Citazione:
Originalmente inviato da re60cnc Venendo a quanto chiede Mauro, le linee di trasmissione in via di principio si progettano a 50 Ohm ma nulla impedisce ad un produttore di fare cose diverse, anche se non ne vedo la ragione; ritengo (non affermo...) che i moduli siano genericamente a 50 Ohm e siano connessi all'antenna (nello specifico un pseudo dipolo elementare dall'accordo tutt'altro che certo con polo caldo telescopico (!! l'apoteosi del ROS) , il cui piano di massa viene virtualmente a crearsi fra il corpo della radio, qualche parte metallica o metallizzata dello stesso e l'utente.. tutto ciò e permesso dalle modestissime potenze che, a mio avviso, sono abbastanza al di sotto degli 800 mW menzionati.
Già pochi W richiederebberocostruzioni RF un pò più mirate ed accordi ben più curati; chi ne ha la possibilità, provi a smontare un vecchio telefono cellulare, anche da due soldi, e provi a confrontare la complessità progettuale con un modulo da 35 o 40...
Alla prossima
Renzo |
Grazie Renzo per il tuo commento.
Mi sembra quindi di caprire che chi effettua misure, allineamenti o tarature a livello RF sui radiocomandi, ricorrendo necessariamente a strumentazione, deve sconnettere l'antenna a filo o stilo per poter collegare gli strumenti e poi, a lavoro finito, ripristina l'antenna stessa trascurando per forza di cose un accordo (di antenna) non ottimale.
D' altro canto non riesco a immaginare che operazioni del genere si possano effettuare semplicemente con un Tx e un Rx tenuti sul banco l'uno accanto all'altro.
Scusate per le aride divagazioni tecniche, ma... la curiosità

Tanto per sapere come si arriva a questi 800mW misurati!
Ciao