Originalmente inviato da mauri1645 Bene,spero che i moderatori considerino la possibilità di una eventuale categoria a parte.
Per intanto qualche numero approssimato per avere una qualche idea sugli ordini di grandezza in gioco tra mondo reale e mondo in scala;La mia attuale vela(scala 1:1)ha una superfie proiettata di 22,3 m^2 un'apertura alare proiettata di 9,32 m un allungamento proiettato di 3,9 e un allungamento in piano di 5,43 il peso è 5,7 kg..il modello per le info che ho trovato ha una superficie in piano di 1,2 m^2 che a occhio e croce si tradurranno in circa 90 dm^2 proiettato,un'apertura alare in piano di 2,4 m ed un allungamento di circa 5 sempre in piano,il suo peso è 260 g..il range certificato di peso della mia vela è 80-100 kg..il carico pagante della vela modello dovrebbe oscillare tra 0,7 a 2,2 kg...ora facendo un raffronto fra i carichi alari,naturalmente esprimendo tutto in g/dm^2, e considerando che io tra imbrago paracadute d'emergenza vela stessa strumentazione vestiario raggiungo un peso di 91 92 kg girca il carico alare di me "reale" è circa 40/45 g/dm^2 mentre il carico della "piccola" volendo fare una stima in eccesso è circa 18 g/dm^2 con 500 g di ballast.
Facendo il parallelo,ammesso sia corretto farlo,trattandosi di mezzi che operano in campi di velocità molto diversi,tra mondo degli alianti e e i loro alter ego modelli,un blanik l 13 ha un carico alare di 261 g/dm^2 a pieno carico,per una riproduzione dello stesso in scala 1:3 un carico di circa 100 120 g è ragionevole quindi il rapporto è all'incirca rispettato tra carichi alari di modelli di alianti e loro cugini reali e di modelli di para e loro cugini reali.
Naturalmente prendere in considerazione solo il carico alare è solo una parte del problema e bisognerebbe prendere in considerazione anche le corde alari e i profili,per esempio per vedere i NR di lavoro dei profili stessi,naturalmente considerando sempre che i profili sono diversi.
A occhio e croce la media delle corde(parlo di corda geometrica) del modello è circa 1/4delle corde della vela 1:1.
In maniera assolutamente empirica e intuitiva alla luce delle prove effettuate,queste poche e approssimative considerazioni mi porterebbero a pensare che il carico del modello forse è insufficiente ma anche qui non sono molto sicuro.Dovrei fare delle prove con almeno 500 g di ballast in piu' e porterei il carico a 24 g/dm^2 circa contro sempre 40 del caso reale..
Un 'altra problematica è data dalla regolazione della lunghezza dei freni e dalla posizione di neutro delle braccia che regolano l'assetto della vela in volo.
Nel mondo "reale" la posizione di neutro(chiamata velocità intermedia) è data all'incirca alle orecchie del pilota e a questa mi sono rifatta anche per il modello.
Cosi facendo l'escursione a picchiare è molto inferiore rispetto all'escursione a cabrare per la forma delle braccia e per la posizione relativa tra queste e il fulcro dei freni,forse un movimento lineare rispetto a uno rotatorio aiuterebbe in tal senso..
Insomma spero che queste mie righe possano servire da stimolo per il proseguimento di questa credo interessante discussione.
ultima cosa..nel penultimo numero di modellismo ho letto una recensione di un prodotto italiano;sarebbe molto interessante sentire il punto di vista competente e illuminato del produttore progettista,sempre legga la lista del Barone
Maurizio |