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Vecchio 21 ottobre 05, 16:34   #21 (permalink)  Top
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L'avatar di MSchiepp
 
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Originally posted by gotosan@21 ottobre 2005, 09:18
Ognuno può convincersi di ciò che vuole ma un bilanciatore mette in parallelo alla cella un carico limitando solitamente la corrente a 400mA ...
Scusa se insisto, ma per limitare la corrente (come dici tu) la resistenza dovrebbe essere messa in serie, se la metto in parallelo la corrente che prima circolava nela sola batteria circolerà sia nella batteria che nella resistenza aggiunta in parallelo: più questa reistenza è bassa e più la percentuale di corrente che passerà nella resistenza sarà alta (e di conseguenza bassa quella he circola nella batteria) fino al caso dei bilanciatori in cui tutta la corrente erogata dal caricabatteria viene assorbita dal carico del bilanciatore e quindi, senza bisogno di aprire il pacco e scollegare nulla, si evita che la cella venga caricata oltre un certo valore dissipando sul carico l'energia in eccesso.
Se non funzionasse così sarebbe impossibile ottenere il bilanciamento delle celle, dato che la semplice riduzione della corrente di carica in una cella rispetto alle altre porterebbe comunque ad avere valori di carica finali differenti e, nel caso di celle fortemente sbilanciate, porterebbe al superamento della soglia di carica le celle che rimangono collegate più a lungo.
Questa tecnica adesso molto in voga sulle LiPo era utilizzata allo stesso modo sulle batterie NiCad per ottenere pacchi selezionati e performanti per le gare delle auto elettriche.
Se non sei ancora convinto, prova a caricare una cella mettendo, a fine carica quando la cella avrà raggiunto i 4.16/4.18V una resistenza in parallelo da circa 9 ohm e misura quanta corrente continua a circolare nella batteria e quanta nella resistenza; se fai la prova attenzione che la resistenza (che deve essere da 2W) scalderà molto!

Ciao,

Michele
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Vecchio 21 ottobre 05, 16:50   #22 (permalink)  Top
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L'avatar di gotosan
 
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Non voglio insistere più di tanto ma forse non ci stiamo capendo..

Un bilanciatore mette in parallelo un carico alla cella, la sua funzione è quella di assorbire corrente dalla cella e una parte della corrente di carica.

Se la resistenza applicata dal bilanciatore alla cella fosse molto, ma molto bassa diciamo per esempio ed esasperazione di 0,1 ohm, accadrebbe che la corrente di carica fluirebbe quasi totalmente attraverso la resistenza ma la cella verrebbe praticamente messa in corto.

il caso delle nicd è diverso e non prendiamolo almeno per ora in considerazione per evitare ulteriori confusioni.

I bilanciatori effetuano cosi il bilanciamento solo in virtù delle caratteristiche delle lipo e dei carica cc-cv, applicano il carico solo in presenza di due eventi,

- Differenza di voltaggio tra le celle
- raggiungimento della tensione limite superiore della cella

Quando ho detto che il bilanciatore limita la corrente a 400mA mi riferivo non alla limitazione della corrente di carica ma alla corrente circolante nel carico del bilanciatore sulla singola cella l'esempio è riferito al tp-205 della thunder power
gotosan non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 21 ottobre 05, 17:08   #23 (permalink)  Top
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Originally posted by MSchiepp@21 ottobre 2005, 14:34
..... cut ..... se la metto in parallelo la corrente che prima circolava nela sola batteria circolerà sia nella batteria che nella resistenza aggiunta in parallelo ...cut
E' esattamente come tu dici la corrente che senza resistenza in parallelo prima circolava tutta sulla cella ora si divide tra la resistenza e la batteria. In questo modo nella batteria fluira' meno corrente. (Funzionamento del partitore di corrente in questo caso la batteria in carica puo' essere vista come un utilizzatore e non come un generatore).
Con resistenza in parallelo attiva la batteria continuera' a caricarsi ma piu' lentamente.

In genere quando tutti gli elementi sono stati "dichiarati" carichi dal caricabatterie il bilanciatore puo' continuare la sua opera scaricando eventualmente gli elementi che hanno perso piu' carica, la fine del bilanciamento si ha per raggiungimento di un valore prefissato con la tolleranza di pochi millivolt.

Qui le strategie dei vari costruttori sono le piu' varie.
1-porta tutti le celle a 4,200 V e poi stacca l'equalizzatore.
2-porta tutti le celle al valore di quella piu' basso scelta nel pacco.

e chi piu' ne ha piu' ne metta.
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Vecchio 22 ottobre 05, 02:14   #24 (permalink)  Top
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Originally posted by protomax@21 ottobre 2005, 16:08
E' esattamente come tu dici la corrente che senza resistenza in parallelo prima circolava tutta sulla cella ora si divide tra la resistenza e la batteria. In questo modo nella batteria fluira' meno corrente. (Funzionamento del partitore di corrente in questo caso la batteria in carica puo' essere vista come un utilizzatore e non come un generatore).
Con resistenza in parallelo attiva la batteria continuera' a caricarsi ma piu' lentamente.

In genere quando tutti gli elementi sono stati "dichiarati" carichi dal caricabatterie il bilanciatore puo' continuare la sua opera scaricando eventualmente gli elementi che hanno perso piu' carica, la fine del bilanciamento si ha per raggiungimento di un valore prefissato con la tolleranza di pochi millivolt.

Qui le strategie dei vari costruttori sono le piu' varie.
1-porta tutti le celle a 4,200 V e poi stacca l'equalizzatore.
2-porta tutti le celle al valore di quella piu' basso scelta nel pacco.

e chi piu' ne ha piu' ne metta.
Essendo circuitini ibridi con resistenzine microscopiche, cosa succede se una cella si interrompe e tutta la corrente se becca il bilanciatore?? il circuitino che fa? fonde? esplode?? si stacca?? non succede nulla?? bho??
grazie e scusate l'ignoranza
__________________
A volte non si sa cosa si nasconde, sotto una dura scorza!! Mai giudicare solo dall'esterno!!
P.S. NON IMPARTISCO LEZIONI DI 3D ESTREMO.....


Chi va a let col cul cal pziga, as liva col dit cal pozza.
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Vecchio 22 ottobre 05, 16:37   #25 (permalink)  Top
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Il circuitino di solito e' costruito per una corrente max sopportabile, di solito 400-500mA, oltre di solito si fonde.
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Saluti Francesco Kaitner alias "Il Barone Rosso"
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Vecchio 24 ottobre 05, 12:03   #26 (permalink)  Top
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Nel caso del tp-205 e del lipocard schulze non si fonde nulla, nel primo caso il tp-205 per intenderci, dà un messaggio di errore e smette di bilanciare, il lipo card invece interrompe la carica.

Riccardo
gotosan non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 24 ottobre 05, 21:43   #27 (permalink)  Top
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Originally posted by protomax@20 ottobre 2005, 08:39
Spero di poter chiarire perche' nn si usano gli zener in parallelo ai pacchi lipo

Lo zener non puo' essere utilizzato da solo in parallelo perche' ammesso sia di precisione dovrebbe sopportare correnti molto alte visto che non gli si potrebbe mettere la resistenza di limitazione (in serie al diodo per limitare la corrente di zener come si fa' si solito).
A questo punto uno potrebbe dire lo metto bello grosso 5/10A e chi se ne importa, bhe per quanto precisi gli zener hanno una curva di conduzione che non e' perfettamente a scalino (a 4,19V non conduce a 4,20V e' un corto circuito perfetto) quindi avremo sempre una zona di incertezza dove il diodo zener conduce ma "non troppo".

In ogni caso diodi zener da 5/10A a 4,2V sono dei bei bestioni (20/40W) e ammesso si trovarli peserebbero piu' del pacco lipo

Spero di aver dissolto qualche dubbio ma se ne ho creato degli altri perdonatemi


mmmmm....
Diciamo che potrei prendere per buono il discorso della curva di taglio, anche se non capisco che problemi potrebbe dare collegata alla cella (nel senso che tanto quando chiude vuol dire che la cella e' a 4,2 volt, e se dopo qualche secondo di "non carica" la cella scende lo zener si riapre facendo ripassare la cerrente nella cella e cosi via di continuo) non mi sembra un sistema che possa dannegiare una cella lipo....

Per quello che rifuarda invece la potenza dello zener, non sono d'accordo, in quanto tutta la corrente di carica ci passerebbe soltanto se una cella fosse "aperta" o comunque danneggiata. Nel caso di un funzionamento standard si presume che le celle non abbiano differenze esagerate di voltaggio, e quindi gli zener farebbero il loro lavoro solo nella parte finale della carica, quando le correnti in gioco sono moooolto ridotte rispetto alla corrente max impostata di carica.

Mi sa che ci provo..... non sono convinto che sia una teoria troppo sballata!
PoWeR non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 25 ottobre 05, 13:24   #28 (permalink)  Top
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L'avatar di gotosan
 
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le celle sono le tue... come detto in altro post la precisione richiesta da una lipo e nell'ordine dei 0,005 V. contro lo 0,1V. che ti può dare uno zener usato in modo diretto.

Per la curva tipica di uno zener ho già scritto in post precedente.

Un saluto
Riccardo
gotosan non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 25 ottobre 05, 13:30   #29 (permalink)  Top
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Originally posted by gotosan@25 ottobre 2005, 11:24
le celle sono le tue... come detto in altro post la precisione richiesta da una lipo e nell'ordine dei 0,005 V. contro lo 0,1V. che ti può dare uno zener usato in modo diretto.

Per la curva tipica di uno zener ho già scritto in post precedente.

Un saluto
Riccardo

Non ne sono sicuro, ma dovrebbe essere lo 0.05 per cento della capacita' della cella il valore in cui la maggior parte dei caricabatterie staccano...

Mahhhh... vedremo... se non mi viene in mente niente che possa realmente compromettere le batterie o la sicurezza mi sa che ci provo...
PoWeR non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 25 ottobre 05, 18:57   #30 (permalink)  Top
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L'avatar di ventus
 
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Vorrei aggiungere che se usi uno zener, in polarizzazione diretta conduce, quindi ti manda in corto la cella!!
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Antonio - Buoni voli e felici atterraggi
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