Ciao a tutti,
Questa nuova sezione mi fa tornare alla memoria tanti ricordi, così ho pensato di aggiungere qualcosa; spero che sia di gradimento.
Negli anni d'oro dei veleggiatori a volo libero, dopo aver sudato tanto col modello al traino nel tentativo di agganciare l'agognata e benefica termica, accadeva abbastanza spesso di perdere il modello nell'immensità del cielo.
Per ovviare si costruivano gli stabilizzatori "antitermica" che venivano fermati alla fusoliera con una legatura elastica sempre in tensione e potevano ruotare a cabrare di circa 45 gradi generando un momento cabrante che poneva il modello in una situazione di prestallo con conseguente ritorno al suolo.
Il funzionamento era quanto di piu elementare ci fosse: tramite un'altro elastico in tensione tra due anellini avente una miccia incastrata, al bruciare di questa l'elastico si rompeva e lo stabilizzatore, trainato dalla legatura elastica in fusoliera, raggiungeva e manteneva la nuova posizione con l'ausilio di un cordino d'acciaio.
La miccia la si faceva da soli (come tutto il modello del resto

) utilizzando uno spezzone di cordino di cotone imbevuto in una soluzione di salnitro e posto ad asciugare in posizione orizzontale, onde prevenire accumuli non omogenei, quindi se ne bruciava un pezzettino per valutarne il tempo di combustione e conoscere la lunghezza adeguata alle necessità del volo (mai piu di tre minuti comunque).
Allego un disegnino fatto con paint che spero sia piu esplicativo delle parole.
Saluti