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Tuttotreno questo mese esce con un commovente speciale fotografico dedicato alle nostre ferrovie in periodo bellico. E' possibile osservare alcune delle locomotive descritte in questo topic, ferite a morte dalla follia della guerra. Sempre nello stesso numero c'è una dettagliata prova comparativa tra le E645/646 Acme e Roco, tanto per rispondere a chi, in altro topic, chiedeva una valutazione tra le due marche. |
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| User Data registr.: 01-03-2009 Residenza: Vallecrosia
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Come hai accennato furono coinvolte in maniera pressochè totale dalla guerra, tutto il Gruppo riportò danni più o meno gravi, addirittura la 004 e la 007 finirono deportate in Germania, la prima a Monaco e la seconda a Villach, assieme a diverse E 626, E 428 e qualche E 636 della serie prebellica 001 - 108...sorge spontanea una domanda, cosa se ne sarebbero fatti i Tedeschi di queste loco, diverse in tutto e per tutto dalle (poche) elettriche che avevano loro? L' ipotesi più credibile è che intendessero semplicemente recuperarne i materiali pregiati, specie il rame, che sulle nostre loco abbondava, questo metallo interessava parecchio ai Tedeschi, infatti con il rame realizzavano il forno delle loro locomotive a vapore, ricordiamo che in Germania ancora dopo la guerra si costruirono vaporiere, a loro conveniva, vista la ricchezza di carbone che possedevano... Alla fine della guerra le locomotive vennero tutte restituite alle FS, e le E 326 videro la fine del conflitto assegnate (sulla carta, in realtà erano sparse in giro per la rete e tutte dannggiate) 7 a Bologna, 3 a Milano, 1 a Verona e 1 a Pontebba... Vennero tutte recuperate e ricostruite, anche se non erano certo macchine fondamentali, ma era un momento in cui anche 12 locomotive mediocri servivano...vennero tutte riparate a Foligno, tranne la 006 che fu riparata a Bologna, e proprio a Bologna venne poi concentrato l' intero Gruppo, dove resterà fino alla fine della sua carriera... Le prime ad essere radiate saranno la 001 e la 011 nel 79, nel 1980 tocca alle 003, 007, 008, 009, nel 1981 viene radiata l' ultima unità del Gruppo, la 012, tutte le altre verranno radiate nel 1982, ultima a lasciare il servizio la 005. Sono state tutte demolite tra il 1981 e il 1983 tranne la 004, che nel 1989 è stata riparata presso le officine del deposito di Paola, in Calabria, e poi è finita al museo di Pietrarsa, anni fa qualcuno aveva proposto di toglierla dal museo per assegnarla al traino di treni storici, in quanto perfettamente funzionante, ma poi non se n'è fatto niente, giustamente, è un mezzo con troppe limitazioni di circolabilità e su tante linee non sarebbe mai potuto andare...ciao ciao Ultima modifica di Doctortreno : 16 maggio 09 alle ore 21:15 | |
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| User Data registr.: 01-03-2009 Residenza: Vallecrosia
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I carrelli portanti li ho recuperati dalla E 428, e la presa di corrente è su di essi, almeno il passo elettrico della macchina è bello lungo e non ci sono problemi...la meccanica non ha mai dato sorprese, ma quei vecchi RR si sa, sono come le Fiat 500 di un tempo, vanno sempre..spero di essere stato chiaro, ma se hai degli altri dubbi io sono sempre qui...tosta, eh, la 326? Quella si che è una vera "sfida modellistica" contro se stessi...ciao ciao | |
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| User |
ma le ruote della 428 non sono piccole? al vero mi pare avessero diametro 1850 mm contro i 2050 della 326, inoltre nella serie in scala 1/80 le ruote erano uno dei pochi particolari in scala esatta 1/87... secondo me sarebbero più d'effetto delle ruote di diametro esatto anche se la trasmissione non è uguale. il diametro dovrebbe essere 23,5 mm
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| User Data registr.: 01-03-2009 Residenza: Vallecrosia
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| User Data registr.: 24-06-2009 Residenza: Siena
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Non è così complicato ordinare delle ruote romford che tra l'altro erano presenti anche molti anni fa (quando la rete ancora non esisteva ) usare le ruote dell'E428 RR 1:80 era la soluzione più dignitosa e verosimile anche considerando che l'interno delle ruote (che per chi non lo sa è detto "vela") era simile a quello delle E326 e quindi già riprodotto fedelmente.Se pensiamo ai compromessi messi in atto nel passato dai modellisti pionieri del fermodellismo ci rendiamo conto che prendersi qualche piccola licenza (quando indispensabile) non è poi così compromettente. Poi, naturalmente si può fare tutto, e realizzare una ruota a vela piena per locomotori ma anche a razze per locomotive a vapore (vedi foto allegata) è una cosa banale operando con fresa cnc e tornio (io ne ho realizzata per ora, solo per prova una a dieci razze in plexiglass ed il risultato è stato incoraggiante). Bisogna dire che realizzare in proprio ruote è davvero difficilissimo perchè la centratura cerchione-foro asse deve essere perfetta pena una evidente non concentricità durante il rotolamento e conseguenti antiestetici dannosi sobbalzi del mezzo. E altrettanto vero che senza attrezzatura bisogna arrangiarsi con quello che si può reperire sul mercato. buon lavoro Giancarlo |
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