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Vecchio 23 giugno 13, 12:45   #5 (permalink)  Top
kuter
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Data registr.: 29-03-2010
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Originalmente inviato da crkcrk Visualizza messaggio
Ciao a tutti,
sono nuovo in questo forum, ma da sempre ho seguito varie discussioni dall’esterno.
Complimenti a tutti i partecipanti, siete veramente tanti!
E’ per questo infatti che ho deciso di iscrivermi e postare una mia domanda,
dove in altri forum più “piccoli” magari troverei meno gente appassionata e collegata tutti i giorni.
Spero di scrivere inoltre nella sezione giusta,
ero indeciso se metterla in automodellismo vintage,
ma credo, parlando di batterie, che sia questa la più adatta questa.
Ora vi spiego;
quando ero piccolo (parlo di circa 15 anni fa),
i miei genitori mi portarono ad una fiera paesana abbastanza distante da casa,
tra le tante attrazioni era stato allestito anche un capannone per delle competizioni di modellismo automobilistico,
si trattava pertanto di circuiti all’interno con macchine elettriche e su cemento liscio.
All’epoca sono rimasto impressionato dalla velocità di quei mostriciattoli,
erano macchine che così ad occhio per quel che ricordo come dimensioni saranno state delle 1:10,
le posizionavano alla griglia di partenza, partivano,
e dovevano fare un dato numero di giri (molto alto).
Ogni tanto, dopo qualche giro, qualche macchina si fermava ai box,
usciva su una corsia esterna e si fermava dove c’era una fila di tavolini allestiti ognuno dal suo proprietario,
su quei tavolini aprivano la scocca, cambiavano le batterie, e la richiudevano,
tutto sotto il costante flusso d’aria di un ventilatore che raffreddava l’interno della macchinetta.
Queste batterie erano delle dimensioni circa delle pile “D” (cioè le stilo grosse per intenderci),
erano in numero di 4 mi sembra,
e si posizionavano su di un caricatore in modo da prepararle per il turno dei box successivo.
Ogni concorrente sul banchetto aveva questo caricatore speciale
(e qui arriva il fulcro della mia domanda) ogni caricatore aveva 4 slot (se non 6),
su ogni slot gli si inseriva una pila ed in corrispondenza di ogni pila c’era una lampadina,
la lampadina si accendeva non appena si inseriva la pila,
e si affievoliva la luce fino a spegnersi quando la batteria era carica.
La carica se non sbaglio sembrava velocissima, durava forse 30 secondi,
e queste lampadine erano abbastanza grosse,
come quelle da 40W ad incandescenza a 220V.
Ora che mi reputo un po’ più “esperto” di elettronica,
non riesco a capire quale tecnologia fosse adottata per quelle pile,
questo non è una normale tipologia di ricarica di un condensatore?
Che razza di pile usavano?
Questa non era di certo una tecnologia di nicchia essendo che ogni concorrente aveva 2 set di batterie ed un caricabatterie personale.
Grazie in anticipo a tutti per l’interessamento.
So di essermi dilungato forse un po’ troppo nella storiella, spero di non scoraggiare qualcuno a leggere il mio post...
Un dubbio:non è che quel "caricabatterie" in realtà non fosse un attrezzo per scaricare velocemente e totalmete una pila ( che presumo ai tempi fosse una ni-cd o nimh) per evitare il famoso effetto memoria di questi elementi?!?
Perchè anche oggi con caricabatterie digitali e sicuramente più potenti di allora,e celle Lipo per veloce che sia una carica si attesta sui 10 minuti...
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