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| UserPlus | K timoni a V e dintorni
Molti nel calcolare il K (rapporto volumetrico di coda) misurano la superficie di coda come fosse la proiezione sul piano alcuni la chiamano ombra. Ovvero moltiplicando la superficie stessa per cos 35° se i timoni fanno una V di 110°. LUI (Drela) dice che è sbagliato e che bisogna moltiplicarla per cos^ di 35° perché non solo la superficie va ridotta ma anche la portanza. Giustissimo e da quando l'ho capito adotto il cos^ per i miei veleggiatori viaggiando intorno ad un fattore 0.4. Poi mi sono preso la briga di fare un po' di statistica e sono andato a misurare il K di un suo modello l'Allegro e .....cavolo Lui viaggia 0.26.
__________________ Ciao, mauro. Meno cose ci sono meno se ne rompono! |
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| Gran Decapo Data registr.: 18-03-2007
Messaggi: 14.606
| Citazione:
Facciamo un ragionamentino: consideriamo le superfici per quello che sono realmente. La portanza sarà la solita che per le superfici orizzontali e il vettore sarà perpendicolare alla superficie. Quale componente avrà il vettore perpendicolarmente alla linea di volo ( o per chiarire meglio " verticalmente " ) : il valore della portanza generato dalla superficie reale moltiplicata il cos 35. Nel modo da te indicato, se ho capito bene, si riduce il valore due volte, primo riducendo la superficie e poi riducendo ancora usando la componente della portanza, il che è come dire che la riduzione è determinata dal cos^2. | |
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| UserPlus | Citazione:
PS La portanza è la componente verticale di una forza generata da una superficie perpendicolare alla stessa. ...o mi sbaglio in tutta umiltà
__________________ Ciao, mauro. Meno cose ci sono meno se ne rompono! | |
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| User Data registr.: 27-04-2006 Residenza: Zanica (Bg)
Messaggi: 3.711
![]() | Citazione:
Dato un solido qualsiasi, l'interazione con un fluido è dato dalle pressioni che ci saranno sul solido. Seguire molecola per molecola quel che succede, non si può fare. Una cosa che si può fare è discretizzare la superficie e vedere su ogni porzione che avviene. Sono calcoli lunghi, ma si fanno. Per analizzare i fenomeni del volo, guardare la meccanica del volo, questa via è impraticabile. Quello che si fa è prendere tutti gli sforzi che si generano, e guardare l'effetto finale, e immaginare che ci sia una sola e unica forza risultante sull'oggetto. E' decisamente una grande semplificazione, ma anche così si capisce poco. Dunque, per semplificare si prende la forza e la si scompone. Come? Nel modo più furbo per quello che vogliamo analizzare. Per un'ala, viene comodo scomporre lungo la direzione del moto relativo, e perpendicolare ad esso, chimando queste due componenti portanza e resistenza. Quando parliamo di un'elica, questa scomposizione non è più così furba, se ne inventa un'altra, tra le infinite combinazioni possibili... Di fatti si parla di coppia resistiva e trazione dell'elica, perchè è una scomposizione comoda. | |
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