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Vecchio 02 gennaio 13, 10:41   #1 (permalink)  Top
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Per contro, io, se fossi "ente legislatore" (ENAC) oppure "associazione di categoria" (FIAM/FANI), e mi accorgessi che quello che dovrebbe essere il mio interlocutore (aeromodellisti) è rappresentato solo in minima parte dalla "associazione di categoria" (FIAM/FANI), mentre la maggior parte di quelli che rappresentano il "fenomeno aeromodellismo" sono "cani sciolti", mi farei delle domande.

Se fossi la FIAM/FANI mi farei la domanda "Ma come è possibile che magari rappresento solo una parte non maggioritaria dei praticanti? Può essere che indipendentemente da ciò io sia nel giusto ma, invece, non può anche essere che sto sbagliando qualcosa, se la maggioranza non riesce a trovare rappresentanza in me?"

Se fossi l'ENAC invece mi farei l'altra domanda "Formalmente basterebbe dialogare con la FIAM/FANI, ente ufficiale e preposto a rappresentare gli aeromodellisti. Ma, se questi di fatto rappresentano solo la minoranza dei praticanti e invece io voglio fare il legislatore serio e competente, quindi capire e regolamentare finalmente il fenomeno aeromodellistico come si deve, ha senso dialogare solo con FIAM/FANI? Non mi conviene, onde evitare poi di partorire una normativa parziale e specialistica, cercare di capire e dialogare con il fenomeno aeromodellistico nella sua totalità? Quantomeno provarci. Poi se vedo che il fenomeno è veramente troppo eterogeneo, alla peggio, dialogherò solo con le associazioni ufficiali. Ma me la tengo come ultima spiaggia..."
........... ?????? Gli iscritti automobile club italia sono una assoluta minoranza di chi guida una auto, ma nessuno ( ACI e legislatore) si preoccupa quando decidono di cambiare le regole del il codice della strada......


Enrico
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Vecchio 02 gennaio 13, 10:52   #2 (permalink)  Top
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Ho compilato e spedito il questionario della FIAM, pur non essendo iscritto e cane sciolto, e mi hanno risposto cortesemente ringraziando per le indicazioni, quindi usiamolo. In questo modo non si ragionerà più da singoli ma con uno degli interlocutori.
E' una cosa molto concreta per cui sfruttiamola.

Ciao

Albyone
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Albyone
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Vecchio 02 gennaio 13, 11:20   #3 (permalink)  Top
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........... ?????? Gli iscritti automobile club italia sono una assoluta minoranza di chi guida una auto, ma nessuno ( ACI e legislatore) si preoccupa quando decidono di cambiare le regole del il codice della strada......


Enrico
Centrato il problema!

Perchè chi guida l'automobile non è l'unico e il principale utente della strada.
Quindi giustamente e saggiamente chi regolamenta il codice della strada fa norme che tengono presente la situazione reale includendo la presenza e le necessità di tutti gli altri utenti (per fare un esempio camionisti o ancor meglio pedoni), senza neanche interpellare quest'ultimi (che non hanno magari neanche un "associazione di categoria")!

Invece mi pare che qui si ribalti esattamente la situazione!

Sarebbe come dire che, poichè l'unica associazione che rappresenta gli automobilisti (e sottolineo automobilisti, neanche camionisti, ciclisti, pedoni ecc.) è l'ACI, il ministero dei trasporti o chi per esso, quando decide di mettere in mano al codice, si incontra solo con quest'ultima e anzi decide in base alle istanze particolari (e ci mancherebbe altro, l'ACI farebbe "giustamente e solo" gli interessi particolari dei proprio iscritti) di questa e solo di questa (essendo "unica" rappresentanza ufficiale).

Per carità, probabilmente si può anche fare così.
Però a me, un lavoro fatto così, mi spiace scomodare la "politica", ma sembrerebbe tanto un "contratto stile Pomigliano": fatto a misura di chi ha avuto "interesse" a sedersi a un tavolo dove c'era il minor numero di persone possibile.

Il fatto di sedersi a un tavolo dove c'è il minor numero di persone ha un vantaggio: semplifica le cose. Se è vero come è vero che, già se siamo in due, metterci d'accordo diventa un problema.
Ma che sia il modo giusto di fare le cose, a mio modesto parere, è tutto un altro paio di maniche.

Ripeto, a casa mia, prima di regolamentare qualsiasi cosa, bisogna prima capire e fare la fotografia della situazione a cui si vuole mettere mano.
Poi si pensano alle cose da fare e come farle.

Dice il saggio: non c'è niente di peggio che pensare di aver trovato una soluzione semplice ad un problema complesso.
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Vecchio 02 gennaio 13, 11:29   #4 (permalink)  Top
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..Dice il saggio: non c'è niente di peggio che pensare di aver trovato una soluzione semplice ad un problema complesso.
Vero.
Ma questo problema non è complesso.
Manca la regolamentazione = la facciamo.
Con i professionisti parliamo e discutiamo perchè sappiamo chi sono e portano cifre, piani, progetti.
Con i modellisti sentiamo chi c'è e cosa vuole, ma tanto quelli sono sempre contrari a priori, rifiutano persino di contarsi e di presentarsi nome e cognome. Qualunque regolamento hanno tentato di mettere in piedi LORO STESSI se lo sono auto-impallinato...
Adesso decidiamo noi una volta per tutte.

Le cose stanno in QUESTI termini, ammettiamolo...
Alberto Nencioni non è collegato  
Vecchio 02 gennaio 13, 11:45   #5 (permalink)  Top
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Originalmente inviato da Alberto Nencioni Visualizza messaggio
Vero.
Ma questo problema non è complesso.
Manca la regolamentazione = la facciamo.
Con i professionisti parliamo e discutiamo perchè sappiamo chi sono e portano cifre, piani, progetti.
Con i modellisti sentiamo chi c'è e cosa vuole, ma tanto quelli sono sempre contrari a priori, rifiutano persino di contarsi e di presentarsi nome e cognome. Qualunque regolamento hanno tentato di mettere in piedi LORO STESSI se lo sono auto-impallinato...
Adesso decidiamo noi una volta per tutte.

Le cose stanno in QUESTI termini, ammettiamolo...
Se permetti questa volta ti rispondo:"Ma questo lo dici tu."

Prendo la palla al balzo.
In effetti il problema è più "semplice" di quello che sembra (non del tutto vero ma in prima analisi lo è).
Ed è "semplice" perchè per rendersi conto della situazione (questa sì al limite leggermente più complessa) basta fare una cosa "semplicissima": alzare il deretano da un ufficio e andare a vedersi qualche campetto di aeromodellisti, qualche pendio ecc. sparso per l'Italia.
Non ci vuole mica tanto sai.
Oppure fare appunto quello che ho già detto.
Farsi dire veramente da FIAM, che invece il sederino in giro per l'Italia per forza di cose un po' ce lo porta, una solo cosa. Farsi dire "Ma veramente voi rappresentate il fenomeno aeromodelli in tutta la sua completezza e realtà? Siamo sinceri, senza voler dare colpe o responsabilità a nessuno che ancora non è il merito della stesura del regolamento (il merito sarebbe la sicurezza restando nella "praticabilità" dell'hobby e delle cose), ma non è che c'è un discreto numero di persone che pratica l'attività in termini diversi, senza per questo essere dei "pirati, da quello che fanno i vostri associati?"

A casa mia basterebbe fare questo.
Altrimenti si vuole e si ha "l'interesse" a nascondersi dietro un dito.
Perchè così si fa prima.
Perchè lo so benissimo anche io che si sta meglio e si fa più in fretta stando al caldo (o al fresco d'estate) di un ufficio incontrandosi e parlando con meno gente possibile.

Anche perchè, come giustamente dici tu, l'ENAC avrebbe obblighi sono nei confronti di chi gli ha chiesto il regolamento.
Ma a sto punto non avrebbe obblighi neanche nei confronti di FIAM e di incontrarla.
Al che sorgerebbe a mio avviso una prima contraddizione in seno a FIAM: che senso avrebbe allora mantenere in piedi un'ente del genere? Rappresentare gli interessi dei tesserati? Nei confronti di chi? Non ha interlocutori. Giusto forse nei confronti della FAI per le gare. Sarebbe un'ente "parainutile". Utile giusto per i proprio iscritti che tra di loro, se la riderebbero e sa la canterebbero.

E per il momento mi fermo qui.
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Vecchio 02 gennaio 13, 11:56   #6 (permalink)  Top
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Se permetti questa volta ti rispondo:"Ma questo lo dici tu."

... alzare il deretano da un ufficio e andare a vedersi qualche campetto di aeromodellisti, qualche pendio ecc. sparso per l'Italia.
Non ci vuole mica tanto sai.Ma ENAC non è tenuto a farlo, e i campetti sono di solito aperti la domenica, e non sempre c'è un referente. Mettiamo insieme la ENNESIMA indagine conoscitiva che dura altri dieci anni?

.Farsi dire "Ma veramente voi rappresentate il fenomeno aeromodelli in tutta la sua completezza e realtà? Siamo sinceri, senza voler dare colpe o responsabilità a nessuno che ancora non è il merito della stesura del regolamento (il merito sarebbe la sicurezza restando nella "praticabilità" dell'hobby e delle cose), ma non è che c'è un discreto numero di persone che pratica l'attività in termini diversi, senza per questo essere dei "pirati, da quello che fanno i vostri associati?" E un bel CHISSENEFREGA no? All' ENAC non gliene frega niente, e non è tenuto a fregarsene, delle lacrimevoli storie della FIAM o dei delicati problemi psicologici- esistenziali dei modellisti.

...
Anche perchè, come giustamente dici tu, l'ENAC avrebbe obblighi sono nei confronti di chi gli ha chiesto il regolamento. Che è l'Europa, non gli aliantisti o gli elicotteristi o la FIAM
Ma a sto punto non avrebbe obblighi neanche nei confronti di FIAM e di incontrarla.
Infatti

Al che sorgerebbe a mio avviso una prima contraddizione in seno a FIAM: che senso avrebbe allora mantenere in piedi un'ente del genere? Rappresentare gli interessi dei tesserati? Nei confronti di chi? Non ha interlocutori. Giusto forse nei confronti della FAI per le gare...Perchè, l'Accademia del Brodetto di Ancona quale attività politico- sindacale fa? Eppure ha un sacco di iscritti. Associazionismo non vuol dire automaticamente (grosso, comunissimo errore) mettere un piede nella stanza dei bottoni
..
Ripetere cento volte a voce alta: l'ENAC non ci deve niente, l'ENAC non ci deve niente....
Alberto Nencioni non è collegato  
Vecchio 02 gennaio 13, 12:23   #7 (permalink)  Top
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Ripetere cento volte a voce alta: l'ENAC non ci deve niente, l'ENAC non ci deve niente....
No no ma, vai tranquillo, probabilmente c'hai ragione te.

L'unico dubbio che ho a sto punto è che chiunque fa leggi, in Italia ma anche altrove, ha obblighi diretti solamente nei confronti di chi gli chiede di fare leggi.
E se al referente diretto va bene così, indipendentemente di cosa ne pensi invece l'utente finale e indiretto a cui è diretta la legge, va bene così.
Anzi, di fatto, le cose vengono sempre fatte nel miglior modo possibile.

Domanda invece che non c'entra niente.

Ma se per sbaglio la quota massima diventasse quella "europea" ossia 400 ft = 133 m siam poi tutti felici e contenti ugualmente.

Perchè io mi sono posto anche un altro dubbio.
Nel resto d'europa avranno anche i 133 m e, nonostante credo che siano un po' più disciplinati di noi, ma veramente la rispettano al metro?
Perchè a casa mia 133 m non è che comunque siano proprio un gran che.
E secondo me dei gran NOTAM neanche loro li richiedono.
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Vecchio 02 gennaio 13, 12:52   #8 (permalink)  Top
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regolamento enac

Cari amici modellisti ho letto molti interventi sul forum e vorrei dire brevemente anche la mia.
Vorrei iniziare questo mio intervento con un detto:
“Tanto tuonò che alla fine piovve (in questo caso grandine fitta come la nebbia)”
Scusate il detto ma è come dire che c’era da aspettarselo.
Non voglio accusare nessuno, ma probabilmente chi ci doveva rappresentare nelle sedi istituzionali non lo ha fatto nella maniera opportuna.
Vi faccio un esempio che si collega al mio lavoro.
Sono un tecnico comunale (ingegnere) e mi occupo d’impianti sportivi, questo per dirvi che il CONI emana per ogni disciplina sportiva regole tecniche per la costruzione degli impianti sportivi, per il modellismo non mi risulta che queste regole siano mai state emanate !!!!!! (il modellismo è una disciplina riconosciuta dal CONI)
La nostra specialità è riconosciuta anche nell’Aeroclub d’Italia, quindi penso che chi debba prendere in mano la situazione siano questi due enti (in sub ordine anche la Fiam), e non noi singolarmente.
Da non sottovalutare che in nostro “aiuto” potrebbero anche scendere in campo (passatemi l’espressione) anche i produttori e i rivenditori che si troverebbero in gravi difficoltà.
Quindi io proporrei di fare una o più assemblee con i rappresentanti degli Enti sopra elencati, i rappresentanti dei vari gruppi modellistici, i commercianti e produttori per uscire con una proposta concreta ed se possibile unitaria di regolamento che tenga conto delle ragioni di sicurezza, lato ENAC, e di tutti coloro che sono “interessati” all’aeromodellismo.
Saluti a tutti voi.
masver non è collegato  
Vecchio 02 gennaio 13, 13:43   #9 (permalink)  Top
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...
Nel resto d'europa avranno anche i 133 m e, nonostante credo che siano un po' più disciplinati di noi, ma veramente la rispettano al metro?
Perchè a casa mia 133 m non è che comunque siano proprio un gran che.
E secondo me dei gran NOTAM neanche loro li richiedono.
Sono un grattacielo di 44 piani.
In ogni caso che nel resto di Europa siano più o meno disciplinati che da noi (MENO la vedo difficile) e qualunque sia il numero dei NOTAM (non vedo perchè non dovrebbero richiederli, avendone diritto e possibilità) cambia poco. LORO hanno una regolamentazione, NOI no. E non ce l'abbiamo perchè per vari motivi che è inutile rivangare non l'abbiamo voluta anzi abbiamo osteggiato i pochi tentativi per averla.
Personalmente mi leccherei i gomiti se venissero accettati "per default" 130-150 metri su campi-volo "ufficializzati" e 50 per i gommolari prataioli, con qualche forma di eccezione per gli aliantisti da pendio, e NOTAM ad hoc per eventi speciali.

@masver: Produttori e rivenditori? Quanti ne conosci di produttori italiani, e con quali volumi di affari? e quanti rivenditori interessati a diffondere il modellismo e non solo a vendere quello che hanno in negozio, costi quel che costi? Era messa male già trent'anni fa, figurati adesso...
Alberto Nencioni non è collegato  
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