   #8 (permalink)  Top
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Stasera ho fatto qualche prova sull'ESC.

Con l'oscilloscopio, su un canale misuro la caduta di tensione ai capi di una resistenza in serie al lato batteria dell'ESC, quindi misuro la corrente (traccia blu). La massa del probe e' sul negativo dell'ESC
Sull'altro canale (traccia rossa) misuro la tensione su una delle tre fasi che vanno al motore.
Sullo schermo, la traccia superiore e' la tensione della fase, si vedono gli spike del PWM. La fase e' alimentata per 120 gradi con la tensione PWM, e dalla forma d'onda si vede che i mosfet che commutano a frequenza PWM (8KHz) sono quelli verso il negativo. Sotto, piu' amplificata, la traccia che indica la corrente in ingresso all'ESC: a parte la sporcizia dovuta alla commutazione PWM, l'assorbimento e' costante, questo perche' la corrente modulata a 8KHz viene indirizzata ogni 120 gradi sulla fase successiva, senza discontinuita' e senza sovrapposizioni. Naturalmente i mosfet che stanno sul positivo, durante i 120 gradi in cui una fase e' alimentata dal PWM commutano sfasati di 60 gradi gli avvolgimenti su cui l'alimentazione si va a chiudere.
Nella figura che ho allegato, che ho preso da Brushless DC Motors--Part II: Control Principles | EDN , e' illustrata chiaramente la sequenza che ho cercato di descrivere (male, lo so!).

Con l'accroccatissima prova, vorrei convincere che il punto migliore per misurare l'assorbimento del motore e' l'ingresso dell'ESC, perche' e' il punto dove la corrente e' continua, costante, solo leggermente sporcata dal PWM, e soprattutto (per come e' costruito l'ESC) identica a quella che ruota in uscita sulle fasi.
ho visto dopo il post.

più o meno è la prova che volevo fare io.

domande: secondo te perché la parte di tensione negativa è più brutta di quella positiva?
che riferimento di tensione hai preso per la tensione in uscita dall'esc?
che serve modulare con una pwm a 8kHz se poi il risultato è un'onda quadra che sarà circa 1kHz al massimo?

ritengo anche io che il punto più comodo per tanti motivi per leggere la corrente sia a monte dell'esc, ma il punto è se sia sensato prenderla lì. se, ed è da dimostrare, la corrente nominale dell'esc è l'alternata, mi serve sapere la continua?

il mio obiettivo è mettere una sonda di corrente a monte dell'esc, 3 a valle e leggere le tensioni concatenate a valle, per vedere, oltre alle forme d'onda che hai trovato tu, anche la relazione tra il valore efficace in alternata e quello in continua.

il mio problema è che mi spiace portarmi in giro a vuoto 4 stipendi di analizzatore, se però sono costretto a portarlo a casa perché l'indomani devo partire da lì senza passare dall'ufficio allora ne approfitto!
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Vecchio 19 marzo 15, 12:05   #9 (permalink)  Top
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domande: secondo te perché la parte di tensione negativa è più brutta di quella positiva?
che riferimento di tensione hai preso per la tensione in uscita dall'esc?
che serve modulare con una pwm a 8kHz se poi il risultato è un'onda quadra che sarà circa 1kHz al massimo?
Per il riferimento di tensione, ho usato il negativo in ingresso all'ESC, nella foto e' la clip di massa del probe di destra. Entrambe le tracce hanno lo zero al centro dello schermo. Il probe a destra (anellino celeste) misura la tensione negativa ai capi della resistenza in serie all'alimentazione (proporzionale alla corrente assorbita in ingresso), ed e' quella indicata dalla traccia inferiore. Il probe a sinistra (anellino rosso) misura la tensione in uscita su una fase ed e' la traccia superiore.

Se per "piu' brutta" intendi il fatto che la base della forma d'onda sta a Vcc e gli spike del PWM si allungano verso il basso, immagino sia dovuto a come lavora l'ESC (Un Fullpower da 45A). Sembrerebbe che i mosfet che gestiscono il PWM siano quelli verso massa (sink).

Per la sovrapposizione PWM-fasi, vanno distinte le due cose. Se con "1KHz" ti riferisci alla commutazione delle fasi, questa ci sarebbe anche se il motore girasse sempre al massimo senza regolazione PWM. Dopodiche' la modulazione PWM interviene a parzializzare la corrente erogata da ciascuna fase. Percio' non si puo' dire che il KHz delle fasi e' il risultato del PWM. Piuttosto, le fasi girano a 1Khz, e il PWM regola la "benzina" aprendo e chiudendo il rubinetto velocemente.

Devo riconoscere che la foto fa cagher e lo schermo si vede malissimo, pero' si vede che le forme d'onda sono quelle che ci si aspettava.
Paolo Gx non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 19 marzo 15, 08:16   #10 (permalink)  Top
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scusate, mi sono ricordato stamattina che la forza dell' effetto hall è q*v^B, che è l'analogo di i*l^B che ho scritto ed è la base dei motori induttivi, solo che agisce sulle cariche e non sulla corrente, ma il resto era quello.
Ci dovrebbe funzionare il ciclotrone.

Per le prove a vuoto speravo che senza carico uscisse una tensione (esc sensorless), se no prendo la tensione con un motore, anche se non era quello che volevo
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