Citazione:
Originalmente inviato da Indoor Il calcolo si fa presto a fare. il Perfect scende a 0,30 mt/sec perciò per perdere 1 mt ci mette 3,33 sec
1850X3,33 = 6160 sec
Diciamo che ogni volo voliamo per 370 sec
6160/370 = 16,67 voli
Ma il dato a mio avviso non ha nessunissima importanza, quello che conta è la quota raggiunta che, per le condizioni che avevo, mi ha fornito un dato per me importante |
Paolo,
vediamo di fare un pò d'ordine. Nel tuo conteggio dimentichi il tempo motore che per le regole dell'Autonomy fa comunque parte del tempo di volo valido per il punteggio.
Provo a impostare il sistema di equazioni dell'Autonomy:
le costanti sono
c = rateo di salita in m/s
d= rateo di discesa in m/s
A = totale tempo motore in secondi (l'Autonomy, appunto)
e le variabili sono
x = tempo motore medio per volo
N = numero voli pieni
con il vincolo di 360 secondi di volo + 10 sec di sicurezza
Quindi abbiamo in teoria
c * x = d * (370 - x) dove x è il tempo motore in secondi e
N = Intero (A / x)
In pratica dato il tempo motore medio per volo si ottiene una quota massima da cui si scende nel tempo rimanente a completare i 360+10 secondi del volo, e poi dividendo il tempo motore complessivo per il tempo motore medio per volo si ottiene il numero di voli potenziali teorici.
Ora, devo ipotizzare per il tuo caso un rateo di salita che tu non hai indicato: diciamo 3 m/s, che data la quota complessiva dichiarata di 1850 metri, danno 617 secondi cioè 10 minuti e 17 secondi di motore. Ovviamente si fa l'ipotesi che c il rateo di salita sia medio rispetto al tempo motore complessivo, nella realtà sarà maggiore all'inizio della scarica batteria e minore alla fine.
Dunque, l'equazione Dapporto 2011 diventa
3 m/s * x = 0,3 m/s * (370 - x) che si risolve per x = 34 secondi arrotondati all'intero,
quindi tu puoi teoricamente fare 617 / 34 = 18 voli pieni più spiccioli che saranno composti da 34 secondi motore e 336 di planata da 102 metri di quota.
Penso che questi calcoli siano importanti per avere un'idea della strategia da seguire in gara: se tu vuoi fare più di 18 voli, devi usare meno tempo motore, ad esempio provi a salire con solo 20 secondi di motore a 60 metri e da lì cerchi una termica e poi ti rimangono 14 secondi per un eventuale recupero. Se riesci a "risparmiare" 14 secondi motore a volo in due voli e mezzo ti sei guadagnato un altro volo oltre i 18 di base ... quindi in totale potresti arrivare a 30 voli ...
Adesso veniamo all'equazione Sfogliarini 2010 che parte da un concetto diverso, cioè quello dell'ottimizzazione della composizione del tempo di volo. L'anno scorso con un modello leggero e 2 celle ho provato a portare all'estremo il rapporto tra tempo motore e planata, sfruttando una combinazione motore-riduttore-batteria che dava un tempo motore molto lungo penalizzando c il rateo di salita, tanto l'invariante sono sempre i 360 secondi del volo pieno. Non avendo io mai misurato il rateo di discesa, ma avendo verificato in 120 secondi la salita media per completare il pieno posso comunque calcolare
1 m/s * 120 sec = d * (370 - 120) cioè 0,48 m/s di discesa (evidentemente il mio modello è meno efficiente del tuo, ma questo è logico date le caratteristiche dei due modelli)
Avendo io 1800 secondi di motore, cioè 30 minuti, potevo fare 15 voli esatti. Dato che nell'ultima gara sono arrivato a 13 voli e spiccioli posso dire che devo migliorare le mie capacità di pilotaggio e riconoscimento di ascendenze e discendenze.
Cosa concludiamo? Beh, direi che dall'impianto teorico delle equazioni viene fuori un messaggio ovvio ma vero: per far bene nell'Autonomy bisogna riconoscere le termiche a quote medio/basse (50-70 metri) idealmente sotto motore, per risparmiare l'autonomia della batteria.
Ciao a tutti, Bruno