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Vecchio 17 dicembre 12, 23:21   #61 (permalink)  Top
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L'avatar di Brevino
 
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Conoscendo il Cornia, nel tempo in cui si sono partoriti 60 (61 col mio) post ha realizzato la fusoliera di un modello di un aliante ungherese degli anni '40 in scala 1/3, ne ha finiti altri sette mentre aspettava che si asciugasse la colla del primo, ha progettato le prossime dodici creazioni, ha spalato la neve di tutto il pendio dove vola per collaudare le quattro creazioni precedenti, ha tagliato, impacchettato e spedito 16 short kit e forse, dico forse, ha dormito 27 minuti...
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In costruzione: Musger MG12a 1/4.3 by Vincent Besançon; KeilKraft Fleetwing con S.T. S29; Flamingo MPX anni '80
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Vecchio 18 dicembre 12, 00:02   #62 (permalink)  Top
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La seconda che hai detto.
Vero, la risposta non l'ho trovata, in ogni caso portante o deportante penso proprio di continuare per la mia strada, da buon pragmatico quale sono.
Troppe teorie Mi fanno girare la testa.... teorizzare serve ma senza esagerare, per quanto mi riguarda durante le progettazioni, seguo scrupolosamente certi principi dell'aerodinamica e avendo avuto svariate prove pratiche penso proprio di proseguire così

Ciauu!
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Vecchio 18 dicembre 12, 00:04   #63 (permalink)  Top
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Da notare che chi ha aperto il thread è sparito.
O sta ridendo grassamente o non trova ancora risposta alla sua domanda

Robbè
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Originalmente inviato da Cornia Visualizza messaggio
Vero, la risposta non l'ho trovata, in ogni caso portante o deportante penso proprio di continuare per la mia strada, da buon pragmatico quale sono.
Troppe teorie Mi fanno girare la testa.... teorizzare serve ma senza esagerare, per quanto mi riguarda durante le progettazioni, seguo scrupolosamente certi principi dell'aerodinamica e avendo avuto svariate prove pratiche penso proprio di proseguire così

Ciauu!

Come volevasi dimostrare


Robbè
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Vecchio 18 dicembre 12, 00:19   #64 (permalink)  Top
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Da notare che chi ha aperto il thread è sparito.
O sta ridendo grassamente o non trova ancora risposta alla sua domanda

Robbè

A me sembrava che già nel secondo messaggio ci fosse la risposta al quesito così come era stato posto, senza per questo che ci fossero formule e teorie strane, ma a quanto pare si legge, si scrive e si perde il senso del discorso.

Buonanotte.
Ehstìkatzi non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 18 dicembre 12, 00:35   #65 (permalink)  Top
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A me sembrava che già nel secondo messaggio ci fosse la risposta al quesito così come era stato posto, senza per questo che ci fossero formule e teorie strane, ma a quanto pare si legge, si scrive e si perde il senso del discorso.

Buonanotte.

e io mica ho detto il contrario..

èdal messaggio 2 in poi che s'è scatenato un "di tutto e di più"


Robbè
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Vecchio 18 dicembre 12, 01:07   #66 (permalink)  Top
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A me sembrava che già nel secondo messaggio ci fosse la risposta al quesito così come era stato posto, senza per questo che ci fossero formule e teorie strane, ma a quanto pare si legge, si scrive e si perde il senso del discorso.

Buonanotte.
Sono pienamente daccordo, spiegazione semplice ed efficace, profilo portante = difficoltà a mantenere l'equilibratore trimmato con le variazioni di velocità del modello punto!
Tanto semplice.....
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Vecchio 18 dicembre 12, 01:50   #67 (permalink)  Top
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libro

questo libro è molto interessante per capire alcune regole fondamentali
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samuelemontino non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 18 dicembre 12, 02:05   #68 (permalink)  Top
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Devi cercare sul libro di meccanica del volo e/o aerotecnica i/il capitoli/o sul centraggio o sulla stabilità longitudinale.

Ma vedrai che ti toccherà anche leggere fin quasi dall'inizio per capirci qualcosa.

Purtroppo, come sempre, si parte dall'aerodinamica elementare per arrivare a concetti più specifici.
In fisica, ahimè, è quasi sempre tutto collegato una cosa all'altra.
mi sento isipirato mi sa che domani vado a casa del papi e spolvero.. ma scommetto una pizza che 1 imparerò qualcosa 2 non avrà niente a che vedere con il discorso 3 anche ad arrivare al punto in questione sicuramente ci sarebbero conferme e smentite a raffica...
questi discorsi mi incuriosiscono ma sono straconvinto che quello che succede in realtà in aria noi ce lo immaginiamo in un modo ma è tipo la storia del bigbang..

Citazione:
Originalmente inviato da milan Visualizza messaggio
Ho un Old Timer e un vecchio RCV con profilo portante sullo stabilizzatore e confermo che la prova dell'affondata è da suicidio !


Umberto
cioè che succede?
ELLIOT non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 18 dicembre 12, 10:46   #69 (permalink)  Top
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Originalmente inviato da samuelemontino Visualizza messaggio
questo libro è molto interessante per capire alcune regole fondamentali
Straquoto: la parte relativa al centraggio, all' equilibrio e al margine statico è veramente utile.

Un aneddoto:
Ho iniziato a raffrontarmi sul centraggio di modelli piu di 35 anni fa e l' approccio non fu dei migliori:
Avevo costruito un veleggiatore da volo libero, concepito per i giochi della gioventu', lo "Zenith" di Emilio Gonalba. Aveva un profilo Clark Y , sia sulle ali sia sul piano di coda, il cg da disegno era parecchio arretrato.
Armato dell' entusiasmo di un ragazzino di 12 anni, portai la mia creatura sul campo di volo di Varese Venegono e, dopo avere montato il tutto, cercai l' aiuto di qualche esperto.
A quei tempi, la squadra di volo libero di Varese era molto forte, ma quel giorno il fatto volle che sul campo trovai solo un signore che era intento a vare volare un ala bassa RC. Molto disponibile, provvedette a passarmi una serie di "dritte", che ricevetti come un fedel discepolo al cospetto del proprio maestro.
Dopo qualche minuto, avevo la testa così tanto piena di dogmi che neanche il custode dell' ortodossia di santa romana chiesa poteva superarmi.
"modello picchiato modello salvato", "C.G. fra un quarto e un terzo della corda e vai tranquillo, nel dubbio meglio un quarto", "nel dubbio, trim a picchiare" etc...
L' opera successiva fu quella di aggiungere 150g di piombo, su di un modello che ne pesava si e no 300. Il tutto per portare il CG al 25% della corda. "ma il disegno dice...."
"o hai sbagliato tu a leggere oppure è sbagliato il disegno".
Il risultato fu che, durante i lanci a mano, il modello percorreva 5 metri e provava a conficcarsi nel terreno, tipo giavellotto. "Hai sbagliato l' incidenza del piano di coda, ora le lo metto a posto io".
Finalmente, dopo spessori vari sotto il BU del piano di coda, il povero veleggiatore volava dritto. Quello che mi stupiva era il fatto che, lanciato a mano, il tempo di volo senbrava ancora meno di quanto riuscisse a fare un aeroplanino di carta.

"Ora possiamo provare il traino".
I modelli da volo libero avevano, e hanno ancora oggi, un dispositivo chiamato antitermica. E' un dispositivo che, dopo un tempo imposto, alza il piano di quota a 45% e fa in modo che il modello scenda con una traiettoria quasi verticale. Il tutto serve a evitare di perdere il modello.
La mia antitermica era una semplice miccia di cotone, che bruciava un cm al minuto. Alla fine della miccia c'era un piccolo elastico che teneva il piano di coda in posizione. Quando la miccia finiva, l' elastico veniva bruciato e il piano di coda si disponeva il posizione di antitermica.

"lascia stare, oggi non ci sono termiche e il campo è grande, non vorrai dare fuoco all' aeroporto no?"
...Certo che no, ma avevo sentito racconti di gente che aveva inseguito modelli per chilometri e chilometri, che li aveva persi risucchiati da una nuvola o che aveva ricevuto lettere da gente che annunciava di averli ritrovati in un altra nazione (...).

Abbastanza riluttante all' idea di perdere la mia opera, srotolai il cavo di traino e, al segnale di partenza mi misi a correre. Con la coda dell' occhio cercavo di guardare la sagoma delle ali sopra la mia spalla, ma non riuscivo a vedere nulla.
La ragione era che il modello seguiva docile al traino, ma a una quota intorno al mezzo metro.

Con un lampo di genio, decisi di arretrare la posizione del gancio di traino. Iniziai a correre come un forsennato e, finalmente riuscii a vedere il modello sopra di me.
Con in corpo una scarica di adrenalina degna dell' antidoping, aumentai la velocità fino a che il cavo di traino fu quasi verticale.
"Ora!" Mi fermai di colpo e, come avevo visto fare tante volte dai campioni, lanciai il cavo in alto e il gancio di traino si stacco'.

Piegato sulle ginocchia, recuperando fiato, vedevo la mia opera veleggiare e, capii subito che non avrei corso il rischio di perderla. Avevo sganciato approssimatamente a 30 metri e, dopo una ventina di secondi, vedevo il modello toccare il suolo poco distante.

Durante quella stagione feci parecchi voli, arrivai fino a ben "mezzo minuto" di planata.
Praticamente un record.
Ricordo che un accessorio fondamentale per me era la borraccia, perchè le mie gionate al campo volo le passavo a correre come un forsennato.
L' unico risultato positivo fu che, come effetto collaterale, diventai si campione dei giochi della gioventu', ma sui 100 metri piani.

Per colpa di un centraggio basato su "dogmi" e non su analisi razionali, mi disinnamorai totalmente del volo libero. Il seguito fu fatto di Ucontrol e di modelli Rc. Doveva passare parecchio tempo perchè mi rendessi conto che, quattro conti sul centraggio, fatti bene, fanno la differenza in qualsiasi categoria, dall' F3A all' aerotraino. l' illuminazione l' ho avuta proprio dal compianto Loris Kanneworf durante il primo corso per istruttori. Grazie ancora Maestro Loris.

Ultima modifica di mackom : 18 dicembre 12 alle ore 10:50
mackom non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 18 dicembre 12, 20:13   #70 (permalink)  Top
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che te lo dico a fa

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Originalmente inviato da mackom Visualizza messaggio
Straquoto: la parte relativa al centraggio, all' equilibrio e al margine statico è veramente utile.

Un aneddoto:
Ho iniziato a raffrontarmi sul centraggio di modelli piu di 35 anni fa e l' approccio non fu dei migliori:
Avevo costruito un veleggiatore da volo libero, concepito per i giochi della gioventu', lo "Zenith" di Emilio Gonalba. Aveva un profilo Clark Y , sia sulle ali sia sul piano di coda, il cg da disegno era parecchio arretrato.
Armato dell' entusiasmo di un ragazzino di 12 anni, portai la mia creatura sul campo di volo di Varese Venegono e, dopo avere montato il tutto, cercai l' aiuto di qualche esperto.
A quei tempi, la squadra di volo libero di Varese era molto forte, ma quel giorno il fatto volle che sul campo trovai solo un signore che era intento a vare volare un ala bassa RC. Molto disponibile, provvedette a passarmi una serie di "dritte", che ricevetti come un fedel discepolo al cospetto del proprio maestro.
Dopo qualche minuto, avevo la testa così tanto piena di dogmi che neanche il custode dell' ortodossia di santa romana chiesa poteva superarmi.
"modello picchiato modello salvato", "C.G. fra un quarto e un terzo della corda e vai tranquillo, nel dubbio meglio un quarto", "nel dubbio, trim a picchiare" etc...
L' opera successiva fu quella di aggiungere 150g di piombo, su di un modello che ne pesava si e no 300. Il tutto per portare il CG al 25% della corda. "ma il disegno dice...."
"o hai sbagliato tu a leggere oppure è sbagliato il disegno".
Il risultato fu che, durante i lanci a mano, il modello percorreva 5 metri e provava a conficcarsi nel terreno, tipo giavellotto. "Hai sbagliato l' incidenza del piano di coda, ora le lo metto a posto io".
Finalmente, dopo spessori vari sotto il BU del piano di coda, il povero veleggiatore volava dritto. Quello che mi stupiva era il fatto che, lanciato a mano, il tempo di volo senbrava ancora meno di quanto riuscisse a fare un aeroplanino di carta.

"Ora possiamo provare il traino".
I modelli da volo libero avevano, e hanno ancora oggi, un dispositivo chiamato antitermica. E' un dispositivo che, dopo un tempo imposto, alza il piano di quota a 45% e fa in modo che il modello scenda con una traiettoria quasi verticale. Il tutto serve a evitare di perdere il modello.
La mia antitermica era una semplice miccia di cotone, che bruciava un cm al minuto. Alla fine della miccia c'era un piccolo elastico che teneva il piano di coda in posizione. Quando la miccia finiva, l' elastico veniva bruciato e il piano di coda si disponeva il posizione di antitermica.

"lascia stare, oggi non ci sono termiche e il campo è grande, non vorrai dare fuoco all' aeroporto no?"
...Certo che no, ma avevo sentito racconti di gente che aveva inseguito modelli per chilometri e chilometri, che li aveva persi risucchiati da una nuvola o che aveva ricevuto lettere da gente che annunciava di averli ritrovati in un altra nazione (...).

Abbastanza riluttante all' idea di perdere la mia opera, srotolai il cavo di traino e, al segnale di partenza mi misi a correre. Con la coda dell' occhio cercavo di guardare la sagoma delle ali sopra la mia spalla, ma non riuscivo a vedere nulla.
La ragione era che il modello seguiva docile al traino, ma a una quota intorno al mezzo metro.

Con un lampo di genio, decisi di arretrare la posizione del gancio di traino. Iniziai a correre come un forsennato e, finalmente riuscii a vedere il modello sopra di me.
Con in corpo una scarica di adrenalina degna dell' antidoping, aumentai la velocità fino a che il cavo di traino fu quasi verticale.
"Ora!" Mi fermai di colpo e, come avevo visto fare tante volte dai campioni, lanciai il cavo in alto e il gancio di traino si stacco'.

Piegato sulle ginocchia, recuperando fiato, vedevo la mia opera veleggiare e, capii subito che non avrei corso il rischio di perderla. Avevo sganciato approssimatamente a 30 metri e, dopo una ventina di secondi, vedevo il modello toccare il suolo poco distante.

Durante quella stagione feci parecchi voli, arrivai fino a ben "mezzo minuto" di planata.
Praticamente un record.
Ricordo che un accessorio fondamentale per me era la borraccia, perchè le mie gionate al campo volo le passavo a correre come un forsennato.
L' unico risultato positivo fu che, come effetto collaterale, diventai si campione dei giochi della gioventu', ma sui 100 metri piani.

Per colpa di un centraggio basato su "dogmi" e non su analisi razionali, mi disinnamorai totalmente del volo libero. Il seguito fu fatto di Ucontrol e di modelli Rc. Doveva passare parecchio tempo perchè mi rendessi conto che, quattro conti sul centraggio, fatti bene, fanno la differenza in qualsiasi categoria, dall' F3A all' aerotraino. l' illuminazione l' ho avuta proprio dal compianto Loris Kanneworf durante il primo corso per istruttori. Grazie ancora Maestro Loris.
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