Discussione: Ma vi sembra giusto???
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Vecchio 03 luglio 07, 22:04   #33 (permalink)  Top
LeLe83
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quanto detto sopra é giusto, ma lasciamo stare il caso dell'impiegato che sbaglia a mettere il listino... troppo complicato.
Infatti, per chi conosce la legge, saprà che bisogna esaminare se l'impiegato agisce come semplice messaggero della volontà del proprietario oppure come rappresentante del proprietario: la cosa non é la stessa e la responsabilità civile cambia.

Ammetto che in quasi tutti i casi (95%), se il prezzo é sbagliato il negoziante ti vende in ogni modo la merce, perché per lui é preferibile uscirne pulito, tantopiù che resta sicuramente dentro i margini di guadagno che fa.

Ricordo che il fatto del vigile o di altre cose che impongono al proprietario di darti la merce é più che legittimo, ma se uno non conosce la materia non capisce bene com'é il meccanismo.

Cerco di semplificarlo al massimo, prendendo come esempio un negozio in città.

Mi reco davanti ad un negozio e vedo una radio, che normalmente costa 800 euro, al prezzo di 400.
Questo equivale ad un'offerta di concludere un contratto di vendita con il pubblico, ed io, entrando e dicendo che voglio il prodotto concludo il contratto con il negoziante. I punti essenziali del contratto quali, venditore - acquirente - prezzo - cosa sono determinati.
Il venditore si prevale di un errore, quindi non vuole più dare la merce. Il contratto ormai é concluso e quindi é obbligato a darvi la merce.
qui ci si può prevalere del vigile per fare concludere il contratto ed avere la merce. Si paga quindi il prezzo e si esce con la merce.

Nel 95% dei casi la questione si chiede qui, come detto perché il negoziante ha cmq un margine di guadagno.

Se questo non gli stà bene, vi trasmette una raccomandata (non so quale sia il limite di tempo) in cui vi intima un errore sul prezzo, dicendovi che s'é sbagliato (o qualche altra scusa) e che vuole esercitare un'azione in restituzione per avere la merce, in cambio vi darà il denaro.

Voi naturalmente non ci state, ed inizia il calvario giudiziario.
Se l'errore del prezzo é stabilito ci si chiede come le parti dovevano capire la conclusione del contratto (vedere se le loro dichiarazioni sono concordanti)
Se tutte le persone avrebbero capito il prezzo come tale esposto (in buona fede), la conclusione del contratto in diritto (e non fattuale) é imposta al venditore: in un termine di tempo stabilito può invalidare il contratto: riavrà la sua merce MA dovrà darvi dei danni per la sua invalidazione e la sua inavvertenza (disattenzione) nel mettere il cartellino.
Se tutte le persone avrebbero capito che c'era il problema di prezzo, e l'acquirente si é detto sono c**** del negoziante, il contratto può essere invalidato dal venditore, senza però dover dare danni all'acquirente di mala fede.

Queste sono le regole, non inventate da me, ma scritte nelle leggi italiane e applicate dai giudici (ps guardare la giurisprudenza nei litigi contrattuali di vendita).

Ora, visto che con i danni, spesso si può chiedere molto di più della differenza del valore (ad esempio, invocando un errore grave, e l'errata esposizione del prezzo é reputato tale) il venditore quasi sempre lascia la merce senza dire nulla (quello che consigliamo anche noi): ne guadagna in clientela e nella pubblicità..

Questa è la legge… dura lex sed lex!!
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