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pero' raga, inutile aprire 3d lamentandoci che delle discussioni vanno a finire a escort. dopo questo intervento, ci stava anche bene un po' di riflessione e un alleggerimento del fuoco di fila. In fondo ha premesso all'inizio "non ci capisco niente". Se ero io a una manifestazione e mi dicono Silvestri ha inventato ecc..." perche' non crederci? (salvo poi magari fare una googlata, ovvio). perche' invece non lasciate che sia il tempo e quanto di concreto postera' in seguito a fare da vaglio. senno' tritiamo tutto e chissenefrega. boh, penso io, eh. Citazione:
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.....lo dico adesso e poi, abbiate pazienza di aspettare per le caratteristiche, perchè devo avere i risiscontri sperimentali. Il segreto è nella paletta che è autoorientabile. Di più non posso, non perchè non voglia, ma devo essere certo che funzioni, e l'ho sempre ribadito in tutta la discussione, ma alcuni mi hanno dato del bugiardo e quant'altro. Buona Domenica a tutti. |
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quando hai finito, mostra! |
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Tutto o quasi quello che è venuto lo hai sollecitato. E ti è andata ancora bene, se non hai fatto un danno di immagine alle eliche ! Umberto |
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Beh, sì, mi sembra che è quello che hai inventato: la 'paletta' che si orienta col flusso dell'aria, per offrire la minor resistenza! Però, o mi sfugge qualcosa o forse si tratta di qualcos'altro; se fosse così semplice, temo che non funzionerebbe. Infatti, aumentando i giri del motore, diminuirebbe il passo, diminuirebbe la velocità e quindi di nuovo il passo e aumenterebbero i giri del motore e così via, fino al fuorigiri, passo zero e velivolo fermo... in volo. Se si diminuiscono i giri, il passo aumenta, aumenta la velocità e diminuiscono i giri motore e quindi di nuovo aumenta il passo e così via fino a velocità subsonica, motore fermo ed elica in bandiera o fino al limite dei 39". No, no; sono limitato, non arrivo a capire... aspetto che ti decida a spiegarci il mistero! |
elica a passo variabile manuale modellistica Ciao a tutti, il mio vecchio skylab modellistico, tra il ciarpame ogni tanto tira fuori una chicca.:) Ecco un'elica a passo variabile della variprop, ha un diametro di 11" ed ha la possibilità di andare in reverse. Era montata sul Rossi 60 corsa lunga e tirava il kosmo di Bertolani. Veniva azionata da un canale con pomello rotante e la regolazione si faceva col motore a tutta canna, facendo in modo che al passo minimo girasse circa 2000 giri sotto il massimo dichiarato e che al passo massimo girasse circa 4000 giri sotto. I decolli, le salite e gli atterraggi ne guadagnavano parecchio, ma bisognava continuamente smanettare sul pomello del passo. Ho a disposizione ancora diverse pale di ricambio e prima o poi mi divertirò a farla girare di nuovo.:) Nella terza foto è visibile il meccanismo di variazione del passo a cammes e il cuscinetto sul quale è montata la corona che supporta l'asta di comando proveniente dal servo. |
Dai ragazzi, continuate tanto in TV non c'è nulla di interessante... :fiu: |
Ragazzi parliamo seriamente ( per favore almeno la risposta al mio post...:lol::fiu: )... Avrebbe dei vantaggi effettivi il sistema a passo variabile? Se si quali? E perchè? Svantaggi se si quali? E perchè? Grazie.:) Mi ha incuriosito molto questo thread |
nell'aviazione 'reale' l'elica a passo variabile è un dispositivo che serve a mantenere la pala e il motore sempre nei punti in cui le curve di efficienza dei due si incrociano. l'efficienza è il modo o il momento in cui un lavoro viene svolto in maniera efficacie con il minimo dispendio di risorse, nel caso aeronautico, con il minimo dispendio di carburante e il minimo stress possibile per il motore. la pala di un'elica a passo variabile va studiata appositamente perchè il suo profilo, al variare dell'incidenza e del numero di giri, sposti il maggior volume d'aria possibile senza affaticare il motore o mantenendolo nel range di giri in cui la sua coppia è massima. volendo rendere la spiegazione terra terra, il passo si può paragonare al diametro di una ruota da automobile. maggiore è il diametro della ruota, maggiore è la coppia necessaria a farla muovere, ma maggiore è anche la distanza che si percorre ad ogni rotolamento. ora, se fosse possibile avere ruote che variano la loro dimensione in base al numero di giri del motore e alla relativa curva di potenza, noi avremmo una ruota molto piccola a bassi giri, dove la coppia erogata è minima, quindi facile da muovere e una ruota mano mano più grande al crescere dei giri e quindi della coppia del motore. all'aumentare della velocità e quindi vinta l'inerzia, una ruota più grande ci consentirebbe di mantenere il motore a giri più bassi a parità di velocità. mav |
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