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Vecchio 14 maggio 09, 21:02   #1 (permalink)  Top
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Bella macchina la 326. Insieme alle 626 ha contribuito alla formazione del mio immaginario di bambino del mondo pionieristico della trazione italiana in corrente continua.


E326 011

Dalla stazione di Rimini negli anni '70 transitavano ancora numerosi convogli merci trainati da queste "signore" della ferrovia. Esprimo la mia gratitudine a chi in quegli anni mi accompagnava in stazione per vedere transitarle: grazie papà, sono ricordi indimenticabili


Convoglio di E626
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Vecchio 14 maggio 09, 21:18   #2 (permalink)  Top
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Bella macchina la 326. Insieme alle 626 ha contribuito alla formazione del mio immaginario di bambino del mondo pionieristico della trazione italiana in corrente continua.


Dalla stazione di Rimini negli anni '70 transitavano ancora numerosi convogli merci trainati da queste "signore" della ferrovia. Esprimo la mia gratitudine a chi in quegli anni mi accompagnava in stazione per vedere transitarle: grazie papà, sono ricordi indimenticabili
Bravo, immagini splendide, che riportano anche me indietro nel tempo, anche se la E 326 non ho mai potuto ammirarla...molto bello il ringraziamento a tuo papà, anch'io ho delle persone da ringraziare, grazie a loro ho potuto bazzicare "a fondo" il mondo della ferrovia...solo che ora loro non ci sono più... comunque so che certamente possono leggere qui, anche senza computer... grazie a tutti... ciao ciao
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Vecchio 14 maggio 09, 23:11   #3 (permalink)  Top
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la storia è molto singolare... non poter entrare in una stazione perchè si svia è singolare... però è a questo che servono i "prototipi" in fondo no? si fà un tentatvo con quel modello e poi si tenta di aggiustarlo per arrivare alla macchina di serie
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Vecchio 15 maggio 09, 00:02   #4 (permalink)  Top
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la storia è molto singolare... non poter entrare in una stazione perchè si svia è singolare... però è a questo che servono i "prototipi" in fondo no? si fà un tentatvo con quel modello e poi si tenta di aggiustarlo per arrivare alla macchina di serie
Qui il discorso è molto più vasto, dalla E 326 ci si aspettava molto di più, infatti i carrelli portanti non erano una novità, avevano equipaggiato infiniti Gruppi di locomotive a vapore, il problema dello svio ripetuto era caratteristico delle E 326...ma non si riuscì mai a porvi rimedio, così come non si riuscì a rimediare alla scarsa stabilità dinamica alle alte velocità...pensa che il mio modello si comporta alla stessa maniera, facendo i 150 in scala dondola vistosamente...l' ho misurato col "trenovelox," fino a 120 è perfetto, verso i 130 si instaura qualche oscillazione, a 150 dondola, oltre svia...quindi è proprio la configurazione meccanica che da i problemi...se non è realismo questo...al vero accadde che lo svio di una E 326 sotto la Galleria di Monte Adone (sulla Direttissima Bologna - Prato, allora fiore all' occhiello delle FS) mise in discussione le E 326...nate per viaggiare a 150, velocità che in effetti potevano raggiungere, vennero presto rallentate a 130, poi a 120, i moti parassiti anche a 130 si facevano sentire, vennero poi limitate a 95, infine a 85 e modesti treni Locali fra le nebbie della Pianura Padana...nel 1982 il Gruppo si estinse ufficialmente col ritiro dal servizio della E 326 005, è sopravvissuta solo la 004 che si trova a Pietrarsa restaurata e funzionante...le E 326 rientravano in un "piano unificatore" di cui possiamo parlare in seguito, voluto dall' Ingegner Bianchi il piano comprendeva le E 626, più il loro sottogruppo E 625, le E 326, subito pensate come E 325, la mai realizzata E 422 e le E 428, il piano funzionò solo in parte, perchè davvero riuscite in tutto questo gruppo di macchine alla fine vi erano solo le E 626...è un argomento interessantissimo, questo delle prime elettriche a cc...ciao ciao
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Vecchio 15 maggio 09, 00:49   #5 (permalink)  Top
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si in effetti l'argomento merita un argomentazione completa perchè è davvero interessante
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Vecchio 15 maggio 09, 09:36   #6 (permalink)  Top
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si si me la ricordo quando ero piccolo alla stazione di rogoredo!! (quella della seconda foto) l'ho vista un sacco di volte!
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Vecchio 15 maggio 09, 15:27   #7 (permalink)  Top
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si si me la ricordo quando ero piccolo alla stazione di rogoredo!! (quella della seconda foto) l'ho vista un sacco di volte!
Quella è una E 626, la capostipite della trazione a corrente continua italiana, la "nonna" di tutte le nostre locomotive elettriche....le ultime sono state ritirate dal servizio nel 97, dopo oltre sessant' anni di onorato servizio, erano ancora funzionanti, vennero "pensionate di forza" da una agitazione sindacale dei macchinisti che ne rifiutavano l' utilizzo, troppo scomode, rumorose e ormai superate...magari un po' di ragione l' avevano anche loro...comunque un certo numero di queste meravigliose locomotive si è salvato, e sono utilizzate per convogli storici...ciao ciao
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Vecchio 15 maggio 09, 16:18   #8 (permalink)  Top
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si in effetti l'argomento merita un argomentazione completa perchè è davvero interessante
E io ti accontento subito...siamo negli anni 30, il Regime di allora dava molta importanza alla ferrovia in quanto doveva rappresentare un motivo di vanto e orgoglio per la Nazione, era molto attento alle nuove tecnologie, in particolare all' elettrificazione...c'era già la zona ligure - piemontese elettificata con la trifase, più l' importante Porrettana, mentre i primi esperimenti con la continua tra Foggia e Benevento avevano dato risultati superiori a qualunque aspettativa...occorreva scegliere, la trazione a vapore doveva se non sparire rimanere almeno confinata alla rete secondaria, il costo del carbone era elevato e la manutenzione delle macchine era onerosa, in termini di uomini e mezzi...i tecnici si trovarono presto divisi tra "trifasisti" e "continuisti," i primi volevano elettrificare in bifilare le tratte più importanti ancora esercitate a vapore, i secondi proponevano la continua come la soluzione migliore in assoluto...i trifasisti cercarono di dimostrare la bontà delle loro idee con l' esperimento a frequenza industriale, ma la continua faceva progressi che stupivano ogni giorno di più, le prove effettuate con le E 626 prototipo dimostravano chiaramente che questo sistema era il migliore...all' epoca le FS non si appoggiavano a industrie esterne per la progettazione, ma faceva tutto il mitico Ufficio Studi di Firenze, venne messo a capo di questo ufficio l' Ingegner Giuseppe Bianchi, un valente progettista, però troppo legato a vecchi canoni progettistici, infatti lui aveva progettato loco a vapore per anni, pensò che ciò che era valido per le vaporiere potesse esserlo anche per le nuove elettriche, carrelli portanti e ruote motrici di grande diametro in particolare...lanciò un suo piano, il famoso "piano di unificazione Bianchi," secondo il quale occorreva realizzare pochi Gruppi di locomotive dove ognuno sarebbe stato specializzato per un compito, all' occorrenza si sarebbero ottenute prestazioni diverse semlicemente cambiando i rapporti di trasmissione, per il resto motori, contattori, reostati, banchi di manovra, molle, balestre, pantografi e parecchie altre componenti minori dovevano essere perfettamente uguali e intercambiabili fra i vari Gruppi, ciò avrebbe permesso una diminuzione dei tempi di officina e una ottimizzazione nella gestione delle scorte ricambi...in quest' ottica vennero progettate le E 626, la cui versione con rapporto corto E 625 sarebbe stata adibita al traffico merci, mentre le E 626 a quello viaggiatori non veloce, treni accelerati in particolare, poco dopo apparvero le E 326, per treni viaggiatori leggeri su linee pianeggianti, più una piccola loco elettrica da manovra con un solo motore (molto ottimistico il Bianchi...) e trasmissione a bielle per manovra pesante in scali elettrificati...sull' onda del successo delle prime corse delle 12 E 326 realizzate si pensò ad una seconda serie, anzi, terza, perchè le unità 001 e 002 rappresentavano la prima serie, i prototipi, infatti alla nascita erano diverse esteticamente dalle unità 003 - 012 realizzate poi, verranno rese uguali in seguito, solo la posizione dei fari più alta delle prime due rivelerà la loro storia di prototipi...
Dopo i primi insuccessi si ipotizzò la terza serie con ruote motrici di diametro inferiore, per ridurre il passo rigido, ma poi non se ne fece niente, anche la ventilata E 422 da manovra pareva scivolata nel dimenticatoio... intanto Bianchi aveva realizzato le prime E 428, e 5 prototipi in prova (secondo altre fonti 7) stavano dando risultati molto più confortanti di quelli raggiunti dalle E 326...che però ci si ostinava a definire "per treni veloci leggeri..."
Le E 428 vennero presentate come adatte "per treni viaggiatori pesanti e veloci su linee moderatamente acclivi..." ma anche loro manifestarono dondolii e serpeggi, più una marcata aggressività verso l' armamento, nonostante che il passo rigido fosse stato "spezzato" in due semicarri articolati fra loro..
Come le E 326 le E 428 manifestarono scarsa aderenza, tendenza allo slittamento e ai moti parassiti e vennero presto limitate a 105 Km/h, dopo la realizzazione della seconda serie (semiaerodinamica) Bianchi venne rimosso dall' incarico, a mio parere ingiustamente, i mezzi dell' epoca per progettare e studiare erano quelli che erano, ma credo servisse un "colpevole a tutti i costi" per i numerosi fiaschi fatti fino a quel momento e l' Ufficio Studi vide in lui la persona più indicata...gli succedette il giovane Ingegner Alfredo D' Arbela, questi realizzò la terza serie di E 428, le aerodinamiche, migliorò parecchie cose sulle E 428 già realizzate, ma il colpaccio lo farà nel 1938 - 39, presentando la "locomotiva articolata," a ruote basse, più che adatta per le linee italiane piene di curve...nascerà così la E 636, una macchina vincente che dopo essere stata costruita in ben 469 unità genererà ancora infinite altre macchine basate sul suo schema, i Gruppi E 645/6 e le E 656, ma questa è un' altra storia...ciao ciao

Ultima modifica di Doctortreno : 15 maggio 09 alle ore 16:23
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Vecchio 15 maggio 09, 15:56   #9 (permalink)  Top
Ciao Umberto vola anche per noi.
 
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Convoglio di E626

Per i vostri occhi .... una E626 ,in scala N..... e una Gr835 ...e tre... prede belliche una Gr 897 "Pierina" ( EX br94) , una Gr 460 (Ex br55),una Gr 272 (ex br53) .......
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Ultima modifica di cadal : 16 settembre 09 alle ore 13:29
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