Sulla interpretazione delle polari, ti rimando alla pagina di Marzocchi, che sicuramente ne sapeva più di me, in merito:
Marzocchi - Interpretare la Polare
Riguardo ai criteri di scelta per un profilo combat, si tratta di una filosofia in contiua evoluzione e si è passati dagli ultraclassici naca 4 cifre, onesti profili con oneste prestazioni, a profili votati alla velocità, come i combat di 4 o 5 anni fà, metre ora si tende a profili scorrevoli ma con CP non troppo basso per stringere le virate sena perdere troppa energia.
Finchè parliamo di Epa o comunque combat di poco impegno (in tutti i sensi), è sufficiente orientarsi verso profili con camber da 1.5 a 2 e spessori mediamente attorno a 10, mx 12%.
Le velocità e le potenze da gestire, sono modeste e conta sopratutto realizzare un modellino ben diritto, senza svergole che causano resistenza e vizi di volo.
Diverso il discorso ACES, dove le potenze sono decisamente maggiori e di conseguenza strutture più robuste, atte a sopportare sollecitazioni piuttosto violente, il tutto concepito con un occhio sempre rivolto al contenimento dei pesi.
Il reg, Aces, stabilisce un minimo del 10% dello spessore max del profilo e solitamente, si cerca di stare poco distante da tale valore, mentre i camber, raramente superano il 2% (nei combat nostrani, si va da 1.5 a 1.8 max).
Discorso CMo, sicuramente valido.
Un profilo con CMo elevato, necessiterà di un controllo più "autoritario" del piano di quota e qundi maggior resistenza, mentre un profilo a basso CMo, risulterà più stabile già di suo, richiedendo quindi un minimo controllo longitudinale.
Naturalmente, la "copertina" è sempre quella e se tiri da una parte, si accorcia dall'altra, quindi, tutto il progetto è frutto di compromessi dettati più dalla esperienza diretta che dalla teoria.
Sicuramente, per essere competitivi, serve il manico ma quando i "manici" sono tanti, il modello fà la differenza (oltre naturalmente al fattore culo...

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