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| User Data registr.: 22-02-2005
Messaggi: 751
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hey hey..... pure io avrei una domanda... forse stupida, ma devo togliermi la curiosita'..... Ho letto che molti bilanciatori, applicano una specie di carico resistivo variabile alle celle cariche.... questo e' giusto? Allora mi chiedevo ma non si potrebbe creare la stessa situazione semplicemente con un economico diodo zener da 4,2 volt in parallelo alla cella(chiaramente polarizzato all'inverso della cella) in modo che la tensione ai capi della cella non superi mai il voltaggio massimo in fase di ricarica??? Ovviamente se questa soluzione non e' adottata presumo che mi sfugga qualche cosa di grosso..... e che abbia scritto una ca**ata.... hannibal???? tu che sei l'onnipotente dell'elettronica.... illuminami!!! |
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| User Data registr.: 10-03-2005 Residenza: Roma
Messaggi: 2.324
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Solo per chiarezza visto l'ottimo articolo scritto da Hannibal, i bilanciatori non servono solo se caricate le celle una alla volta, in caso contrario sono fondamentali per evitare che nel corso della carica alcuni elementi raggiungano tensioni troppo elevate con conseguente danno o peggio botto!! il bilanciamento delle celle deve essere fatto entro 5 millivolt (0,005 volt) quindi lo zener non è assolutamente utilizzabile a causa della sua eccessiva imprecisione. Esistono i bilanciatori passivi (tp-205 della thunder power il migliore che ho testato) che possono essere utilizzati anche mentre si carica la batteria sempre che non si ecceda con la corrente di carica in quanto agiscono attivando una corrente di scarica sul singolo elemento di circa 400mA Esistono anche i bilanciatori inclusi nel carica batterie che dosano la corrente di carica in funzione della tensione reggiunta dai singoli elementi ed in linea teorica dovrebbero essere i migliori. Un saluto Riccardo | |
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| User Data registr.: 12-10-2005 Residenza: Treviso
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Allora la soluzione degli Zener l'ho provata prima che uscissero i vari bilanciatori ed i risultati sono sinteticamente questi: la curva di conduzione del diodo zener polarizzato inversamente non è sufficientemente ripida da permettere regolazioni di precisione, in soldoni significa che la tensione ai suoi capi varia con la corrente che lo attraversa in maniera significativa. Per ottenere una tensione precisa (la nominale) lo zener dovrebbe essere attraversato da una corrente costante (5-20mA circa) se la corrente aumenta, aumenta anche la tensione. Per esempio uno zener da 4,2V potrebbe arrivare a 4,3-4,4 già con correnti di 50mA. Si capisce che con questi valori le nostre Lipo si incazzerebbero parecchio! E le correnti in gioco sono ben maggiori. Una soluzione sarebbe quella di procurarsi n-diodi zener dello stesso voltaggio e misurare la corrente (Iz) alla quale la tensione inversa sia esattamente 4,2V (selezione con multimetro). Prendere tutti gli zener che misurano la stessa corrente e metterne in parallelo alla batteria tanti quanti risultanti dalla formula: n=Corrente di carica max /Iz. Es. se seleziono tutti gli zener che a 25mA hanno una tensione inversa di 4,2V e voglio caricare le Lipo con un CB da 500mA, dovrei mettere 20 Zener "Selezionati" in parallelo ad ogni batteria. In questo modo sono sicuro che la tensione ai capi della mia cella non potrà in nessun modo superare la tensione stabilita perchè nessun diodo sarà attraversato da una corrente superiore ai 25mA. Ci sarebbero altre considerazioni da fare (temperatura, resistenze parassite, precisione delle misure ecc..), ma diventerei noioso (o lo sono già?), quindi non resta che acquistare i bilanciatori commerciali che altro non sono che degli Zener elettronici di precisione con alta corrente sopportata e curva di conduzione molto ripida (ottenuta con operazionali, e anche microprocessori). Grazie della pazienza, se volete degli approfondimenti sono qui. | |
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| User Data registr.: 22-02-2005
Messaggi: 751
| Citazione:
Aspetta aspetta aspetta!!! Forse non mi sono spiagato bene.... Non voglio fare mangiare allo zener tutta la corrente in eccesso che esce dal CB,... Con uno zener di precisione gia' il discorso che dici tu sarebbe un po piu' limitato.... Poi consideriamo che comunque messi uno ogni cella entrerebbero in funzione solo a fine carica (si suppone che non avremo mai una cella a 4.2 e un altra a 3 volt!) e quindi le correnti in ballo saranno qualche decia di ma... Questo secondo la tua esperienza puo' dare problemi? Ma hai usato uno zener in parallelo a ogni cella come volevo fare io.... perche nel caso faccio senza fare espertimenti.... Grazie.... | |
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| | #5 (permalink) Top | |
| User Data registr.: 12-10-2005 Residenza: Treviso
Messaggi: 503
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Diciamo che la soluzione è migliore rispetto al nulla assoluto, ma non certo buona. P.S. Ho provato anche a mettere de due Led in serie per ogni cella e vedere se si accendevano superata la tensione... ma questa è un'altra storia! | |
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| | #6 (permalink) Top | |
| User Data registr.: 22-02-2005
Messaggi: 751
| Citazione:
Si, ma tu parli di corrente costante, quindi fin qui' e' giusto il tuo discorso.... I caricabatterie per lipo, se per esempio sono impostati per due celle a 1000ma, limitano la corrente a 1000ma fino a quando la cella e' molto scarica, appena la cella arriva a 4,2 volt (8.4 nel caso del pacco a due celle) si limita a tenere costante la tensione, mentre la corrente automaticamente scende in proporzione al livello di carica delle celle.... Ma tu la prova la hai fatta con un caricatore lipo, o a corrente cistante fino a fine carica? | |
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| | #7 (permalink) Top | |
| User Data registr.: 12-10-2005 Residenza: Treviso
Messaggi: 503
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rispondo prima alla seconda domanda, ovvero la prova a corrente costante l'ho fatta solo per testare il sistema con Zener. Se usavo il carica Lipo non potevo testare il sistema in quanto le mie batterie erano già bilanciate. Il discorso che fai sul caricabatterie è di per sè esatto, ma non tiene conto proprio del motivo per cui si usa il balancer: tutto OK con una cella o più celle in parallelo, il problema è proprio quando devi caricare più celle in serie. Ad esempio tu dici che quando le batterie arrivano a 8,4V il carica passa in modo tensione costante e riduce la corrente di carica. Verissimo, ma supponi che delle due batterie una sia a 4V e l'altra a 4,3V, la somma è 8,3 quindi il carica continua ad erogare la corrente massima nonostante una batteria sia già uscita dal range di sicurezza! Il nostro dispositivo ipotetico dovrebbe in questo caso assorbire una data q.tà di corrente. Ora metti caso che una delle due batterie sia ben al di sotto dei 4V, il dispositivo che interviene per l'altra batteria deve per forza assorbire tutta la corrente che attraverserebbe la batteria già carica. E' per questo che il dimensionamento va fatto considerando il caso peggiore! Spero di aver chiarito il mio ragionamento. | |
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