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Originalmente inviato da andy74rc Secondo me butterfly. Ti consente di rallentare veramente il modello e non solo di fargli perdere quota come avviene con gli aerofreni. Se ben settato il butterfly diventa come il freno sull'auto. Ti consente di rallentare senza grosse variazioni di assetto, e di dosare l'apertura dello stesso (considerando che e' molto piu' efficace degli aerofreni). Esempio: stai arrivando corto? Chiudi il butterfly e riprendi velocita'...
Oltretutto ti danno il vantaggio di avere il profilo variabile lungo tutta l'ala, e, cosa non secondaria, di mantenere l'estradosso dell'ala pulito. Anche se ben realizzati, i freni sono sempre forieri di fessure e scalini, accentuati dal fatto che bene o male hanno sempre un po' di gioco e tendono ad essere risucchiati durante le picchiate veloci.
Mandi
Andrea |
Bravo Andrea, mi tocca quotarti in tutto

Riguardo all'osservazione di Doc posso dire che è vero, si perde autorevolezza sul comando alettoni, ma c'è rimedio. Io apro poco il butterfly e per un tempo più lungo. Insoma.. inizio ad usarlo molto prima, per non essere costretto ad aprire tutto il butterfly in finale, perdendo la possibilità di tenere le ali livellate. Spesso vedo usare il butterfly tutto chiuso o tutto aperto, dimenticando che ci sono tutte le regolazioni intermedie date dallo stick del gas. Se vedo che sto arrivando troppo veloce lo apro prima della virata finale di alineamento al pendio, ma lo apro poco e non ho grossi problemi a fare la virata bene. Alla meno peggio, mi è capitato con vento laterale molto forte, chiudo un attimo il butterfly, riallineo tutto e poi lo riapro al massimo in finale.
Per quanto riguarda l'alettone diviso son d'accordo con DOC, è la soluzione migliore, ma è valida solo dai 4 metri in su.. su un tre metri non ha senso dividere l'ala in tre parti.
Saluti
Roberto
Roma