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Vecchio 02 dicembre 12, 14:04   #1 (permalink)  Top
Cesare de Robertis
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Io, da "buon bastian contrario", ho avuto solo un dubbio riguardo all'articolo.

"Formalmente", quanto scritto nell'articolo, è tutto coerente e corretto.

Se non che, dalla correttezza e coerenza di quanto esposto, ne deriva appunto che le winglet debbano essere calettate con il bordo d'uscita verso l'interno dell'ala (ossia verso la radice alare).
Questo per ottenere la "famosa" spinta indotta all'incidenza di massima efficienza del profilo (o meglio, della winglet) che ne giustificherebbe l'uso.

Però, guardando qualsiasi foto di winglet piazzate sui liner (e anche sugli alianti), sono spesso se non sempre calettate con il bordo d'uscita verso l'esterno.
Sullo stesso ("orribile" per come scritto) libro "Progetto dell'aliante moderno" dell'ing. Pajno si indica un calettamento con bordo d'uscita verso l'esterno dell'ala.
Tutto il contrario di quanto "predetto" dalla teoria e dal calcolo.

Quindi?

A posteri l'ardua sentenza.

Per curiosità personale mi piacerebbe infine sapere la teoria e la dimostrazione che sta alla spalle della "formulona" finale per calcolare il calettamento di ogni profilo lungo l'apertura della winglet.
Ma anche questa è un'altra storia...
Francescobussi at iauuuu! Punto it.


Basta poco, checcevò?


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Vecchio 02 dicembre 12, 16:00   #2 (permalink)  Top
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Francescobussi at iauuuu! Punto it.


Basta poco, checcevò?


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io, se posso dire la mia.. sono certo che in ambito "jettistico" l'aggiunta di una winglet (chiaramente non a caso) cambia parecchio il modello.. è il caso del Tuono di pirotti...
L'ala è progettata per ospitare le winglet o meno.. e a detta di tutti (io ho solo provato la versione senza winglet), con l'aggiunta di tale accorgimento, il modello migliora in maniera sensibile, diminuendo però il rolling rate..



__________________
se ti metti a discutere con un idiota, non andare avanti.. ti porta al suo livello e ti batte con l'esperienza..
greg89 non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 02 dicembre 12, 18:16   #3 (permalink)  Top
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Originalmente inviato da greg89 Visualizza messaggio
io, se posso dire la mia.. sono certo che in ambito "jettistico" l'aggiunta di una winglet (chiaramente non a caso) cambia parecchio il modello.. è il caso del Tuono di pirotti...
L'ala è progettata per ospitare le winglet o meno.. e a detta di tutti (io ho solo provato la versione senza winglet), con l'aggiunta di tale accorgimento, il modello migliora in maniera sensibile, diminuendo però il rolling rate..
Dato che in modello a turbina l'efficienza è sicuramente uno dei parametri meno importanti, mi farebbe piacere di cosa si parla quando si dice che il modello "migliora in maniera sensibile".

P.S.

Da qualche altra parte ho letto, forse scritto da Quabeck, che l'aletta dovrebbe essere posta con l'angolo di incidenza corrispondente a quello di portanza nulla del profilo.

P.P.S.
prima di scrivere nella discussione bisognerebbe avere almeno letto l'argomento e cercare di restare in tema senza scrivere cose ovvie.
Ehstìkatzi non è collegato   Rispondi citando
Vecchio 02 dicembre 12, 18:26   #4 (permalink)  Top
Cesare de Robertis
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Originalmente inviato da Ehstìkatzi Visualizza messaggio
Dato che in modello a turbina l'efficienza è sicuramente uno dei parametri meno importanti, mi farebbe piacere di cosa si parla quando si dice che il modello "migliora in maniera sensibile".

P.S.

Da qualche altra parte ho letto, forse scritto da Quabeck, che l'aletta dovrebbe essere posta con l'angolo di incidenza corrispondente a quello di portanza nulla del profilo.

P.P.S.
prima di scrivere nella discussione bisognerebbe avere almeno letto l'argomento e cercare di restare in tema senza scrivere cose ovvie.
A lume di naso, se diminuiscono il rateo di rollio (in italiano) si potrebbe pensare che abbiano un effetto stabilizzante, che non è esattamente la funzione a cui le winglet sono destinate. Da come sembrano realizzate quelle nella foto, c'è da sospettare che si potrebbe ottenere un effetto simile semplicemente alzando un po' i terminali, hoppa Phantom style!

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Vecchio 02 dicembre 12, 19:37   #5 (permalink)  Top
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Il rateo di rollio sospetto diminuisca più per una questione d'inerzia che d'aerodinamica.

In pratica si aggiungono due masse (rispetto ad un'ala tradizionale) all'estremità dell'ala.

Provate a piroettare come un derviscio a braccia aperte sulla punta del piede (o se preferite su una sedia d'ufficio).
Poi riprovate con due manubri da sollevamento pesi in mano.
Se la memoria e la fisica non mi inganna, con in manubri, si ruota più piano a parità di spinta iniziale che ci si dà.
Per contro, i pesi all'estremità, consentono di conservare maggiormente l'energia (effetto volano), perciò si gira più lentamente ma più a lungo.

PS Riguardando il "famigerato" Progetto dell'aliante moderno di Pajno, in effetti, anche questo indica di calettare la winglet verso l'interno di 2° gradi alla radice e 1° all'estremità. Quindi il contrario di quello che avevo in precedenza detto e coerentemente con quanto scritto da Bussi. Se mai Bussi indica angoli più elevati.
Ma anche qui la "gabola" potrebbe risiedere nel fatto che Pajno riferisce alla linea di corda mentre Bussi alla portanza nulla. Quindi, nuovamente, i conti sarebbero abbastanza allineati.

Quello che invece non torna è il fatto che Pajno indica di "flappare" poi l'ultimo quarto/quinto di corda della winglet 10-15° gradi positivi (quindi verso l'esterno).
Questo fatto l'ho ritrovato anche su altri "testi" girovagando qua e là in rete.
Lo chiamano "timone" della winglet. In pratica è come se la stessa avesse un specie di parte mobile/alettone/spatolino che flappa il profilo della stessa. Però la cosa è fissa, realizzata nella stampata della stessa e in alcun modo modificabile in volo o alla peggio in qualche modo a terra prima d'involarsi.
Tutto questo per dire cosa?
Che se anche caletto verso l'interno dell'ala il profilo della winglet, se poi gli flappo verso l'esterno il bordo d'uscita, l'effetto risultante sarebbe come se avessi calettato invece verso l'esterno il profilo della stessa (magari non flappato ma lasciato pulito).
O almeno credo.

PPS Scrivere a Bussi sono in soggezione.
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Vecchio 02 dicembre 12, 19:46   #6 (permalink)  Top
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Masak Winglet Design Considerations

http://www.mandhsoaring.com/Why%20Winglets/WL-IT.pdf vedere pag.12
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Vecchio 02 dicembre 12, 20:00   #7 (permalink)  Top
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Quelli sopra sono lo "stato dell'arte" (ma che non chiariscono niente).

No, c'è di meglio al seguente link.

SAILPLANE GLIDE PERFORMANCE AND CONTROL USING FIXED AND ARTICULATING WINGLETS

Peraltro si dice che l'ottimo si ottiene con circa 2.5° di naso del profilo verso fuori e coda dello stesso verso l'interno, senza nessuna "flappatura" del winglet rudder.
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Vecchio 03 dicembre 12, 04:07   #8 (permalink)  Top
Cesare de Robertis
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Il rateo di rollio sospetto diminuisca più per una questione d'inerzia che d'aerodinamica.

In pratica si aggiungono due masse (rispetto ad un'ala tradizionale) all'estremità dell'ala.

Provate a piroettare come un derviscio a braccia aperte sulla punta del piede (o se preferite su una sedia d'ufficio).
Poi riprovate con due manubri da sollevamento pesi in mano.
Se la memoria e la fisica non mi inganna, con in manubri, si ruota più piano a parità di spinta iniziale che ci si dà.
Per contro, i pesi all'estremità, consentono di conservare maggiormente l'energia (effetto volano), perciò si gira più lentamente ma più a lungo.

PS Riguardando il "famigerato" Progetto dell'aliante moderno di Pajno, in effetti, anche questo indica di calettare la winglet verso l'interno di 2° gradi alla radice e 1° all'estremità. Quindi il contrario di quello che avevo in precedenza detto e coerentemente con quanto scritto da Bussi. Se mai Bussi indica angoli più elevati.
Ma anche qui la "gabola" potrebbe risiedere nel fatto che Pajno riferisce alla linea di corda mentre Bussi alla portanza nulla. Quindi, nuovamente, i conti sarebbero abbastanza allineati.

Quello che invece non torna è il fatto che Pajno indica di "flappare" poi l'ultimo quarto/quinto di corda della winglet 10-15° gradi positivi (quindi verso l'esterno).
Questo fatto l'ho ritrovato anche su altri "testi" girovagando qua e là in rete.
Lo chiamano "timone" della winglet. In pratica è come se la stessa avesse un specie di parte mobile/alettone/spatolino che flappa il profilo della stessa. Però la cosa è fissa, realizzata nella stampata della stessa e in alcun modo modificabile in volo o alla peggio in qualche modo a terra prima d'involarsi.
Tutto questo per dire cosa?
Che se anche caletto verso l'interno dell'ala il profilo della winglet, se poi gli flappo verso l'esterno il bordo d'uscita, l'effetto risultante sarebbe come se avessi calettato invece verso l'esterno il profilo della stessa (magari non flappato ma lasciato pulito).
O almeno credo.

PPS Scrivere a Bussi sono in soggezione.

E perché mai? E' un tuo normalissimo coetaneo....


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Vecchio 03 dicembre 12, 10:21   #9 (permalink)  Top
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Sono molto incuriosito dagli uccelli (ah ah ah).

Osservando dalla cime del mio monte il volo di aquile condor e poiane rimango affascinato dalle loro dita protese, aperte al vento.
Dirigono, dipanano, ordinano i vortici.

in questo link ho trovato indicazioni interessantissime.
Avevo raccolto molto di più sull'argomento ma la perdita di un disco mi ha privato del raccolto. Ho una copia da qualche parte ma ora non mi ci metto.

Se vi interessa, remigate in rete.
Aeronautics Research - WINGGRID - What does it do?
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