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| User Data registr.: 24-11-2004
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Ciao, cosa intendi per rettificazione singola spenta? Intanto proseguo con il test. Aria nuova anche per i servocomandi: Forza Yantrs! Concludiamo l’allestimento dell’elettronica di questo modello con la scelta dei servocomandi da installare che, vista la mole e il peso del modello, nonché le grandi parti mobili da gestire, non potevano che essere all’altezza della situazione. E l’occasione di realizzare questo test è stata perfetta per “sperimentare” una nuova linea di servi dalle caratteristiche molto interessanti ma di cui non conoscevo l’esistenza fino a quando non mi sono imbattuto in alcune siti web in cui se ne parlava molto bene. A produrli è un’azienda cinese (e questo è ovvio…) “Yantrs” che è specializzata nella ricerca, progettazione, sviluppo e creazione di prodotti di fascia alta per il controllo remoto RC che si è data l’obiettivo di metterli sul mercato ad un costo al momento più contenuto possibile. Ho dato un’occhiata al catalogo dei servi Yantrs e mi sono reso conto che, al contrario di tante altre aziende, quello di Yantrs è essenziale e studiato per soddisfare le necessità di un mercato modellistico sempre più esigente in fatto di qualità e prezzo. Quello che più mi ha colpito quando ho iniziato a leggere le caratteristiche di questi servi è la particolarità degli ingranaggi che montano che non sono di forma tradizionale ma lavorati in obliquo (detti elicoidali) che, affermano gli ingegneri Yantrs, hanno la caratteristica di innestarsi più gradualmente con un funzionamento più fluido che contribuisce a ridurre i carichi d'urto (quindi dovrebbero durare più a lungo...), una trasmissione della coppia più stabile con meno rumore e vibrazioni. Questi tipi di ingranaggi, sconosciuti nei servocomandi fino a poco tempo fa, si trovano oggi sempre più spesso anche in altri brand del mondo RC. Dal catalogo Yantrs ho scelto il servo B0850MGX-E con motore brushless, programmabile nell’angolo di rotazione, risoluzione del passo con processore a 14bit e alta precisione grazie da un sensore magnetico ad alta risoluzione (dunque nessun potenziometro presente nel servo). Programmazione compatibile con SR/SSR/SUR/SFR super fast mode. |
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| User Data registr.: 24-11-2004
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Andiamo avanti. Perdonatemi per la lentezza... Il servo Yantrs B0850MGX-E ha un case in alluminio, pesa 80 grammi ed ha una profondità ridotta (misura 40x20x38mm); sull’albero di rotazione porta 2 classici cuscinetti ed è gradevole anche alla vista. Può essere alimentato da 6 a 8,4 volt sviluppando una coppia di 50kg a 8,4v (0,08s) e 46kg a 7,4v (0,09s), 36kg a 6v (0,12s). La rotazione è di 180° ma regolabile tramite programmatore. Nell’applicazione (scaricabile online) per programmare i servi Yantrs si trovano tutti i principali valori (più o meno identici ad altri servocomandi con caratteristiche simili) come potenza, angolo di rotazione, velocita, centro servo, zona morta, reverse, fail-safe ecc. In più nel software c’è anche la possibilità di applicare diversi tipi di modalità di gestione del servo a seconda della Rx: oltre al mode standard si trovano modalità SR, SSR, SFR, SXR, UR ognuna delle quali con parametri min. max e midle di PWM pre-impostati. Non sono molto ferrato in questa materia ma ho letto che agiscono sull’ampiezza del movimento del servo, sulla potenza e velocità. Leggendo un po’ ho capito che la modalità SSR è quella che più di altre riesce ad aumentare la reattività del servo con impulsi più brevi, il che teoricamente consente di aumentare la velocità di trasmissione a più di 384 Hz, consentendo quindi di trasmettere il cambio di posizione al servo più frequentemente, ad es. ridurre quella che qui viene chiamata latenza (il tempo necessario per propagare il cambiamento di posizione del volante al cambiamento di posizione delle ruote dell'auto). Tuttavia, sembra che non ci sia attualmente alcun trasmettitore sul mercato che utilizzi una frequenza a 384Hz… Questi servi non emettono ronzii e grazie alla funzione slow power delay in avvio si portano in posizione neutra lentamente senza strappi. Il funzionamento appare fluido e senza alcun tentennamento. Ottima anche la dotazione che comprende anche una quadrette in alluminio molto robusta con due bulloncini di fissaggio sulla corona a prova di sfilamento. Qualche dubbio sui gommini dei servi che sono quelli tondi tradizionali mentre avrei preferito quelli più robusti quadrati. Ma è un dettaglio… |
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Buonasera ragazzi. Perdonatemi per la lunga pausa ma ho avuto alcuni problemi che mi hanno impedito di andare avanti con il test. Ne approfitto per proseguire in attesa delle vacanze che mi porteranno inevitabilmente ad una ulteriore pausa. Ma vedrete che arriveremo alla fine. Intanto concludiamo con l’argomento servocomandi che avevamo interrotto tempo fa. Mi sembra che molto vi ho già illustrato ma ci sono un paio di cose che ancora mi rimane da dirvi. La prima riguarda La programmazione: vi ho già spiegato che l’interfaccia grafica del software di Yantrs è veramente completa e si possono variare molti parametri ma questo oltre che un bene può risultare anche un problema per chi non ha le competenze necessarie a capire che cosa si va a variare con il software. Il mio consiglio è quello che una volta collegato un servo nuovo conviene effettuare un salvataggio dei parametri di default che è previsto nel software: questo perché ho notato che non esiste la possibilità di ripristinare i valori di fabbrica dopo aver apportato le modifiche e averle salvate sul servo. Altra cosa: dopo aver effettuato le variazioni sui parametri dovrete prima applicarle (“derived parameter”) e poi scrivere sul servo (“writinbg device”) alktrimenti sembra non andare a buon fine… Ultima cosa che ho0 già accennato il fatto che questi servocomandi sono dotati di una squadretta da 25mm in alluminio molto bella e in tinta con il servo che però risulta un po’ corta in particolare per chi vuole molta escursione nelle pareti mobili. |
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Buongiorno a tutti i lettori, oggi ho una bella novità che mi arriva da ZTW direttamente, l’azienda da cui ho acquistato il regolatore di tensione per questo test, lo ZTW Mantis HV G2 da 160A Opto di cui ho parlato qualche post prima. Leggendo i dati di un setting ideale che Dualsky propone per questo motore (GA6000) con un’elica 24x10 (quella che utilizzerò io) mi sono accorto che nonostante l’Esc ZTW abbia la possibilità di modificare alcuni parametri, quelli accessibili non erano tutti quelli che dovevo verificare per l’ottimizzazione del regolatore e dunque ho contattato l’azienda ZTW direttamente per capire come fare. Con mia grande sorpresa ho trovato una disponibilità eccezionale tanto che gli ingegneri di ZTW hanno acquistato il mio stesso motore per accoppiarlo al regolatore che io ho acquistato per massimizzare le prestazioni. Risultato? Che mi hanno inviato un aggiornamento del regolatore ZTW Mantis HV G2 da 160A Opto che contiene un setting specifico per il mio motore (e di conseguenza di altri motori multipolo simili) che consentirà di avere il massimo delle prestazioni e affidabilità dell’accoppiata Dualsky/ZTW. Ho inoltre ricevuto l’ok per mettere a disposizione di tutti i miei lettori questo aggiornamento. Fantastico, approfittatene! |
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Agosto è finito e si rientra dalle vacanze. Avevo interrotto la mia review parlando dell'upgrade del firmware dell'Esc ZTW per ottimizzarlo al meglio con il motore Dualsky DA6000. E da qui riprendo parlando oggi della scelta delle batterie che sono il "carburante" del motore elettrico. Oggi mi voglio soffermare su un altro aspetto fondamentale per il setup di un maxi modello convertito con motore elettrico: le batterie. La scelta dell’alimentazione può essere soggettiva riguardo a quante celle utilizzare, all’amperaggio delle stesse o al brand ma su una cosa non si può transigere, ovvero la qualità della chimica delle batterie. Purtroppo anche io sono caduto in errori di gioventù (ed inesperienza) con I primi modelli elettrico (sia ad elica che a ventola) ma tutto questo mi è servitor per comprendere che su questo aspetto risparmiare non è sempre una buona scelta. Ovviamente la verità sta sempre nel mezzo perchè se è vero che batterie di brand da tempo conosciuti ed apprezzati da modellisti anche professionisti a volte il costo non giustifica i vantaggi; come è altrettanto vero che batterie a basso costo sono spesso scadenti per la resa (specie se sottoposte a stress come nelle ventole elettriche). E dato che a me piace sperimentare (ne ho provate davvero tante di batterie) ho approfittato dell’acquisto del motore Dualsky GA6000 per provare anche le LiPo Dualsky G7 HED series, dove HED sta per High Energy Density. I pacchi 6S da 5800Mah misurano 158x45x51mm per un peso di 774 grammi. Queste celle, secondo i dati forniti da Dualsky, grazie ai continui aggiornamenti (sono oggi alla 7a generazione) riescono ad essere non solo performanti ma anche più leggere e potenti (in effetti pesano circa 50 grammi meno di altri pacchi simili). Hanno una capacità di scarica di 45C continui con alte prestazioni dinamiche che garantiscono oltre 300 cicli di carica/scarica senza evidente perdita di capacità. Interessante che Dualsky abbia lavorato con Xpower per riuscire ad ottenere il vantaggio di avere una tensione di scarica ottimizzata in fase di bassa capacità il che si traduce in Maggiore Potenza anche a residui di capacità ridotti; è infatti risaputo che spesso nelle LiPo si verificano cali di Potenza con il diminuire degli amperaggi delle batterie. Le LiPo Dualsky G7 HED arrivano con la spina blu XT60 pre-saldata, ma questo potrebbe essere ininfluente per chi utilizza altri tipi di spine. Infine in fatto di qualità le batterie Dualsky vengono scupolosamente ispezionate prima della spedizione presso la fabbrica di Shanghai. Visto comunque l’assorbimento non esagerato del motore che con l’elica 24x10 dovrebbe richiedere al 100% di Potenza di circa 100 amp., queste batterie non dovrebbero venir stressate. Ma io non Andrei comunque sotto i 5500 mha di capacità di qualsiasi batteria voi deciderete di utilizzare. |
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