Originalmente inviato da crkcrk Ciao a tutti,
sono nuovo in questo forum, ma da sempre ho seguito varie discussioni dallesterno.
Complimenti a tutti i partecipanti, siete veramente tanti!
E per questo infatti che ho deciso di iscrivermi e postare una mia domanda,
dove in altri forum più piccoli magari troverei meno gente appassionata e collegata tutti i giorni.
Spero di scrivere inoltre nella sezione giusta,
ero indeciso se metterla in automodellismo vintage,
ma credo, parlando di batterie, che sia questa la più adatta questa.
Ora vi spiego;
quando ero piccolo (parlo di circa 15 anni fa),
i miei genitori mi portarono ad una fiera paesana abbastanza distante da casa,
tra le tante attrazioni era stato allestito anche un capannone per delle competizioni di modellismo automobilistico,
si trattava pertanto di circuiti allinterno con macchine elettriche e su cemento liscio.
Allepoca sono rimasto impressionato dalla velocità di quei mostriciattoli,
erano macchine che così ad occhio per quel che ricordo come dimensioni saranno state delle 1:10,
le posizionavano alla griglia di partenza, partivano,
e dovevano fare un dato numero di giri (molto alto).
Ogni tanto, dopo qualche giro, qualche macchina si fermava ai box,
usciva su una corsia esterna e si fermava dove cera una fila di tavolini allestiti ognuno dal suo proprietario,
su quei tavolini aprivano la scocca, cambiavano le batterie, e la richiudevano,
tutto sotto il costante flusso daria di un ventilatore che raffreddava linterno della macchinetta.
Queste batterie erano delle dimensioni circa delle pile D (cioè le stilo grosse per intenderci),
erano in numero di 4 mi sembra,
e si posizionavano su di un caricatore in modo da prepararle per il turno dei box successivo.
Ogni concorrente sul banchetto aveva questo caricatore speciale
(e qui arriva il fulcro della mia domanda) ogni caricatore aveva 4 slot (se non 6),
su ogni slot gli si inseriva una pila ed in corrispondenza di ogni pila cera una lampadina,
la lampadina si accendeva non appena si inseriva la pila,
e si affievoliva la luce fino a spegnersi quando la batteria era carica.
La carica se non sbaglio sembrava velocissima, durava forse 30 secondi,
e queste lampadine erano abbastanza grosse,
come quelle da 40W ad incandescenza a 220V.
Ora che mi reputo un po più esperto di elettronica,
non riesco a capire quale tecnologia fosse adottata per quelle pile,
questo non è una normale tipologia di ricarica di un condensatore?
Che razza di pile usavano?
Questa non era di certo una tecnologia di nicchia essendo che ogni concorrente aveva 2 set di batterie ed un caricabatterie personale.
Grazie in anticipo a tutti per linteressamento.
So di essermi dilungato forse un po troppo nella storiella, spero di non scoraggiare qualcuno a leggere il mio post... |