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Vecchio 11 febbraio 11, 20:48   #43 (permalink)  Top
longiano
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Si chiama resina fenolica un tipo e PEEK un altro tipo,
poi naturalmente cè il poliamide ,queste le carateristiche

Resina fenolica e fibre di carbonio Vyncolit ha introdotto una nuova generazione di compositi rinforzati con fibre di carbonio destinata a competere con i tecnopolimeri di fascia alta.
Il prodotto, denominato Vyntec, utilizza una matrice costituita da resina fenolica rinforzata con fibre di carbonio ed è destinato alla sostituzione dei metalli in applicazioni tecniche, in particolare in ambienti aggressivi.
Secondo Willem Lossy, Marketing Manager Europe della Vyncolit: “Vyntec assicura un miglior controllo dei costi in applicazioni che in precedenza erano appannaggio esclusivo di materiali più costosi. Fondamentale, a questo proposito, è il fatto che rispetto a materiali alternativi quali PEI e PEEK, i risparmi sui costi assicurati da Vyntec non sono accompagnati da una riduzione delle prestazioni: i test effettuati dimostrano anzi che le prestazioni di Vyntec possono non solo uguagliare quelle di materiali di costo elevato, ma in molti casi addirittura superarle.”
Utilizzando come rinforzo fibre di carbonio di peso ridotto, Vyntec presenta una densità contenuta (1,35-1,55 g/cm3), che si traduce in un elevato rapporto rigidità/densità.

Inoltre, segnala la società, l’impregnazione ottimale delle fibre di carbonio assicura elevate proprietà termomeccaniche e di resistenza chimica, anche alle alte temperature, mentre le eccellenti caratteristiche tribologiche offrono elevata resistenza all’usura e basso coefficiente d’attrito ad alta temperatura.
Grazie a queste sue proprietà, Vyntec è indicato nella produzione di pezzi interconnessi in movimento, o qualora risulti impossibile o sconsigliabile lubrificare le parti in movimento. E' il caso, per esempio, di rotori e giranti di pompe per vuoto o per fluidi, cuscinetti, elementi di tenuta di motori e impianti frenanti.
Per verificare le effettive prestazioni di Vyntec, il materiale è stato sottoposto a una serie completa di test comparativi effettuati anche su polietereterchetone (PEEK) rinforzato con fibre di carbonio, generalmente considerato uno dei tecnopolimeri termoplastici più avanzati sotto il profilo delle prestazioni.
Secondo Vyncolit: "In tutti i test condotti, tra cui prove di esposizione ad alte temperature e di invecchiamento in carburanti e olii per auto, nonché prove tribologiche (test BOR - Block on Ring), sono state misurate le prestazioni meccaniche e di usura; le prestazioni di Vyntec sono risultati sovrapponibili o sensibilmente superiori a quelle del tecnopolimero termoplastico PEEK".


polimero VICTREX PEEK standard:• Eccellente resistenza, rigidità e stabilità dimensionale anche in presenza di elevate temperature e in contesti difficili
• Facile da trasformare e leggero rispetto all’alluminio, all’acciaio e al titanio
• Basso coefficiente di frizione ed elevata resistenza all’usura senza necessità di lubrificazione
• Chimicamente resistente e insolubile in tutti maggiori solventi comuni compresi gli acidi, i sali e gli oli
• Presenta basse emissioni di gas, bassa generazione di particelle e una purezza intrinseca, riducendo la contaminazione. È elettricamente isolante


poliamide
poliamide (o poliammide) s. f. [comp. di poli- e am(m)ide]. – In chimica organica, nome dei polimeri contenenti come gruppo ricorrente della macromolecola quello amidico −NHCO−, derivante dalla condensazione di gruppi carbossilici e aminici, e anche gruppi alifatici, aromatici, ecc.; le poliamidi sono dotate di caratteristiche meccaniche eccezionalmente elevate, sono pochissimo igroscopiche, ininfiammabili, indifferenti a quasi tutti i solventi, olî, grassi, agenti chimici di moderata concentrazione, e per il loro carattere termoplastico si prestano a lavorazioni come lo stampaggio per iniezione, la trafilatura, il soffiaggio, la sinterizzazione. Le poliamidi aromatiche, derivate dalla policondensazione della metafenilendiamina col cloruro dell’acido isoftalico o dell’acido tereftalico, sono composti incolori, cristallini, che fondono sopra i 300 °C e presentano una marcata resistenza all’idrolisi e alle radiazioni (ma non alla luce e all’ultravioletto): quella isoftalica viene usata per tessuti antincendio, tute, guanti per piloti, ecc.; quella tereftalica, ancor più resistente al calore e alla trazione, per materiali compositi impiegati in aeronautica, nella fabbricazione di giubbotti antiproiettile, elmetti, gusci da barca.
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