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Clabe 12 luglio 11 16:41

Citazione:

Originalmente inviato da frank (Messaggio 2678076)
Vado OT:
L'energia cinetica di un modello in volo dipende:
  • dal quadrato del peso
  • e, inversamente, dalla superficie alare
Quindi è vero sia che dipende dal peso, sia che dipende dal carico alare, ma il peso (essendo presente "due volte") conta di più.

Sei sicuro di quello che scrivi? L'energia cinetica la possiedono tutti gli oggetti in movimento anche senza ali... mi sembra assurdo calcolarla sul carico alare, è veramente così? Se così fosse un modello acro di due chili con profilo simmetrico che casca giu in verticale a motore spento da 200 metri di altezza e si schianta per terra ha la stessa energia cinetica di quando vola linera a 50 kmh? C'è qualcosa che non torna...
Claudio

romoloman 12 luglio 11 17:00

Energia cinetica
1/2m*v^2

va come il quadrato della velocità a linearmente alla massa...

un modello di
25kg che va a 50km/h fa gli stessi danni di uno di
6.25kg che va a 100km/h

ora il carico alare (la portanza in realtà) va in funzione della velocità al quadrato

P=Cp x1/2 v^2 x c

Ovvero l'energia cinetica è funzione lineare della massa e della portanza

Se raddoppi la massa e tieni invariato il carico alare raddoppi l'energia cinetica
Se raddoppi il carico alare e tieni invariata la massa raddoppi comunque l'energia cinetica.

Sta di fatto che un maxi ha una sezione d'urto maggiore, quindi cadendo fra la folla rischia di coinvolgere più gente...

frank 12 luglio 11 17:01

Citazione:

Originalmente inviato da romoloman (Messaggio 2678114)

Ovvero l'energia cinetica è funzione lineare della massa e della portanza

La portanza è lineare con il peso, che è funzione lineare con la massa.

frank 12 luglio 11 17:02

Citazione:

Originalmente inviato da Clabe (Messaggio 2678095)
Sei sicuro di quello che scrivi? L'energia cinetica la possiedono tutti gli oggetti in movimento anche senza ali... mi sembra assurdo calcolarla sul carico alare, è veramente così? Se così fosse un modello acro di due chili con profilo simmetrico che casca giu in verticale a motore spento da 200 metri di altezza e si schianta per terra ha la stessa energia cinetica di quando vola linera a 50 kmh? C'è qualcosa che non torna...
Claudio

Ho detto che vola, non in caduta libera.

romoloman 12 luglio 11 17:43

Citazione:

Originalmente inviato da frank (Messaggio 2678117)
La portanza è lineare con il peso, che è funzione lineare con la massa.

Magari vado un po' offtopic ma tant'è....

Il carico alare è in funzione del peso,
la portanza ovvero la forza che compensa il carico alare è in funzione della velocità al quadrato.

P=Cp x1/2 v2 x c

P portanza
Cp coefficente di portanza
v velocità
c densità dell'aria

Poichè l'energia cinetica è Ec=1/2M*v^2
ricavando v^2 dalla formula della portanza abbiamo
v^2=2*P/(Cp*c)

Ponendo la condizione di vincolo minima perchè l'aereo voli: P=M*g ovvero che la portanza equipari il peso (M*g dove g=accelerazione di gravità)

otteniamo: Ec=((M^2)*g)/(Cp*c)

E questo razionalmente torna, tanto più un'aereo avrà un coefficiente di portanza elevato, tanto più potrà andare lento, tanto minore sarà l'energia cinetica.

Chiaro che questo vale per la velocià minima se poi un'aereo va a velocità maggiori allora contano solo massa, velocità e non ultima, per calcolare il danno, la sezione d'urto.

Comunque continuo a pensare che un'aereo da 8Kg non dovrebbe essere portato da chiunque...

Alberto Nencioni 12 luglio 11 19:17

ma stabilire un limite peso x velocità massima orizzontale, che non sarà dimensionalmente il massimo della correttezza ma almeno lo capiscono tutti?
Perchè certificazioni, attestati e bollini blu sono la felicità di chi intende il modellismo come un ministero e gode più a scrivere codicilli e commi che a volare, ma poi all'atto pratico devi affrontare i bimbominchia di qualunque età che in fondo vogliono divertirsi, e non li puoi trattare tutti come assassini potenziali. Il motore lo limiti con la cilindrata, ma già la potenza vera non la controlli, un bravo preparatore la raddoppia con una lima... L'apertura alare penalizza gli alianti, il carico alare è valutazione troppo da specialisti...

Soilmi 13 luglio 11 00:43

Trovo molto triste che ora si tenti di mettere la camicia di forza anche al nostro hobby.
Io volando voglio divertirmi, e non sentirmi legato da mille regole. Il massimo trovo il tentativo di limitare l'altezza di volo per motivi di sicurezza. Quando tiro su un'aliante da 5 -6 m con una macchina da 20-30 kg, alla prima curva sono già oltre i limiti di cui parlate. Lo sgancio avviene tra i 300 e 500 m di altezza che è quella di partenza per l'aliante. Da lì cerca la termica e normalmente va molto più in alto, condividendo lo spazio di volo anche con aerei veri.
Una turbina da 15-25 kg con un semplice looping si trova subito a 200-300 m di altezza.
Noi non abbiamo tanto spazio come in Italia, la Svizzera interna è molto popolata e gli spazi liberi sono pochi. Quindi se si dovessero avere tutte le paure che intravedo tra le righe di questo tread, la conseguenza sarebbe rimanere rigorosamente a terra.
Volare con areomodelli, specialmente se di certe dimensioni, richiede una buona dose di autodisciplina e di buon senso. Come con gli aerei 1:1, con i quali dobbiamo dividere lo spazio aereo. Noi voliamo tra due grandi aeroporti internazionali e 6 piccoli e medi aeroporti nelle immediate vicinanze, quindi di traffico 1:1 ne abbiamo di continuo e ogni tanto anche qualche aliante costretto ad atterrare accanto alla nostra pista. Nel nostro club abbiamo diversi piloti di aerei veri, alcuni piloti di linea e un istruttore di volo di una compagnia aerea. L'opinione qui è che lo spazio aereo è di tutti e che modelli e quelli veri devono poter convivere.
In poche parole, quello che voglio dire è che ci si può divertire benissimo senza dover subire troppe limitazioni, basta avere il giusto senso di responsabilità e usare la testa. Le regole ci vogliono per chi non rispetta la sicurezza degli altri, ma non con limitazioni per tutti, ma solo per loro.

Saluti, Marco

romoloman 13 luglio 11 01:04

Citazione:

Originalmente inviato da Soilmi (Messaggio 2678802)
Trovo molto triste che ora si tenti di mettere la camicia di forza anche al nostro hobby.
Io volando voglio divertirmi, e non sentirmi legato da mille regole. Il massimo trovo il tentativo di limitare l'altezza di volo per motivi di sicurezza. Quando tiro su un'aliante da 5 -6 m con una macchina da 20-30 kg, alla prima curva sono già oltre i limiti di cui parlate. Lo sgancio avviene tra i 300 e 500 m di altezza che è quella di partenza per l'aliante. Da lì cerca la termica e normalmente va molto più in alto, condividendo lo spazio di volo anche con aerei veri.
Una turbina da 15-25 kg con un semplice looping si trova subito a 200-300 m di altezza.

Vedi, non si tratta di mettere una camicia di forza all'hobby, ma di stabilire se sei in grado di far volare in sicurezza un modello oppure no.
Personalmente ho fatto, tempo fa, l'esame per l'ottenimento dell'attestato di aeromodellista, non tanto perchè non credo di saper pilotare un modello ma per dare un'esempio ad altre persone presenti al mio campo volo.
Non è stato nulla di drammatico, anzi lo ritengo particolarmente facile ma perlomeno una terza parte mi ha detto che so pilotare.
Perchè uno con le tasche piene di "vaini" (per dirla alla toscana) ma il cervello vuoto può permettersi di portare un mezzo potenzialmente pericoloso senza che nessuno dica che lo sa portare ?
Onestamente non mi basta neanche il fatto che abbia o no un'assicurazione, perchè una volta che mi sono fatto male in modo serio non c'è assicurazione che tenga.
Quanto ai limiti, di altezza esistono i NOTAM, se uno vuole volare più in alto basta che il campo lo richieda ed avverta in tal modo i piloti 1:1
E' vero che in un mondo ideale basterebbe il senso di responsabilità personale per risolvere tutto... ma non siamo in un mondo ideale...

Alberto Nencioni 13 luglio 11 03:22

Citazione:

Originalmente inviato da romoloman (Messaggio 2678838)
...ho fatto, tempo fa, l'esame per l'ottenimento dell'attestato di aeromodellista...

...scusa, ma mi ha sempre fatto l'effetto della "promessa di castità" che piace tanto ai Conservatori americani... Se l'esame non è vincolante e obbligatorio (e NON lo è), se non è selettivo (e NON lo è), e se il settore aeromodellistico non è guidato e gestito da gente seria, competente e preparata (e stendiamo veli pietosi), l'esame non serve a niente. Dato che col buon senso ci si ingrassano gli ospedali e gli avvocati, bisogna aumentare i controlli = l'aeromodellismo diventa come l'aviazione leggera o qualcosa di simile. La sicurezza, soprattutto se si tratta di roba che vola, si garantisce riducendo con le buone o le cattive la possibilità di fare casini anche volendo. Non sto dicendo che mi piacerebbe un hobby così "imbrigliato", ma o i soldi o il gelato, come diciamo a Milano. Se guardi su YouTube alla voce ""FPV", per esempio, ce n'è di che mettere quel tipo di modellismo fuori legge come le gare in autostrada - il buon senso scarseggia alquanto in chi discute su come mandare un modello di polistirolo e resina da duecento euro a dieci chilometri oppure sopra Istanbul. Se mi parli di "buon senso" e di "modellismo" nel lanciare un veleggiatore da sei metri e venti chili giù in una valle abitata, non ti seguo più, e ugualmente resto perplesso di fronte a un jet a turbina lungo un paio di metri che orgogliosamente passa i duecento orari. Se vai a vedere le limitazioni più severe sono ispirate proprio al "buon senso" di interndere il modellismo come tale, PICCOLE riproduzioni o imitazioni (modelli, appunto) di macchine realmente esistenti, oppure PICCOLI giocattoli di fantasia. Anche con un limite (molto stretto, d'accordo) di cinque chili puoi costruire un sacco di belle cose, e se ti ci metti ti puoi anche fare molto male. I "modelli" in scala 1:2 o 1:3 non rientrano nel buon senso, ma in una sperimentazione ad alto contenuto tecnologico da riservare a specialisti qualificati. Non si tratta di camicie di forza, ma di semplice prudenza.

Clabe 13 luglio 11 08:24

Citazione:

Originalmente inviato da romoloman (Messaggio 2678114)
Energia cinetica
1/2m*v^2

va come il quadrato della velocità a linearmente alla massa...

un modello di
25kg che va a 50km/h fa gli stessi danni di uno di
6.25kg che va a 100km/h

ora il carico alare (la portanza in realtà) va in funzione della velocità al quadrato

P=Cp x1/2 v^2 x c

Ovvero l'energia cinetica è funzione lineare della massa e della portanza

Se raddoppi la massa e tieni invariato il carico alare raddoppi l'energia cinetica
Se raddoppi il carico alare e tieni invariata la massa raddoppi comunque l'energia cinetica.

Sta di fatto che un maxi ha una sezione d'urto maggiore, quindi cadendo fra la folla rischia di coinvolgere più gente...

Questa mi sembra una spiegazione seria!! Già ti dice però che bisogna tenere conto sia del carico alare che della potenziale velocità massima. E' vero che un maxi può coinvolgere più persone, ma è anche vero che lo si vede bene e la sua velocità ti può dare tempi di reazione più lunghi.... non è facile stabilire delle regole sensate, ed anche l'esame di aeromodellista per quanto rappresenti un passo in avanti mi sembra una str..... pensa solo che la prova d'esame te la svolge un bambino che si allenato su un simulatore senza mai aver guidato un modello.... ma tu poi lo faresti guidare un modello sopra ad 8 kg? Se ne vedono in manifestazione bambini cha fanno acro 3d con maxi modelli.... ma che senso di responsabilità possono avere se sono pur sempre bambini.
Senza voler additare nessuno guarda cosa è successo invece al Borea, aeromodellisti con esperienza decennale sulle cui capacità nessuno in Italia dubiterebbe mai, si trovano a distruggere un modello del genere per le batterie scariche... (è andata di lusso...) chissà l'avranno fatto l'esame di aeromodellista?
Se da una parte non vorrei sentirmi inbavagliato da regole strambe e discutibili, dall'altra non vorrei vedere gente che "cerca rogna" (non mi riferisco certo al Borea...) spingendosi pericolosamente in situazioni di dubbia sicurezza.
Claudio


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