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Vecchio 12 agosto 17, 09:15   #1 (permalink)  Top
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L'avatar di Naraj
 
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Attenzione. Una LiPo 2S carica ha una tensione di 8,4 Volt.

Naraj.
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Vecchio 12 agosto 17, 09:34   #2 (permalink)  Top
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Attenzione. Una LiPo 2S carica ha una tensione di 8,4 Volt.

Naraj.
Quindi rischierei di bruciare il servo.
Con cosa lo alimento allora?

Prendo una NiMh da 5v e alimento RX e servo?
Sgt Pepper non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 12 agosto 17, 10:20   #3 (permalink)  Top
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Quindi rischierei di bruciare il servo.
Con cosa lo alimento allora?

Prendo una NiMh da 5v e alimento RX e servo?
Sempre ammesso che al servo 5v bastino per quel che deve fare.
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Vecchio 12 agosto 17, 10:33   #4 (permalink)  Top
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L'avatar di Archi
 
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Prima di tutto farei una serie di prove con l'alimentatore.

Gli alimentatori in genere sono limitati in corrente e quindi ti consentono di lavorare in condizioni di siscurezza per i componenti.

In generale i bec danno molta più corrente e per loro natura la danno finchè possono per cui possono danneggiare un apparato malfunzionante.

La scelta di una batteria è ancora peggiore, perchè questa ti da tutta la corrente che può senza fermarsi. Finchè non sei sicuro di quello che sta succedendo, questa la eviterei proprio.

Parti con l'alimentatore e tieni sotto controllo la tensione durante il funzionamento.
Se vedi che la tensione scende, è evidente che c'è un problema con l'assorbimento del servo. Se non scende, allora un problema c'è comunque ma è legato a qualcos'altro.

Ciao.

Ultima modifica di Archi : 12 agosto 17 alle ore 10:37
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Vecchio 12 agosto 17, 12:52   #5 (permalink)  Top
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Originalmente inviato da Archi Visualizza messaggio
Prima di tutto farei una serie di prove con l'alimentatore.

Gli alimentatori in genere sono limitati in corrente e quindi ti consentono di lavorare in condizioni di siscurezza per i componenti.

In generale i bec danno molta più corrente e per loro natura la danno finchè possono per cui possono danneggiare un apparato malfunzionante.

La scelta di una batteria è ancora peggiore, perchè questa ti da tutta la corrente che può senza fermarsi. Finchè non sei sicuro di quello che sta succedendo, questa la eviterei proprio.

Parti con l'alimentatore e tieni sotto controllo la tensione durante il funzionamento.
Se vedi che la tensione scende, è evidente che c'è un problema con l'assorbimento del servo. Se non scende, allora un problema c'è comunque ma è legato a qualcos'altro.

Ciao.
Ma se io alimento separatamente la RX tramite BEC 5v e il servo tramite pacco batteria da 7.2v cosa posso mai bruciare?

Con i multirotori, che tipicamente non fanno uso servi, non ho mai bruciato una RX.
Il problema è nato (a dire il vero per parecchio tempo ha funzionato) nel momento in cui ho voluto alimentare un servo passando attraverso la RX.
A questo punto preferisco separare le due cose.

Ultima modifica di Sgt Pepper : 12 agosto 17 alle ore 12:58
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Vecchio 12 agosto 17, 13:10   #6 (permalink)  Top
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Se il servo - vuoi per malfunzionamento o cosa - chiede più corrente, si arrangia con la batteria a lui dedicata che più di 7.2v non può dargli.

E la RX ne resta fuori, tranquilla con i suoi 5v forniti dal BEC.

Correggetemi se sbaglio.
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Vecchio 13 agosto 17, 10:12   #7 (permalink)  Top
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L'avatar di milan
 
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Originalmente inviato da Archi Visualizza messaggio
Prima di tutto farei una serie di prove con l'alimentatore.

Gli alimentatori in genere sono limitati in corrente e quindi ti consentono di lavorare in condizioni di siscurezza per i componenti.

In generale i bec danno molta più corrente e per loro natura la danno finchè possono per cui possono danneggiare un apparato malfunzionante.

La scelta di una batteria è ancora peggiore, perchè questa ti da tutta la corrente che può senza fermarsi. Finchè non sei sicuro di quello che sta succedendo, questa la eviterei proprio.

Parti con l'alimentatore e tieni sotto controllo la tensione durante il funzionamento.
Se vedi che la tensione scende, è evidente che c'è un problema con l'assorbimento del servo. Se non scende, allora un problema c'è comunque ma è legato a qualcos'altro.

Ciao.

Pessimo approccio, un alimentatore limitato in corrente non garantisce da arrosti se è limitato a 20A e non tutti hanno un alimentatore con le uscite regolabili.


Umberto
__________________
SONO DEI POLLI !
----------------
milan non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 13 agosto 17, 11:13   #8 (permalink)  Top
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L'avatar di Naraj
 
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Originalmente inviato da milan Visualizza messaggio
Pessimo approccio, un alimentatore limitato in corrente non garantisce da arrosti se è limitato a 20A e non tutti hanno un alimentatore con le uscite regolabili.


Umberto
Se non si è in possesso di un alimentatore con corrente massima regolabile, suggerisco un metodo che conosco da molti anni e che usavo anche negli impianti elettrici.
Questo metodo serve a evitare corti distruttivi e individuare dei corti nei circuiti.
Nel nostro caso, si dovrebbe mettere in serie alla alimentazione una lampadina di tensione e potenza adeguata al circuito di prova.
Se nel circuito tutto è regolare, la lampadina introduce una piccola perdita di tensione che non comporta nulla nel circuito in prova.
Se nel circuito sotto esame c'è un corto, la lampadina si accende e limita la corrente in circolazione.
Se c'è un assorbimento superiore alla media, la lampadina si accende solo debolmente.

Naraj.
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Vecchio 13 agosto 17, 11:51   #9 (permalink)  Top
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L'avatar di Naraj
 
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Scusate se intervengo ancora ma quel che scrivo potrebbe essere utile a qualcuno.
Oltre al metodo della lampadina, c'è un sistema più "professionale" per rilevare assorbimenti anomali.

In questo caso anziché la lampadina, useremo una semplice resistenza in serie alla alimentazione.
Anche la resistenza deve essere scelta in base alla corrente massima che deve sopportare il circuito in prova.
Ai capi della resistenza collegheremo un voltmetro.
Come nel caso precedente, se l'assorbimento è "normale", nel voltmetro leggeremo un bassa tensione.
Se c'è un corto, leggeremo tutta la tensione di alimentazione.
Se nel circuito c'è un assorbimento anomalo e superiore alla corrente normale del carico, avremo nel voltmetro una misura che sarà proporzionale alla corrente assorbita.
Il vantaggio di usare questi metodi rispetto ad un amperometro in serie, è che in caso di corto nel circuito in prova, l'amperometro lascerebbe passare tutta la corrente di corto bruciando il carico, mentre con la lampadina o la resistenza, in caso di corto, la corrente sarebbe limitata da questi due componenti.

Naraj.
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Vecchio 15 agosto 17, 09:23   #10 (permalink)  Top
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L'avatar di Archi
 
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Originalmente inviato da milan Visualizza messaggio
Pessimo approccio, un alimentatore limitato in corrente non garantisce da arrosti se è limitato a 20A e non tutti hanno un alimentatore con le uscite regolabili.


Umberto
20 A sono comunque sempre meno della botta di corrente che ti può dare una batteria.
In ogni caso alimentatori da 20 A o più non sono così comuni, in genere quelli che si trovano in giro sono da qualche A.

Ciao.
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