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No. polarita' invertita rispetto alla cella!!! era gia' scritto nei post sopra :wink: |
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Ti consiglierei di monitorare sia la corrente di zener che corrente di carica, e se puoi anche durante le varie fasi di caricamento, poi produci un bel diagramma corrente tempo e ci dici quali sono state le reazioni del sistema... Magari ne esce fuori un uovo di colombo :wink:. Buona carica equalizzata :wink: |
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Si... vitop che nesuno mi ha sollevato dubbi sufficienti a farmi pensare di aver detto una ca**ata mi sa che ci provero'.... Prendo uno dei pacchi piu vecchi che ho :P e una volta messo tutto in sicureza penso che faro' questa prova... |
1 Allegato/i Forse (sicuramente)sarà una domanda banale ma visto che di scossa ne capisco poco volevo sapere se un pacco di lipo 3s1p si può bilanciare caricando ogni cella separatamente senza staccarla dalle saldature.Prendendo in considerazione il disegno che ho allegato, posso caricare la cella centrale(e in unsecondo momento anche le altre)con riferimento -2 +3 senza danneggiare le altre? grazie chrfz |
Certo. Con 1 e 2 carichi la prima (1 negativo 2 positivo) con 2 e 3 carichi la seconda (2 negativo 3 positivo) con 3 e 4 carichi la terza (3 negativo 4 positivo) |
Grazie mille hannibal. Provo subito con le ni-mh che penso sia la stessa cosa (con altro cb ovvio). ciao chrfz |
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Morale: io su una mia atteria non lo farei... Ciao, Michele |
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No, perche lo zener cortocircuita solo la tensione in eccesso rispetto ai 4.2 volt, quindi non la cella, (perche ovviamente non ci arrivera' mai ne come tensione di cella ne ci deve arrivare con la tensione di carica). Se per esempio prendiamo un pacco da 2 celle, e supponiamo per esagerare che una cella sia a 4,2 volt e l'altra a 4 volt.... A questo punto il totale fa8.2volt, quindi il carica batterie che e' settato per fermarsi a 8,4 continuera0 a forzare entrambe le celle, danneggiando ovviamente quella gia' carica. Se avessimo uno zener ogni cella, cosa succederebbe??? La teoria dovrebbe essere piu' o meno questa..... Lo zener che e' sulla cella carica comincia ad andare in corto(ma non sotto ai 4.2volt, quindi non mette in corto la cella) mentre quello sopra alla cella che sta a4 volt non chiude e tutta la corrente passa nella cella. Ripeto, e' una teoria troppo semplice, e perche' mai avrebbero fatto diavolerie cosi' complicate per stabilizzarle...??? Ci deve essere un barbatrucco.... qualcosa che mi scappa... ma cosa???? :icon_rofl: |
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No!!! Perche la cella non passa i 4.2, proprio perche lo zener non lo permette.... Non e' che quando passa i 4,2 lo zener chiude e rimane chiuso fino a zero volt.... |
esaminiamo il problema dilatando la scala dei tempi: siamo a 4.2 e il cb pompa la cella tende a salire, lo zener lavora oltre il ginocchio, comincia a condurre e ... si becca tutta la corrente del cb (se non si cuoce), ma per un niente, metterá anche in corto la cella. la cella torna a 4.2, lo zener torna indietro e cosí di seguito ? In effetti non mi sembra molto bello, ma potrebbe anche funzionare. Dov' é l' inghippo ? secondo me nel ginocchio, che non é uno scalino. Forse. Boh ? |
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Allora la soluzione degli Zener l'ho provata prima che uscissero i vari bilanciatori ed i risultati sono sinteticamente questi: la curva di conduzione del diodo zener polarizzato inversamente non è sufficientemente ripida da permettere regolazioni di precisione, in soldoni significa che la tensione ai suoi capi varia con la corrente che lo attraversa in maniera significativa. Per ottenere una tensione precisa (la nominale) lo zener dovrebbe essere attraversato da una corrente costante (5-20mA circa) se la corrente aumenta, aumenta anche la tensione. Per esempio uno zener da 4,2V potrebbe arrivare a 4,3-4,4 già con correnti di 50mA. Si capisce che con questi valori le nostre Lipo si incazzerebbero parecchio! E le correnti in gioco sono ben maggiori. Una soluzione sarebbe quella di procurarsi n-diodi zener dello stesso voltaggio e misurare la corrente (Iz) alla quale la tensione inversa sia esattamente 4,2V (selezione con multimetro). Prendere tutti gli zener che misurano la stessa corrente e metterne in parallelo alla batteria tanti quanti risultanti dalla formula: n=Corrente di carica max /Iz. Es. se seleziono tutti gli zener che a 25mA hanno una tensione inversa di 4,2V e voglio caricare le Lipo con un CB da 500mA, dovrei mettere 20 Zener "Selezionati" in parallelo ad ogni batteria. In questo modo sono sicuro che la tensione ai capi della mia cella non potrà in nessun modo superare la tensione stabilita perchè nessun diodo sarà attraversato da una corrente superiore ai 25mA. Ci sarebbero altre considerazioni da fare (temperatura, resistenze parassite, precisione delle misure ecc..), ma diventerei noioso (o lo sono già?), quindi non resta che acquistare i bilanciatori commerciali che altro non sono che degli Zener elettronici di precisione con alta corrente sopportata e curva di conduzione molto ripida (ottenuta con operazionali, e anche microprocessori). Grazie della pazienza, se volete degli approfondimenti sono qui. :wink: |
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Si, infatti... la curva di chiusura non e0' uno scalino, ma se prendiamo uno zener di precisione hai dei valori di tolleranza nell'ordine di qualche centesimo di volt... non penso sia un probrema per una cella lipo.... Secondo... si, per quell'attimo come lo chiami tu mette in corto...... Qui sono da tenere in considerazione due cose.... Intanto anche la corrente non va a scale, ma fa una curva, e nel tempo che comincia a salire lo zener ha gia' aperto di nuovo.... Alla fine e' la stessa cosa di un limitatore di corrente switching.... A questo punto e' presto immaginable che non si tratta di un corto vero e proprio, ma di un passaggio di corrente limitato.... Adesso stiamo facendoi dei discorsi un po alla "vaccara", ma alla fine non penso che ci sia tanto altro da tenere in considerazione..... Chi ha idee o dubbi si faccia avanti..... |
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Aspetta aspetta aspetta!!! Forse non mi sono spiagato bene.... Non voglio fare mangiare allo zener tutta la corrente in eccesso che esce dal CB,... Con uno zener di precisione gia' il discorso che dici tu sarebbe un po piu' limitato.... Poi consideriamo che comunque messi uno ogni cella entrerebbero in funzione solo a fine carica (si suppone che non avremo mai una cella a 4.2 e un altra a 3 volt!) e quindi le correnti in ballo saranno qualche decia di ma... Questo secondo la tua esperienza puo' dare problemi? Ma hai usato uno zener in parallelo a ogni cella come volevo fare io.... perche nel caso faccio senza fare espertimenti.... Grazie.... |
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Diciamo che la soluzione è migliore rispetto al nulla assoluto, ma non certo buona. P.S. Ho provato anche a mettere de due Led in serie per ogni cella e vedere se si accendevano superata la tensione... ma questa è un'altra storia! :wink: |
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Si, ma tu parli di corrente costante, quindi fin qui' e' giusto il tuo discorso.... I caricabatterie per lipo, se per esempio sono impostati per due celle a 1000ma, limitano la corrente a 1000ma fino a quando la cella e' molto scarica, appena la cella arriva a 4,2 volt (8.4 nel caso del pacco a due celle) si limita a tenere costante la tensione, mentre la corrente automaticamente scende in proporzione al livello di carica delle celle.... Ma tu la prova la hai fatta con un caricatore lipo, o a corrente cistante fino a fine carica? |
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rispondo prima alla seconda domanda, ovvero la prova a corrente costante l'ho fatta solo per testare il sistema con Zener. Se usavo il carica Lipo non potevo testare il sistema in quanto le mie batterie erano già bilanciate. Il discorso che fai sul caricabatterie è di per sè esatto, ma non tiene conto proprio del motivo per cui si usa il balancer: tutto OK con una cella o più celle in parallelo, il problema è proprio quando devi caricare più celle in serie. Ad esempio tu dici che quando le batterie arrivano a 8,4V il carica passa in modo tensione costante e riduce la corrente di carica. Verissimo, ma supponi che delle due batterie una sia a 4V e l'altra a 4,3V, la somma è 8,3 quindi il carica continua ad erogare la corrente massima nonostante una batteria sia già uscita dal range di sicurezza! Il nostro dispositivo ipotetico dovrebbe in questo caso assorbire una data q.tà di corrente. Ora metti caso che una delle due batterie sia ben al di sotto dei 4V, il dispositivo che interviene per l'altra batteria deve per forza assorbire tutta la corrente che attraverserebbe la batteria già carica. E' per questo che il dimensionamento va fatto considerando il caso peggiore! Spero di aver chiarito il mio ragionamento. |
Si, cominciamo a viaggiare sulla stesa strada.... :D In teoria nel diodo come dici tu deve passare per forza la corrente necessaria per continuare la carica.... giusto.... Ma a questo punto mi viene un altro dubbio.... io ho sempre trovato divferenze di tensione minime al max 0,1 volt..... Sufficiente per danneggiare la cella se arriva a 4,3 ma non per mettere in crisi il funzionamento teorico del mio "VIAGGIO" :blink: Ma allora che differenze di tensione trovate nelle vostre celle??? sarebbe interessante sapere i livelli massimi che si possono creare... e poi tenendo conto che il circuiti (se funziona) sarebbe presente ad ogni carica, quindi la differenza tra cella e cella sarebbero imputabili a un solo ciclo di scarica.... In un solo ciclo possono esserci differenze di tensione anche di 0,2 0,3 volt? |
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Comunque le differenze ci sono e si accentuano con l'aumentare del numero di cariche/scariche, è normale, prova a pensare su un pacco 3S la differenza di temperatura in ogni carica o scarica a cui è sottoposta la cella interna rispetto alle altre due! Per forza di cose la sua vita sarà inferiore, il che vuol dire che ad un certo punto avrà delle specifiche di capacità e tensione diverse dalle altre due. Tornando al discorso dello Zener, se le differenze tra le celle si limitano a qualche mA, in linea di massima il discorso potrebbe funzionare, ma serve sempre selezionare gli zener con tensione inversa più adatta al nostro caso e tenere la corrente di carica bassa, inoltre controllerei comunque la tensione in fase di carica su ogni cella, almeno per le prime volte. |
Ah, dimenticavo una piccola precisazione. Alcuni pensano che nel momento in cui lo zener comincia a condurre, mette in corto la batteria (letto in questo stesso forum). :( E' scorretto, in quanto si tratta di un componente lineare! Pensate il sistema come lo scarico di sicurezza di un lavandino :huh: , quando l'acqua arriva a livello del foro comincia ad uscire, ma il lavandino non si svuota! Tanto maggiore è il flusso di acqua in entrata (corrente di carica) tanto maggiore deve essere il foro di uscita (potenza dello zener) indipendentemente dalla capacità del lavandino. :blink: |
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:D :D :D Ottimo esempio.... Si, infatti lo zener bypassa la tensione superiore alla tensione nominale dello zener, e non la cella che comunque deve rimanere inferiore.... Giusto anche il discorso della temperatura.... Dai.... qualche valore???? possibile che tutti sanno sto problema e nessuno ha mai misurato i valori di differenza????? Dai dai dai dai...... :P |
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X gli sperimentatori :wink: Un po di prove sul campo le avete fatte? io in questi giorni sono un po' preso e non ho potuto seguire pu' di tanto la discussione. |
Sto provando una soluzione con un amico ing che presto vi rendero' nota..... Funzionaaaaaaaaaaa............ Dobbiamo solo migliorare un po la stabilita' al calore dei semiconduttori....... |
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http://www.jonathan.it/ita/ita_priv/produc...ie&scat1=Pacchi elettrico&scat2=Equalizzatori&allCat=1 |
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Lo zener non è un componente lineare. Un saluto Riccardo |
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Scusate, ho usato l'aggettivo sbagliato.... forse era meglio "analogico" volevo solo precisare che non ha solo lo stato di aperto o chiuso. :) |
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