Citazione:
Originalmente inviato da Cente Ma allora c'è qualcuno che riconosce che esistiamo anche noi 
A parte gli scherzi, sono d'accordo con quello che dici e mi piace molto il tuo discorso, anche sul fatto di accettarli ben volentieri nel proprio campo volo, peccato che la maggior parte delle persone non la pensi così, se avessero tutti la tua stessa apertura mentale (o semplicemente, un briciolo di intelligenza in più), non ci sarebbe tutto questo astio sull'argomento.
Cvd. Un modellista che scopo ha? Costruire un modello o volarlo? Entrambe direi, c'è chi preferisce la prima parte e c'è chi preferisce la seconda. Noi non li costruiamo da zero (almeno non io, c'è chi si stampa i pezzi e si taglia il carbonio), però sicuramente li assembliamo e poi li voliamo. Ora in che modo è "completamente diverso" dovresti proprio spiegarmelo.  |
Chiariamo subito una cosa:
si vola CON un modello, un aeroplano o quel che vuoi tu. Si volo SU/CON un aeroplano,non si vola UN aeroplano. A me gli analfabeti, in un Paese dove non ci sono motivi perché ne esistano ancora, fanno schifo e sarei favorevole alla loro deportazione in Siberia.
Vuoi sapere che scopo possa avere l'aeromodellismo e in particolare quello RC? Non ne ha uno, ne ha moltissimi: chi fa acrobazia, ad esempio cerca d'imparare ad eseguire figure sempre più complesse, magari seguendo un preciso programma e poi confrontarsi con altri in gara. Chi fa volo in termica cerca di ottenere le migliori prestazioni sfruttando i venti e le correnti ascensionali e , anche in questo caso, magari confrontarsi con altri. In questo caso poi c'è tutto un lavoro di ricerca sui profili alari che è tutt'altro che semplice. Chi vola in pendio cerca di ricavare le migliori prestazioni dal suo modello, magari lottando strenuamente per risalire dal fondo valle approfittando di una termica visto che non ha un motore. Chi costruisce riproduzioni si ammazza letteralmente prima nella ricerca e nello studio di un soggetto, della sua storia e dell'epoca in cui è nato, poi nei rilevamenti sul soggetto stesso per riprodurlo nei minimi dettagli, poi nella ricerca di soluzioni originali per riprodurre quei dettagli, poi ancora nel pilotaggio di tipo aeronautico (che è ben diverso da quello domenicale) per riprodurre in maniera più realistica possibile il volo di quel soggetto. Chi ama i motori a scoppio s'ingegna nella loro messa punto, chi fa elettrico s'ingegna nella ricerca della combinazione ideale motore/elica/batteria... potrei andare avanti per ore, ma mi fermo qui. Chi fa aeromodellismo, in buona sostanza, non compra un coso precotto che, dopo l'attento studio di un manuale (e purtroppo spesso neanche quello) chiunque _ e ripeto CHIUNQUE - senza alcuna preparazione può far decollare, fare girare attorno a sé, fare restare in hovering e far atterrare. Salvo il caso (tutt'altro che infrequente) che gli automatismi del coso non decidano di dare forfait per cui il poveretto, che non saprebbe pilotare neanche il suo pipino, si caga in mano e lo perde, lo sfascia e via dicendo. Soprattutto l'aeromodellista non va a volare in città, nei paesi, nelle piazze, in mezzo alla gente perché al suo modello ci tiene e non lo può certo metter a rischio per fare il coglione. Da tutto questo discorso, per quanto anch'essi poco imparentati con gli aeromodelli, esulano i droni da corsa, che invece richiedono ottime capacità di pilotaggio e di messa a punto, ma questi ultimi possono volare al chiuso o in spazi aperti ma accuratamente segregati e quindi - dal mio punto di vista - non creano alcun problema.