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Vecchio 31 marzo 09, 20:15   #1 (permalink)  Top
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L'avatar di helimod
 
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Originalmente inviato da Raviator Visualizza messaggio
Non ho capito il discorso dell'ovalizzazione; per quel che ne so io un rotore può essere equilibrato anche se le due pale hanno i baricentri in punti diversi........
Se hanno il baricentro in punti diversi, pur avendo lo stesso peso, alla rotazione non formano un disco perfetto.
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Originalmente inviato da padda34# Visualizza messaggio
ciao!!!
siccome non ho ancora la bilancia oggi ho provato a pesarle una pesava 28 gr e l'altra 27,7 ho usato del nastro con fibra di vero x portale a peso uguale ho fatto varie prove ho messo pezzi di nastro di uguale misura su 3 punti della pala interno-centro-esterno fino a portare il peso uguale.
Ora pesano entrambi 28 gr x in cominciare può andare bene?????
con tutta calma ora mi leggo il link delle pale in legno!!!!
Come dice veltro.
Prima trova il baricentro di quella più pesante e fai il segno, poi gli metti di fianco l'altra pala e trasferisci il segno su questa, verifichi se si tiene in equilibrio e se non lo fa metti il nastro dove serve, o in punta o vicino all'attacco.
Fatto questo fissi le pale tra di loro e se una è più leggera metti nastro sul segno del baricentro che avevi fatto
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Vecchio 31 marzo 09, 22:06   #2 (permalink)  Top
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L'avatar di Raviator
 
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Originalmente inviato da helimod Visualizza messaggio
Se hanno il baricentro in punti diversi, pur avendo lo stesso peso, alla rotazione non formano un disco perfetto.
Non capisco cosa intendi dire, comunque ti faccio notare una cosa.
Lo strumento per bilanciare le pale ha in dotazione un set di attacchi di diversa lunghezza per le pale, per riprodurre la giusta distanza fra le pale a seconda dei diversi tipi di testa del rotore.
Se fosse assolutamente necessario far combaciare i baricentri delle pale basterebbe un solo attacco, e lo strumento non servirebbe a molto.
Invece basta mettere le pale sullo strumento fissandole alla stessa distanza che avranno sul rotore, si mette un po' di nastro in cima a una pala per equilibrare il tutto (senza scervellarsi per far combaciare i baricentri delle pale ed eguagliare i loro pesi), e il gioco è fatto.
Se invece vuoi bilanciare per bene due pale senza sapere a priori a quale distanza lavoreranno, è meglio fare come dici tu.
__________________
Quello che conta non é l'arma, é l'uomo. (Tremal Naik)
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Vecchio 02 aprile 09, 00:24   #3 (permalink)  Top
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L'avatar di m.rik
 
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Originalmente inviato da Raviator Visualizza messaggio
Non capisco cosa intendi dire, comunque ti faccio notare una cosa.
Lo strumento per bilanciare le pale ha in dotazione un set di attacchi di diversa lunghezza per le pale, per riprodurre la giusta distanza fra le pale a seconda dei diversi tipi di testa del rotore.
Se fosse assolutamente necessario far combaciare i baricentri delle pale basterebbe un solo attacco, e lo strumento non servirebbe a molto.
Invece basta mettere le pale sullo strumento fissandole alla stessa distanza che avranno sul rotore, si mette un po' di nastro in cima a una pala per equilibrare il tutto (senza scervellarsi per far combaciare i baricentri delle pale ed eguagliare i loro pesi), e il gioco è fatto.
Se invece vuoi bilanciare per bene due pale senza sapere a priori a quale distanza lavoreranno, è meglio fare come dici tu.
Quello di cui parli è un bilanciamento puramente statico (pale ferme che risultano di ugual peso) che non tiene conto del bilanciamento dinamico (pale in movimento).
Immagina pale leggerissime in balsa, puoi bilanciarle staticamente mettendoci un leggerissimo peso sulla punta di una e un grande peso sulla radice dell'altra. Staticamente restano in equilibrio.
Ora fai girare queste pale a 2.000 giri ti puoi immaginare che il peso posto sull'estremità è sottoposto ad una maggior velocità periferica e quindi ad una maggior forza centrifuga. Il peso sulla radice dell'altra avrà una velocità che rispetto all'altra è enormemente più bassa (per assurdo nullo se le pinze portapale fossero teoricamente vicinissime fino a sovrapporsi) come è eneormemete più bassa la forza centrifuga a cui è sottoposta.
Ora pensa invece all'altro effetto, quello giroscopico (quello che impedisce alle trottole dei bambini di inclinarsi) dove va a posizionarsi quando inizierai a dare passo ciclico per inclinare il piano di rotazione del rotore.
Infine pensa ad un terzo fenomeno dovuto alla flessione delle pale (che più grande o più piccolo c'è comunque aempre, anche nelle migliori in carbonio). Come sai quando dai ciclico, durante la rotazione una pala sale e l'altra scende. Con pale bilanciate in questo modo, quella dove il peso è sulla radice quando scende o sale non si fletterà, mentre quella col peso sull'estremità tenderà a flettersi verso l'alto dopo la salita e prima d'iniziare a scendere.

Penso /spero che esasperando l'esempio come ho provato a fare, sia riuscito a convincerti che non basta un bilanciamento puramente statico delle pale per un funzionamento "perfetto" di un rotore.

Ciao
m.rik non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 02 aprile 09, 00:40   #4 (permalink)  Top
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L'avatar di egicar
 
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Originalmente inviato da piloto-ely Visualizza messaggio
Si una bella discussione per palati fini.. anche se credo che ormai con le tecnologie di costruzioni di pale in carbonio, costruiscono delle copie di pale praticamente identiche, forse nel tempo con la leggera ovalizzazione della boccola d'ottone si possa avere uno squilibrio però quello non si riesce a compensare.
Diversa cosa le pale in legno, infatti la forza centrifuga sulla pinza portapale, dipende da ogni singolo particella della pala che contribuiscono per la fc, se la densità lineare è uguale si avrà il baricentro nello stesso punto, ma nel legno
questo non è possibile, quindi deve essere ricavato con gli esempi postati.


Ciaoo..
Se cerchi qui sul forum, troverai amici che hanno avuto problemi di bilanciamento ed equilibratura anche con pale in carbonio "blasonate"; credendo che le due operazioni fossero già state eseguite in fase di costruzione, le hanno montate ad occhi chiusi, per poi rendersi conto del problema.

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Originalmente inviato da m.rik Visualizza messaggio
Quello di cui parli è un bilanciamento puramente statico (pale ferme che risultano di ugual peso) che non tiene conto del bilanciamento dinamico (pale in movimento).
Immagina pale leggerissime in balsa, puoi bilanciarle staticamente mettendoci un leggerissimo peso sulla punta di una e un grande peso sulla radice dell'altra. Staticamente restano in equilibrio.
Ora fai girare queste pale a 2.000 giri ti puoi immaginare che il peso posto sull'estremità è sottoposto ad una maggior velocità periferica e quindi ad una maggior forza centrifuga. Il peso sulla radice dell'altra avrà una velocità che rispetto all'altra è enormemente più bassa (per assurdo nullo se le pinze portapale fossero teoricamente vicinissime fino a sovrapporsi) come è eneormemete più bassa la forza centrifuga a cui è sottoposta.
Ora pensa invece all'altro effetto, quello giroscopico (quello che impedisce alle trottole dei bambini di inclinarsi) dove va a posizionarsi quando inizierai a dare passo ciclico per inclinare il piano di rotazione del rotore.
Infine pensa ad un terzo fenomeno dovuto alla flessione delle pale (che più grande o più piccolo c'è comunque aempre, anche nelle migliori in carbonio). Come sai quando dai ciclico, durante la rotazione una pala sale e l'altra scende. Con pale bilanciate in questo modo, quella dove il peso è sulla radice quando scende o sale non si fletterà, mentre quella col peso sull'estremità tenderà a flettersi verso l'alto dopo la salita e prima d'iniziare a scendere.

Penso /spero che esasperando l'esempio come ho provato a fare, sia riuscito a convincerti che non basta un bilanciamento puramente statico delle pale per un funzionamento "perfetto" di un rotore.

Ciao
Esattamente; hai spiegato molto bene i vantaggi di bilanciamento e equilibratura per un volo preciso e per una corretta risposta dell'elicottero ai comandi

Quindi, oltre a giovare alla meccanica, le due operazioni sulle pale migliorano anche le qualità di volo dell'elicottero .
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"Quanto più ci innalziamo, tanto più piccoli sembriamo a quelli che non possono volare" (F. N.)
egicar non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 02 aprile 09, 11:25   #5 (permalink)  Top
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L'avatar di piloto-ely
 
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Originalmente inviato da egicar Visualizza messaggio
Se cerchi qui sul forum, troverai amici che hanno avuto problemi di bilanciamento ed equilibratura anche con pale in carbonio "blasonate"; credendo che le due operazioni fossero già state eseguite in fase di costruzione, le hanno montate ad occhi chiusi, per poi rendersi conto del problema.
.
Infatti ho scritto credo, cmq io le provo sempre prima di montarle e fino
ad ora una sola volta ho dovuto applicare del nastro (ma giusto per essere pignolo...) era un inezia la differenza, poi con l'uso un giorno al campo si è staccato il nastro e non ho notato differenza.

Ciaoo...
piloto-ely non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 02 aprile 09, 10:27   #6 (permalink)  Top
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L'avatar di Raviator
 
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Originalmente inviato da m.rik Visualizza messaggio
Quello di cui parli è un bilanciamento puramente statico (pale ferme che risultano di ugual peso) che non tiene conto del bilanciamento dinamico (pale in movimento).
Immagina pale leggerissime in balsa, puoi bilanciarle staticamente mettendoci un leggerissimo peso sulla punta di una e un grande peso sulla radice dell'altra. Staticamente restano in equilibrio.
Ora fai girare queste pale a 2.000 giri ti puoi immaginare che il peso posto sull'estremità è sottoposto ad una maggior velocità periferica e quindi ad una maggior forza centrifuga. Il peso sulla radice dell'altra avrà una velocità che rispetto all'altra è enormemente più bassa (per assurdo nullo se le pinze portapale fossero teoricamente vicinissime fino a sovrapporsi) come è eneormemete più bassa la forza centrifuga a cui è sottoposta.
Ora pensa invece all'altro effetto, quello giroscopico (quello che impedisce alle trottole dei bambini di inclinarsi) dove va a posizionarsi quando inizierai a dare passo ciclico per inclinare il piano di rotazione del rotore.
Infine pensa ad un terzo fenomeno dovuto alla flessione delle pale (che più grande o più piccolo c'è comunque aempre, anche nelle migliori in carbonio). Come sai quando dai ciclico, durante la rotazione una pala sale e l'altra scende. Con pale bilanciate in questo modo, quella dove il peso è sulla radice quando scende o sale non si fletterà, mentre quella col peso sull'estremità tenderà a flettersi verso l'alto dopo la salita e prima d'iniziare a scendere.

Penso /spero che esasperando l'esempio come ho provato a fare, sia riuscito a convincerti che non basta un bilanciamento puramente statico delle pale per un funzionamento "perfetto" di un rotore.

Ciao
E' chiaro che se uno vuole la perfezione è meglio fare coincidere tutto quello che è possibile, baricentri, masse, densità dei materiali ecc...
Però, se uno vuole ottenere un ottimo risultato senza rompersi troppo le balle si può usare il bilanciatore anche come dico io (cioè montare le pale sul bilanciatore alla giusta distanza senza trovare i baricentri prima e aggiungere un po' di nastro in cima a una delle due per equilibrarle).
Il bilanciamento che si ottiene in questo modo non è solo statico, ma anche dinamico, in quanto la forza centrifuga sulle pale sarà identica; la forza centrifuga a parità di velocità angolare dipende dal prodotto M*r (massa per raggio di rotazione baricentrico), è questo prodotto che deve essere costante (e che si rende costante utilizzando il bilanciatore), non i singoli termini.
Quindi quando tu parli nel tuo esempio di una forza centrifuga enormemente più bassa sei in errore, la forza centrifuga è esattamente la stessa.
La cosa importante è che le pale vengano fissate sullo strumento alla stessa distanza che avranno poi sul rotore, in modo che il baricentro del sistema cada esattamente sull'asse di rotazione, e il sistema sarà perfettamente equilibrato anche dinamicamente.
E' poi chiaro che se ci sarà una differenza di baricentro (e di massa) sarà comunque molto bassa, dell'ordine dei millimetri o dei decimi di millimetro, per cui non mi preoccuperei troppo degli effetti collaterali da te citati, a mio parere del tutto trascurabili, anche perchè l'asse giroscopico coinciderà comunque con quello rotorico.
Se poi non si ha un bilanciatore ben vengano lame di coltello, barre filettate e bicchieri, ma se si ha è meglio usarlo per risparmiarsi un po' di tempo e fatica, se no cosa si è comprato a fare?
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Vecchio 02 aprile 09, 11:08   #7 (permalink)  Top
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Originalmente inviato da helimod Visualizza messaggio
Per bilanciare usavo una barra filettata con due boccole e due dadi
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sovrapponi i fori delle due pale, infili un'asta filettata nei due fori, blocchi le pale con un dado da una parte e un'altro dado dall'altra, serri, estendi le due pale in modo che siano in linea retta, prendi due bicchieri e li avvicini, appoggi le due estremità della barra filettata che sporgono dalle pale una su un bicchiere e una sull'alto, oplà.

...........................le due pale devono essere perfettamente dritte e la filettatura della barra disturba la misura...........
Le boccole indicate con la barra servono per non poggiarsi sulla filettatura
Per raviator- leggi bene il mex di egicar che ha espresso chiaramente il concetto.
Ma forse tu vuoi parlare della corda un'altro elemento che andrebbe esaminato su pale di una certa consistenza
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Vecchio 02 aprile 09, 11:31   #8 (permalink)  Top
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Originalmente inviato da helimod Visualizza messaggio
Le boccole indicate con la barra servono per non poggiarsi sulla filettatura
Per raviator- leggi bene il mex di egicar che ha espresso chiaramente il concetto.
Ma forse tu vuoi parlare della corda un'altro elemento che andrebbe esaminato su pale di una certa consistenza
No, io intendo dire che un rotore può essere bilanciato dinamicamente anche così (vedi foto), l'importante è che sia uguale il prodotto della massa per la distanza del baricentro dall'asse di rotazione.
Icone allegate
Bilanciamento pale o equilibratura ?-eolico-20monopala-20riva.jpg  
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Vecchio 02 aprile 09, 12:09   #9 (permalink)  Top
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Ovviamente, ognuno sceglie il livello di “incasinamento” in funzione delle proprie necessità/esigenze/forma mentis. Personalmente, ho “dovuto” andare in fondo alla cosa per riuscire ad ottenere un buon setup del mio piccolo GAUI EP200 SE V2 FES (senza flybar e con sistema elettronico di stabilizzazione – GU-365), particolarmente sensibile alle vibrazioni. Le palettine di questo elicottero (quelle di stock) sono in buona plastica – ben fatte e con peso pressoché identico – con differenze di qualche decimo di grammo. Eppure, anche quei decimi di grammo, se non pareggiati, producevano vibrazioni, con il rotore che gira a circa 4000 g/minuto. Il loro baricentro era sovrapponibile; c’era soltanto quella piccola differenza, rilevata sia con i bicchieri che con una bilancina elettronica di precisione.
Ho poi acquistato delle palettine in carbonio: credevo di non incorrere nelle operazioni rompicapo di bilanciamento e equilibratura, e invece la situazione era peggiore di quelle di stock in plastica. C’è da dire che sono palettine economiche e non marchiate. Fatto il tutto (aggiungendo adesivi vari nei punti opportuni) ora vanno benone e rendono il volo del “calabrone” più pronto e preciso.
Non ho dovuto invece intervenire, dopo le opportune verifiche, sulle pale ALIG in carbonio del mio TREX 450 SE V2.
Come dice giustamente Helimod, poi c’è il discorso della corda e della forma, l’identicità delle quali assume certamente importanza per pale di dimensioni maggiori di quelle che ho per le mani e delle quali non ho esperienza.
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egicar non è collegato   Rispondi citando
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