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e 326 ho 2 Allegato/i Ecco il cantiere della costruzione della 326 in ho. Ovviamente i lavori sono solo all'inizio, però si intravede giaà la forma della cassa! bisogna ancora lisciare e smussare gli angoli, fare l'imoeriale, il telaio, il carrello....eh insomma.....lunga lunga Che ve ne pare come inizio??:D DOC??????????? hai visto??? mi hai talmente coinvolto....che ora mi sono messo a fare la 326. A Natale dovrebbe essere pronta la coppia...cosi le faccio girare insieme:P |
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Vuoi che ti parlo dei carrelli portanti "ballerini" o aspetti di vedere da te? Realizzando questa macchina ti sentirai come i tecnici del Ventennio, proverai le loro stesse inkazz...ricordo che quando avevo finito la mia E 326, fatto miliardi di giri di plastico, entrate e uscite dal DL, (per vedere il comportamento su tanti scambi infilati di fila) e finalmente la E 326 004 aveva un funzionamento impeccabile avevo iniziato la "cura disintossicante" da questa macchina, nel senso che avevo fatto la E 400, un bel parallelepipedo con due carrelli e vai...non svia manco se ci tiri col bazooka...durante i collaudi di questa piccola loco pensavo:"questa è vita, manco una modifica, una regolazione, questa è già pronta per viaggiare..." Ok, torno serio, come hai concepito la meccanica, alla fine? Ricordo che avevi ancora delle incertezze al riguardo...ciao ciao |
ma che materiale hai usato per farla?? sai, io ho provato a fare una d245 ma non mi sta venendo proprio bene. |
Ah ah si si Doc, mi hai contagiato a pieno!!! Da quando mi hai raccontato tutta la storia....mi ha preso di bestia. La meccanica?? Semplicissimo..... preso la " gabbia " di metallo ( all'interno degli stessi carrelli della 428 Rivarossi i/80), ne ho recuperate 3 o 4 ... dove posso sfruttare il motore, e le 2 ruote dentate....una seconda gabbia per mettere la ruota folle.... con un minimo di gioco, come mi hai detto. Ora le posiziono e le incollo alle giuste distanze!! Le fiancate dei carrelli le farò in resina....e incollo il tutto.....ti aggiornerò..:wink: |
Carlo Alberto, ciao, io per i prototipi uso il plasticard di vari spessori, duttile e di facile lavorazione. Per le parti arrotondate, trovi tondini, semisferici...insomma tutte le forme che si incollano facilmente. Per le finiture, modanature, sportelli e prese aria....idem....!! Per i modelli in replica poi mi faccio lo stampo in silicone e colo la resina 1/1 bicomponente! |
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Btravo!!! Hai ragione Doc!! Ti farò vedere come esce. E se gira!!!:uhm: |
Mi hai fatto ricordare uno dei miei primi modelli autocostruiti, proprio la E326 009 una faticaccia! fatta con plasticard.. con motore e telaio delle mitiche E428 rivarossi anni 70, all'epoca dell'autocostruzione era disponibile solo qualche rara fotografia e uno scarno disegno per cui la difficoltà maggiore fu di prendere pazientemente ogni foto disponibile sulle riviste e sulle rare pubblicazioni, raddrizzarle, rapportarle ad una scala nota e disegnare la macchina (a mano perchè il pc ancora non c'era). Ricordo che l'operazione più difficoltosa fu quella della costruzione dell'imperiale, ho eseguito decine di centine su cui ho incollato un foglio di plasticard da 0,1 mm per poter dare la corretta curvatura del tetto. I due panconi erano sfilabili e fissati al telaio con una vite come anche la carrozzeria sul telaio. Illuminazione a led (gialli.. i bianchi e i bicolore da 3 mm ancora non c'erano.. :) ) e commutazione corrente pantografo/ rotaia con microswitch interno comandato da un grano di 1,5 mm di diametro occulatato sotto il carter, targhe fotoincise riportate e tutti gli altri particolari come fischi trombe, respingenti valvole sabbiere etc etc costruiti con tornio e fresa (micro-macchine da modellismo naturalmente). La macchina è stata progettata talmente in scala che poteva circolare solo su raggi di curvatura di almeno 55 cm!! Tanta pazienza e meticolosità è stata premiata dalla soddisfazione che ho avuto presentando il modello a Novegro dove ho ricevuto molti complimenti e un riconoscimento di grande soddisfazione. E' qualche anno che non costruisco più nulla mi sono rimasti (sempre in plasticard) un D145 praticamente finito ma da completare con la sola verniciatura e un D143 praticamente da montare e rifinire.. chissà se mi riverrà la voglia di lavorarci! Questo forum è un nuovo inzio.. forse! auguri per i vostri lavori e a presto risentirci. Giancarlo |
Un'altra cosa che ho letto in questo trhead mi suggerisce un commento: "le macchine che nessuno ha mai prodotto.." E' verissimo, la E326 è stata una macchina (come molte altre) decisamente importante per la sperimentazione in Italia della trazione in corrente continua, certo è stata una macchina di poco successo in quanto a circolabilità sulle nostre linee articolate ed erte.. i ferrovieri la chiamavano la "spaccarotaie" per il suo lungo passo rigido (tre assi..) e fu quindi confinata solo su linee pressocchè diritte senza curve impegnative.. Ma per i fermodellisti ha sempre rappresentato un mito.. però nessuno le ha mai costruite e quindi per questo nacque in me l'idea di farmela da solo (anni 80.. caspita.. 29 anni fa!!). Oggi viviamo un momento decisamente felice per l'industria fermodellistica sono veramente numerosissimi i modelli italiani già messi in commercio e quelli promessi ma della E326 non vi è ancora traccia. Credo che se qualcuno la costruisse farebbe davvero un buon affare! saluti a tutti Giancarlo |
warhammer 40k / treno YouTube - Blue Table Painting- Imperial Armored Train update 03 quale giocatore e appassionato di Warhammer 40K Warhammer 40.000 - Wikipedia e appassionato di treni... non potevo non postare questo video... |
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aaa ho sbagliato a postare!!.... la demenza senile che avanza!!! |
Gianca2 ciao, vero vero purtroppo, guarda solo le mie ferrovie nord: non le costruisce nessuno...a parte il sottoscritto eh eh :icon_rofl La mia 326 è praticamente costruita allo stesso modo: a breve metterò altre foto dello stato dei lavori: il motore RR è grandino...e praticamente si incastra al pelo sotto il tetto! Panconi carrelli li ho stampati, modificandoli a dovere, da quelli della 428 1/80. Vedremo che ne uscirà...:uhm: |
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1 Allegato/i Il motore rivarossi era l'unico disponibile sul mercato in quei tempi.. a meno che usare i famosi e anch'essi grossolani motori delle automobilini da corsa policar.. è un motore enorme e rozzissimo paragonato ad un odierno mashima brushless o ad un faulhaber. Ma all'epoca quello c'era! infatti l'asse del motore rivarossi della mia E326 tocca letteralmente la parte inferiore del tetto! Era il massimo che si poteva fare e quindi decisi di mettere in atto un piccolo compromesso di riduzione in scala progettando la macchina leggermente più alta, quel tanto per ospitare il motore. Negli anni a seguire ho usato motori di tutti i tipi, sofisticati come i faulhaber o meno ma vi assicuro che l'odore caratteristico del motore rivarossi (e anche quello del G lima e del motore verticale ad asse orizzontale fleishmann) rievoca in me ricordi piacevoli ed emozionanti dei tempi in cui era prezioso anche un piccolo ovale di binari appoggiato sul letto o sul pavimento del salotto di casa. Vi posto una foto del mio 326 (il filo verde è stato poi spostato più in basso.. :) ) saluti Giancarlo |
2 Allegato/i Bella! complimenti!!!!!:o: Hai realizzato tutta la cassa di plasticard o hai tenuto buono anche pezzi della 428 Rivarossi? La mia è in 1/87...infatti ho dovuto modificare purtroppo il reostato( un pò più altino e leggermente di forma diversa, per fare alloggiare il motorre....altrimenti proprio...non ci stava...!!!!!!!!! Ora sto applicando i fascioni laterali.......le prese aria ad orecchie e sportellini sono già semipronti... |
Complimenti anche per la tua realizzazione! La mia macchina è completamente costruita con plasticard eccetto che per i due semitelai che ho cannibalizzato dalla E428 RR opportunamente tagliati e uniti con colla per pvc e inserti di rinforzo, anche il carter degli ingranaggi è di origine RR, infatti ho usato due carter della E428 segati e saldati tra loro mediante interposizione all'interno di un lamierino di ottone che li collega (brasatura a stagno, tenacissima!). I particolari esterni e le prese d'aria siono tutti riportati in plasticard od ottone. Le ghiere dei fanali sono di alluminio, come al vero, ricavato dal tondino pieno mediante tornitura, i led di illuminazione, sono stati torniti anch'essi e inseriti a pressione nei fanali. La riproduzione della mia E326 riguarda una macchina che ha subito alcune tarsformazioni nel tempo ed ancora all'epoca in ordine di marcia (di quella macchina specifica avevo trovato la massima parte delle foto) e quindi dotata di presa REC che ho naturalmente riprodotto sul modello. Auguri per il tuo lavoro Giancarlo |
Ah, capito. I carrelli idem.... però stampati in resina. Hai altre foto, tanto x vederla? ti è venuta davvero bella. Ti lascoio mail se vuoi carlo.rc@libero.it Ps!!!! funziona sugli scambi, in curve anche strette o ha problemi???:blink: |
2 Allegato/i L'ho scritto nella precedente descrizione, purtroppo la drastica riduzione in perfetta scala HO (tranne come accennato l'altezza della parte centrale del tetto per ospitare il motore RR) non mi ha consentito di dare circolabilità su binari modellistico a stretto raggio, l'ostacolo maggiore, a parte il passo rigido dei tre assi centrali (cui si può ovviare lasciando che l'asse folle (nella mia E326 gli assi motori sono due) possa traslare di qualche decimo a DX e SX) è nella rotazione dei due carrelli anteriori che, al vero ovviamente hanno rotazioni minime mentre nel modello sarebbe necessario alzare un pò il telaio e lasciare un poco di "aria" tra carrello e telaio in modo da permettere una traslazione sufficiente a percorrere raggi modellistici ma questo artificio è fortemente antiestetico! Ma mi sbaglio o doctortreno ha costruito anche lui una 326? sono curioso, ce la fai vedere? A presto Giancarlo |
Bene bene!! si l'ha fatta anche lui, infatti mi ha coinvolto talmente tanto che mi sono messo a farla anche io. Ora ho fermato i lavori in quanto ho avuto il permesso di fare il plastico!!!!!!!! quindi, utilizzando i vari pezzi del " plastico a pendolo" in ho, mi metterò all'opera per crearmi o un classico 2x1 o un prolungamento di questo. Mah....vedremo!! Complimenti ancora!! |
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Premetto che la mia E 326 non è dettagliata e perfetta come la tua, vivo in una zona dove è difficile se non impossibile trovare materiali come plasticard e similari, è stata realizzata, udite udite, con un guscio di plastica che racchiude tutta la meccanica ricavato dalla carcassa di una carrozza giocattolo Lima, il fondo è in legno fresato, invisibile dall' esterno, il tetto, un po' semplificato per dargli l' aspetto che la 004 ha avuto fino alla fine è in plastica ed è amovibile per poter intervenire sul motore, il tutto è stato foderato con "pannelli" realizzati con...ricaricard per cellulari, sagomate e dipinte, lo stesso materiale è stato usato per avancorpi e coprigiunti, la meccanica è RR, (E 428) i carrelli portanti sono RR leggermente modificati e il telaio è autorealizzato in lamierino, non ho riutilizzato quello della E 428 in quanto ho preferito dare al telaio l' aspetto più "piatto" che avevano al vero le E 326, la curvatura degli avancorpi sulla 004 era più accentuata, così come l' ho riprodotta io, vestigia di quando contenevano dei compressori più grandi dei C 38 montati negli anni 70, la 004 aveva mantenuto più o meno l' aspetto anteguerra immutato in quanto durante il conflitto era stata danneggiata lievemente, e la sua ricostruzione non l' aveva cambiata tanto... Al momento il modello è privo di scalette di salita in cabina, inizialmente montava quelle recuperate dalla E 428 disastrata che aveva fornito la meccanica, ma interferivano troppo coi carrelli portanti, ora sono allo studio delle scalette simil - Roco con molla di accompagnamento per le curve... Questa E 326 ha circolabilità completa, non teme curve e scambi a deviata minima, è molto stabile anche in velocità e la sua forza di trazione è più che dignitosa, adatta ai compiti che deve svolgere, fra i quali non è contemplato il servizio merci, per cui... Vedrai dalle foto che il mio plastico ha delle curve e delle livellette parecchio impegnative, la E 326 circola ovunque senza paura, la sua presa di corrente è sempre impeccabile e non mi ha mai deluso, ho preferito una loco dall' aspetto più semplice ma dal funzionamento senza limiti, pensa che ho attribuito a questa macchina la stessa circolabilità che hanno le E 656...detto tutto!! Le ruote motrici sono due, una delle tre è montata su una forcella invisibile che le permette di traslare lateralmente e in altezza, in questo modo la E 326 non teme curve e livellette.... Conto in futuro di dotarla di reticelle di sicurezza, trombe e quant' altro, aspetto dei set di aggiuntivi dalla Germania, sarà parecchia roba e sono certo che in mezzo troverò anche qualcosa di adatto per questa "fuoriserie..." Al momento vi è riportata la binda che si usava nel caso (frequente) di svio dei carrelli portanti per rimettere le ruote sul binario, anche se ormai inutile parecchie E 326 se la sono portata dietro fino alla fine, non ho montato le prese REC perchè...me le sono scordate!! Colgo qui l' occasione per congratularmi per la tua bella E 326, è davvero un pezzo "da vetrina," raffinata e dettagliata, bravo davvero...ciao ciao |
Per semplificare la ricerca del topic di Doctortreno, posto il link diretto: http://www.baronerosso.it/forum/ferr...-e-326-ho.html I miei complimenti a Giancarlo per il lavoro certosino. |
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Comunque dammi retta, lanciati subito nei lavori prima che cambia idea, "cogli l' attimo," come si suol dire, anzi, per un eccesso di prudenza il plastico ti direi di farlo scomponibile e che possa stare nel baule della tua auto, almeno se ti caccia puoi sempre portartelo dietro...magari pensi che esagero, ma con il Gentil (boh?) Sesso non si sa mai...ciao ciao PS naturalmente aspetto di vedere le foto dei lavori, lo sai ormai che il doc è curioso... |
Ringrazio molto dei complimenti e vado a vedere le foto. Apprezzo molto l'arte di arrangiarsi con ciò che si trova, ma purtroppo sono nato precisino e se devo costruire un qualsiasi oggetto devo farlo con un progetto accurato per quanto possibile (e vi assicuro che ci metto più tempo nel progettare che nel realizzare! :) ) che ne garantisca il realismo e la robustezza ed è per questo che nelle costruzioni ho molta pazienza e non ne faccio una questione di tempi. Opero una scelta attenta dei materiali e di come sono messi insieme (spesso alcuni sono incompatibili anche con le colle più tenaci), insomma il meglio che posso spremere dalla mia testa e dalle mie tasche :). ciao e grazie Giancarlo |
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In passato ho fatto parte di vari circoli modellistici, uno solo italiano, tutti gli altri a cui ho preso parte in seguito erano francesi, vivo sul confine e in 15 minuti di macchina sono in Francia, modellisti italiani qui ce ne sono sempre stati pochi, perlopiù personaggi sgradevoli che ti valutavano solo in base a quanto spendevi, mentre coi francesi mi trovavo (e mi trovo, ho mantenuto tante amicizie Oltralpe) troppo bene, sono modellisti semplici, aperti alle idee nuove, e creativi da far paura, vulcanici, direi... Hanno un modo di fare modellismo molto diverso dal nostro, i loro plastici sono particolari e affascinanti, curano il dettaglio estremo, l' invecchiamento e le "scenografie tematiche," con l' inserimento nei loro impianti di realtà industriali, scene di vita quotidiana...a furia di frequentarli mi sono messo a lavorare come loro, infatti il mio plastico è costruito completamente "alla francese," seguendo i loro dettami e criteri, usano metodi molto antichi ma ancora validi oggi, che ormai da tanti anni ho fatto miei... Eccoti una curiosità: tanti di loro hanno plastici ambientati sulle FS, adorano i treni italiani, sono affascinati in particolare dalla ferrovia Ventimiglia Cuneo, la Linea del Tenda, infatti tanti loro impianti la usano come ambientazione, saggia scelta, direi, perchè consente di usare modelli di rotabili sia SNCF che FS, al vero questa linea corre sia in territorio italiano che francese... Anche loro sono seguaci dei materiali alternativi e delle stranezze, ho spesso scambi di idee e "scoperte" coi "colleghi d' Oltralpe," (la lingua non è un problema, fortunatamente parlo, scrivo e leggo il francese come l' italiano) è un mondo un po' diverso, il loro, ma parecchio interessante...mi piacerebbe portare qualcuno di loro a scrivere qui con noi, sarebbe un bell' interscambio fra appassionati di nazionalità diverse...ma non è detto che non ci riesca...ciao ciao |
La linea di Tenda è davvero splendida, ci sono stato un paio di volte e devo dire che è veramente da copiare! costruire un plastico basandosi su quella linea sarebbe il massimo della mia aspirazione. Infatti, il mio ideale sarebbe quello di una linea di penetrazione valliva tipo la pontremolese. Sezionando longitudinalmente il fiume di fondovalle in modo che la ferrovia a mezzacosta si veda come se si fosse sulla sponda opposta del fiume, ricca di curve tortuose gallerie e viadotti e di molto traffico merci e locale di piccola composizione con automotrici e poi, qualche treno "importante" in transito saltuario, anche la riviera ligure sarebbe adatta! :) In quanto ai materiali, non vorrei essere travisato, vanno benone i materiali alternativi, spesso sono meglio di quelli commerciali proposti (almeno in Italia, dove purtroppo non si trovano che poche cose e soprattutto adatte a navi o aero modellismo!) a volte una confezione in cartoncino ondulato di un dolcetto, come è accaduto, può rivelarsi un meraviglioso tetto di eternit in scala perfetta! Per anni, vista la carenza cronica di materiali, ho cannibalizzato contenitori e chassis di registratori a bobine, stampanti, apprecchi HIFI ecc ecc usando le lastre di plastica ricavate (in genere per fortuna proprio di PVC, quindi adattissimo alle nostre colle) per le mie costruzioni modellistiche. Poi molti anni dopo, quando sono arrivati i profilati evergreen in tutte le misure forme e spessori la cosa si è fatta interessante e più semplice, ma certamente, più costosa. Quindi la mia gavetta utilizzando materiali vari l'ho fatta! Ma l'importante e che da questi materiali, scaturiscano oggetti fatti bene e gradevoli, ma soprattutto e ci tengo ad affermarlo, modelli realistici. Se devo realizzare una locomotiva deve essere lei, non un simulacro semi irriconoscibile se non per il numero di serie scritto sul pancone. Scusate la franchezza ma per fortuna la "biodiversità" parola tanto usata nelle tematiche ambientali riguarda anche i fermodellisti, ed il mondo, disse qualcuno, è bello perchè è vario. E poi, una cosa che ho sempre affermato è che sono ammirevoli comunque tutti i lavori, purchè si lavori :) chi critica ma non realizza nulla sinceramente non gode della mia stima. buona giornata |
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Ora c'è in cantiere un altro prototipo, (al vero) anche questo trascurato dai Produttori, tranne Tecnotren che diversi anni fa ne aveva fatto una piccola serie a prezzo...per pochi eletti!! Un indizio molto labile ve l' ho dato, dico ancora che è una locomotiva ed è elettrica, chi vuol tentare di dare la soluzione è il benvenuto, (naturalmente prima della presentazione del modello finito..) avete tempo una settimana buona, sto lavorando ancora sugli interni delle cabine e mi ci metto solo un paio d' orette la sera, per cui vado a rilento...ciao a tutti |
Mica sarà l'E400? Anche questa è una macchina che ho costruito parecchi anni fa, con meccanica rivarossi e udite, udite.. lastrine fotoincise (ma non passanti) di zinco!! Una faticaccia per assemblarla considerando che all'epoca quelle erano i primi timidi tentativi di realizzare modelli con la tecnica semisconosciuta della fotoincisione. La macchina esteticamente è molto gradevole, mi colpì molto il fatto che avesse un unico pantografo e merita di essere presente e girare su plastico con composizioni minime anni 60, anche questa loco vanta una storia di tecnologia e sperimentazione non indifferente ma non ha circolato su molte linee FS, ultimamente credo fosse relegata solo sulla To-Ao. ciao Giancarlo |
complimentissimi, potrei vedere i dettagli della parte superiore degli avancorpi? grazie mi servono dei riferimenti. |
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C'è una E 400 fra le mie loco, costruita circa un anno fa, ma non è lei che ho in mente...ormai do' io la soluzione, per una serie di circostanze fortunate ho trovato la meccanica necessaria prima del previsto ed ho cominciato i lavori, si tratta della E 636 082 protagonista della mia ultima discussione, per ora ho postato il "cantiere," ma prima o poi arriverà anche la foto del modello finito... L' unica cosa che per ora resterà allo stato d'origine è l' imperiale, ho lasciato in opera gli sfogatoi originali, devo trovare delle belle immagini della loco vera che mostrino bene questa parte per realizzarlo in maniera corretta, più che altro ho delle incertezze sulla curvatura che aveva nelle parti terminali, ma prima o poi ci arriveremo... Per ora beccati le foto della loco incompleta e dall' aspetto "pezzato," in attesa della verniciatura di finitura e relativo invecchiamento, come ho scritto nella discussione sono sempre stato parecchio affascinato da questa E 636 particolare...ciao ciao |
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