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Vecchio 21 dicembre 10, 11:42   #1 (permalink)  Top
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Va Be' Poi Magari Abbiamo Modo Di Riparlarne..
Se Ti Interessa Ti Posso Dare Alcuni Chiarimenti
Ciao.

Caro Paolo, come dici tu Experimental Models sono i maggiori esperti italiani di autogiri, e fanno macchine eccezionali, ma impegnative:




Un autogiro da 4 chili, con quasi due metri di rotore, per motori da 15 cc è un modello per modellisti esigenti ed esperti.

Per vedere più autgiri sui campi di volo ci vogliono modellini semplici e robusti, economici, per permettere a tutti di giocarci senza spendere un capitale e conoscere questo affascinante modo di volare. Il Gyro-One di Experimental Models è un ottimo terzo o quarto autogiro, ma per cominciare non va assolutamente bene.

Finora, oltre all'autocostruzione, per il modellista curioso c'erano due opzioni: o prendere i semi-kit di Aerobalsa e fare quasi tutto da sé, con incerti risultati, oppure poteva optare per le macchine di La-Heli (e i suoi vari partner), ma non era ancora l'ideale: sono alquanto costosi, piuttosto delicati, e francamente degli sgorbietti: o sono le solite schifezzuole in depron, delicati e tristi,



oppure assomigliano più a trespoli per pappagalli che ad autogiri:



il tutto a prezzi francamente eccessivi per quello che sono.

La vera svolta secondo me l'ha fatta Hobbyking, con questo Cierva che è azzeccatissimo: in balsa, robusto, economicissimo (con uno swarm sale sono meno di 40 euro, un terzo di quel che costano i laheli di polistirolo). Poi è una discreta riproduzione, con hardware di alta qualità e una testa del rotore semplicemente fantastica. In più, plus enorme, la le robustissime ed efficacissime pale di Aerobalsa, secondo me molto superiori alle Sab di cui tu parli.

Una macchina che costa poco, si accontenta di poco (due servi metallici, un servo qualsiasi per la coda, esc e motore da 20 ampére, batteria 3s da 1500, tutta roba che più o meno in casa abbiamo tutti), vola molto bene e perdona moltissimo. La macchina ideale per cominciare e per diffondere un po' la cultura dell'autogiro.

Se potessi dare un consiglio agli amici di Experimental, fossi in loro lo importarei: la base è eccellente, manca poco per tirarne fuori un gioiello. Ci vorrebbe un manuale in italiano (il manuale non esiste proprio), un po' di assistenza post vendita e disponibilità di pezzi di ricambio, tra cui il più critico, il layer di nylon che da elasticità per il brandeggio ed è introvabile, anche se si ricava facilmente da un vecchio CD Rom
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Vecchio 21 dicembre 10, 14:25   #2 (permalink)  Top
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Caro Paolo, come dici tu Experimental Models sono i maggiori esperti italiani di autogiri, e fanno macchine eccezionali, ma impegnative:




Un autogiro da 4 chili, con quasi due metri di rotore, per motori da 15 cc è un modello per modellisti esigenti ed esperti.

Per vedere più autgiri sui campi di volo ci vogliono modellini semplici e robusti, economici, per permettere a tutti di giocarci senza spendere un capitale e conoscere questo affascinante modo di volare. Il Gyro-One di Experimental Models è un ottimo terzo o quarto autogiro, ma per cominciare non va assolutamente bene.

Finora, oltre all'autocostruzione, per il modellista curioso c'erano due opzioni: o prendere i semi-kit di Aerobalsa e fare quasi tutto da sé, con incerti risultati, oppure poteva optare per le macchine di La-Heli (e i suoi vari partner), ma non era ancora l'ideale: sono alquanto costosi, piuttosto delicati, e francamente degli sgorbietti: o sono le solite schifezzuole in depron, delicati e tristi,

oppure assomigliano più a trespoli per pappagalli che ad autogiri:

il tutto a prezzi francamente eccessivi per quello che sono.

La vera svolta secondo me l'ha fatta Hobbyking, con questo Cierva che è azzeccatissimo: in balsa, robusto, economicissimo (con uno swarm sale sono meno di 40 euro, un terzo di quel che costano i laheli di polistirolo). Poi è una discreta riproduzione, con hardware di alta qualità e una testa del rotore semplicemente fantastica. In più, plus enorme, la le robustissime ed efficacissime pale di Aerobalsa, secondo me molto superiori alle Sab di cui tu parli.

Una macchina che costa poco, si accontenta di poco (due servi metallici, un servo qualsiasi per la coda, esc e motore da 20 ampére, batteria 3s da 1500, tutta roba che più o meno in casa abbiamo tutti), vola molto bene e perdona moltissimo. La macchina ideale per cominciare e per diffondere un po' la cultura dell'autogiro.

Se potessi dare un consiglio agli amici di Experimental, fossi in loro lo importarei: la base è eccellente, manca poco per tirarne fuori un gioiello. Ci vorrebbe un manuale in italiano (il manuale non esiste proprio), un po' di assistenza post vendita e disponibilità di pezzi di ricambio, tra cui il più critico, il layer di nylon che da elasticità per il brandeggio ed è introvabile, anche se si ricava facilmente da un vecchio CD Rom
Quoto, l' autogiro é una macchina poco conosciuta, se si vuole diffondere il suo uso non lo si può fare con macchine di alta classe( ed alto costo). Son concorde sul fatto che volino divinamente ma chi si impegna per la prima volta in una nuova impresa non ha certo voglia di farlo investendo molto sulla macchina dato che per prima cosa dubita di se stesso e delle sue capacità.
In buona sostanza penso che gli autogiro a basso costo siano cosa molto positiva per chi vende mecchine di una certa levatura, creano l' "humus" adatto a venderle a chi ,dopo essersi fatto le ossa con qualcosa di poco impegnativo, ricerchi quel "di più" che prima o poi tutti vogliono.
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Vecchio 27 dicembre 10, 14:47   #3 (permalink)  Top
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La vera svolta secondo me l'ha fatta Hobbyking, con questo Cierva che è azzeccatissimo: in balsa, robusto, economicissimo (con uno swarm sale sono meno di 40 euro, un terzo di quel che costano i laheli di polistirolo). Poi è una discreta riproduzione, con hardware di alta qualità e una testa del rotore semplicemente fantastica. In più, plus enorme, la le robustissime ed efficacissime pale di Aerobalsa, secondo me molto superiori alle Sab di cui tu parli.
Sono d'accordo, e poi oltre che più economico è anche molto più brutto di quello Laheli, quindi quando lo sbatti per terra dispiace di meno!

Sto a scherzà, complimenti per il volo; hai fatto un lancio terrificante ma l'hai ripreso benissimo, non so se il mio ne sarebbe uscito, a occhio non mi sembra maneggevole come il tuo.
Ho visto che dopo il piccolo incidente le pale sono rimaste in posizione, forse le viti in nylon che hai messo sono fin troppo resistenti; io come ti dicevo ci metto degli stuzzicadenti (che cedono subito) e non ho mai rotto niente. Forse ha ragione quello che diceva di non metterci addirittura niente, in modo da lasciare alla pala il brandeggio libero (da non confondersi col cazzeggio libero! ).
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Vecchio 27 dicembre 10, 15:03   #4 (permalink)  Top
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Sono d'accordo, e poi oltre che più economico è anche molto più brutto di quello Laheli, quindi quando lo sbatti per terra dispiace di meno!
t'ho detto, hai urgente bisogno di occhiali

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Sto a scherzà, complimenti per il volo; hai fatto un lancio terrificante ma l'hai ripreso benissimo, non so se il mio ne sarebbe uscito, a occhio non mi sembra maneggevole come il tuo.
Il tuo è leggero, questo viaggia attorno al chilo. Col vento da paurache tirava (35 hm/h con raffiche a 50 secondo l'anemometro), il laheli sta a terra, come d'altronde quel giorno stavano a terra pure gli elicotteri
Il lancio è stato terrificante perché era assolutamente cabrato di rotore; non avendo alcun manuale, ho immaginato che dovevo tenere il disco a 90° col mast, ma non era così, immaginavo sbagliato

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Ho visto che dopo il piccolo incidente le pale sono rimaste in posizione, forse le viti in nylon che hai messo sono fin troppo resistenti; io come ti dicevo ci metto degli stuzzicadenti (che cedono subito) e non ho mai rotto niente. Forse ha ragione quello che diceva di non metterci addirittura niente, in modo da lasciare alla pala il brandeggio libero (da non confondersi col cazzeggio libero! ).
di nuovo devi considerare le masse; con la massa che ha questo rotore, mettere lo stuzzicadenti è come non mettere nulla, lo taglia come fosse burro. E se non ci metti nulla, il rotore oscilla troppo e non prende giri, quindi le viti (nylon o acciaio fa lo stesso) ci vogliono eccome; probabilmente chi non mette nulla o ha un rotore diverso o stringe parecchio l'unico perno che usa, boh? quando il clima tornerà ragionevole farò altre prove
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di nuovo devi considerare le masse; con la massa che ha questo rotore, mettere lo stuzzicadenti è come non mettere nulla, lo taglia come fosse burro. E se non ci metti nulla, il rotore oscilla troppo e non prende giri, quindi le viti (nylon o acciaio fa lo stesso) ci vogliono eccome; probabilmente chi non mette nulla o ha un rotore diverso o stringe parecchio l'unico perno che usa, boh? quando il clima tornerà ragionevole farò altre prove
Fai come credi, però con la sleppa che hai dato la vite doveva cedere, anche perchè capita abbastanza spesso di toccare con le pale per terra in quel modo. La funzione della vite è solo quella di tenere la pala ferma nella fase iniziale di avvio, dopo ci pensa la forza centrifuga.
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Fai come credi, però con la sleppa che hai dato la vite doveva cedere, anche perchè capita abbastanza spesso di toccare con le pale per terra in quel modo. La funzione della vite è solo quella di tenere la pala ferma nella fase iniziale di avvio, dopo ci pensa la forza centrifuga.
Però con la seconda vite/stecchino/quello che è,il brandeggio va a farsi fottere.In questo modo non peggiora la stabilità?
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Vecchio 28 dicembre 10, 13:15   #7 (permalink)  Top
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Però con la seconda vite/stecchino/quello che è,il brandeggio va a farsi fottere.In questo modo non peggiora la stabilità?
il brandeggio è totalmente inutile a queste scale, è un problema serio solo su quelli veri (e forse su quelli MOLTO grossi, nion zo)

Comunque devo trovare un modo di risolvere, più robusto dello stecchino e più fragile del nylon; al momento quello che va in pezzi in caso d'urto non è la pala (le Aerobalsa sono blindate, non le rompi neanche col martello) ma il layer di nylon che consente il flappeggio, che è abbastanza un casino da sostituire. Finora in molti han provato e nessuno ha trovato la soluzione definitiva
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Vecchio 28 dicembre 10, 15:15   #8 (permalink)  Top
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Però con la seconda vite/stecchino/quello che è,il brandeggio va a farsi fottere.In questo modo non peggiora la stabilità?
In teoria il brandeggio è meglio che ci sia, però le due otre volte che ho volato senza stecchini francamente non ho notato la differenza.
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Vecchio 09 gennaio 11, 13:28   #9 (permalink)  Top
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W.i.p.

Sto sostituendo i listelli di piomb...compensato(?) con dei più leggeri e robusti listelli di balsa.
La fusoliera nuda a cruda (senza impennaggi quindi) pesava 183 grammi.
Allo stato attuale, metà fasciame sostituito,impennaggi montati e senza copertura(11g), siamo a 160 g.Direi che altri 25-30 li tolgo senza problemi con l'altra metà.

Soddisfatto del lavoro,del risparmio di peso e della robustezza (che prima non mancava di certo) sto pensando di rifare o forse alleggerire il timone,lo stabilizzatore e le due "pinnette".

Con la scusa anche il tirante del timone sarà più piccolo ed uscirà in prossimità della squadruccia visto che adesso è piuttosto lontano per via del collegamento servo+ruotino+timone.Può darsi anche che verrà fuori un pull-pull...

La ricopertura ho pensato di farla con carta modelspan (leggera o pesante?) in modo da far pratica, se mai ne servisse, per ricoprire le ali del pulsar della flair che mi ha regalato ranox quando sarà il momento.

Se volete fare questo lavoro,non vi preoccupate della difficoltà.I listelli per fortuna hanno pochissima colla e con una piccola lima da traforo potrete pulire quel poco che ne rimane negli scassi delle ordinate.Con due ore la sostituzione è fatta.

Il mio obbiettivo è quello di motorizzare il Cierva con il 28-27/26 della robbe anche se per via dei pochi giri non sarà adatto.Ne sono quasi certo.
Icone allegate
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