Posso azzardare qualche ipotesi anch'io da ignorante ma appassionato?
Non per altro, ma dove abito attualmente di quel tipo di rapaci è pieno (l'anno scorso ce ne era uno nell'oliveto sotto casa) ed è un pò che li sto osservando.
Ipotesi 1) la rastremazione dell'ala vicino al corpo secondo me potrebbe servire per liberare la coda dai rifiuti dell'ala: lo stacco infatti tra ala e coda è netto. In altri volatili (gabbiani, albatros etc, che hanno il corpo più lungo) la rastremazione mi sembra che non ci sia.
Ipotesi 2) L'estrema efficienza del volo di un uccello, paragonata a quella di un velivolo, secondo me è la capacità di variare l'incidenza dell'ala rispetto al moto cosa che gli permette di utilizzare profili concavo convessi sottili, estremamente efficienti ma sensibilissimi alla inclinazione della corda. Alla natura non sarebbe costato nulla utilizzare dei profili biconvessi o piano convessi all-purpose se avesse potuto ottenere dei risultati migliori
Ipotesi 3) Winglets: avete mai notato come le penne di estremità nel volo in termica sono rivolte verso l'alto ?
Osservazione 4) Questa è la cosa che mi affascina di più, la capacità di variare il diedro in funzione della velocità, fino ad assumere conformazione di diedro negativo nelle picchiate, come i moderni jets.
Ipotesi 5) la differenza di allungamento dell'ala di un rapace rispetto a quella di un trans-volatore tipo quelli menzionati sopra sta nella necessità di aver alta manovrabilità senza perdita di portanza, ricordo che gli albatros per volare sfruttano le variazioni di pressione generate dal moto ondoso del mare, quindi sono pure loro dei termicatori.
Ipotesi 6) concordo con la multi-funzionalità della coda
Scusate se ho detto delle ovvietà, ma queste chiacchiere da bar dello sport simil scientifiche mi attizzano troppo.
Mi ritiro in buon ordine.