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il vantaggio del sistema che ha suscitato il mio interesse è la possibilità di evitare la costruzione dello stampo femmina e la possibilità di ottenere una superficie praticamente finita paragonabile a quella di uno stampato su femmina con il metodo sottovuoto. Nel sistema Urca lo stratificato presumo debba poi essere scartavetrato e stuccato... vero claudioV ??? A proposito del sottovuoto sono in attesa del peel ply e del feltro areatore con il quale vorrei provare il sistema del latex e del vuoto per facilitare l'eliminazione delle comunque fastidiose bolle d'aria: a tale proposito non avendo esperienza di stampa sotto vuoto come risulta la superfice dello stratificato a contatto con il peel ply ? presumo che sia non sia liscia come quella a contatto con lo stampo femmina ma riproduca le pieghe che si formano sul peel ply ? |
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| Sospeso Data registr.: 18-08-2007
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Tonicle hai perso un pezzo , ci sono due film in latex : il primo si usa per separare il maschio dalla laminazione , e il secondo sopra il tessuto laminato per ottenere una superficie liscia. su quest'ultimo si passa il rullo per espellere le bolle d'aria Il latex é molto elastico e non aderisce alla resina. Cd |
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| User Data registr.: 11-01-2007 Residenza: Roma
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qualcosa puoi trovarlo qui: http://www.g-angeloni.com/it_schede.php?id_categoria=57 quanto al peel-ply (che può essere anche esso nylon), viene usato sia come distaccante (la resina non aderisce al nylon) che per assorbire (in "coppia" con microforato e feltro) la resina in eccesso, crea una superficie NON liscia, ma appena "diamantata", tieni conto che normalmente il peel-ply ha una grammatura vicina agli 80gr/mq. con una trama molto fitta, quanto alle pieghe, dipende da come metti/usi il peel-ply, per superfici complesse si usa metterne pezzi e pezzetti in parte sormontati, e non il tessuto lasciato intero, nelle giunzioni eventuali si creerà un piccolissimo gradino (composto quasi esclusivamente dall'eccesso di resina), nell'ordine di 0,12-0,15 mm., facilmente eliminabile... Spero di essere stato di aiuto... Buon vento.
__________________ "La cosa importante è di non smettere mai di interrogarsi..." Albert Einstein Ultima modifica di ciccio59 : 19 dicembre 07 alle ore 15:28 | |
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| User Data registr.: 11-01-2007 Residenza: Roma
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http://www.ff1.it/urca/Record/index.htm c'è una powerpoint con immagini e spiegazioni ulteriori, scaricala...
__________________ "La cosa importante è di non smettere mai di interrogarsi..." Albert Einstein | |
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| Moderatore Data registr.: 18-05-2006 Residenza: Torino
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Scusda la rsiposta telegraficxa. Il sistema unsato per Urca e anche poer la AC 10 prevede di mettere il domopac trapsarente sul maschio come distaccante. non ci sono problemi a tenderlo con un phon industriale e lka temperatura che tira il domopac non fonde l'espanso. No problem. La superficie esterna rinane da carteggiare, ma se si lamina bene e si mette un tessuto di vetro fine all'esterno (40 gr/m2) la superficie non e` terribile e con un po di lavoro si ottiene una superficie ottima con poca stuccatura. Naturalmente il master deve essere quasi perfetto, il domopac pure, la laminazione anche e con la resina giusta, altrimenti... il lavoro aumenta esponenzialmente e anche il peso finito. ciao
__________________ Claudio Vigada www.progetto-urca.com Footy-Italia gruppo facebook www.autonomy-f5j.it Facebook Autonomy F5J | |
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| Moderatore Data registr.: 18-05-2006 Residenza: Torino
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Ora ho un attimo di tempo in più per completare la risposta magari con un po' meno *ate di battitura! Il sistema che ho utilizzato per le mie barche e con cui faremo anche la nuova AC-20 Safalero's Cup di Mark non prevede di mettere nulla al'esterno del laminato sullo stampo maschio per vari motivi. Le superfici curve sono molto difficili da "copiare" e soprattutto scongiurare la presenza di bolle d'aria tra il laminato e lo strato superiore a finitura è molto difficile. La presenza di bolle d'aria (o vapori della resina) costringe comunque a carteggiare un po' e crea degli accumuli di resina attorno alle bolle che rende poi più difficile la carteggiatura. Se si lamina bene e si usano dei tessuti "morbidi", magari a trama diagonale, si ottiene una forma esente da gobbe e avvallamenti, quindi si tratta solo di lisciare la superficie per la verniciatura e stuccare i microfori superficiali che vengono dalla trama del tessuto. Per questo è molto importante mettere uno strato (o 2 ) di tessuti di vetro fine (40 g/m2) all'esterno anche su scafin in carbonio. I buchi sono piccoli e lo strato esterno è ben carteggiabile. In questo modo la prima finitura avviene togliendo peso e liminando il vetro e non aggiungendone con lo stucco. Se permangono buchini conviene poi "verniciare" la superficie con un po' di resina da laminazione, magari diluita con un po' di alcool metilico. In questo modo si consolida lo stato superficiale e si sigilla bene lo scafo. Forse l'uso del latex potrebbe risolvere il problema finitura in quanto la "pellicola" elastica esercita pressione "meccanicamente" senza scaldare. Se si usasse un "domopac" e lo si tendesse a caldo dall'eterno il riscaldamento tenderebbe a far rilasciare i volatili alla resina che farebbe da sola delle bolle sotto alla pellicola. L'unico modo per ovviare sarebbe applicare il vuoto all'interno... ma su un master di polistirolo potrebbe significare trasformare lo scafo in una sogliola di forma...????? Il sistema che ho descritto è definito One Off ed è il modo più rapido, semplice ed economico per realizzare barche in un solo esemplare. Si lavora di più per rifinire lo scafo, ma è lo stesso lavoro che si farebbe per finire il master per poi fare lo stampo femmina da cui poi laminare il primo "guscio" utilizzabile. Di solito chi fa il primo master non lo realizza "perfetto", poi tra distaccanti, gelcoat e laminazione (che sulla efemmina è più difficile) è molto probabile che il primo scafo debba essere carteggiato e stuccato in ogni caso, quindi tutti vantaggi di laminare sulla femmina vanno in fumo... resta solo molto più lavoro e un costo superiore. Se poi si volesse fare la "femmina" dallo scafo finito, niente lo vieta: quindi se in seguito si vogliono costruire delle "gemelle" è comunque possibile. Se volete altri chiarimenti, chiedete. Ora scappo e ci si sente dopo Natale. Buone Feste a tutti
__________________ Claudio Vigada www.progetto-urca.com Footy-Italia gruppo facebook www.autonomy-f5j.it Facebook Autonomy F5J Ultima modifica di claudio v : 22 dicembre 07 alle ore 10:56 |
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| User Data registr.: 01-05-2007 Residenza: Castellammare di Stabia (Na)
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ma se al posto del latex si usa il lattice? il lattice dei nuovi materassi? si può?sto dicendo una cavolata? rispondetemi perchè ho trovato chi può procurarmene, se si può lo compro. |
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| | #29 (permalink) Top |
| Sospeso Data registr.: 18-08-2007
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Tonicle, sarebbe difficile vedere quello che fai se non é trasparente ed in ogni caso dovresti usare un film d'interfaccia. Controllare la pressione in modo omogeneo credi sia possibile su delle superfici cosi' grandi e curve ? Io uso sempre la gommapiuma per le derive e i timoni, non oserei andare oltre. ClaudioD |
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| | #30 (permalink) Top |
| User Data registr.: 01-05-2007 Residenza: Castellammare di Stabia (Na)
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il latex liquido è facile comprarlo, si spalma su di un vetro ed il gioco è fatto, o non va bene? http://cgi.ebay.it/1-LITRE-BOTTLE-LI...QQcmdZViewItem |
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