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Buongiorno Nencioni,
ritengo che la Sua accorata disamina sia perfetta ed assolutamente condivisibile, almeno per quel che mi riguarda, dov'è che la trovo debole? Nel fatto che è riportabile, sostituendo soggetti e situazioni, a qualsiasi realtà delle attività nella società Italiana. Purtroppo è il carattere e la cultura della nostra società che è vissuta troppo a lungo invidiando i "furbi" e coloro che si sono sempre fatti beffe delle regole (e che continuano ad averla vinta e quindi ragione nel loro comportamento asociale), nella nostra incapacità di reagire a questi comportamenti; è di oggi la polemica alle parole di Alessandro Gassman che sollecita i cittadini romani a prendere la paletta e pulire il proprio marciapiede dalla lordura invece di semplicemente sgolarsi contro l'inefficienza del Comune ed in particolare del Sindaco: "venisse a pulirlo Lui" è il commento più delicato.
Quel che voglio dirLe, Nencioni, è che al netto dei commenti all'"Italiana" che tanto sottolinea a ragione, rimane il fatto che si vuole imporre un limite all'attività modellistica che è odioso anche perchè lo si vorrebbe spacciare come orientato alla sicurezza e che, se posso quotare il contenuto del Suo intervento, non posso lo stesso per lo spirito con il quale lo pubblica. Sono solo un modellista, non conosco ENAC come ente nè come qualità dei funzionari per cui non sono in grado di valutarne le incapacità nè i retropensieri sono però dell'opinione che chiunque non possa definire sicuro volare sotto i 70 metri, qualunque aeromodello gestisca e questo, a mio avviso, qualifica il normatore come inesperto della materia sulla quale ha tracciato la guida.
La polemica relativa ai campi gestiti rispetto alle aree da freelance io la vedo immaginando che il campo gestito sia più popolato rispetto all'area che il modellista ha selezionato per volare da solo e perciò che vi siano maggiori pericoli di incidente nei campi ufficiali. Il pensare che il modellista freelance sia obbligatoriamente un delinquente che seglie le zone più pericolose per la soddisfazione del proprio hobby è una visione Andreottiana che proprio alimenta i comportamenti negativi che tanto ha sottolineato nel Suo intervento.
Saluti
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