Discussione: Ma è possibile?!!
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Vecchio 18 dicembre 12, 19:13   #70 (permalink)  Top
samuelemontino
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che te lo dico a fa

Citazione:
Originalmente inviato da mackom Visualizza messaggio
Straquoto: la parte relativa al centraggio, all' equilibrio e al margine statico è veramente utile.

Un aneddoto:
Ho iniziato a raffrontarmi sul centraggio di modelli piu di 35 anni fa e l' approccio non fu dei migliori:
Avevo costruito un veleggiatore da volo libero, concepito per i giochi della gioventu', lo "Zenith" di Emilio Gonalba. Aveva un profilo Clark Y , sia sulle ali sia sul piano di coda, il cg da disegno era parecchio arretrato.
Armato dell' entusiasmo di un ragazzino di 12 anni, portai la mia creatura sul campo di volo di Varese Venegono e, dopo avere montato il tutto, cercai l' aiuto di qualche esperto.
A quei tempi, la squadra di volo libero di Varese era molto forte, ma quel giorno il fatto volle che sul campo trovai solo un signore che era intento a vare volare un ala bassa RC. Molto disponibile, provvedette a passarmi una serie di "dritte", che ricevetti come un fedel discepolo al cospetto del proprio maestro.
Dopo qualche minuto, avevo la testa così tanto piena di dogmi che neanche il custode dell' ortodossia di santa romana chiesa poteva superarmi.
"modello picchiato modello salvato", "C.G. fra un quarto e un terzo della corda e vai tranquillo, nel dubbio meglio un quarto", "nel dubbio, trim a picchiare" etc...
L' opera successiva fu quella di aggiungere 150g di piombo, su di un modello che ne pesava si e no 300. Il tutto per portare il CG al 25% della corda. "ma il disegno dice...."
"o hai sbagliato tu a leggere oppure è sbagliato il disegno".
Il risultato fu che, durante i lanci a mano, il modello percorreva 5 metri e provava a conficcarsi nel terreno, tipo giavellotto. "Hai sbagliato l' incidenza del piano di coda, ora le lo metto a posto io".
Finalmente, dopo spessori vari sotto il BU del piano di coda, il povero veleggiatore volava dritto. Quello che mi stupiva era il fatto che, lanciato a mano, il tempo di volo senbrava ancora meno di quanto riuscisse a fare un aeroplanino di carta.

"Ora possiamo provare il traino".
I modelli da volo libero avevano, e hanno ancora oggi, un dispositivo chiamato antitermica. E' un dispositivo che, dopo un tempo imposto, alza il piano di quota a 45% e fa in modo che il modello scenda con una traiettoria quasi verticale. Il tutto serve a evitare di perdere il modello.
La mia antitermica era una semplice miccia di cotone, che bruciava un cm al minuto. Alla fine della miccia c'era un piccolo elastico che teneva il piano di coda in posizione. Quando la miccia finiva, l' elastico veniva bruciato e il piano di coda si disponeva il posizione di antitermica.

"lascia stare, oggi non ci sono termiche e il campo è grande, non vorrai dare fuoco all' aeroporto no?"
...Certo che no, ma avevo sentito racconti di gente che aveva inseguito modelli per chilometri e chilometri, che li aveva persi risucchiati da una nuvola o che aveva ricevuto lettere da gente che annunciava di averli ritrovati in un altra nazione (...).

Abbastanza riluttante all' idea di perdere la mia opera, srotolai il cavo di traino e, al segnale di partenza mi misi a correre. Con la coda dell' occhio cercavo di guardare la sagoma delle ali sopra la mia spalla, ma non riuscivo a vedere nulla.
La ragione era che il modello seguiva docile al traino, ma a una quota intorno al mezzo metro.

Con un lampo di genio, decisi di arretrare la posizione del gancio di traino. Iniziai a correre come un forsennato e, finalmente riuscii a vedere il modello sopra di me.
Con in corpo una scarica di adrenalina degna dell' antidoping, aumentai la velocità fino a che il cavo di traino fu quasi verticale.
"Ora!" Mi fermai di colpo e, come avevo visto fare tante volte dai campioni, lanciai il cavo in alto e il gancio di traino si stacco'.

Piegato sulle ginocchia, recuperando fiato, vedevo la mia opera veleggiare e, capii subito che non avrei corso il rischio di perderla. Avevo sganciato approssimatamente a 30 metri e, dopo una ventina di secondi, vedevo il modello toccare il suolo poco distante.

Durante quella stagione feci parecchi voli, arrivai fino a ben "mezzo minuto" di planata.
Praticamente un record.
Ricordo che un accessorio fondamentale per me era la borraccia, perchè le mie gionate al campo volo le passavo a correre come un forsennato.
L' unico risultato positivo fu che, come effetto collaterale, diventai si campione dei giochi della gioventu', ma sui 100 metri piani.

Per colpa di un centraggio basato su "dogmi" e non su analisi razionali, mi disinnamorai totalmente del volo libero. Il seguito fu fatto di Ucontrol e di modelli Rc. Doveva passare parecchio tempo perchè mi rendessi conto che, quattro conti sul centraggio, fatti bene, fanno la differenza in qualsiasi categoria, dall' F3A all' aerotraino. l' illuminazione l' ho avuta proprio dal compianto Loris Kanneworf durante il primo corso per istruttori. Grazie ancora Maestro Loris.
samuelemontino non è collegato   Rispondi citando