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paologiusy 15 settembre 08 14:08

Teoria e pratica dei micro-modelli
 
Allora, apro questo thread per cercare di capire io per primo e se possibile sfatare un pò di leggende metropolitane sui mini/micro.

E' da quando sono iscritto che mi sento dire che più son piccoli e più son rognosi.

Ma in concreto, in cosa e perchè esattamente sono più rognosi ?

La mia esperienza, coi balsetta anni fa e con gli RC oggi, è che la storia sia una grandissima bufala.

Io posso solo dire che:

1) devono essere realizzati con precisione, in questo senso posso capire che siano più difficili, nel senso che perdonano meno gli errori progettuali / costruttivi

2) spariscono rapidamente alla vista, di conseguenza hanno un raggio d'azione limitato e quindi una velocità apparente superiore a quella dei fratelli più grandi, cosa che necessità di una certa reattività del pilota

3) non è vero che sono sensibili al vento più dei fratelloni, dipende essenzialmente dal progetto. Ho un modello che è una piuma, e lo uso per "tastare" il vento.

Dal punto di vista teorico/areodinamico so che a corde corte corrisponde velocità di stallo molto più bassa, ma in concreto ho visto che lo stesso profilo passando da 205 mm a 130 mm si comporta esattamente nello stesso modo (almeno per quello che ne capisco io)

Quali altre argomentazioni areodinamiche vi sono a sostegno della tesi che piccolo = rogne ?

In conclusione. Vogliamo farci quattro chiacchiere con qualche argomentazione tecnica un pò seria ? :)

RuPa 15 settembre 08 16:27

Citazione:

Originalmente inviato da paologiusy (Messaggio 1112068)
Allora, apro questo thread per cercare di capire io per primo e se possibile sfatare un pò di leggende metropolitane sui mini/micro.

E' da quando sono iscritto che mi sento dire che più son piccoli e più son rognosi.

Ma in concreto, in cosa e perchè esattamente sono più rognosi ?

La mia esperienza, coi balsetta anni fa e con gli RC oggi, è che la storia sia una grandissima bufala.

Io posso solo dire che:

1) devono essere realizzati con precisione, in questo senso posso capire che siano più difficili, nel senso che perdonano meno gli errori progettuali / costruttivi

2) spariscono rapidamente alla vista, di conseguenza hanno un raggio d'azione limitato e quindi una velocità apparente superiore a quella dei fratelli più grandi, cosa che necessità di una certa reattività del pilota

3) non è vero che sono sensibili al vento più dei fratelloni, dipende essenzialmente dal progetto. Ho un modello che è una piuma, e lo uso per "tastare" il vento.

Dal punto di vista teorico/areodinamico so che a corde corte corrisponde velocità di stallo molto più bassa, ma in concreto ho visto che lo stesso profilo passando da 205 mm a 130 mm si comporta esattamente nello stesso modo (almeno per quello che ne capisco io)

Quali altre argomentazioni areodinamiche vi sono a sostegno della tesi che piccolo = rogne ?

In conclusione. Vogliamo farci quattro chiacchiere con qualche argomentazione tecnica un pò seria ? :)

1) il ragionamento non fa una grinza. se sbaglio di 5mm il posizionamento del baricentro su un'ala di 30cm di corda questo é un'errore del 1.6%
Se faccio lo stesso errore su una corda da 10cm l'errore é del 5% ... e fai un buco per terra.

2) e qui non ci sono scuse ... se chi pilota é agile come un gatto di marmo il modello é pressoche distrutto.

3) il carico alare ti dice nulla? Ho un P40 da ca 90cm di Aa che pesa oltre il kilo, ha un carico alare da paura, fa fatica a decollare mentre in atterraggio il più delle volte va "in schiena" appena tocca le ruote ... ma in volo anche con del vento é stabile come una roccia. Per contro il tafano da 150cm del peso di 2kg il vento lo sente moderatamente. Lo spit e il bf109 elettrici con il vento in virata devo contrastare dalla parte opposta con gli alettoni, se no "girano sotto". Con il tigermoth (biplano elettrico da 100cm di circa 800-900g) con il vento sul muso, per virare non bastano gli alettoni, devo dare pure timone per impostare la virata.
Ne deduco che la sensibilità al vento é strettamente correllata al carico alare ... il quale é in stretta correlazione con l'apertura alare. Un modello da 90cm con un carico di 80g/dm2 é molto più caricato aerodinamicamente che un modello di 2300cm con lo stesso carico alare.
Spero di essermi spiegato

4) hai dimenticato dal discorso il signor Reinolds.
Allego questo grafichino dlle polari del profilo di default fatto con il programma Profili2 scaricato ma non registrato.
Il profilo é un 12%Joukowski le polari sono calcolate per un'altitudine di 100m, velocità 36km/h e per una corda alare di 10cm in giallo (68000) 20cm in rosso (136000) e 30cm in nero (204000).
Io nella mia ignoranza non mi azzardo a fare supposizioni, ma mi piacerebbe sapere da chi ne sa di più cosa voglia dire quella evidente rientranza che si forma con il numero di Reinolds più basso.

ciao
Ruggero"

luca.masali 15 settembre 08 16:48

Citazione:

Originalmente inviato da paologiusy (Messaggio 1112068)
Allora, apro questo thread per cercare di capire io per primo e se possibile sfatare un pò di leggende metropolitane sui mini/micro.

E' da quando sono iscritto che mi sento dire che più son piccoli e più son rognosi.

Ma in concreto, in cosa e perchè esattamente sono più rognosi ?

La mia esperienza, coi balsetta anni fa e con gli RC oggi, è che la storia sia una grandissima bufala.

Io posso solo dire che:

1) devono essere realizzati con precisione, in questo senso posso capire che siano più difficili, nel senso che perdonano meno gli errori progettuali / costruttivi

Se così fosse, non si spiega come mai volano i miei che sono fatti col cu:shutup:

2) spariscono rapidamente alla vista, di conseguenza hanno un raggio d'azione limitato e quindi una velocità apparente superiore a quella dei fratelli più grandi, cosa che necessità di una certa reattività del pilota

boh, di solito non sono esattamente dei fulmini lubrificati... T'assicuro che un Funjet da 80 cm sparisce moolto prima di un micro da 50 cm

3) non è vero che sono sensibili al vento più dei fratelloni, dipende essenzialmente dal progetto. Ho un modello che è una piuma, e lo uso per "tastare" il vento.

dipende dal vento... ieri volai col Pond Baby con un vento della miseria, e controvento non riuscivo a tornare: pareva avvitato nel cielo!

Dal punto di vista teorico/areodinamico so che a corde corte corrisponde velocità di stallo molto più bassa, ma in concreto ho visto che lo stesso profilo passando da 205 mm a 130 mm si comporta esattamente nello stesso modo (almeno per quello che ne capisco io)

Quali altre argomentazioni areodinamiche vi sono a sostegno della tesi che piccolo = rogne ?

direi che il grosso dei problemi di un aereo piccolo è la massa molto scarsa che lo mette in balia di ogni alito di vento... e per di più, visto che loro sono piccoli ma più di tanto servi, radio e batteria piccoli non possono essere, sono un pò più caricati dei normali parkflyer attorno al metro.

In conclusione. Vogliamo farci quattro chiacchiere con qualche argomentazione tecnica un pò seria ? :)

questo è quanto ho notato io. Comunque, i micro sono indistruttibili, pigliano botte che manderebbero in briciole un aereo "normale" senza fare un plissé.

ranox 15 settembre 08 17:03

Quto in toto RuPa e il Masali
ma.. nessuno dei due dice che:
un micromodello è un punto di arrivo e non di partenza.
Almeno per chi i pollici deve farseli (vero paolo?)
Unica scusante: la mancanza di spazio per costruire.
Per mancanza di spazio per volare non ci son scuse, i campi di volo esistono e la compagnia che ci si trova è generalmente gioviale, socievole ed aiuta nella "crescita" dell' aeromodellista.

OT: Noto sempre più spesso nel forum di gente che pilota in Mode sempre più fantasiosi, con gas e direzionale messi dove gli è capitato di metterli la prima volta. Un altro handicap che generalmente si trascinano dietro i volatori solitari. Precludendosi la possibilità di un aiuto concreto da parte di chi magari ne sa un pò di più.

Robbè

RuPa 15 settembre 08 17:43

Citazione:

Originalmente inviato da ranox (Messaggio 1112528)
Quto in toto RuPa e il Masali
ma.. nessuno dei due dice che:
un micromodello è un punto di arrivo e non di partenza.
Almeno per chi i pollici deve farseli (vero paolo?)
Robbè

concordo sulla prima parte ... per il resto ho personalmente assodato che:
"... come ho detto più volte, non me ne frega nulla di saper volare" [cit Paologiusy tratta da: http://www.baronerosso.it/forum/1111381-post67.html]
:wink:

ciao
Ruggero"

frank 15 settembre 08 17:52

Citazione:

Originalmente inviato da RuPa (Messaggio 1112456)
Io nella mia ignoranza non mi azzardo a fare supposizioni, ma mi piacerebbe sapere da chi ne sa di più cosa voglia dire quella evidente rientranza che si forma con il numero di Reinolds più basso.

E' una bo... oh no, stavo per ricascarci e fare della inutile teoria.
E' una boiata.
:fiu:

staudacher300 15 settembre 08 19:15

Citazione:

Originalmente inviato da frank (Messaggio 1112616)
E' una bo...

........lla di separazione.


ecco qui, senza formule, ovvero adatta a dei pirati della matematica come il sottoscritto.:wall: Progetto Termofluidodinamica

paologiusy 15 settembre 08 19:25

Citazione:

Originalmente inviato da luca.masali (Messaggio 1112492)
questo è quanto ho notato io. Comunque, i micro sono indistruttibili, pigliano botte che manderebbero in briciole un aereo "normale" senza fare un plissé.

Sulla questione robustezza il fatto che citi è dovuto alla minore energia cinetica accumulata in rapporto al loro dimensionamento strutturale. Utilizzando gli stessi materiali dei fratelli maggiori "sembrano" più robusti, ma in realtà lo sono solo in proporzione alla scala.

Sul fatto della sensibilità al vento, non sono convinto che siano in balia di ogni alito come sostieni. Come ho detto ho un modello molto poco caricato che uso da "tester" proprio per il vento. Ti ricorderai che l'ho fatto volare a Roma, e certo, faceva fatica, ma il vento lo reggeva senza scomporsi in modo incontrollabile. Lo regge ad esempio molto meglio di quel foxino cinese da 1,5 metri, che pure ha un carico alare ben superiore. Intendo dire: quello che ho notato io è che un modello progettato per essere stabile lo è anche in presenza di vento, al contrario un modello meno stabile, anche se più caricato, il vento potrebbe non reggerlo per nulla, non so se mi spiego.

paologiusy 15 settembre 08 19:38

Citazione:

Originalmente inviato da ranox (Messaggio 1112528)
....
un micromodello è un punto di arrivo e non di partenza.
......

Premesso che non vorrei personalizzare troppo questo thread, credo di poter sostenere che non sono sicuramente arrivato, in termini nè di costruzione nè di pilotaggio al punto di arrivo cui ti riferisci, ma sono sicuramente arrivato a saper distinguere se un modello vola male per colpa mia o perchè male progettato/realizzato.

Tant'è che il modello dello scandalo, al primo collaudo, si è rivelato rognoso sì, ma non, come si crede, perchè piccolo, ma perchè equipaggiato di servocomandi con ritorno a zero inesistente. Di questo fatto me ne sono reso conto al primo volo, e già con il secondo volo il problema era risolto.

Se fossi proprio inabile avrei dato la colpa al fatto che piccolo = rognoso e avrei lasciato perdere.

L'apertura di questo thread è solo una ricerca di conferma a questa mia sensazione: i piccoli son rognosi, ma per chi non sa o non riesce a costruirli e pilotarli, oppure c'è qualche altra cosa ?

ranox 15 settembre 08 20:37

Citazione:

Originalmente inviato da paologiusy (Messaggio 1112805)

cut cut cut

L'apertura di questo thread è solo una ricerca di conferma a questa mia sensazione: i piccoli son rognosi, ma per chi non sa o non riesce a costruirli e pilotarli, oppure c'è qualche altra cosa ?

Considerate le potenze specifiche in gioco dire i senza dubbio che i piccoli son rognosi per chi non sa pilotarli. Le cd. "dita a tazza" non aiutano un volo già di suo critico per fattori quali vento, visibilità, sensibilità.
Un dito allenato ed una potenza sproporzionata rendono volabile anche un microbo. Se il dito non è allenato la potenza ti si ritorce contro ed il patatrac è sicuro.

riguardo la costruzione è da vedere.. se il disegno è preciso e lo fai milel volte finchè viene preciso.. addà vola comunque!


Robbè

luca.masali 15 settembre 08 20:44

QUOTO roberto: NON sono particolarmente rognosi, ma non sono adattissimi per cominciare.

Poi dipende da modello a modello, un micro da indoor vola da solo, un acrobatico da mezzo metro e due etti è un altro paio di maniche, un Guillow triplano può essere una discreta canaglia.

Qianto alla robustezza, son troppo cotto per capire il discorso di Paolo... Ma sta di fatto che se caschi con un micromodello di solito non gli fai nemmeno un graffio, se cadi con un Maxi... beh...:shutup:

Limbox 17 settembre 08 00:42

A parte il fatto che i modelli piccoli avendo meno inerzia sono più sensibili ai comandi, di quì maggiori difficoltà del pilotaggio, non dimentichiamoci dell'aerodinamica.

Anche se riduciamo le dimensioni dei nostri modelli, le molecole di aria hanno e avranno sempre le stesse dimensioni (che per essere delle molecole sono notevoli) quindi l'efficienza dei profili si riduce, porvate a pensare delle bilgie su un'ala, oppure dei palloni da calcio sulla stessa ala (nell'esempio ho aumentato le dimensioni delle molecole anzichè ridurre le dimensioni dell'ala ma il concetto è il medesimo) chi aderisce meglio, chi copre meglio la superficie le biglie o i palloni? Stessa cosa per le nostre ali.
Riducendo le dimensioni calano drasticamente le efficienze e gli effetti aerodinamici dei profili. E' fisica.

luca.masali 17 settembre 08 00:52

Citazione:

Originalmente inviato da Limbox (Messaggio 1115632)
A parte il fatto che i modelli piccoli avendo meno inerzia sono più sensibili ai comandi, di quì maggiori difficoltà del pilotaggio, non dimentichiamoci dell'aerodinamica.

Anche se riduciamo le dimensioni dei nostri modelli, le molecole di aria hanno e avranno sempre le stesse dimensioni (che per essere delle molecole sono notevoli) quindi l'efficienza dei profili si riduce, porvate a pensare delle bilgie su un'ala, oppure dei palloni da calcio sulla stessa ala (nell'esempio ho aumentato le dimensioni delle molecole anzichè ridurre le dimensioni dell'ala ma il concetto è il medesimo) chi aderisce meglio, chi copre meglio la superficie le biglie o i palloni? Stessa cosa per le nostre ali.
Riducendo le dimensioni calano drasticamente le efficienze e gli effetti aerodinamici dei profili. E' fisica.


Su, non scomodare le molecole, che tra due metri di apertura o cinquanta centimetri non gli cambia nemmeno la milionesima cifra dopo la virgola, figuriamoci biglie e palloni:lol:

RuPa 17 settembre 08 08:58

Citazione:

Originalmente inviato da luca.masali (Messaggio 1115650)
Su, non scomodare le molecole, che tra due metri di apertura o cinquanta centimetri non gli cambia nemmeno la milionesima cifra dopo la virgola, figuriamoci biglie e palloni:lol:

guarda che limbox ha ragione ciento-pe-ciento!

ieri sera ci ho preso della tante tante palline da gioco ping-pong e ci ho soteratto il mio aeroplanetto ... e dopo ci volava angora e angora

poi ho preso decinaia e decinaia di palloni medicinali e ce li ho messi sopra il modello di aeroplanetto. quando ho tirato fuori ... non volava più.

il peso delle molecole-pallonate m'ha schisciato giù tutto.

ecco!

paologiusy 17 settembre 08 09:01

Citazione:

Originalmente inviato da Limbox (Messaggio 1115632)
.....
Riducendo le dimensioni calano drasticamente le efficienze e gli effetti aerodinamici dei profili. E' fisica.

Citazione:

Originalmente inviato da luca.masali (Messaggio 1115650)
Su, non scomodare le molecole, che tra due metri di apertura o cinquanta centimetri non gli cambia nemmeno la milionesima cifra dopo la virgola, figuriamoci biglie e palloni:lol:

Ecco, è qui che volevo portare il thread, sull'areodinamica dei micro.

Come ho detto in apertura, in una mia applicazione lo stesso profilo passando da 205 mm a 130 "ad occhio" si comporta nello stesso modo. Sembrerebbe che abbia ragione il Masali.

Anche il discorso sull'inerzia è interessante ..... B)

santuz 17 settembre 08 09:51

Citazione:

Originalmente inviato da luca.masali (Messaggio 1115650)
Su, non scomodare le molecole, che tra due metri di apertura o cinquanta centimetri non gli cambia nemmeno la milionesima cifra dopo la virgola, figuriamoci biglie e palloni:lol:

parlo da profano, ma più che scomodare le molecole scomoderei la viscosità dell'aria quindi il numero di reynolds (scusatemi io so ing meccanico, no aereonautico e me so pure scordato tutto)

SlowFlyer 17 settembre 08 13:22

Citazione:

Originalmente inviato da paologiusy (Messaggio 1115850)
Ecco, è qui che volevo portare il thread, sull'areodinamica dei micro.

Come ho detto in apertura, in una mia applicazione lo stesso profilo passando da 205 mm a 130 "ad occhio" si comporta nello stesso modo. Sembrerebbe che abbia ragione il Masali.

Anche il discorso sull'inerzia è interessante ..... B)

Paolo, secondo me se non vedi differenze è anche perché confronti micro con quasimicro: non mi pare che tu faccia mai aerei particolarmente grandi (anch'io, del resto). Bisognerebbe vedere cosa succede passando da 2m a 60cm, per esempio; però le variabili sono molte (carico alare? stesso? proporzionale? quadratico?)

luca.masali 17 settembre 08 13:47

:lol:Attenzione: sto dicendo che le molecole non c'entrano, in quanto si confrontano ordini di grandezza immensamente lontani tra loro. Ma il numero di reynolds, e quindi la vischiosità dell'aria, c'entra eccome!

insomma, non è la dimensione delle molecole a contare, quanto le interazioni con la densità del mezzo.

paologiusy 17 settembre 08 14:22

Citazione:

Originalmente inviato da SlowFlyer (Messaggio 1116202)
Paolo, secondo me se non vedi differenze è anche perché confronti micro con quasimicro: non mi pare che tu faccia mai aerei particolarmente grandi (anch'io, del resto). Bisognerebbe vedere cosa succede passando da 2m a 60cm, per esempio; però le variabili sono molte (carico alare? stesso? proporzionale? quadratico?)

Ho frequentato ormai diversi raduni e campi volo, e ho visto volare i modelli da 2 metri che citi e quindi il termine di paragone ce l'ho. Non nascondo (anche se vado un pelo OT) che proprio non mi fan nessuna gola, considerato lo smazzamento a portarseli in giro e i danni che possono fare.

Sappi comunque che mi sento molto più insicuro con un aliante da 1,5m che ho che con il mio micro. Comunque, ripeto, non personalizziamo il thread.

C'è stato a suo tempo un bell'intervento di Blinking in uno dei miei thread che spiegava come calcolare il carico alare "ottimale" in funzione della scala di un modello.

Vedo se lo trovo, potrebbe aggiungere qualcosa.

RuPa 17 settembre 08 14:37

Citazione:

Originalmente inviato da paologiusy (Messaggio 1116337)
Ho frequentato ormai diversi raduni e campi volo, e ho visto volare i modelli da 2 metri che citi e quindi il termine di paragone ce l'ho.

Anche io al campo ho visto volare un corsair da 2.40m però non mi azzardo a farne un paragone con il pilotaggio del mio "Tafano" da 1.50m.
Al massimo posso portare come paragone il volo del mio Spitfire da 1.44 con lo spitfire da 90cm. Un'abisso! il grande noostante il peso é stabile e preciso, l'altro se non stai attento te lo ritrovi per cappello.

Tutto questo per dire che finche non provi non sai.

Citazione:

Originalmente inviato da paologiusy (Messaggio 1116337)
C'è stato a suo tempo un bell'intervento di Blinking in uno dei miei thread che spiegava come calcolare il carico alare "ottimale" in funzione della scala di un modello.

Vedo se lo trovo, potrebbe aggiungere qualcosa.

questa é una cosa interessante che dev'essermi sfuggita.

ciao
Ruggero"

SlowFlyer 17 settembre 08 14:42

Citazione:

Originalmente inviato da paologiusy (Messaggio 1116337)
Ho frequentato ormai diversi raduni e campi volo, e ho visto volare i modelli da 2 metri che citi e quindi il termine di paragone ce l'ho. Non nascondo (anche se vado un pelo OT) che proprio non mi fan nessuna gola, considerato lo smazzamento a portarseli in giro e i danni che possono fare.

Sappi comunque che mi sento molto più insicuro con un aliante da 1,5m che ho che con il mio micro. Comunque, ripeto, non personalizziamo il thread.

C'è stato a suo tempo un bell'intervento di Blinking in uno dei miei thread che spiegava come calcolare il carico alare "ottimale" in funzione della scala di un modello.

Vedo se lo trovo, potrebbe aggiungere qualcosa.

Io dell'unico aereo sopra il metro che ho fatto posso dire che lo vedo volare meno da insetto rispetto ai miei altri, però non lo uso perché per dove e come volo mi sento anch'io più tranquillo coi piccoletti...
Solo che i miei sono anche leggeri e lenti, quindi ogni sbuffo di vento è una sberla.

damgiu 17 settembre 08 14:49

Tutto dipende anche da chi li progetta i modelli piccoli, per esempio ho realizzato dei modelli piccoli, non micro, da disegno allegati alla rivista Modellismo e progettati da Alberto Dotti e si sono rivelati veramente ottimi, sotto tutti i punti di vista, ma erano stati pensati proprio in funzione di quelle dimensioni.

paologiusy 17 settembre 08 15:43

Citazione:

Originalmente inviato da damgiu (Messaggio 1116394)
Tutto dipende anche da chi li progetta i modelli piccoli, per esempio ho realizzato dei modelli piccoli, non micro, da disegno allegati alla rivista Modellismo e progettati da Alberto Dotti e si sono rivelati veramente ottimi, sotto tutti i punti di vista, ma erano stati pensati proprio in funzione di quelle dimensioni.

E' quello che intendo dire io :)

Lo scopo del thread è proprio approfondire quegli accorgimenti che permettono di costruire mini / micro che siano affidabili come i fratelli maggiori.

Insomma, cerco un tornaconto :fiu::icon_rofl

paologiusy 17 settembre 08 15:57

Citazione:

Originalmente inviato da SlowFlyer (Messaggio 1116380)
Io dell'unico aereo sopra il metro che ho fatto posso dire che lo vedo volare meno da insetto rispetto ai miei altri, però non lo uso perché per dove e come volo mi sento anch'io più tranquillo coi piccoletti...
Solo che i miei sono anche leggeri e lenti, quindi ogni sbuffo di vento è una sberla.

Il motivo l'ho spiegato: hanno un raggio d'azione più limitato quindi ti sembra che vadano più veloci perchè devi tenerli più vicini.

paologiusy 17 settembre 08 16:49

Allora, ecco alcune considerazioni espresse da Blinking a proposito del carico alare in funzione della scala:

Copio e incollo, sperando che Davide non me ne voglia:

l'allungamento un po' fa, e anche il numero di reynolds ha la sua importanza, però dimenticate che il carico alare non è un valore adimensionale, ma si esprime come peso su superficie alare, che sono sfortunatamente due grandezze di ordine diverso (al cubo e al quadrato) se rapportate ad una misura monodimensionale come può essere l'apertura alare.
mi spiego con misure approssimate dello spit vero: a.a. 10m, sup alare 20m^2 e 2500kg al decollo.
il carico sarà 2500/20= 125kg/m2 = 1250g/dm^2 impressioante eh!
ora un modello in scala 1:4 avrà sup alare ridotta a 1:16 ossia 1(:4x4), ed un volume (e conseguente peso) pari a 1:64, quindi il carico sarà (2500/64)/(20/16)x10= 312.5g/dm^2, in pratica il carico alare si riduce assieme al fattore di scala lineare visto che 1250/4=312.5
un modello di 2.5m caricato 300 rimane un bel mattone, ma solo perchè il numero di reynolds a cui vola peggiora le cose.

lo stesso modello in scala 1:16, e siamo circa alle diimensioni dello spittino, verrebbe ad avere (2500/4096)/(20/256)x10=312.5/4=78.4
anche questo spittino da 610g avrebbe i suoi problemi a volare sempre a causa del NR, fortunatamente è ben più leggero e se ben centrato non avrà problemi:wink:

conclusione: il carico alare non essendo un rapporto adimensionale, non si può usare per paragonare modelli diversi a meno di non tenere conto della loro scala, ossia delle dimensioni lineari

......


teoricamente il rapporto a.a./carico alare rimane costante, entrambi variano linearmente con il fattore di scala

in pratica ai nostri fini è meglio se il carico rimane più basso rispetto al teorico, tanto più basso quanto le dimensioni sono piccole



iraciddu 17 settembre 08 19:12

Citazione:

Originalmente inviato da paologiusy (Messaggio 1115850)
Ecco, è qui che volevo portare il thread, sull'areodinamica dei micro.

Come ho detto in apertura, in una mia applicazione lo stesso profilo passando da 205 mm a 130 "ad occhio" si comporta nello stesso modo. Sembrerebbe che abbia ragione il Masali.

Anche il discorso sull'inerzia è interessante ..... B)

parlando di inerzia:
prova a fare un "one weel landing" come lui, ma con il tuo micropiper.... poi sappimi dire:lol:

ranox 17 settembre 08 20:30

Citazione:

Originalmente inviato da paologiusy (Messaggio 1116508)
E' quello che intendo dire io :)

Lo scopo del thread è proprio approfondire quegli accorgimenti che permettono di costruire mini / micro che siano affidabili come i fratelli maggiori.

Insomma, cerco un tornaconto :fiu::icon_rofl

affidabili vuol dire tutto e nulla.
Affidabile è l'elettronica che ci metti e gli eurini che impegni, che in un micro, se metti roba buona costano quanto o anche più di un midi da 140 cm. I maxy costano sempre di più sia di elettronica che di materiali.
In termini di tempo fare un mini è come fare un midi o un maxy.
Il gusto di pilotaggio di un mini è proprio mini, quello di un midi è medio, quello di un maxy è più vicino al vero come caratteristiche di volo, capacità acro, godibilità (basta pensare al vento forte.. mini a terra, midi quasi, i maxy volano).

Paolo.. lo hai detto tu stesso, a me sembra che sto 3D sia solo fatto per cercare le giustificazioni al tuo modo, a mio parere molto limitato, di fare aeromodellismo.
Negarsi a priori un tipo di aeromodello è da quaglioni. Come non andare con la ferilli perchè te piacciono solo le bionde.
Io stesso, che tanto denigro i gommoli lo faccio a ragion veduta. Ne ho avuti, ci ho volato, li ho costruiti. Un arlechin è nello sky-lab da due anni, fatto da me, completo di tutto, anche le lipo. fatto un volo di 5 minuti tra me e lo junior. Volava bene, ma dopo 5 minuti messo lì da parte perchè gusto = 0.

Il mio parere è questo.. mo fate vobis..
non scomodate i calcoli e le teorie.. non cercate accorgimenti.. tanto come volano i micro è sotto gli occhi di tutti, come vola un midi o un maxy anche (ringrazio Iraciddu per il video).

Robbè

Ehstìkatzi 17 settembre 08 20:38

Citazione:

Originalmente inviato da ranox (Messaggio 1117030)
................
In termini di tempo fare un mini è come fare un midi o un maxy................


Robbè

prova a carteggiare un'ala da 10 dmq ed una da 120 dmq e poi mi saprai dire .:shutup:

fai4602 17 settembre 08 20:47

Citazione:

Originalmente inviato da Ehstìkatzi (Messaggio 1117046)
prova a carteggiare un'ala da 10 dmq ed una da 120 dmq e poi mi saprai dire .:shutup:


Anche a rivestire non è malaccio :wink:

ranox 17 settembre 08 20:47

Citazione:

Originalmente inviato da Ehstìkatzi (Messaggio 1117046)
prova a carteggiare un'ala da 10 dmq ed una da 120 dmq e poi mi saprai dire .:shutup:

Beppe.. se l'ala è balsa o fibra uso la levigatrice.. io a mano ormai non mi faccio più manco le se....die!

E poi con i ditoni e i calli che mi ritrovo, dovessi carteggiarla a mano faccio prima con l'ala grande.. quella piccolina (presumibilmente gommolosa) la farei o piena di fossette o direttamente a pezzi, così mi risparmio anche di lanciare il micro-modello :)

Robbè


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