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Vecchio 19 giugno 08, 12:15   #1 (permalink)  Top
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io parlavo di TX di mettere a massa/terra.....
e non RX
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Vecchio 19 giugno 08, 12:32   #2 (permalink)  Top
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io parlavo di TX di mettere a massa/terra.....
e non RX
si si lo so.. io intendevo che in un sistema elettronico.. due cose per dialogare devono avere la "massa" in comune.. nel caso della tx e rx .. la massa non c'e in comune.. a meno che usino l'aria come massa... o altri sistemi che ignoro, ma stando al fatto che dovendo avere una massa comune.. se metti la massa della tx a terra... teoricamente a terra ci andrebbe anche la massa della Rx...

ecco il perchè della mia goliardica risposta

oppure colleghiamo un filo di rame alla massa della RX e dall'altro capo lo colleghiamo ad un palo piantato a terra e facciamo il volo vincolato RC

beh dai .. son OT in un mio 3d... woooooowww
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Vecchio 19 giugno 08, 14:15   #3 (permalink)  Top
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si si lo so.. io intendevo che in un sistema elettronico.. due cose per dialogare devono avere la "massa" in comune..
Ehm. in questo caso si parla di circuiti a radiofrequenza e non e' affatto detto che debbano avere la massa in comune (anzi la cosa mi pare un po' irrealizzabile.

L'idea di Zott non e' affatto sbagliata:
c'e' anche chi lo ha gia' fatto, si portano fuori tramite un cavo coassiale apposito i segnalie del modulo TX e si inviano ad un antenna per le frequenza dei 35 o 40 Mhz.

Le antenne su queste frequenze sono grandissime, quindi giocoforza e' necessario usarne altre "caricate" (come si dice in gergo) o accorciate, ma sempre a multipli di frequenza.

Non va' bene un filo di una lunghezza qualsiasi per intenderci.

Con questo sistema se efficiente la portata aumentera' notevolmente, fermo restando il solito discorso sulle omologazioni ecc. ecc.

P.S. Non sei OT, si chiedeva come potenziare un modulo TX dei nostri radiocomandi.
biv2533 non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 19 giugno 08, 15:27   #4 (permalink)  Top
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Ehm. in questo caso si parla di circuiti a radiofrequenza e non e' affatto detto che debbano avere la massa in comune (anzi la cosa mi pare un po' irrealizzabile.

L'idea di Zott non e' affatto sbagliata:
c'e' anche chi lo ha gia' fatto, si portano fuori tramite un cavo coassiale apposito i segnalie del modulo TX e si inviano ad un antenna per le frequenza dei 35 o 40 Mhz.

Le antenne su queste frequenze sono grandissime, quindi giocoforza e' necessario usarne altre "caricate" (come si dice in gergo) o accorciate, ma sempre a multipli di frequenza.

Non va' bene un filo di una lunghezza qualsiasi per intenderci.

Con questo sistema se efficiente la portata aumentera' notevolmente, fermo restando il solito discorso sulle omologazioni ecc. ecc.

P.S. Non sei OT, si chiedeva come potenziare un modulo TX dei nostri radiocomandi.
si beh .. questo lo so, solitamente sono anche amplificate quelle antenne.. non per scopi Rc..

comunque........ma a parte questo.......
il tema del topic era se il potenziamento che viene fatto (solitamente da 800mw viene portato a 1w) porta migliorie significanti all'apparato TX-RX senza interferire nelle frequenze vicine...??? oppure il miglioramento e' del tutto trascurabile e son soldi buttati..

ma anche per capire.. qualcuno sa quali sono queste modifiche?? cioe cosa viene fatto per portare la potenza del modulo ad 1 W? viene modificata la resistenza di base dello stadio finale? o viene sostituito con uno piu prestante? vengono ritarate le bobine RF?
o viene semplicemente aumentata la tensione applicata al modulo.. nel caso non sia già quella massima delle batterie?..

anche se secondo me molte risposte a queste domande son state date all'inizio del topic...
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Vecchio 19 giugno 08, 15:57   #5 (permalink)  Top
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si si lo so.. io intendevo che in un sistema elettronico.. due cose per dialogare devono avere la "massa" in comune.. nel caso della tx e rx .. la massa non c'e in comune.. a meno che usino l'aria come massa... o altri sistemi che ignoro, ma stando al fatto che dovendo avere una massa comune.. se metti la massa della tx a terra... teoricamente a terra ci andrebbe anche la massa della Rx...
forse la stessa massa serve se porti il segnale via filo.. ma via etere avere la stessa massa tra TX e RX mi sembra un po impossibile, che dici ?

va boh dai chiacchera..
Comunque secondo me sperimentando anche con una bell'antenna studiata ad ok, i vantggi potrebbero essere molti, logicamente magari non vai a rompere le scatole sui ch adiacenti, solo che si dovrebbe modificare la radio con un BNC ( per i 40 vanno bene ancora, gli N mi sembra esagerato) e li attaccare una bella antennina, una filare potrebbe andare bene, anche se forse si avrebbero problemi con la direzionalità...

Comunque per me prima di smanettare con una TX, prendere una buona RX si fa prima, adesso ci sono ottime rx in doppia conv con dsp che vanno una meraviglia, difficilissimo che prendano ancora glich.

ciaoooo
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Vecchio 19 giugno 08, 16:07   #6 (permalink)  Top
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forse la stessa massa serve se porti il segnale via filo.. ma via etere avere la stessa massa tra TX e RX mi sembra un po impossibile, che dici ?

va boh dai chiacchera..
Comunque secondo me sperimentando anche con una bell'antenna studiata ad ok, i vantggi potrebbero essere molti, logicamente magari non vai a rompere le scatole sui ch adiacenti, solo che si dovrebbe modificare la radio con un BNC ( per i 40 vanno bene ancora, gli N mi sembra esagerato) e li attaccare una bella antennina, una filare potrebbe andare bene, anche se forse si avrebbero problemi con la direzionalità...

Comunque per me prima di smanettare con una TX, prendere una buona RX si fa prima, adesso ci sono ottime rx in doppia conv con dsp che vanno una meraviglia, difficilissimo che prendano ancora glich.

ciaoooo
si si si chiacchiera!! tranqui.

il post non chiede come potenziare la radio.. direi che bisognerebbe rileggere le prima battute del 3d
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Vecchio 19 giugno 08, 23:43   #7 (permalink)  Top
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Salve a tutti,

temo che in fatto di radiofrequenza e linee di trasmissione circolino non poche inestattezze e leggende metropolitane, ivi comprese spurie legate ai quarzi, antenne senza massa, connettori "sufficienti" ed altro....
Non complicatevi la vita e limitatevi ad avere buona cura del materiale originale; se però la cosa vi può far piacere, dato che ho qualche cognizione in merito, possiamo correggere alcuni errori esposti in questo 3d, anche se non vorrei essere preso per rompip...e; se volete per me è un piacere ma probabilmente risulterei tedioso e noioso ai più.
Comunque, ammesso e non concesso che si parli di 800 mW (che probabilmente sono ERP oppure di assorbimento allo stadio finale), portandoli a 1000 mW (nello stesso metodo di misura) non si ottiene alcun miglioramento, se non una lievssima differenza in termini di lettura strumentale (in effetti si tratta di un incremento di potenza pari a 0.97 dB !!) quindi un vero e proprio placebo, con buona pace di tutti.
Questo coefficiente è tranquillamente annoverabile fra i miglioramenti ottenibili con una perfetta taratura del "sistema TX" ed un perfetto accordo fra stadi, cosa che di per sè non può che migliorare l'emissione di spurie ed anche di armoniche nonchè migliorare (ma di poco) la sensibilità di un RX che abbia fatto molti "incontri ravvicinati" con il suolo.....
N.B.: quanto sopra non è riferito ai TX modellistici ma a qualsiasi trasmettitore RF , amatoriale o broadcast che sia.
Ciao.
Renzo
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Vecchio 23 giugno 08, 08:36   #8 (permalink)  Top
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Salve a tutti,

temo che in fatto di radiofrequenza e linee di trasmissione circolino non poche inestattezze e leggende metropolitane, ivi comprese spurie legate ai quarzi, antenne senza massa, connettori "sufficienti" ed altro....
Non complicatevi la vita e limitatevi ad avere buona cura del materiale originale; se però la cosa vi può far piacere, dato che ho qualche cognizione in merito, possiamo correggere alcuni errori esposti in questo 3d, anche se non vorrei essere preso per rompip...e; se volete per me è un piacere ma probabilmente risulterei tedioso e noioso ai più.( beh il post e' stato aperto perchè qualcuno con le sufficenti conoscenze ci iluminasse...)
Comunque, ammesso e non concesso che si parli di 800 mW (che probabilmente sono ERP oppure di assorbimento allo stadio finale), portandoli a 1000 mW (nello stesso metodo di misura) non si ottiene alcun miglioramento, se non una lievssima differenza in termini di lettura strumentale (in effetti si tratta di un incremento di potenza pari a 0.97 dB !!) quindi un vero e proprio placebo, con buona pace di tutti.
Questo coefficiente è tranquillamente annoverabile fra i miglioramenti ottenibili con una perfetta taratura del "sistema TX" ed un perfetto accordo fra stadi, cosa che di per sè non può che migliorare l'emissione di spurie ed anche di armoniche nonchè migliorare (ma di poco) la sensibilità di un RX che abbia fatto molti "incontri ravvicinati" con il suolo.....(vero ma come si puo' tarare una RX modellistica, già di per se tarata dalla fabbrica le cui bobina sono sigillate dalla ceralacca, per ottenere questo perfetto accordo, con il classico cacciavite di plastica? su frequenze cosi elevate? credo che un decimo di mm in piu o in meno.. possa influire parecchio sula perfetta taratura e quindi escluderei la taratura manuale.
N.B.: quanto sopra non è riferito ai TX modellistici ma a qualsiasi trasmettitore RF , amatoriale o broadcast che sia. scusa se mi permetto ma se mi fai un discorso riferito a TX amatoriali e boradcast (quindi immagino su frequenze molto piu basse) e non a TX modellistiche.. a che ci serve?
Ciao.
Renzo
grazie comunque del contributo dato, e' utilissimo saper che se porto un modulo tx da 800mw a 1000mw non porta a un beneficio tangibile, anche se l'aveva già detto merengue nei primi post.. una riconferma e sempre utile.
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Vecchio 23 giugno 08, 14:00   #9 (permalink)  Top
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come effettuare misure?

Sono intervenuti anche iscritti con evidenti cognizioni radiotecniche e spero che qualcuno di loro possa togliermi una curiosità.
I nostri moduli, sia TX che RX a 35 o 40 MHz, non provvisti di connettori coassiali di antenna, che impedenza presentano al punto di saldatura del filo di antenna?
È possibile inserirsi tra tale punto e massa, usando cavo coassiale, con strumenti di misura RF notoriamente standardizzati a 50 Ohm?
Il discorso dell' adattamento di impedenza tra strumento e modulo sotto misura non è trascurabile ai fini dell' attendibilità della misura, e mi chiedo come facciano gli addetti ai lavori che per esempio effettuano la taratura o verificano appunto la potenza RF di un TX, oppure la sensibilità di un RX.

Ciao e grazie a tutti
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Vecchio 23 giugno 08, 20:03   #10 (permalink)  Top
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grazie comunque del contributo dato, e' utilissimo saper che se porto un modulo tx da 800mw a 1000mw non porta a un beneficio tangibile, anche se l'aveva già detto merengue nei primi post.. una riconferma e sempre utile.
Iniziamo col dire che dal punto di vista della radiofrequenza i radiocomandi per uso modellistico devono coprire portate risibili ed i relativi stadi sono generalmente modesti, come pure le frequenze che, a dispetto dell'enorme progresso che vedo nelle funzioni di comando, sono più o meno simili a quanto accadeva negli anni ottanta, fatta eccezione per i 2.4 GHz (novità del momento) e della presenza di oscillatori sintetizzati anzichè quarzati.
Ben diverse le necessità dei dispositivi per comunicazioni commerciali, civili o militari dove le frequenze spaziano a pieno spettro, dalle poche centinaia di MHz fino a qualche decina di GHz, secondo convenienza specifica e regolamentazioni nazionali; in ogni caso le leggi della fisica sono sempre quelle cambia solo il grado di professionalità dell'apparecchiatura.
Tarare in laboratorio una ricevente su frequenze modeste (diciamo al di sotto dei 500 MHz) non presenta nessun problema, nè per la rimozione della cera che si appone "a caldo" per impedire la rotazione indesiderata dei nuclei a causa di vibrazioni, e sempre "a caldo" si aspira o si asporta; la taratura dei nuclei avviene preferibilmente con "cacciaviti" con punta in ceramica, facedo 1000 attenzioni alla corretta misura perchè, più che la posizione di accordo (che si và ad ottimizzare), esiste un serio problema di fragilità.
Non vorrei però essere frainteso: NON intendo incitare NESSUNO a mettere le mani alle proprie radio dato che in RF occorre un gran bagaglio di esperienza ed una dotazione di strumenti dal costo scoraggiante, in mancanza dei quali si faranno inevitabilmente danni su danni.
Al minimo, per tarare una ricevente occorre un generatore RF adeguatamente configurabile e/o un analizzatore di spettro ed un oscilloscopio adeguato all'uso; per un TX perlomeno l'analizzatore di spettro e non certo un wattmetro hobbystico/radioamatoriale (sul wattmetro leggerei la somma della portante + armoniche + spurie, per cui correrei il rischio di leggere il massimo valore proprio quando il modulo butta fuori di tutto).
Vi prego, NON rimaneggiate gli stadi RF se non siete esperti (e se lo siete non avete di certo bisogno del mio parere) nè fateli toggare al "mago" di turno, sempre che non lavori nel ramo.
La mia affermazione circa l'inconsistenza di un potenziamento da 800 a 1000 mW (poi torneremo su questi valori...) non voleva ripetere le affermazioni già fatte ma semplicemente motivare la risibile differenza fra le due grandezze fisiche in esame, dato che misurare un delta di solo 0,97 dB richiede una strumentazione tutt'altro che improvvisata e il povero staddio di ingresso del ricevitore di certo non rientra nel novero, quale siano marca o modello.
Per rendere visibile la cosa si esamini un ricevitore ad alta sensibilità di classe radioamatoriale (evitiamo di menzionare gli apparati militari..), la cui sensibilità d'ingresso dichiarata sia di 0.2 uV (microvolt); generalmente disporrà di uno strumento che quantifica il segnale ricevuto (S-Meter) numerato da 0 a 9 con una parte finale ad incrementi di 10 bB.
Per avere un incremento di lettura di un punto (poniamo da 4 a 5) dovrò aumentare il segnale allo stadio d'ingresso di 6 dB quindi i miei 800 mW dovrebbero diventare 3.2 W; se voglio passare da 4 a 6 diventeranno 12 bB di incremento diventeranno 12.7 W !!
Venendo a quanto chiede Mauro, le linee di trasmissione in via di principio si progettano a 50 Ohm ma nulla impedisce ad un produttore di fare cose diverse, anche se non ne vedo la ragione; ritengo (non affermo...) che i moduli siano genericamente a 50 Ohm e siano connessi all'antenna (nello specifico un pseudo dipolo elementare dall'accordo tutt'altro che certo con polo caldo telescopico (!! l'apoteosi del ROS) , il cui piano di massa viene virtualmente a crearsi fra il corpo della radio, qualche parte metallica o metallizzata dello stesso e l'utente.. tutto ciò e permesso dalle modestissime potenze che, a mio avviso, sono abbastanza al di sotto degli 800 mW menzionati.
Già pochi W richiederebberocostruzioni RF un pò più mirate ed accordi ben più curati; chi ne ha la possibilità, provi a smontare un vecchio telefono cellulare, anche da due soldi, e provi a confrontare la complessità progettuale con un modulo da 35 o 40...
Alla prossima
Renzo
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