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Claudio |
Energia cinetica 1/2m*v^2 va come il quadrato della velocità a linearmente alla massa... un modello di 25kg che va a 50km/h fa gli stessi danni di uno di 6.25kg che va a 100km/h ora il carico alare (la portanza in realtà) va in funzione della velocità al quadrato P=Cp x1/2 v^2 x c Ovvero l'energia cinetica è funzione lineare della massa e della portanza Se raddoppi la massa e tieni invariato il carico alare raddoppi l'energia cinetica Se raddoppi il carico alare e tieni invariata la massa raddoppi comunque l'energia cinetica. Sta di fatto che un maxi ha una sezione d'urto maggiore, quindi cadendo fra la folla rischia di coinvolgere più gente... |
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Il carico alare è in funzione del peso, la portanza ovvero la forza che compensa il carico alare è in funzione della velocità al quadrato. P=Cp x1/2 v2 x c P portanza Cp coefficente di portanza v velocità c densità dell'aria Poichè l'energia cinetica è Ec=1/2M*v^2 ricavando v^2 dalla formula della portanza abbiamo v^2=2*P/(Cp*c) Ponendo la condizione di vincolo minima perchè l'aereo voli: P=M*g ovvero che la portanza equipari il peso (M*g dove g=accelerazione di gravità) otteniamo: Ec=((M^2)*g)/(Cp*c) E questo razionalmente torna, tanto più un'aereo avrà un coefficiente di portanza elevato, tanto più potrà andare lento, tanto minore sarà l'energia cinetica. Chiaro che questo vale per la velocià minima se poi un'aereo va a velocità maggiori allora contano solo massa, velocità e non ultima, per calcolare il danno, la sezione d'urto. Comunque continuo a pensare che un'aereo da 8Kg non dovrebbe essere portato da chiunque... |
ma stabilire un limite peso x velocità massima orizzontale, che non sarà dimensionalmente il massimo della correttezza ma almeno lo capiscono tutti? Perchè certificazioni, attestati e bollini blu sono la felicità di chi intende il modellismo come un ministero e gode più a scrivere codicilli e commi che a volare, ma poi all'atto pratico devi affrontare i bimbominchia di qualunque età che in fondo vogliono divertirsi, e non li puoi trattare tutti come assassini potenziali. Il motore lo limiti con la cilindrata, ma già la potenza vera non la controlli, un bravo preparatore la raddoppia con una lima... L'apertura alare penalizza gli alianti, il carico alare è valutazione troppo da specialisti... |
Trovo molto triste che ora si tenti di mettere la camicia di forza anche al nostro hobby. Io volando voglio divertirmi, e non sentirmi legato da mille regole. Il massimo trovo il tentativo di limitare l'altezza di volo per motivi di sicurezza. Quando tiro su un'aliante da 5 -6 m con una macchina da 20-30 kg, alla prima curva sono già oltre i limiti di cui parlate. Lo sgancio avviene tra i 300 e 500 m di altezza che è quella di partenza per l'aliante. Da lì cerca la termica e normalmente va molto più in alto, condividendo lo spazio di volo anche con aerei veri. Una turbina da 15-25 kg con un semplice looping si trova subito a 200-300 m di altezza. Noi non abbiamo tanto spazio come in Italia, la Svizzera interna è molto popolata e gli spazi liberi sono pochi. Quindi se si dovessero avere tutte le paure che intravedo tra le righe di questo tread, la conseguenza sarebbe rimanere rigorosamente a terra. Volare con areomodelli, specialmente se di certe dimensioni, richiede una buona dose di autodisciplina e di buon senso. Come con gli aerei 1:1, con i quali dobbiamo dividere lo spazio aereo. Noi voliamo tra due grandi aeroporti internazionali e 6 piccoli e medi aeroporti nelle immediate vicinanze, quindi di traffico 1:1 ne abbiamo di continuo e ogni tanto anche qualche aliante costretto ad atterrare accanto alla nostra pista. Nel nostro club abbiamo diversi piloti di aerei veri, alcuni piloti di linea e un istruttore di volo di una compagnia aerea. L'opinione qui è che lo spazio aereo è di tutti e che modelli e quelli veri devono poter convivere. In poche parole, quello che voglio dire è che ci si può divertire benissimo senza dover subire troppe limitazioni, basta avere il giusto senso di responsabilità e usare la testa. Le regole ci vogliono per chi non rispetta la sicurezza degli altri, ma non con limitazioni per tutti, ma solo per loro. Saluti, Marco |
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Personalmente ho fatto, tempo fa, l'esame per l'ottenimento dell'attestato di aeromodellista, non tanto perchè non credo di saper pilotare un modello ma per dare un'esempio ad altre persone presenti al mio campo volo. Non è stato nulla di drammatico, anzi lo ritengo particolarmente facile ma perlomeno una terza parte mi ha detto che so pilotare. Perchè uno con le tasche piene di "vaini" (per dirla alla toscana) ma il cervello vuoto può permettersi di portare un mezzo potenzialmente pericoloso senza che nessuno dica che lo sa portare ? Onestamente non mi basta neanche il fatto che abbia o no un'assicurazione, perchè una volta che mi sono fatto male in modo serio non c'è assicurazione che tenga. Quanto ai limiti, di altezza esistono i NOTAM, se uno vuole volare più in alto basta che il campo lo richieda ed avverta in tal modo i piloti 1:1 E' vero che in un mondo ideale basterebbe il senso di responsabilità personale per risolvere tutto... ma non siamo in un mondo ideale... |
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Senza voler additare nessuno guarda cosa è successo invece al Borea, aeromodellisti con esperienza decennale sulle cui capacità nessuno in Italia dubiterebbe mai, si trovano a distruggere un modello del genere per le batterie scariche... (è andata di lusso...) chissà l'avranno fatto l'esame di aeromodellista? Se da una parte non vorrei sentirmi inbavagliato da regole strambe e discutibili, dall'altra non vorrei vedere gente che "cerca rogna" (non mi riferisco certo al Borea...) spingendosi pericolosamente in situazioni di dubbia sicurezza. Claudio |
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