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Vecchio 25 febbraio 14, 16:15   #21 (permalink)  Top
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Giusto per non accantonare l'ipotesi 'batteria moderna'
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Esito delle analisi del sangue: ho il polistirolo alto
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Vecchio 25 febbraio 14, 17:28   #22 (permalink)  Top
dpl
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Mi vado a vedere due dati degli autonomy....

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Sarebbero da mettere tra celle e lipo?
Per limitare i volt di carica?
Che potrebbero anche salire a 10?
O per limitare gli A, con quelli siamo a 1.6 se va bene.
Molto poco, per caricare due celle da 3500 ci andrebbero due ore...?
Sono un poco scettico...
Soprattutto su un motore adatto a due celle?
Per 350w andrebbe a 50A,
Non mi convince proprio.
Si che diciamo potrebbe far quota in 90 sec, poi caricare veleggiando, ma bisognerebbe che con 3500 potesse fare almeno due salite o piu' frazioni.
E poi conviene un motore a due celle? Ammesso che esista...
Gran confusione
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Vecchio 25 febbraio 14, 21:19   #23 (permalink)  Top
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Fai due conti rapidi....... di queste 320017 - ORC7.2-75 Cella Solare Ultraflessibile RC 270X90mm , da IOWA Thin Film a te ne dovrebbero entrare almeno 4 per semiala (spazio approssimativamente occupato 20X60) ci tiri fuori 800mA per 14V .... mi pare tanta roba!!!!

Romano saprà fare i conti con maggior precisione ma considera che decollerai a batteria carica e che dopo qualche ora di volo ti stuferai pure...... hai voglia ad autonomia!!!
__________________
.


Non si è mai troppo vecchi per imparare, non si è mai troppo giovani per insegnare.....
cecco non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 25 febbraio 14, 22:32   #24 (permalink)  Top
dpl
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Fai due conti rapidi....... di queste 320017 - ORC7.2-75 Cella Solare Ultraflessibile RC 270X90mm , da IOWA Thin Film a te ne dovrebbero entrare almeno 4 per semiala (spazio approssimativamente occupato 20X60) ci tiri fuori 800mA per 14V .... mi pare tanta roba!!!!

Romano saprà fare i conti con maggior precisione ma considera che decollerai a batteria carica e che dopo qualche ora di volo ti stuferai pure...... hai voglia ad autonomia!!!
Ne entrano 7 per semiala piu' 1 sul semipiano di quota.
8 per lato.
Ovvero:
-ipotesi 1, 2in serie di 8in parallelo fa: 800ma 14v
-ipotesi 2, 16in parallelo fa: 1600ma 7v

Con quattro e quattro otto, i conti che hai fatto non mi tornano.

Il modello riuscirei probabilmente a contenerlo nei 4kg.

A me la potenza disponibile sembra esigua.

Immaginiamo di partire a batterie cariche (che gia' non mi piace), oppure dopo due ore
di esposizione al sole che caricherebbe una 3500.
Immaginiamo di salire a 200mt con un centinaio di secondi di motore.
Rimane in cassa meta', diciamo 1750.
In 20 minuti scendiamo ed in quei 20' ricarichiamo di 500ma.
Rimane 2250.
Saliamo, rimane 500
Voliamo 20' e torniamo a terra con 1000.
Saliamo a 100mt e voliamo 10'.
Torniamo a terra.
Diciamo che con le celle allunghiamo il volo di....?! 1500ma?
Ne Val la pena?
Bisogna consumare meno!

Davvero l'autonomy insegna, bisogna imparare da loro.
Con 2250ma volano 4 ore? O sbaglio? Allora si che con 16 celle non vieni piu' giu'
(termiche comprese).
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Vecchio 25 febbraio 14, 22:39   #25 (permalink)  Top
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Eh l'idea è di caricare la batteria col sole prima del decollo! Luca se fa le cose le fa (giustamente) in grande

Partire con la batteria carica e poi ricaricare 10mA in un volo di un'ora - in teoria hai ricaricato in volo - non è il 'bersaglio' a cui si ambisce: deve essere radicale.

Sto facendo il bagno nei datasheet; la ricarica delle LiPo non è banale in quanto avviene in due fasi. Ci sono delle soluzioni single-chip, che poi sono gli stessi che vanno a finire dentro tablet, cellulari o pacchi batteria stessi che si occupano della faccenda; alcuni addirittura regolano la tensione sia a salire che a scendere

Essendo soluzioni moderne e specializzate (vanno sulle scrivanie degli ingegneri e in Cina, non è roba da grandi magazzini) i formati sono tutti SMD nelle varie declinazioni ma fortunatamente anche da quel punto di vista abbiamo... delle 'aderenze'.

Qui c'è il link ai dispositivi in questione. Tra i requisiti secondo me fondamentali:
- deve monitorare la batteria e terminare la carica da se
- le regolazioni non possono essere linear (butta via in calore ed è meno efficiente)
- a voler fare i fighi, deve essere possibile variare la velocità di carica dall'esterno, in modo da monitorare la tensione in uscita dalle celle solari e ridurre nel caso dovessero 'sedersi' causa poca luce.

Riassumendo, il carichino tuttoinuno si occupa della carica, un bilanciatore esterno del (indovina un po') bilanciamento, la protezione in scarica la affidiamo al cutoff dell'ESC. Il tutto tenuto insieme da un'Arduino che all'uso interviene a evitare casini, eventualmente staccando il caricabatteria mentre si da motore se il carichino non supportasse carica & uso in parallelo.

Ciaociao
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Vecchio 25 febbraio 14, 22:58   #26 (permalink)  Top
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Intanto mi correggo, non volevo scrivere 4ore nella durata del volo degli autonomy, ma con il cellulare non edito...

Per Romano: allora non bastano due diodi?

Poi mi domandavo: quanto si possono curvare set celle?perche' se possono seguire il d box, qualcosa in piu' si puo' mettere.
Poi ancora: ma quanto durano prima di andare a ramengo, perche' mica si puo' spendere tanto se il gioco dura poco.
Domando: quelle che vengono sostituite da piu' recenti nel fotovoltaico sono da buttare perche' degradate o sono solo meno efficienti di quelle di nuova generazione?per i motori c'e da farsi una cultura.
Tanti elementi che rendono il gioco a 1000 variabili.facile prendere la strada sbagliata.voi che dite?
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Eh l'idea è di caricare la batteria col sole prima del decollo! Luca se fa le cose le fa (giustamente) in grande

Partire con la batteria carica e poi ricaricare 10mA in un volo di un'ora - in teoria hai ricaricato in volo - non è il 'bersaglio' a cui si ambisce: deve essere radicale.

Sto facendo il bagno nei datasheet; la ricarica delle LiPo non è banale in quanto avviene in due fasi. Ci sono delle soluzioni single-chip, che poi sono gli stessi che vanno a finire dentro tablet, cellulari o pacchi batteria stessi che si occupano della faccenda; alcuni addirittura regolano la tensione sia a salire che a scendere

Essendo soluzioni moderne e specializzate (vanno sulle scrivanie degli ingegneri e in Cina, non è roba da grandi magazzini) i formati sono tutti SMD nelle varie declinazioni ma fortunatamente anche da quel punto di vista abbiamo... delle 'aderenze'.

Qui c'è il link ai dispositivi in questione. Tra i requisiti secondo me fondamentali:
- deve monitorare la batteria e terminare la carica da se
- le regolazioni non possono essere linear (butta via in calore ed è meno efficiente)
- a voler fare i fighi, deve essere possibile variare la velocità di carica dall'esterno, in modo da monitorare la tensione in uscita dalle celle solari e ridurre nel caso dovessero 'sedersi' causa poca luce.

Riassumendo, il carichino tuttoinuno si occupa della carica, un bilanciatore esterno del (indovina un po') bilanciamento, la protezione in scarica la affidiamo al cutoff dell'ESC. Il tutto tenuto insieme da un'Arduino che all'uso interviene a evitare casini, eventualmente staccando il caricabatteria mentre si da motore se il carichino non supportasse carica & uso in parallelo.

Ciaociao
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Vecchio 25 febbraio 14, 23:04   #27 (permalink)  Top
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Riquoto Romano.
Il modello deve ricaricarsi da solo!
Se per salire consuma 10, nel tempo che scende deve ricaricare 10, se no non ci siamo.

Progetto ETA=infinito
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Vecchio 25 febbraio 14, 23:05   #28 (permalink)  Top
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Ne entrano 7 per semiala piu' 1 sul semipiano di quota.
8 per lato.
Ovvero:
-ipotesi 1, 2in serie di 8in parallelo fa: 800ma 14v
-ipotesi 2, 16in parallelo fa: 1600ma 7v

Con quattro e quattro otto, i conti che hai fatto non mi tornano.

Il modello riuscirei probabilmente a contenerlo nei 4kg.

A me la potenza disponibile sembra esigua.

Immaginiamo di partire a batterie cariche (che gia' non mi piace), oppure dopo due ore
di esposizione al sole che caricherebbe una 3500.
Immaginiamo di salire a 200mt con un centinaio di secondi di motore.
Rimane in cassa meta', diciamo 1750.
In 20 minuti scendiamo ed in quei 20' ricarichiamo di 500ma.
Rimane 2250.
Saliamo, rimane 500
Voliamo 20' e torniamo a terra con 1000.
Saliamo a 100mt e voliamo 10'.
Torniamo a terra.
Diciamo che con le celle allunghiamo il volo di....?! 1500ma?
Ne Val la pena?
Bisogna consumare meno!

Davvero l'autonomy insegna, bisogna imparare da loro.
Con 2250ma volano 4 ore? O sbaglio? Allora si che con 16 celle non vieni piu' giu'
(termiche comprese).

Alune considerazioni:


a) Farei solo le ali con i pannelli solari e tieni i collegamenti elettrici + corti possibili
usando cavo elettrico di almeno 1,5 mm.

b) state considerando i pannelli solari come una sorgente di energia costante,
ma purtroppo questo vale solo in pieno sole e con un angolo alto di incidenza
della luce solare, vicevera il pannello solare in movimento, darà una tensione molto
scostante in uscita che anche se la targa dice 7 V, può variare da 2 a 10 V
in pochi secondi a seconda della posizione dell'ala rispetto al sole.

c) la riserva di energia la si fa quindi con un conguo gruppo di condensatori elettrolitici
da almeno 25V , 4700 microF tutti collegati in parallelo ( con diodi di protezione prima e dopo anche sulla massa dei pannelli ). La tensione disponibile avrà quindi dei picchi meno accentuati e potremo immagazzinare un polmone di almeno 1 A prima del circuito di regolazione della carica batteria, in ogni caso la corrente disponibile non potrà mai superare quella generata da tutte le celle messe insieme, in pratica se le celle vanno in ombra durante il volo i condensatori compenseranno in parte il calo di tensione.
Dopo la batteria di consendatori ci si mette un regolatore di tensione fisso da 1,5 A
tipo 7806 oppure un LM317 regolabile con un trimmer. Se l'irraggiamento solare è sempre buono, la tensione disponibile all'uscita della batteria sempre almeno 1,5 volt + alta di quella regolata di cui abbiamo bisogno, la tensione in uscita sarà abbastanza stabile.


d) Quindi qualsiasi circuito di ricarica batterie mettiamo dopo ( per NI.CD / NIMH / Li-Po) non si trova ad operare in condizioni ideali come quando usate la batteria della macchina al campo volo o l'alimentatore di casa 230V, dovendo prevedere che comunque la tensione disponibile potrebbe calare, meno parametri di ricarica
ci sono da rispettare meglio è ! Ci sono anche le NI.CD o le NI-MH a ricarica veloce
( si chiamano FAST) che possono tollerare anche 500 mA di ricarica su una cella da 2A senza rovinarsi e scaldando solo leggermente.

e) Suggerisco ovviamente 2 batterie separate, motore ed RX + Servi.

Arnaldo
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Vecchio 26 febbraio 14, 00:20   #29 (permalink)  Top
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Originalmente inviato da dpl Visualizza messaggio
Sarebbero da mettere tra celle e lipo?
Per limitare i volt di carica?
Che potrebbero anche salire a 10?
O per limitare gli A, con quelli siamo a 1.6 se va bene.
Molto poco, per caricare due celle da 3500 ci andrebbero due ore...?
Sono un poco scettico...
Soprattutto su un motore adatto a due celle?
Per 350w andrebbe a 50A,
Non mi convince proprio.
Si che diciamo potrebbe far quota in 90 sec, poi caricare veleggiando, ma bisognerebbe che con 3500 potesse fare almeno due salite o piu' frazioni.
E poi conviene un motore a due celle? Ammesso che esista...
Gran confusione

Con i motori brushless è una guerra persa in partenza !

per semplificare ai 3 parametri che rendono più facile una stima
spannometrica ma efficace dei watt prodotti e watt consumati.

Scrivo Watt = Volt X Amper

a) Watt x cm quadro prodotti da un pannellino solare ( corrente x tensione diviso superficie )
b) Watt consumati dal motore a pieno regime per 1 S di motore
c) Massimo wattaggio applicabile ad un certo tipo di batteria in ricarica veloce.

Esempio per un modello da 4 Kg stimiamo un motore da almeno 300 watt
( lasciamo perdere per il momento le eliche, la spinta generata, le perdite di efficienza)
Quindi per ogni secondo di motore consumi 300 watt,
10 secondi di risalita = stima teorica 3000 watt consumati ( in verità sono di +..)

I pannelli solari sono quelli da 7 V 100 mA , ovvero in condizioni ideali un singolo pannellino produce Watt 0,7 con una superficie di 27 x 10 cm quadri, ovvero
circa 2,6 mW per cm quadro di superficie del pannello.

Ora con almeno 1 metro quadro

di pannelli steso sulle ali, puoi teoricamente produrre 26 Watt al secondo, ma non puoi ricaricarli alla stessa velocità sulla batteria, fosse così basterebbero 115 secondi x 26 watt = 2990 watt consumati

Nel migliore dei casi in ricarica veloce è meglio non superare un quarto della capacità nominale della cella NI CD- NI MH, quindi 500mA su una cella da 1,2 V , capacità 2A
Ovvero ricarichi ad una velocità massima di 0,6 Watt ( 500mA x 1,2V)

Quindi tempo totale di ricarica è di 5.000 secondi = ovvero per integrare quello che hai consumato con 10 secondi motore, ti servono idealmente 83,3 minuti = 1,5 ora
e con 1 metro quadro di pannelli sulle ali !


Unico modo è passare ai vecchi motore a spazzola tipo Speed 600 a 7,2 Volt che consumano molto meno dei motori brushless, montarlo nascosto in cabina per ovvie questioni di baricentro e con albero motore che arriva in coda.........

A questo punto il conto energetico teorico, fra watt prodotti e consumati
diventa + umano, a meno di non fare un modello da 6 metri alari in carbonio
peso totale 3 kg e che necessiti quindi motorizzazioni molto meno esigenti.

Arnaldo

PS: ma fallo aliante puro ! con motore simulato ai fini della riproduzione
ed in coda ci metti il motorino smontato dai lettori CD/DVD giusto per farle girare..
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Vecchio 26 febbraio 14, 07:55   #30 (permalink)  Top
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Originalmente inviato da ik2nbu Visualizza messaggio
Con i motori brushless è una guerra persa in partenza !

per semplificare ai 3 parametri che rendono più facile una stima
spannometrica ma efficace dei watt prodotti e watt consumati.

Scrivo Watt = Volt X Amper

a) Watt x cm quadro prodotti da un pannellino solare ( corrente x tensione diviso superficie )
b) Watt consumati dal motore a pieno regime per 1 S di motore
c) Massimo wattaggio applicabile ad un certo tipo di batteria in ricarica veloce.

Esempio per un modello da 4 Kg stimiamo un motore da almeno 300 watt
( lasciamo perdere per il momento le eliche, la spinta generata, le perdite di efficienza)
Quindi per ogni secondo di motore consumi 300 watt,
10 secondi di risalita = stima teorica 3000 watt consumati ( in verità sono di +..)

I pannelli solari sono quelli da 7 V 100 mA , ovvero in condizioni ideali un singolo pannellino produce Watt 0,7 con una superficie di 27 x 10 cm quadri, ovvero
circa 2,6 mW per cm quadro di superficie del pannello.

Ora con almeno 1 metro quadro

di pannelli steso sulle ali, puoi teoricamente produrre 26 Watt al secondo, ma non puoi ricaricarli alla stessa velocità sulla batteria, fosse così basterebbero 115 secondi x 26 watt = 2990 watt consumati

Nel migliore dei casi in ricarica veloce è meglio non superare un quarto della capacità nominale della cella NI CD- NI MH, quindi 500mA su una cella da 1,2 V , capacità 2A
Ovvero ricarichi ad una velocità massima di 0,6 Watt ( 500mA x 1,2V)

Quindi tempo totale di ricarica è di 5.000 secondi = ovvero per integrare quello che hai consumato con 10 secondi motore, ti servono idealmente 83,3 minuti = 1,5 ora
e con 1 metro quadro di pannelli sulle ali !


Unico modo è passare ai vecchi motore a spazzola tipo Speed 600 a 7,2 Volt che consumano molto meno dei motori brushless, montarlo nascosto in cabina per ovvie questioni di baricentro e con albero motore che arriva in coda.........

A questo punto il conto energetico teorico, fra watt prodotti e consumati
diventa + umano, a meno di non fare un modello da 6 metri alari in carbonio
peso totale 3 kg e che necessiti quindi motorizzazioni molto meno esigenti.

Arnaldo

PS: ma fallo aliante puro ! con motore simulato ai fini della riproduzione
ed in coda ci metti il motorino smontato dai lettori CD/DVD giusto per farle girare..
posso anche non farlo per niente! ******* il modello e le sue celle.....
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