Ho ripreso il disegno precedente e l'ho modificato cercando di mantenere le charatteristiche generali, ma con qualche adattamento.
Da notare che l'originale si manifesta per un CP di 0.51 anche se il piano di galleggiamento non lo dimostra, questo é dato dalla forma profonda del "rocker" che si concentra al centro. Questa configurazione da una superficie della sezione maestra alquanto importante rispetto a barche moderne aventi i volumi più distribuiti ma con un CP intorno al 0.58/0.60 , cio' significa che potrebbe creare più attrito d'onda con l'aumentare della velocità.
Essendo la cocca del disegno presentato, abbastanza stretta, dovrebbe comunque favorire la velocità in poppa e la sua deriva lunga ma meno profonda e più rigida, dovrebbe invece far diminuire lo scarroccio ed avere una bolina più stretta.
"OSERVAZIONI"
Vorrei notare alcuni punti per sollecitare una discussione a proposito di scafi "moderni" e scafi "antichi".
A proposito di Coppa America, fino verso gli anni 85/90 si usavano scafi "antichi" un esempio classico era l'Azzurra o l'Australia. Questi scafi si caratterizzavano per delle forme a 'V'
Poi sono arrivati i materiali compositi che hanno permesso di costruire delle barche con disloccamento medio/leggero. Le cocche si sono alargate con fondi più piatti per avere più stabilità laterale .
Negli anni 90 la situazione cambia completamente perché si sono accorti che queste nuove forme potevano entrare in "planning" col vento di poppa e ottenere delle velocità mai raggiunte prima. Il progresso é indeniabile e cosi nascono nuove forme come il Moro di Venezia e poi il BlackMagic, e poi tutti gli altri, e la gara a chi copiava di più era comminciata, etc.
Tutto questo mi va bene, ma se osservo attentamente gli ultimi risultati della AC, noto che i percorsi di bolina sono intorno ai 45° mentre all'epoca si poteva pretendere di stringere il vento intorno ai 35°/36° e quache volta anche meno.
Cosa é cambiato ? Semplice il titanio ha permesso di fare delle derive piu strette e più corte con meno superficie bagnata, pero' scarrocciano evidentemente molto di più pensando forse di compensare con la velocità, sopratutto quella di poppa.
Come mi é capitato di scrivere in altre occasioni, ho sempre temuto "l'effetto moda" nel modellismo, ma sospetto che la cosa si applica anche altrove nel mondo nautico, Questo fenomeno spesso puo' portare in direzzioni svariate e non sempre felici.
Gli architetti non osano molto rinnovare anche se avessero delle buone idee, ma non possono farlo coi soldi dell'armatore e preferiscono fare qualche cosa che ha già dato dei buoni risultati senza pero' poter provare che si poteva fare meglio.
Se si nota la capacità di planare degli AC veri, non vuol dire che i modelli che hanno delle dimensioni di lunghezza intorno a 100/130 cm faranno altrettanto, anzi non succede mai a causa del famoso Reynolds e dei suoi numeri.
Allora mi dico, se non si puo' planare a che serve fare delle forme di carena che scopiazzano gli AC come si fa da almeno 15/20 anni ?
Comincio a ricredermi ed avere dei dubbi, preferirei, per i nostri modelli, avere delle boline più strette !
Mi piacerebbe far partire delle modelli che dopo essere stati regolati si lascino andare senza più toccare il radiocommando, e vedere chi arriva primo sull'altra boa sia di bolina che di poppa o anche al traverso. Il fattore "pilota" non essendo presente, si potrebbe verificare le vere proprietà marine della barca , vele incluse.
Sono dubbi che solo delle prove potranno risolvere, per cui gli "Old-Timer" come li ho definiti, meritano forse di essere ricostruiti o reinventati con l'ausilio dei materiali moderni e poi comparati.
Forse mi sbaglio su tutto e mi piacerebbe avere un contraditorio.
Nel frattempo ecco un disegno nuovo :
Salve
ClaudioD