Ciao Claudio
qui stiamo un po' esulando e provo a rientrare in topic rispondendoti dopo.
Il titolo parla di virata piatta… ma mi parrebbe più giusto chiamarla virata "efficiente" perché chiamarla piatta come da titolo della topic, a mio modo di vedere, è scorretto e fuorviante.
Il “piatto” in se non vuole dire tutto e nulla: non è certo inclinando “il giusto” le ali che l’efficienza peggiora: l’importante è non inclinarle troppo o troppo poco più del necessario e non lasciare che il modello “si infili” perdendo inutilmente quota mentre vira; questo sta tutto nel set up globale del modello, centraggio/comandi/mix vari ma, soprattutto, quando l’ottimizzabile è ottimizzato… nei pollici.
Poi, per un modello da termica, l'unica cosa importante è spendere poca energia (cioè quota) per virare nel modo più rapido ed efficace per centrare e stare nella termica: il modo in cui lo fa diventa abbastanza relativo e non credo esista una virata "migliore" in senso univoco, ma il pilotaggio e le regolazioni dovrebbero essere adattati al meglio al modello e alla situazione e viceversa.
Citazione:
Originalmente inviato da Clabe Leggendo le tue considerazioni mi viene un dubbio. Quando noi facciamo la proiezione dell'ombra teniamo conto del piano di coda e non del direzionale. Se il modello con la coda tradizionale ha un direzionale molto generoso rispetto al cabra la proiezione dovrebbe tenere conto anche di quella superficie in piú. Oppure potrebbe bastare la regolazione della apertura della V tenendo conto del surplus del direzionale? Una V piú stretta per guadagnare il direzionale o piú larga per privilegiare il cabra.
Claudio |
Per il discorso del timone a V, in base alle mie/nostre esperienze maturate, si è sempre focalizzata l’attenzione sulle caratteristiche di volo per il mantenimento della stabilità longitudinale piuttosto che il dimensionamento del direzionale.
Se ben guardiamo, per la superficie laterale, il timone a V è proiettato, ma in realtà la proiezione efficace quando usiamo il comando è doppia, cioè entrambe le superfici di entrambi i timoni sviluppano una forza che impone l'imbardata/lo smorzamento.
In passato si usavano dei V a 90 gradi proprio per aumentare l'efficacia del direzionale, ma non ne ho mai sperimentati, ho fatto qualche prova a 120 gradi, ma non notando particolari differenze credo di aver usato sui miei modelli sempre dei V a circa 110 gradi come ormai generalmente si vede in giro.
Sarà moda? Non saprei, ma dato che condivido il principio per cui, se una cosa funziona, magari non la si cambia, non ho mai pensato di fare altri test.
La moda attuale vede direzionali sempre molto grandi, ma se si considera che nulla è gratis e che tutto quel che c'è fa resistenza e pesa, non sono così convinto che sia una soluzione risolutiva.
Se il modello si trova a volare fuori asse, più è grande il direzionale e più "frena", ma è anche vero che un direzionale più grande lo tiene maggiormente in linea, quindi raggiungerà calettamenti minori non “frenando” troppo.
Quindi forse le 2 cose si bilanciano per cui, più o meno, che sia grande o piccolo, nel volo rettilineo, credo che la differenza sia veramente poca.
Non sarei così sicuro che in virata sia lo stesso: quando il direzionale lavora deflesso e, quindi, se da una parte è molto efficace se è grande, dall'altra, più è grande e più tenderà anche a smorzare.
Ne consegue che in una eventuale virata volutamente “scomposta” cioè derapata o scivolata per esigenze contingenti, farà forse maggior danno.
Verrebbe quindi da pensare che un direzionale non troppo grande, ma con superfici a doppia curvatura potrebbe essere una soluzione per avere l’autorità di comando voluta, ma minimizzare lo “spreco” di cui sopra.
Sempre in base a esperienze già testate, ci sarebbero anche altre soluzioni per aumentarne l’efficacia.
Prima di tutto il diedro alare: un modello con poco diedro è decisamente più sordo al direzionale in quanto preferisce volare intraversato piuttosto che virare se si usa solo “il piede”.
Quindi la prima e più comune soluzione utilizzabile per avere efficacia di comando è di non esagerare a dimensionare il direzionale, ma dare un po’ più di diedro alle ali.
Un’altra soluzione che spesso non viene considerata è intervenire sulla porzione di fusoliera davanti all’ala.
Se consideriamo di avere più superficie nella parte anteriore della fusoliera con sezioni non troppo circolari (più superficie laterale che in pianta) si può con buona approssimazione supporre che aiuti il direzionale essendo una superficie davanti al baricentro che collabora a “portare il muso” dentro alla curva generando imbardata.
Per fare un test, Eugenio anni fa aveva reso molto più acrobatico un modelletto da pendio con fuso “a bastone” e quasi niente diedro semplicemente mettendo una pinnetta verticale da circa ½ dm2 sulla capottina: l’efficacia del direzionale in manovra era migliorata nettamente così come il volo a coltello e le figure dove le superfici laterali importanti della fusoliera collaborano in maniera evidente erano fattibili. Certo, è una cosa un po’ strana, ma se funziona quello, funziona anche la superficie della fusoliera.
Infine si potrebbe approfondire il discorso del pilotaggio 4 assi + mix vari. Dopo aver provato il DLG da 1,2 metri di Gwain con il suo “pilotino” installato, mi sono reso conto di un paio di cose: la prima è che un modello facile e conforme al mio modo di volare per me è indispensabile per ottenere qualche risultato in termica e la seconda….
che dopo 35 anni di pilotaggio alianti RC e non solo…ecco… c’è ancora un grande e ampio spazio di miglioramento nell’uso dei pollici

Ma questo è un altro discorso
Un saluto a tutti
p.s.
Scusate la un piccola nota OT da mod... facciamo attenzione a quotare integralmente solo post brevi, per quelli lunghi... meglio tagliare la parte non indispensabile, altrimenti diventa tutto poco leggibile.

chiuso OT