La resistenza interna (RI) è un qualcosa che.... se non ci fosse sarebbe meglio
Scherzi a parte, una batteria ideale (quindi senza RI) eroga la sua tensione in modo indipendente dalla corrente assorbita. Una batteria reale ha invece, al suo interno, una piccolissima resistenza in serie RI (non voluta, ma dovuta alla resistenza dei materiali con cui è costruita la batteria). La corrente prelevata dalla batteria provoca su questa resistenza una "piccola" caduta di tensione, di segno opposto a quella della batteria, secondo la ben nota legge di Ohm V=R*I.
La tensione che verrà quindi erogata da una batteria reale sarà quindi la Tensione Nominale (che dipende dal livello di carica) meno la caduta di tensione che si verifica sulla resistenza interna. Viene da se, quindi, che la tensione in uscita calerà leggermente all'aumentare della corrente prelevata. Considerando che la RI è normalmente dell'ordine di alcuni millesimi o centesimi di Ohm, finchè la corrente assorbita rimane entro valori bassi il suo effetto è trascurabile; se invece la corrente comincia ad essere di molte decine di Ampere (o addirittura di 100-200A), allora il suo effetto diventa importante e la tensione erogata dalla batteria calerà anche di 1-2Volts.
Altro aspetto importante: tutta la potenza che viene dissipata sulla RI si trasforma, ovviamente, in calore e quindi può far arrivare la batteria a temperature superiori a quelle ammesse. Solo per avere una idea di questo problema, considera che una resistenza da 0,01Ohm attraversata da 100A dissiperà ben 100W (quanto una lampadina ad incandescenza).
Riassumendo: la RI deve essere il più piccola possibile, specialmente per le applicazioni ove la corrente assorbita sia molto alta.
Carlo