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Vecchio 28 novembre 13, 15:34   #31 (permalink)  Top
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Già che si chiede; io faccio questo IN ITALIA: (vedi foto)
Ciao a tutti...
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Vecchio 28 novembre 13, 20:09   #32 (permalink)  Top
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Ma si parla di produttori, ed il modo in cui "le mode" influiscono sulla produzione, ed il punto é proprio questo... in Italia i produttori di alianti non producono proprio perché il volo a vela non é di moda, come invece lo può essere in Germania, ecc... Sono proprio le mode del momento ad influire sulla produzione industriale, non dimentichiamolo.
E' vero fino ad un certo punto:
Se produci qualcosa di valido innanzitutto il tuo mercato può non essere l'Italia ma piuttosto l'europa o il mondo intero.
E questo concetto entra in testa a poca gente.
"In secundisi" se produci qualcosa di (veramente) valido, il prezzo diventa una variabile che viene relativamente tenuta in considerazione.
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Francesco P. A.K.A. Pampa
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Vecchio 28 novembre 13, 20:19   #33 (permalink)  Top
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E' vero fino ad un certo punto:
Se produci qualcosa di valido innanzitutto il tuo mercato può non essere l'Italia ma piuttosto l'europa o il mondo intero.
E questo concetto entra in testa a poca gente.
"In secundisi" se produci qualcosa di (veramente) valido, il prezzo diventa una variabile che viene relativamente tenuta in considerazione.
Direi che produrre in Italia per vendere all'estero é (purtroppo) un'utopia ormai... il carico fiscale, il costo della mano d'opera, ecc ecc... tagliano le gambe in partenza nell'entrare in concorrenza. Quindi capita che o aziende italiane producono all'estero, oppure che per rimanere competitivi coi prezzi stranieri si sacrifichi la qualità, quindi oggetti che poi peccano in ambito rapporto qualità/prezzo! E questo é un dato di fatto
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Vecchio 28 novembre 13, 20:41   #34 (permalink)  Top
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Direi che produrre in Italia per vendere all'estero é (purtroppo) un'utopia ormai... il carico fiscale, il costo della mano d'opera, ecc ecc... tagliano le gambe in partenza nell'entrare in concorrenza. Quindi capita che o aziende italiane producono all'estero, oppure che per rimanere competitivi coi prezzi stranieri si sacrifichi la qualità, quindi oggetti che poi peccano in ambito rapporto qualità/prezzo! E questo é un dato di fatto
Domanda:
Ma le aziende che producono in Italia e vendono all'estero (ne ho alcune come clienti e sono le uniche che riescono a sopravvivere e persino a incrementare i fatturati) come si spiegano?
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Francesco P. A.K.A. Pampa
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Vecchio 28 novembre 13, 21:02   #35 (permalink)  Top
Sospeso
 
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Già, come si spiegano? Attività di ....copertura? Ovviamente scherzo.
Una cosa è certa...non tutte possono essere aziende al livello di FERRARI, costruiscono ed esportano senza problemi di sorta, basta il nome.
Ma per i comuni mortali e, mi riferisco a quelle aziende molto volenterose e piene di iniziative che non si nascondono dietro alla parola " crisi", come molti fanno per mascherare la loro incompetenza, è molto difficile essere competitivi in Italia, figuriamoci all'estero e non sto parlando di qualità, è proprio che non quadrano i conti.
Va da se che offrire un buon prodotto, aiuta ma ci vuole anche un po di ..." ossigeno"
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Vecchio 29 novembre 13, 02:35   #36 (permalink)  Top
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Direi che produrre in Italia per vendere all'estero é (purtroppo) un'utopia ormai... il carico fiscale, il costo della mano d'opera, ecc ecc... tagliano le gambe in partenza nell'entrare in concorrenza. Quindi capita che o aziende italiane producono all'estero, oppure che per rimanere competitivi coi prezzi stranieri si sacrifichi la qualità, quindi oggetti che poi peccano in ambito rapporto qualità/prezzo! E questo é un dato di fatto
ma no ma no. Le aziede italiane che esportano vanno benissimo. Siamo competitivi come e più dei tedeschi, i nostri stipendi sono più bassi dei loro.
Però per esportare è bene sapere almeno l'inglese, offrire prodotti di qualità e non di finta qualità, altrimenti ti metti nella gara del prezzo e buonanotte. Fai auto come le BMW e vedrai che le vendi.

Chiaro che un ungherese o un rumeno costano meno di noi e dei tedeschi e possono costruire grandissimi prodotti (guarda da dove arrivano gli F3J/B competitivi, non certo dalla Germania).
Certo, se vuoi essere competitivo e non hai forno, autoclave, pre preg, è probabile che tu non ci riesca.
Investire, provare, rifare, collaborare con Joe wurz e tutti i grandi scaramanga altrimenti ciao.
Noi qui non collaboriamo neanche con noi stessi. Anzi, ce la raccontiamo in modo da imbrogliarci da soli.

Gli artigiani tedeschi che fanno grandi alianti riproduzione hanno lavoro per oltre un anno e talvolta non basta un anno e mezzo per avere un modello.

I soldi devi andarli a cercare dove ci sono. Diciamo che in Italia in questo momento sono rari. Ti rimane come mercato l'olanda, la germania, la francia, l'inghilterra, la svezia, la korea, l'india, la cina, il giappone, l'america del nord e l'america del sud. E un'altra cinquantina di paesi.

Per sbarcare il lunario sono sufficienti.
Manubrio non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 29 novembre 13, 09:46   #37 (permalink)  Top
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Originalmente inviato da gussalapita Visualizza messaggio
ma no ma no. Le aziede italiane che esportano vanno benissimo. Siamo competitivi come e più dei tedeschi, i nostri stipendi sono più bassi dei loro.
Però per esportare è bene sapere almeno l'inglese, offrire prodotti di qualità e non di finta qualità, altrimenti ti metti nella gara del prezzo e buonanotte. Fai auto come le BMW e vedrai che le vendi.

Chiaro che un ungherese o un rumeno costano meno di noi e dei tedeschi e possono costruire grandissimi prodotti (guarda da dove arrivano gli F3J/B competitivi, non certo dalla Germania).
Certo, se vuoi essere competitivo e non hai forno, autoclave, pre preg, è probabile che tu non ci riesca.
Investire, provare, rifare, collaborare con Joe wurz e tutti i grandi scaramanga altrimenti ciao.
Noi qui non collaboriamo neanche con noi stessi. Anzi, ce la raccontiamo in modo da imbrogliarci da soli.

Gli artigiani tedeschi che fanno grandi alianti riproduzione hanno lavoro per oltre un anno e talvolta non basta un anno e mezzo per avere un modello.

I soldi devi andarli a cercare dove ci sono. Diciamo che in Italia in questo momento sono rari. Ti rimane come mercato l'olanda, la germania, la francia, l'inghilterra, la svezia, la korea, l'india, la cina, il giappone, l'america del nord e l'america del sud. E un'altra cinquantina di paesi.

Per sbarcare il lunario sono sufficienti.
Non avrei saputo dirlo meglio.
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Francesco P. A.K.A. Pampa
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Vecchio 07 dicembre 13, 19:15   #38 (permalink)  Top
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L'avatar di Skizzo
 
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"Quando il saggio indica la luna usando un moderno puntatore a led al posto del dito, gli sciocchi guardano il Led e restano accecati" (cit.)
Skizzo non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 07 dicembre 13, 21:34   #39 (permalink)  Top
Gran Decapo
 
L'avatar di Ehstìkatzi
 
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Messaggi: 14.606
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Ehstìkatzi non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 07 dicembre 13, 21:54   #40 (permalink)  Top
Sospeso
 
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Messaggi: 1.278
Non voglio sembrare pignolo, ma "made in Italy" vuol dire "FATTO in Italia", e non "fatto in POLONIA perchè costa meno e chi ci fa i soldi è Italiano".
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