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| User Data registr.: 16-12-2004 Residenza: Genova
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Prima di tutto farei una serie di prove con l'alimentatore. Gli alimentatori in genere sono limitati in corrente e quindi ti consentono di lavorare in condizioni di siscurezza per i componenti. In generale i bec danno molta più corrente e per loro natura la danno finchè possono per cui possono danneggiare un apparato malfunzionante. La scelta di una batteria è ancora peggiore, perchè questa ti da tutta la corrente che può senza fermarsi. Finchè non sei sicuro di quello che sta succedendo, questa la eviterei proprio. Parti con l'alimentatore e tieni sotto controllo la tensione durante il funzionamento. Se vedi che la tensione scende, è evidente che c'è un problema con l'assorbimento del servo. Se non scende, allora un problema c'è comunque ma è legato a qualcos'altro. Ciao. Ultima modifica di Archi : 12 agosto 17 alle ore 10:37 |
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| User Data registr.: 04-12-2014 Residenza: TV provincia, destra Piave
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Con i multirotori, che tipicamente non fanno uso servi, non ho mai bruciato una RX. Il problema è nato (a dire il vero per parecchio tempo ha funzionato) nel momento in cui ho voluto alimentare un servo passando attraverso la RX. A questo punto preferisco separare le due cose. Ultima modifica di Sgt Pepper : 12 agosto 17 alle ore 12:58 | |
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| User Data registr.: 04-12-2014 Residenza: TV provincia, destra Piave
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Se il servo - vuoi per malfunzionamento o cosa - chiede più corrente, si arrangia con la batteria a lui dedicata che più di 7.2v non può dargli. E la RX ne resta fuori, tranquilla con i suoi 5v forniti dal BEC. Correggetemi se sbaglio. |
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| User Data registr.: 11-01-2009 Residenza: bologna
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Pessimo approccio, un alimentatore limitato in corrente non garantisce da arrosti se è limitato a 20A e non tutti hanno un alimentatore con le uscite regolabili. Umberto
__________________ SONO DEI POLLI ! ---------------- | |
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| User Data registr.: 25-07-2004 Residenza: Trieste
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Questo metodo serve a evitare corti distruttivi e individuare dei corti nei circuiti. Nel nostro caso, si dovrebbe mettere in serie alla alimentazione una lampadina di tensione e potenza adeguata al circuito di prova. Se nel circuito tutto è regolare, la lampadina introduce una piccola perdita di tensione che non comporta nulla nel circuito in prova. Se nel circuito sotto esame c'è un corto, la lampadina si accende e limita la corrente in circolazione. Se c'è un assorbimento superiore alla media, la lampadina si accende solo debolmente. Naraj. | |
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| User Data registr.: 25-07-2004 Residenza: Trieste
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Scusate se intervengo ancora ma quel che scrivo potrebbe essere utile a qualcuno. Oltre al metodo della lampadina, c'è un sistema più "professionale" per rilevare assorbimenti anomali. In questo caso anziché la lampadina, useremo una semplice resistenza in serie alla alimentazione. Anche la resistenza deve essere scelta in base alla corrente massima che deve sopportare il circuito in prova. Ai capi della resistenza collegheremo un voltmetro. Come nel caso precedente, se l'assorbimento è "normale", nel voltmetro leggeremo un bassa tensione. Se c'è un corto, leggeremo tutta la tensione di alimentazione. Se nel circuito c'è un assorbimento anomalo e superiore alla corrente normale del carico, avremo nel voltmetro una misura che sarà proporzionale alla corrente assorbita. Il vantaggio di usare questi metodi rispetto ad un amperometro in serie, è che in caso di corto nel circuito in prova, l'amperometro lascerebbe passare tutta la corrente di corto bruciando il carico, mentre con la lampadina o la resistenza, in caso di corto, la corrente sarebbe limitata da questi due componenti. Naraj. |
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| | #10 (permalink) Top | |
| User Data registr.: 16-12-2004 Residenza: Genova
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In ogni caso alimentatori da 20 A o più non sono così comuni, in genere quelli che si trovano in giro sono da qualche A. Ciao. | |
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