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Vecchio 18 ottobre 07, 11:11   #26 (permalink)  Top
claudioD
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Faccio fatica a capire come puoi fare questo con un solo "corpo"

nel frattempo , mentre tu prepari i disegnini, che spero di vedere presto,
io introduco un argomento sulla famosa e sconosciuta "Curva delle Aree"

Scusate ragazzi se mi lascio prendere dal gioco, ma se vi annoio con le mie chiacchere, dovete dirmelo.

Un cenno sulla Curva delle Aree per chi non conosce molto queste cose.

E' un parametro che non non appare mai, solo i progettisti lo usano, ma a mio parere é interessante vedere di che cosa si tratta, giusto per curiosità.
Questa curva definisce il "carattere" di una barca e permette, a colpo d'occhio, di capire come sono distribuiti i volumi della carena e che tipo di barca sia. Molto usato per confrontare barche tra loro per fare delle analisi comparative, ma non solo...

Io chiamo "carena" quella parte dello scafo o cocca che rappresenta solo il volume immerso in condizioni statiche.

La curva é' facile da ottenere, basta calcolare e tracciare un punto sulla linea Verticale (y) di ogni ordinata, equivalente alla superficie immersa di ciascuna ordinata. Beninteso, bisogna avere il disegno frontale delle sezioni/ordinate.
La linea Orizzontale (x), rappresenta la Lunghezza al Galleggiamento con la posizione rispettiva di ogni ordinata dal n°10 al n°0. Queste ultime due ordinate, posizionate agli estremi della curva, valgono quasi sempre zero cm²
Riunendo tutti i punti trovati sul piano x-y si ottiene una curva che si chiama appunto : Curva delle Aree.
Ogni barca ha la sua curva che nasce in fase di progetto, considero questo parametro come una Carta di Identità della barca stessa che esiste prima ancora che la barca venga costruita, perché nasce sul tavolo da disegno.
Altri, invece, considerano come Carta di Identità, il grafico della Polare di Velocità.

Nell'sempio qui sotto sono rappresentate due curve, una rossa che appartiene ad una carena avente le entrate e uscite abbastanza rastremate ed una superficie immersa che tende a concentrarsi sulle ordinate centrali tra la n° 4 e la n° 7, la sua forma é quella tipica di una barca adatta a venti leggeri ed il suo Coeficiente Prismatico dovrebbe essere abbastanza basso intorno al 0.50 / 0.52.
La curva blu, invece, presenta delle forme più piene alle estremità e meno concentrazione al centro, é una curva tipica appartenente ad una barca adatta a venti medio-forti.
Il Coeficiente Prismatico in questo caso potrebbe essere intorno 0.58 / 0.60. Generalmente per i nostri modelli, si puo' considerare per il Coeficiente Prismatico, una scala di valori che vanno da 0.50 a 0.60 . Il valore di 1.0 é quello di un corpo simile a quello di un Tanker, più é basso il CP e più si ha una barca che ha delle linee di entrata e uscita realtivamente snelle tipiche per venti leggeri.

Cio' detto, ci sono barche più tozze come quelle derivanti da una curva blu, che si comportano anch'esse molto bene con venti deboli, anzi si afferma nei manuali, che una barca "tozza" vada meglio con poco vento che una "snella con vento forte.

La somma di tutte le superfici di ogni ordinata, moltiplicata per la distanza tra le ordinate, fornisce il volume totale immerso della cocca.
Questo Volume é anche chiamato Stazza o Disloccamento e varia leggermente a secondo se si usa il peso specifico dell 'acqua salata oppure quello dell'acqua dolce, in altre parole, una barca che naviga in acqua salata, ha un pescaggio inferiore a causa della densità dell'acqua di mare e di conseguenza anche una linea di galleggiament leggermente più corta.
Nel centro del grafico si puo' riportare la posizione del CC - Centro di Carena che é anche il centro di gravità. La posizione del CC é facilmente identificata con il metodo della sospensione multipla, ad uno spillo, di un cartoncino ritagliato con la forma della curva, il punto di incrocio dei vari tracciati, identifica la posizione del CC.
Certamente i programmi di calcolo moderni, fanno tutto questo automaticamente.
E' molto importante sapere dove si trova il CC, esso é il punto di referenza principale.
Da questo punto partono tutte le regolazioni di equilibrio statico di una barca, in pratica il CC si muoverà in uno spazio seguendo i movimenti dinamici della barca che modificano la forma e posizione dei volumi immersi.

Personalmente, aggiungo una piccola divisione in dieci parti, tra la ordinata 5 e 6, ogni divisione vale 1% della lunghezza dell'asse orizzontale che rappresenta, come detto precedentemente, la lunghezza al galleggiamento della barca.
Nel caso particolare, si nota che il CC si trova a -3% dalla ordinata n° 5 e che gli inglesi denominano LCB. E' un dato aggiuntivo usato per calcoli più complessi sulla posizione longitudinale del CC.
Personalmente uso la Curva delle Aree per posizionare anche la deriva, infatti faccio in modo che, dopo aver trasportato la Curva sul piano laterale della cocca, il culmine della curva stessa indica la posizione per posizionare la verticale del CD - Centro di Deriva.
Spesso la posizione longitudinale del CC non si trova sulla stessa verticale del culmine della Curva delle Aree la quale indica in maniera più precisa la posizione del centro del volume immerso.
Cd

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