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Vecchio 12 gennaio 16, 04:14   #25 (permalink)  Top
marcodef
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Dico la mia a proposito di questo argomento, mi concedo qualche “licenza poetica” per cercare di essere conciso al massimo

un caricabatterie regola la corrente di ricarica imponendo la tensione necessaria a mantenerla costante con un circuito convertitore tipo Buck Boost.
Il circuito funziona mediante il pilotaggio opportuno di induttanze, diodi e capacità (ad una frequenza fissa, variabile o una combinazione delle due a seconda della sofisticazione…).
E’ un circuito di elettronica di potenza, piuttosto complesso, che determina in maniera sostanziale il costo dei nostri strumenti. Pertanto un modello da 1000 Watt che permette la carica di 10 celle LiPO in serie avra’ un circuito Buck Boost piu’ sofisticato (e piu’ GROSSO) di quello di un IMAX B6 (giusto per citare quello che si nomina sempre qui… sul quale autocensuro il mio giudizio).
Non solo: i modelli cinesi spesso sono molto ottimistici sulle reali capacita’ del circuito di potenza, e di questo conviene prenderne atto.

Il circuito funziona in tre modalita’:
Buck
Se la tensione di alimentazione e’ maggiore di quella necessari la regola verso il basso
Boost
Se la tesione di alimentazione e’ minore di quella richiesta in uscita la innalza
Modio di transizione
Quando la tensione di alimentazione e’ prossima a quella richiesta in uscita esso oscilla tra lo stato di buck e boost, in questa fase c’e’ un calo di rendimento del circuito. Piu’ e’ alta e’ la potenza e la tensione in gioco, maggiore e’ il calo di rendimento.

Ora, qui ci sono gli inghippi tra i sistemi di carica fatti bene e quelli accrocchiati.

E’ chiaro che questi discorsi valgono per valori di potenza prossimi a quella massima del cb.. non certo al 10% di essa ove il calo del rendimento sarebbe assolutamente trascurabile.

Se carico una batteria 6S con un alimentatore da 24 V il circuito funzionerà presto in modalita’ di transizione e questo non e’ bene: le oscillazioni dello stadio di potenza generano calore, il rendimento del circuito cala, il tutto si scalda e “sforza”, inoltre questa cosa può dare fastidio al nostro alimentatore (qui il discorso e’ piu’ complesso ma e’ cosi… diciamo che e’ lo stesso motivo per cui e’ sconsigliabile usare un solo alimentatore per due caricabatterie in parallelo…)

Ora, un cb serio (per esempio gli I Charger lo fanno quasi tutti) cala la corrente di ricarica durante il transition mode… ma vi assicuro che molti non lo fanno, il display flickera, e magari il micro si resetta…

---Pertanto usare un alimentatore da 24V per le LiPO 6S NON E’ UNA BUONA IDEA.

E’ chiaro che il discorso e’ vero anche per alimentatori da 12 V e 3S. in genere e’ meno evidente perche’ a 3S e’ piu’ probabile essere lontani dalla potenza massima (a meno di pacchi enormi o molti in parallelo)

----Gli alimentatori da PC che erogano 12 V NON SONO IL MASSIMO!!!

Infatti gli alimentatori dedicati, quelli non fai da te per intenderci, sono sempre da 13.6V (anche se si dicono da 12 V), chissa’ perche’…

----mettere in serie due alimentatori da PC isolando la massa della 220V (come si legge spesso qui) di uno di essi, e’ una PESSIMISSIMA IDEA, anche se lo fa il proprio cugino preferito e a lui “funziona”



quello che sostengo, da quando si e’ diffusa la pratica della ricarica in parallelo e la rincorsa a sistemi da 1000 e passa W, e’ che l’alimentatore fai da te puo’ essere fatto si, ma con cautela. E solo quando si ha capito il perche’ e percome funziona!!
Con tutto il rispetto, se uno ha dei dubbi sul calcolare la potenza necessaria per caricare le sue pile, con ogni probabilita' farebbe meglio a comprare un alimentatore serio e sicuro, e considerarne il prezzo un assicurazione antincendio.
marcodef non è collegato   Rispondi citando