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mah... Citazione:
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Chiarito che non ci accontentiamo di un hovercraft che sfiora la superficie, ma vogliamo una levitazione di ben 30 cm, torno a dire che non è una cosa fattibile in termini di ragionevolezza. E con ragionevolezza intendo quello che ha magnificamente sintetizzato Riccardo: "voler costruire un windsurf che per muoversi usa il vento ma consuma quanto un jet per sostenersi"! Non avendo limiti di soldi e inutilità si fa questa cosa, a patto di avere anche la squadra di ingegneri necessaria per realizzarla per davvero. |
Posso dire la mia? allora, invece di acciamo si supponga di usare la fibra di carbonio, molto + leggera e resistente, dai 250kg scendiamo 50kg (ipotesi, non so adesso esattamente la riduzione di peso), e invece di pensare di usare motori o spinte meccaniche sfruttiamo la spinta di un campo magnetico, per questo si potrebbe studiare una sorta di induttore alimentato a pannelli solari, la vela a sto punto non una classica di nylon ma rigida, una sorta di ala, per ospitare i pannelli. Sparata così sembra una cavolata certo, ma senza tirare in ballo il budget penso sia la strada giusta. P.s.: preciso un'induttore chiuso, di quelli usati nello stampaggio a caldo, con una corrente di un'ampere muove un pezzo di ferro da 13kg............ |
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Diamo a George, quello che è di ... George !!! La storia della scoperta del sistema di chiusura hook e loop inizia con George de Mestral mentre passeggia nei boschi. Lingegnere Svizzero era appassionato di caccia. Una mattina del 1941, tornando per i campi con il suo cane notò quanto era difficoltoso staccare i fiori di cardo alpino dai suoi pantaloni e dal pelo dellanimale. Sorpreso dalla tenacità di questi fiori li rimosse con cautela dai suoi abiti e li osservò al microscopio. Fu allora che scoprì come riuscivano ad aggrapparsi così tenacemente: i fiori erano coperti da centinaia di minuscoli ma robusti uncini capaci di agganciarsi ai tessuti e al pelo degli animali. George de Mestral, inventore di esperienza , capì le potenzialità di questa scoperta e sviluppò questa idea che, dopo molto tempo e lavoro, si sviluppò in un sistema di chiusura rivoluzionario che, con la sua semplicità e resistenza, supera ogni altro sistema esistente. Composto dalle prime sillabe della parola francese velour (asola) e crochet (uncino), il marchio VELCRO®, dal 1959, ha dato nome ad una gamma di prodotti che hanno semplificato le operazioni di chiusura e di fissaggio. Per il Teflon... conoscente la DuPont (ha brevettato anche il Kevlar)??? /OT :wink: |
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Derkein, i tuoi conti sono come al solito interessanti, ma penso che poi per muoverlo hai bisogno di un albero tipo luna rossa visto il peso con il solito momento che tende a ribaltare la tavola . Il mio skiff pesa 90 kg e ha sotto gennaker 32 m2 di tela; sono d'accordo che non hai l'attrito dell'acqua ma non hai neppure la possibilità di sfruttare il mezzo per usare una deriva che ti limiti lo scarroccio (*). Per finire, questa discussione mi sembra quanto mai inutile; chi utilizza la propulsione naturale (vela, deltaplano, aliante ecc.) aborrisce i sistemi di propulsione meccanica o al limite li tollera (vedi motore nell'imbarcazione a vela o traino per l'aliante) come fattore imprescindibile. |
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